Trent’anni di errori sul fiume Panaro. E ora?

29 aprile 2017

J_fiume-31mar2012-010

La situazione in cui versa oggi il fiume è il frutto di decenni di rapina, di abbandono e di interventi a dir poco errati nella sua gestione complessiva” – è un passaggio del testo di presentazione dell’incontro tenutosi a Marano il 20 aprile scorso dedicato a “Il fiume vivente … trent’anni dopo”, iniziativa promossa dall’associazione AmbientInForma (AIF) ed altre associazioni locali (vedi). L’iniziativa, focalizzata sul tratto del medio Panaro (sostanzialmente il tratto che attraversa il territorio dell’Unione Terre di Castelli), ha messo in luce i guasti della cattiva modernizzazione: sfruttamento del fiume per fini economici privati senza preoccupazione per la sostenibilità del lungo periodo (ovvero produzione di ricchezza privata e di danni per la collettività, es. con l’estrazione ghiaia), frammentazione del corso del fiume tramite le traverse in alveo, conseguente erosione ed abbassamento del letto fluviale con relativa alterazione di flora e fauna, inadeguatezza dei dispositivi di amministrazione della tutela e manutenzione (frammentazione delle competenze con conseguente inefficienza del “governo”). Ma se tutto il medio Panaro è in sofferenza, è indubbiamente il tratto vignolese (quello tra il ponte Muratori ed il ponte della ferrovia) il tratto che ha subito gli sconvolgimenti maggiori, tanto da risultare assolutamente irriconoscibile (vedi).
Leggi il seguito di questo post »

Annunci

Briglia su briglia. Cosa succede al fiume?

17 ottobre 2009

Da alcuni mesi è operativo un grande cantiere a valle del ponte della ferrovia, sul fiume Panaro. Un cartello ai margini dell’area di cantiere informa: “Ripristino della briglia fluviale sul fiume Panaro in località Casella con realizzazione di una centrale idroelettrica – Atto di determina dirigenziale n. 007195 del 20-06-2008 – Regione Emilia-Romagna”. Committente è la società Centro Elettrica Spa di Salò (BS). Durata dei lavori: 450 giorni. Anche oggi, sabato 17 ottobre, il cantiere è attivo, diversi mezzi e numerosi operai sono al lavoro. Dunque si lavora per il ripristino della traversa in alveo travolta dalla piena del fiume nel novembre 2005 – un intervento che consentirà di mettere in sicurezza in modo definitivo anche il ponte della ferrovia (uno dei piloni era stato ampiamente scoperto dall’erosione del fiume: vedi). Anzi, l’intervento consentirà di realizzare, oltre alla traversa, anche una centrale idroelettrica (e di produrre così energia pulita). Rimangono però da rimarginare le ferite inferte al fiume in questi anni di incuria e disastri: l’abbattimento della traversa nel 2005 ha portato ad una profonda erosione del letto del fiume che si è abbassato di parecchi metri. Oggi, proprio in prossimità del ponte della ferrovia, il fiume è incanalato in profondi canyon che lo rendono assai meno sicuro che in passato (per i cittadini che volessero frequentarlo). Proviamo a ricostruire questa vicenda (prevalentemente con l’aiuto della stampa, visto che gli atti ufficiali non sono facilmente accessibili, seppure con qualche eccezione; qui c’è una foto aerea dell’area, del 2008, ottenuta dal SIT dell’Unione Terre di Castelli).

Vodpod videos no longer available. Leggi il seguito di questo post »