Dibattito sull’Unione Terre di Castelli: possibile che siamo ancora all’anno zero?

27 febbraio 2010

Giovedì 25 febbraio al consiglio dell’Unione Terre di Castelli c’è un nutrito ordine del giorno: ben 14 i punti da trattare! Affogato tra questi ve n’è uno che ha un po’ più di importanza rispetto agli altri. Non solo per il suo contenuto. Ma anche perché è una sorta di termometro dello stato di salute “politica” dell’Unione. Si tratta del punto n.6: “Esame e approvazione delle convenzioni per il trasferimento di funzioni e servizi all’Unione Terre di Castelli. Provvedimenti”. Qui il testo della delibera (vedi) – della cui descrizione o presentazione non trovate nulla neppure nel sito web dell’Unione. Si tratta, comunque, di un aggiornamento del trasferimento di funzioni e servizi dai comuni all’Unione, reso necessario anche a seguito del suo allargamento e, dunque, dall’acquisizione di funzioni precedentemente in capo alla Comunità Montana Modena Est, ora disciolta. E’ un atto la cui importanza non va taciuta, ma di cui probabilmente non c’è grande consapevolezza neppure in chi siede nei banchi del consiglio. Anche per il fatto che la discussione vera si è svolta nella giunta dell’Unione – il Consiglio ha svolto indubbiamente un ruolo del tutto marginale (ma non c’è da stupirsi: è stato scientemente “costruito” per questo). Gli aspetti rilevanti della questione sono due: la non adesione del Comune di Savignano alla gestione unitaria della Polizia Municipale e, secondariamente, il dibattito-valutazione sullo stato dell’Unione, con la “solita” polarizzazione tra maggioranza e opposizione. Vediamo. Leggi il seguito di questo post »


Il deserto della politica. Una seduta del Consiglio dell’Unione

13 febbraio 2009

Mercoledì 11 febbraio 2009, ore 21, Consiglio dell’Unione Terre di Castelli. All’ordine del giorno, tra le altre cose, anche la modifica dello statuto dell’Unione e l’approvazione del bilancio di previsione 2009. Tre riflessioni a partire da altrettanti micro-episodi per gettare luce sulla politica locale e lo “svuotamento di significato” delle istituzioni “rappresentative”. Leggi il seguito di questo post »