Serve ancora il consiglio comunale a Vignola?

6 novembre 2013

Che i consigli comunali non godano di buona salute è cosa nota da tempo (vedi). Nonostante ad essi il legislatore abbia assegnato due funzioni chiave nell’amministrazione comunale – quelle di “indirizzo e di controllo politico-amministrativo” (così recita il Testo Unico degli Enti locali, il Decreto Legislativo n.267/2000, all’art.42, comma 1: vedi) – i consigli comunali sono in genere incapaci di svolgerle adeguatamente. Di fatto la funzione di “indirizzo politico-amministrativo” è esercitata dal sindaco (il consiglio segue, non detta la linea). Per quanto riguarda la funzione di “controllo politico-amministrativo” viene esercitata in modo assai blando ed è dunque priva di efficacia. E’ un fenomeno a cui non sfugge il consiglio comunale di Vignola. Che deprivato ed incapace di esercitare i poteri effettivi che il legislatore gli ha assegnato tende a cercare nuove funzioni da esercitare. Ne è un segnale anche l’attuale dibattito (sic) circa l’impiego delle risorse assegnate ai gruppi consiliari (nulla a che vedere con l’impiego disinvolto, finito sui giornali, da parte dei consiglieri regionali: vedi). Poiché un consiglio comunale che non funziona adeguatamente abbassa la qualità delle decisioni politico-amministrative (la qualità dei programmi e dei progetti) è bene non trascurare il tema (si potrebbe dire che la “scarsa qualità” – a volte un vero e proprio eufemismo – di tali deliberazioni è il vero costo della politica: vedi). Vediamo, dunque. Leggi il seguito di questo post »


Il 24 settembre si elegge il nuovo presidente del consiglio comunale. Una riflessione

23 settembre 2013

Martedì 24 settembre all’ordine del giorno del consiglio comunale c’è l’elezione del nuovo presidente del consiglio dopo le dimissioni di Giancarlo Gasparini avvenute, non senza polemica, il 19 giugno scorso (vedi). Dopo tre mesi di black-out la maggioranza si appresta dunque ad eleggere un nuovo presidente del consiglio. Indipendentemente da ciò che potrà succedere martedì sera – siamo oggi nella fase del toto-nomi e dei pronostici circa il coinvolgimento o meno delle minoranze nella scelta – questo passaggio istituzionale avrebbe un’importanza che nessuno sino ad ora ha colto, men che meno dalle parti della maggioranza. La scelta della persona a cui affidare questa carica, infatti, dovrebbe essere legato ad un progetto sul funzionamento dell’istituzione consiliare. Ma certo non è questa la preoccupazione del PD che ha invece tutto l’interesse ad un consiglio comunale messo ai margini dei veri processi decisionali – come tradizionalmente avviene e come è stato ancora di più con l’amministrazione Denti. Leggi il seguito di questo post »


Democrazia o ancien régime? Si vieta la ripresa video dei lavori delle commissioni consiliari, di Roberto Monfredini

29 luglio 2013

Un solco tra cittadini ed istituzioni. Distacco dalla cosa pubblica. Una massa indecifrabile di persone che rinuncia al voto, che pure è un diritto. Si tratta di fenomeni in crescita nell’Italia di questi anni. Eppure il desiderio di trasparenza sta crescendo nelle giovani generazioni, ormai abituate a viaggiare con Internet e non solo. Ma ciò si scontra  con  la  burocrazia e l’irrigidimento delle strutture amministrative locali. Lo testimonia prima la vicenda delle riprese video dei lavori del consiglio comunale ed ora anche delle commissioni consiliari. Con episodi preoccupanti a Castelvetro e Spilamberto. Leggi il seguito di questo post »


Consiglio comunale 2004-2009. Valutazioni? Insegnamenti?

20 marzo 2010

“Trovare un ruolo a vetusti organismi come le assemblee elettive di fronte alla modernità delle sfide che incombono sui governi locali è un tema che sembra appassionare pochi intimi.” Questo l’incipit di un libro sul governo locale e sul ruolo delle assemblee elettive (il saggio è di Massimo Morisi, in Brasca A., Morisi M. (a cura di), Democrazia e governo locale. Il ruolo delle assemblee elettive, Il Mulino, Bologna, 2003, p.13: vedi). Che poi sarebbero i consigli comunali (o provinciali). Insomma, si tratterebbe di “vetusti organismi” che un ruolo non l’hanno (e per questo gli andrebbe trovato). Grosso modo questo è il pensiero sull’argomento della maggior parte degli esperti. Certo, non è questa una considerazione entusiasmante per chi si appresta a rievocare alcuni aspetti del consiglio comunale della legislatura da poco trascorsa, quella 2004-2009, relativa al secondo mandato del sindaco Roberto Adani.
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Un antropologo in Consiglio Comunale

2 settembre 2009

Ore 22.30 di mercoledì 2 settembre. La seduta del Consiglio Comunale di Vignola è in corso. E’ in trattazione il secondo punto all’ordine del giorno, ovvero la discussione delle linee programmatiche di governo per il mandato elettorale 2009/2014 – linee che il sindaco Daria Denti ha illustrato, in modo assai schematico per la verità, nella seduta del 7 agosto scorso. Sino ad ora sono intervenuti, nell’ordine, i consiglieri Daniele Mislei e Gianluca Castagnini (entrambi del PD), Marco Santunione (Italia dei Valori), Vera Ricci (PD), Graziano Fiorini (Lega Nord), Giancarlo Ceci (PdL), Simone Pelloni (Lega Nord). Altri interverranno in seguito (io però alle 22.30 esco dall’aula). Tra il pubblico poco meno di 20 cittadini assistono al dibattito, sino a quel momento sviluppatosi per poco più di un’ora (il Consiglio Comunale, convocato per le 21.00, è iniziato in verità alle 21.25 – annoso problema quello della puntualità in politica). Mi chiedo come si può “leggere” l’evento in corso. Forse con gli occhi di un antropologo (o, detto altrimenti, un etnologo) si vede qualcosa di nuovo. Proviamo. Proviamo a pensare a Marc Augé che invece di stare seduto nel metrò di Parigi ad osservare uno dei “non luoghi” della modernità (vedi), si trova seduto tra il pubblico di quel luogo “virtuale” che è il Consiglio Comunale di Vignola. Leggi il seguito di questo post »