Marano capitale del luppolo? Boh

16 luglio 2016

La vicenda di “Marano capitale del luppolo” è esemplificativa di un modo di fare politica dove la retorica prevale sulla realtà. E’ la politica ridotta a narrazione. Il fenomeno è interessante. Non solo perché mette in scena un modo di fare politica sempre più diffuso. Ma anche perché evidenzia una radicata disponibilità dei cittadini ad acconsentire a queste “narrazioni” che evidentemente contengono i giusti ingredienti: un po’ di storia locale, la promozione di un’identità di paese artificialmente costruita sul passato (qualcosa che ha a che fare con l’“invenzione della tradizione” di cui parla E.J.Hobsbawm: vedi), un illusorio messaggio di speranza nel futuro (in sintesi: sarà il luppolo a “salvare” questo paese, comunque già pomposamente definito “la porta del Cimone”). Va dunque dato atto a due consiglieri di opposizione, Gianni Manzini e Virginio Leonelli, di essere stati i primi a dire a voce alta, pubblicamente, che “il re è nudo”. Il luppoleto di Marano – campo di sperimentazione gestito dall’Università di Parma – è davvero poca cosa. Per questo propongono, non senza un certo gusto per la provocazione, di trasformarlo in orti per anziani. E della capitale del luppolo, che ne facciamo? Leggi il seguito di questo post »