Domenica 23 aprile ore 16.30 visita guidata alla chiesa di San Michele Arcangelo di Campiglio

22 aprile 2017

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Il 2 maggio 1845, in un tripudio di festa, la chiesa fu benedetta dall’arciprete di Vignola, don Angelo Cervi, con solennità e con la presenza di altri nove sacerdoti. Alla festa seguì, per alcuni giorni, un corso di sacre missioni, con “un numerosissimo concorso di individui” e con copiosi frutti spirituali.” Era la chiesa di San Michele Arcangelo di Campiglio, da poco ricostruita dopo il crollo del 1841 (causato da un intervento che doveva essere riparativo, ma che condotto da muratori di Marano che “operarono ignorantemente”, provocò il crollo del coperchio del presbiterio). La chiesa venne ricostruita in una diversa posizione, appoggiandosi a quanto rimaneva della rocca di Campiglio. Ed è così che noi la vediamo oggi – singolare chiesa con l’abside appoggiata al torrione dell’antica rocca. Domenica 23 aprile, ore 16.30, sarà possibile visitarla (la chiesa è di norma chiusa) e venire a conoscenza della sua storia, dei suoi parroci, degli arredi e delle opere d’arte che contiene. La visita guidata sarà condotta da Maria Cristina Vecchi, cultrice di storia locale (nonché socia fondatrice di Archivivi). La visita è gratuita, basta trovarsi alle 16.30 all’ingresso della chiesa. Occasione da non lasciarsi scappare per chi vuol conoscere davvero la vecchia chiesa parrocchiale di Campiglio. Leggi il seguito di questo post »

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Guida alla Chiesa Parrocchiale di San Michele Arcangelo di Campiglio, una pubblicazione di Maria Cristina Vecchi

1 dicembre 2016

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Venerdì 2 dicembre, ore 20.30 presso Palazzo Barozzi (Piazza Contrari 3) a Vignola, viene presentata la pubblicazione Guida alla Chiesa Parrocchiale di San Michele Arcangelo di Campiglio di Maria Cristina Vecchi. Assieme all’autrice interverranno Matteo Al Kalak, ricercatore presso la Scuola Normale Superiore di Pisa (parlerà di Chiese ed edifici di culto dopo il Concilio di Trento), e Angelo Mazza, ispettore onorario del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (presenterà la Guida alla Chiesa Parrocchiale di San Michele Arcangelo di Campiglio). Ad introdurre la serata Don Stefano Andreotti, già parroco di Campiglio. Leggi il seguito di questo post »


Economia della seta a Vignola tra ‘600 e ‘700

18 agosto 2015

E_Home 1796 28lug2010 285Mia nonna, Sola Rosa, classe 1916, la cui famiglia (contadina) risiedeva nei pressi di Ca’ de Barozzi, raccontava che quand’era giovane metteva “in seno” (avvolte in una pezzolina di lino) le uova del baco da seta per facilitarne la schiusa. Erano gli anni ’30. La coltivazione dei bachi da seta (filugelli: vedi) costituiva allora un’importante fonte aggiuntiva di reddito nell’economia contadina. Come ricorda Augusta Redorici Roffi (Terre di Vignola, Vignola, 1994, p.19) “l’allevamento dei bachi da parte dei mezzadri vignolesi è documentato a tutto il 1930” (riporta anche che tramite ferrovia vennero spediti da Vignola, nel 1880, 1.043 kg. di bozzoli). Con anche ricadute industriali sul territorio, come la filanda di Spilamberto (di proprietà del milanese Erba Giuseppe; la cronaca dello sciopero delle filandiere di Spilamberto, del 1907, è riportata in “Gente di Panaro”, n.1, 1999, pp.143-162). Corrispondentemente anche la campagna di questo territorio ha risentito dello sviluppo dell’industria della seta, con la diffusione degli alberi di gelso (con i cosiddetti “suoli morati”), delle cui foglie veniva alimentato il baco (vedi). Questa produzione veniva quindi raccolta in mercati locali normalmente denominati “pavaglione”. Di uno di questi mercati locali, il pavaglione di Campiglio, vi sono documenti amministrativi nell’Archivio Storico Comunale di Vignola. La loro analisi potrebbe gettare un po’ di luce su quest’aspetto non molto conosciuto dell’economia locale del XVII-XVIII secolo. Leggi il seguito di questo post »


La collina di Vignola: le immagini

2 giugno 2010

La collina ad ovest di Vignola. “Sopra” la città. Con il borgo di Campiglio, la chiesa di San Michele Arcangelo, la località Santa Croce, la località Il Poggio, Santa Maria Rotonda (XV secolo). Villa Martuzzi, il sentiero panoramico da Campiglio alla Pieve romanica. Alla sua base, oltre alla Pieve, anche il Mulino di Tavernelle (XVII secolo). Occorre recuperare il legame della città con questa parte di territorio (vedi). Davvero bello.

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Vignola ha perso il rapporto con la sua collina

23 maggio 2010

Al giorno d’oggi abitare in città significa sempre più perdere il contatto con l’ambiente circostante, con la campagna ed il resto del territorio. Le cause di ciò sono molteplici. Il complesso dei bisogni alimentari è soddisfatto da pochissime grandi strutture: supermercati ed ipermercati. Le relazioni punto-punto con le aziende agricole del territorio non ci sono più da tempo, né sembra potersi affidare per ricostruirle ad una “Strada dei vini e dei sapori” in crisi economica e di idee (vedi1; vedi2). Oltre a ciò una mobilità tutta centrata sull’automobile porta a conoscere il territorio come se questo fosse limitato alla porzione immediatamente a ridosso delle strade. Il paesaggio più “frequentato” è quello che si vede dal finestrino dell’automobile – come se esso fosse in realtà null’altro che una serie di fondali di cartone che costeggiano la strada. Questi ed altri tratti della vita moderna hanno come conseguenza una conoscenza molto selettiva del territorio ed una generale perdita di consapevolezza e di significato di una rilevante parte dei “segni” storici della presenza dell’uomo. Anche Vignola ed i suoi abitanti soffrono di questa sindrome. Leggi il seguito di questo post »