L’Unione fuori dalla palude: come fare?

25 aprile 2016

La diagnosi è ampiamente condivisa. Diversi sindaci lo pensano. Lo stesso molti degli attuali consiglieri dell’Unione Terre di Castelli. Ex-amministratori concordano. L’Unione Terre di Castelli sta passando un grave momento di difficoltà (vedi). Il peggiore da quando è nata. L’immagine della “palude” – un terreno su cui si avanza, se si avanza, con grande difficoltà – vuole richiamare la difficoltà a prendere decisioni, ad affrontare progetti impegnativi, a mettere in agenda progetti di cui questo territorio avrebbe un grande bisogno (uno su tutti: interventi per lo “sviluppo locale”: vedi) ma di cui neppure percepisce l’urgenza. Circa un anno fa il sindaco di Castelnuovo Carlo Bruzzi chiese un “tagliando” sull’accordo che aveva portato il civico Mauro Smeraldi alla presidenza dell’Unione (vedi). Non se n’è fatto nulla. La vicenda della Polizia Municipale, il tira-e-molla sull’ASP, il PSC perso nelle nebbie, una progettazione culturale e turistica di territorio che non riesce a decollare – sono le manifestazioni di questa fase di stallo. Oggi evidente a tutti. Ed esplosa ulteriormente con il voto sul bilancio di previsione 2016 (vedi). Un’istituzione zoppa, dunque. Che determina di fatto un arretramento di questo territorio – mentre altri territori e soprattutto altre città risultano molto più dinamici. In questa condizione di depressione istituzionale la giunta ha data “rassicurazioni” ai due gruppi consiliari che in futuro ci sarà maggiore coinvolgimento. Il consigliere M5S Filippo Gianaroli, a sua volta, ha proposto un paio di modifiche al Regolamento del consiglio (turni di parola organizzati diversamente; differenza fra interrogazione ed interpellanza). Poi è calato il sipario. Insomma, la montagna ha partorito il topolino! Né le promesse fatte oggi per un futuro lontano, né un ritocco al funzionamento del consiglio dell’Unione sono sufficienti ad attutire il disagio istituzionale. Men che meno a rimettere l’Unione in carreggiata, portandola fuori dall’attuale “palude”. Serve altro. Leggi il seguito di questo post »


Il sindaco di Castelnuovo, Carlo Bruzzi, chiede un “tagliando” sulla gestione dell’Unione

17 agosto 2015

Grido d’allarme, appello, invito. Comunque sia le affermazioni di Carlo Bruzzi, sindaco di Castelnuovo, meritano di essere prese sul serio. Se non altro perché fu proprio lui a proporre la candidatura del civico Mauro Smeraldi, appena divenuto sindaco di Vignola, a presidente dell’Unione Terre di Castelli (vedi). Anche a costo di suscitare qualche mal di pancia nel suo partito, il PD. E ora, anche se in modo decisamente irrituale (dalle colonne de Il Resto del Carlino dell’11 agosto scorso: pdf) e con una ricostruzione delle difficoltà del primo anno un po’ di parte, chiede un “tagliando” al patto tra i sindaci dell’Unione di un anno fa. In effetti il bicchiere dell’Unione è a metà: mezzo pieno o mezzo vuoto a seconda dell’umore e delle aspettative di chi osserva. In ogni caso l’auspicio di Bruzzi è condivisibile: “le potenzialità per cambiare marcia ci sono tutte”. Leggi il seguito di questo post »


Strange days. L’Unione Terre di Castelli nella legislatura 2014-2019

4 settembre 2014

Già l’elezione del “civico” Mauro Smeraldi a presidente dell’Unione Terre di Castelli è stato un fatto nient’affatto scontato e, a suo modo, strano (vedi). A cui ne sono seguiti altri, come, ad esempio, la costituzione di soli due gruppi consiliari. Da un lato il gruppo “centrosinistra per le terre di castelli”, con 17 componenti, di cui 5 sindaci (capogruppo lo spilambertese Marco Villa). Dall’altro il gruppo “cittadini insieme nell’Unione”, con 14 componenti, di cui 3 sindaci (capogruppo il vignolese Mauro Minozzi). Insomma, l’Unione Terre di Castelli cerca un suo originale percorso per riuscire a gestire senza esasperanti conflitti un’accresciuta eterogeneità, sia politica (l’irruzione delle liste civiche al governo prima di Savignano, poi anche di Vignola), sia territoriale (dal 2009 l’Unione è un inedito mix di comuni della fascia pedemontana – il nucleo originario – e di area montana; in prospettiva, inoltre, c’è pure l’ingresso di Montese). Operazione non facile e non priva di incertezze. Ma forse il modo più produttivo per recuperare capacità di fare, evitando di rimanere bloccati dai reciproci poteri di interdizione. Insomma, una versione locale delle “larghe intese”. Leggi il seguito di questo post »


Mauro Smeraldi è il nuovo presidente dell’Unione Terre di Castelli

31 luglio 2014

Ha richiesto davvero poco tempo l’elezione delle principali cariche istituzionali dell’Unione Terre di Castelli, avvenuta in occasione del consiglio di insediamento di stasera, 31 luglio. Nel volgere di meno di un’ora era tutto fatto. La giovanissima Francesca Cassanelli (consigliere di Castelnuovo Rangone, della lista “Centrosinistra per Castelnuovo e Montale”: vedi) è stata eletta presidente del consiglio dell’Unione (un solo astenuto). Vicepresidente del consiglio è stato eletto Erio Linari (consigliere comunale di Savignano, della Lista dei cittadini – Insieme per Savignano). E come aveva proposto pubblicamente un mese fa il sindaco di Castelnuovo Carlo Bruzzi (vedi), alla presidenza dell’Unione è stato eletto (all’unanimità) il sindaco di Vignola Mauro Smeraldi. Un successo impensabile poco tempo fa. Ma anche una grandissima responsabilità. Leggi il seguito di questo post »


Recuperare forza e strategia per l’Unione Terre di Castelli

24 giugno 2014

L’apertura di credito è di quelle pesanti. Viene dal sindaco di Castelnuovo, Carlo Bruzzi: “la cosa più naturale e logica è che il ruolo di presidente dell’Unione sia affidato al sindaco del comune capofila, per 5 anni. Nel nostro caso toccherebbe a Vignola, quindi a Smeraldi: ecco la mia proposta. Spero che non si perda tempo in trattative sterili, così da poterci subito tuffare sul lavoro” (Il Resto del Carlino, 19 giugno 2014, p.23). Proposta tutt’altro che scontata, anzi decisamente coraggiosa (e che ha già suscitato gli strali dell’ex-presidente Francesco Lamandini che si è dato il ruolo di difensore dell’ortodossia PD), ma anche profondamente saggia. La sfida dell’Unione, infatti, è quella di recuperare forza politica e capacità strategica, valorizzando le prospettive di innovazione dischiuse con l’avvento dell’amministrazione “civica” vignolese, ma anche delle nuove amministrazioni PD di Spilamberto e Castelvetro. Leggi il seguito di questo post »


Discorso sullo stato dell’Unione: c’è qualcuno in grado di farlo?

29 gennaio 2012

All’ordine del giorno del consiglio dell’Unione Terre di Castelli di giovedì 2 febbraio è iscritto l’avvicendamento alla presidenza: Daria Denti, sindaco di Vignola, al posto di Francesco Lamandini, sindaco di Spilamberto. Le ragioni di tale avvicendamento non sono state rese pubbliche (vedi). Difficile pensare, dunque, che siano funzionali al rafforzamento dell’Unione. Più probabile che servano a rafforzare le chances di carriera politica del sindaco di Vignola. Peccato. Perché di altro ci sarebbe bisogno, come emerge da una indagine fatta tra i 31 amministratori (sindaci e consiglieri) dell’Unione (il report dell’indagine è datato 16 dicembre 2011, ma non è ancora stato reso pubblico; qui il pdf). Dell’Unione nessuno vuol fare a meno, ma nessuno ne è pienamente soddisfatto. Si potrebbe sintetizzare così quanto emerge. Gli elementi apprezzati sono tanti, ma tanti sono anche i punti di criticità. Eppure nella lettera “di commiato” che Francesco Lamandini ha firmato il 18 gennaio scorso (pdf) non c’è alcun accenno ai nodi critici ed alla necessità di mettere in agenda un’azione incisiva per affrontarli e lasciarseli una volta per tutte alle spalle. Ma se il “discorso sullo stato dell’Unione” non lo fa il presidente, chi lo può fare? Forse è bene che sia un discorso collettivo. Ecco il mio contributo. Leggi il seguito di questo post »


Programma di legislatura e bilancio 2010 dell’Unione: approvati con “correzioni”

19 marzo 2010

E’ grazie a due giovani consiglieri dell’Unione Terre di Castelli, Umberto Costantini (gruppo Centrosinistra – Partito Democratico) e Chiara Smeraldi (gruppo Cittadini insieme nell’Unione), il primo di maggioranza, la seconda di minoranza, se l’approvazione del Programma di legislatura dell’Unione Terre di Castelli non si è risolta in un mero atto formale. Ricordiamo che la mancata presentazione del Programma di legislatura aveva impedito, nella seduta dell’11 marzo scorso, l’approvazione del Bilancio di previsione 2010 dell’Unione. Leggi il seguito di questo post »


Un raffazzonato programma di legislatura per l’Unione

16 marzo 2010

Nel Consiglio dell’Unione Terre di Castelli di giovedì 18 marzo verrà presentato e messo ai voti il famigerato Programma di legislatura 2010-2014 dell’Unione (ecco qua il documento in pdf di 27 pagine: vedi). La sua mancata presentazione ha determinato il rinvio dell’approvazione del Bilancio di previsione 2010, inizialmente prevista per giovedì 11 marzo (vedi). Per non ritardare ulteriormente l’approvazione del bilancio è stato dunque redatto in fretta e furia un documento programmatico. E si vede. Leggi il seguito di questo post »


Cosa succede all’Unione Terre di Castelli? Impuntatura sul programma di legislatura

13 marzo 2010

Davvero singolare la seduta del Consiglio dell’Unione Terre di Castelli di giovedì 11 marzo. Ha dato l’idea di una Giunta e di una maggioranza che arrancano. All’ordine del giorno c’è l’approvazione del bilancio di previsione 2010. Ma l’approvazione non c’è stata. Non c’è stata neppure la messa ai voti. Semplicemente il punto è stato rinviato ad una seduta consiliare che, oggi, è stata fissata per il prossimo 18 marzo (vedi). E’ infatti successo che un consigliere dell’opposizione, Simone Pelloni del gruppo Cittadini insieme nell’Unione (ma consigliere della Lega Nord a Vignola), abbia ricordato al Presidente, alla Giunta, alla maggioranza tutta che lo Statuto dell’Unione prevede che prima del primo bilancio di previsione (o almeno contestualmente) il Consiglio dell’Unione approvi anche il Programma di Legislatura (è l’art.19, comma 1; ne ho parlato in un post del 27 febbraio, al punto 3: vedi). Il fatto è che questo Programma di legislatura … non c’era! Difficile pensare ad una svista (sia in Giunta che tra i consiglieri di maggioranza vi sono persone che ben conoscono il punto, tra questi Maurizio Piccinini, capogruppo del gruppo Centrosinistra – Partito Democratico). E’ invece, probabilmente, un caso di trascuratezza, di sciatteria politico-istituzionale. Le norme che presiedono al funzionamento delle istituzioni vengono piegate in base agli interessi politici. Vediamo. Leggi il seguito di questo post »


Sciatteria istituzionale al Consiglio dell’Unione Terre di Castelli?

1 novembre 2009

L’episodio è avvenuto nella seduta di giovedì 29 ottobre del Consiglio dell’Unione Terre di Castelli. Ed è un episodio di mancato rispetto delle regole che presiedono al funzionamento del Consiglio ed in particolare di negazione delle prerogative (dei “poteri”) attribuite ad ogni singolo consigliere comunale. L’episodio ha riguardato Simone Pelloni, consigliere di minoranza appartenente al gruppo consiliare “Cittadini insieme nell’Unione” (e che fa parte del gruppo Lega Nord in consiglio comunale a Vignola). Visti questi ingredienti l’impressione che un osservatore ne ricava è che le norme che presidono al funzionamento dell’istituzione-consiglio non siano state seguite per ragioni politiche. Ma anche fosse solo per disattenzione o “leggerezza interpretativa” o convenienza del momento la cosa non sarebbe meno grave. In ogni caso è decisamente opportuno recuperare quanto prima una corretta “impostazione”. Leggi il seguito di questo post »