Il lavoro prima di tutto. L’economia, la sinistra, i diritti. Un libro di Stefano Fassina

17 giugno 2012

L’ultimo libro di Stefano Fassina, responsabile del dipartimento economia e lavoro del PD, si intitola Il lavoro prima di tutto. L’economia, la sinistra, i diritti (Donzelli, Roma, 2012, pp.191, 16,50 euro: vedi). Vuole essere sia una diagnosi della gravissima crisi economica che ci accompagna dal 2008, sia una indicazione di una possibile via d’uscita, per l’Europa e per l’Italia. Al tempo stesso è una presa di posizione sul tema dell’identità della sinistra. Rispetto a ciò il titolo è già un programma. Il tentativo è interessante, anche perché la sinistra è davvero alla ricerca di una identità più precisa, e merita di essere preso sul serio. Il modo migliore per farlo è un’analisi critica. Illuminante e del tutto condivisibile è la diagnosi della crisi. Ma altri aspetti lo sono assai meno.

Giuseppe Pellizza da Volpedo, Il quarto stato, 1901 (Museo del Novecento, Milano, foto del 27 dicembre 2010)

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Occupy Wall Street. Da New York a Vignola?

13 dicembre 2011

Le voci più chiare contro gli effetti della crisi economica e per un cambio di “sistema” sono quelle dei nuovi movimenti di protesta, dagli Indignados in Spagna a Occupy Wall Street negli USA. Minoranze attive che reagiscono scendendo in piazza al disvelamento degli effetti del “capitalismo scatenato” e dell’incapacità della politica di fronteggiare questa situazione di crisi. Ma queste persone, giovani e non più giovani, non sono né marginali, né isolati. E’ singolare che persone di grande autorevolezza siano oggi schierate al loro fianco. Paul Krugman, economista liberal e premio Nobel per l’economia nel 2008, è una delle voci più autorevoli ed insistenti che oggi sta richiamando l’attenzione sul rischio di un’imminente catastrofe economica e sull’esigenza di un deciso cambio di rotta nel “governo” dell’economia mondiale (per due dei più recenti “allarmi” si vedano gli articoli di Krugman su Il Sole 24 ore del 3 dicembre – vedi – e su la Repubblica del 4 dicembre: vedi). Lo stesso fanno intellettuali autorevoli come Jürgen Habermas, Ulrich Beck, Slavoj Zizek – e molti altri. Essi esprimono preoccupazioni sulla minacciosa sfida che l’economia capitalista ha portato alla società e di cui oggi sono chiaramente manifesti gli effetti, in termini di crescenti disuguaglianze sociali, di ipoteca sul futuro di chi è giovane, di progressiva distruzione ambientale, di rischio di autodistruzione. Ciò nonostante la maggior parte dei cittadini – sbigottita, rabbiosa o rassegnata – assiste senza reazioni evidenti a quanto sta avvenendo all’economia ed alle politiche che gli stati mettono in campo per cercare di scongiurare il rischio di default. Eppure il momento è decisamente critico e stare semplicemente a guardare è un lusso che non ci si può permettere. E’ importante innanzitutto cercare di comprendere eventi e collegamenti, per quanto questi risultino difficilmente decifrabili dalla maggior parte dei cittadini: in Europa, in Italia, a Vignola.

Llyn Foulkes, Where did I go wrong, 1991 - 54a Biennale d'arte di Venezia, 26 agosto 2011

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Primo maggio a Vignola. Interrogativi sul futuro del lavoro

1 Maggio 2011

“Bisogna cambiare un’agenda politica che scarica i problemi della crisi su lavoratori, pensionati, giovani”. Sono parole di Susanna Camusso, segretario generale della CGIL, pronunciate oggi a Marsala alla festa del lavoro. La crisi ed il futuro del lavoro sono state al centro degli interventi anche della manifestazione vignolese. Una manifestazione unitaria – CGIL, CISL, UIL assieme – in un momento non facile delle relazioni tra le tre organizzazioni sindacali. Ma, giustamente, come è stato ricordato dal palco vignolese, in un giorno come questo l’unità è un atto dovuto verso i lavoratori. Resta dunque un messaggio preoccupato per la crisi economica (che ancora morde) e per il futuro dell’occupazione in questo territorio. Diversi gli amministratori locali presenti: il sindaco di Vignola, Daria Denti, quello di Savignano, Germano Caroli, di Marano, Emilia Muratori, l’assessore di Spilamberto, Daniele Stefani. Anche la manifestazione odierna, davvero molto partecipata, ci lascia alcuni interrogativi sul futuro dell’economia di questo territorio. Dunque sulle prospettive occupazionali delle giovani generazioni (vedi). Forse anche qui non sarebbe male aprire un dibattito pubblico, allargato, sulle politiche per lo sviluppo locale. Un dibattito sull’agenda della politica locale: si sta facendo abbastanza per uscire dalla crisi? Leggi il seguito di questo post »


La mia storia nella crisi, di Monica Bononcini

25 novembre 2010

Sono Monica Bononcini
assunta a tempo indeterminato
presso un’azienda di Spilamberto
settore metalmeccanica in specifico impianti elettrici per automazione
ruolo: impiegata amministrativa ufficio e magazzino
25 dipendenti
il 99% dell’attività dell’azienda è dedicata ad un unico cliente: Sitma
Già da maggio del 2007
abbiamo cominciato a sentire una crisi del settore
se prima le commesse erano programmate per l’anno intero
si costruivano anche 50 macchine tutte uguali
(parlo di più di 600 ore di lavoro l’una solo per la parte elettrica)
poi il tutto cambiò profondamente
le commesse erano notevolmente diminuite
si lavorava esclusivamente sul venduto
ogni macchina era una macchina a sé anche profondamente diversa
unica insomma e questo ha lievitato costi e tempi di lavorazione

Aspettavamo la crisi
ma mai ci saremmo aspettati
di perdere il lavoro completamente.

Monica Bononcini legge la sua "storia" nella crisi economica all'incontro su "I lavoratori e i disoccupati di fronte alla crisi economica" organizzato dalle liste Vignola Cambia e Città di Vignola (24 novembre 2010)

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Oltre la crisi economica. Guardare lontano

23 novembre 2010

Mercoledì 24 novembre, ore 20.30 al Teatro Cantelli di Vignola, si tiene un incontro su “I lavoratori e i disoccupati di fronte alla crisi economica”. L’incontro è organizzato dalle liste di cittadini Vignola Cambia e Città di Vignola e vede la partecipazione di Andrea Fumagalli, docente di economia all’Università di Pavia; Donato Pivanti, segretario provinciale della CGIL; Emore Manzini, responsabile di zona della CISL. Oggi è chiaro a tutti che la crisi economica non verrà superata velocemente e che oggi più di ieri si manifestano gli effetti negativi sul mercato del lavoro. Tra i paesi avanzati l’Italia è quello che ha subito il calo maggiore durante la crisi. Ad eccezione della Spagna, è anche quello che è cresciuto meno nel periodo successivo (vedi). Ragionare sugli effetti della crisi nel nostro territorio significa innanzitutto monitorare e comprendere l’andamento del mercato del lavoro. Ma non si tratta solo del dato quantitativo di quanti posti di lavoro sono stati distrutti, cancellati in conseguenza della crisi economica (vedi). Si tratta, infatti, anche di monitorare l’evoluzione qualitativa dell’occupazione. L’apertura di un McDonald’s, infatti, non è la stessa cosa dello sviluppo di un’azienda Hi-Tech o dell’attivazione sul territorio di un pezzetto del Tecnopolo di Modena – un esempio che non è affatto casuale. Leggi il seguito di questo post »


Come uscire dalla crisi economica? Un incontro pubblico promosso dalle liste Vignola Cambia e Città di Vignola

20 settembre 2010

Mercoledì 22 settembre, ore 20.30 nella sala dei Contrari della Rocca di Vignola, le due liste di cittadini Vignola Cambia (vedi) e Città di Vignola, promuovono un incontro pubblico sul tema “Come uscire dalla crisi economica”. Al tavolo dei relatori saranno presenti: Claudio Biondi, consigliere delegato di ApoFruit Italia (la società che ha rilevato Agra: vedi); Luciano Fecondini, imprenditore del settore biomedicale; Andrea Fumagalli, docente di economia all’Università di Pavia (vedi); Dino Piacentini, imprenditore e presidente dell’Associazione delle Piccole e Medie Imprese (APMI) di Modena; Graziano Poggioli, consigliere dell’associazione dei produttori biologici dell’Emilia-Romagna (Prober). La diversità dei punti di vista annuncia un dibattito ricco ed interessante, con l’obiettivo di offrire stimoli per impostare politiche di sviluppo anche locale che aiutino questo territorio ad uscire dalla crisi con un “profilo alto”, ovvero puntando sull’innovazione e non sui “cattivi” posti di lavoro. Nel tentativo di offrire qualche stimolo alla partecipazione svolgo qui tre considerazioni: sull’esigenza di abbandonare definitivamente la vodoo politics (leggere sotto che cosa si intende) in materia di politiche anti-crisi; sul ruolo (ad oggi mancato) delle Fondazioni bancarie nell’impostare programmi di sviluppo di medio-lungo periodo; sulla prima serie di occasioni perse da questo territorio (che si chiamano SIPE, PSC, APEA) – e non è detto che ci sia una seconda opportunità. Leggi il seguito di questo post »


Comuni in downsizing. Un consiglio dell’Unione in seduta aperta

24 luglio 2010

Si è svolto giovedì 22 luglio a Spilamberto il consiglio dell’Unione Terre di Castelli, convocato in “seduta aperta” (ovvero, anche i cittadini avevano la possibilità di prendere la parola ed intervenire), dedicato a “manovra finanziaria correttiva (decreto legge n.78/2010) – impatto sull’Unione Terre di Castelli e sui Comuni aderenti”. 7 i sindaci presenti (mancava il sindaco di Castelnuovo, assente giustificato) e 10 i consiglieri (di cui 2 di minoranza) – per l’istituzione, dunque, presenti 17 su 31.  Circa 60 i partecipanti tra il pubblico (meno di 1 ogni mille residenti nel territorio dell’Unione). Dopo l’introduzione del Presidente Lamandini il dibattito ha visto 14 interventi, in parte di sindaci e consiglieri, ma anche di qualche “esterno” (Patrizia Palmieri ed Anna Paragliola della CGIL –sindacato che ha sollecitato questo evento istituzionale; Claudio Migliori di CNA; io; Roberto Melotti della CISL Modena; Marco Villa, giovane consigliere comunale di Spilamberto; Angelo Fregni). I numeri e la specificazione degli intervenuti al dibattito solo per dire che la performance si può ampiamente migliorare, sol che si voglia abbandonare queste formule rituali del dibattito politico. Il tema in effetti è di primaria importanza, visto che stiamo parlando di “downsizing”: riduzione delle risorse a disposizione degli enti locali in conseguenza della manovra che il governo sta ancora definendo, ma la cui portata è definita (oltre 24 miliardi di euro in due anni). Sono tagli pesanti che colpiscono Regioni, Province e Comuni e che costringeranno a ridurre la spesa locale ed a tagliare iniziative e servizi. Leggi il seguito di questo post »


Nel distretto di Vignola la crisi colpisce di più gli italiani o gli stranieri?

21 luglio 2010

Come abbiamo già visto in un precedente post (vedi) la crisi economica ha avuto (e sta avendo tutt’ora) effetti sull’andamento demografico di Vignola. Mentre infatti la città è cresciuta in media di 350-400 residenti all’anno negli ultimi anni, da metà 2009 la crescita demografica ha fortemente rallentato, fino a quasi fermarsi. La popolazione residente è infatti passata da 24.504 (alla data dei 31 luglio 2009) a 24.580 (al 30 giugno 2010). In 11 mesi essa è cresciuta solo di 76 unità.

Andamento della popolazione residente a Vignola (dal 31 dicembre 2008 al 30 giugno 2010)

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