Anna Teresa, polacca, badante. Uccisa a Vignola.

4 giugno 2011

Anna Teresa Urbaniak, 48 anni, cittadina polacca, è stata uccisa a Vignola il 28 aprile scorso. Il suo corpo, coperto con un telo, è stato trovato alcuni giorni dopo, il 6 maggio, a lato del Percorso Sole, il percorso ciclo-pedonale che da Vignola arriva fino a Marano costeggiando il fiume. Anna Teresa era una “badante”, ovvero una donna che forniva privatamente assistenza a persone anziane. Una delle tante “badanti” che nell’ultimo decennio sono venute a Vignola lasciando un paese dell’Est Europa. E che vediamo popolare i parchi cittadini nei giorni festivi, visto che gli altri giorni sono al chiuso delle mura domestiche dell’anziano che assistono, spesso 24 ore al giorno. Per l’omicidio è stato fermato un altro cittadino straniero, questa volta brasiliano: Francisco Celio Silva Santos. Il fatto che sia tutt’ora in stato di fermo dice ancora poco sulla sua reale responsabilità. E’ al momento sospettato perché è stato trovato in possesso del cellulare di Anna Teresa. Comunque non è l’ultima persona straniera coinvolta nella vicenda. Non solo la vittima ed il principale indiziato lo sono. E’ singolare che anche il medico legale incaricato della perizia dal pubblico ministero lo sia: Erjon Radheshi, albanese. La vicenda, per come è stata raccontata dai giornali (io non ho fonti privilegiate), ci consente di mettere in luce alcuni aspetti delle trasformazioni sociali in atto a Vignola. Della presenza sempre più diffusa di cittadini stranieri tra noi – a Vignola sono il 16% della popolazione residente (vedi). Ma anche del modo singolare con cui essi sono percepiti: o del tutto invisibili (quando debbono essere riconosciuti loro diritti o come destinatari di solidarietà) o troppo visibili (quando ci “disturbano” o quando siamo alla ricerca di un capro espiatorio per il “degrado sociale” della nostra città). Vediamo. Leggi il seguito di questo post »


Donne globali (anche a Vignola). Colf, badanti e sex workers transnazionali

15 giugno 2008

All’anagrafe del Comune di Vignola sono regolarmente registrate, come residenti, alcune centinaia di donne dell’Est Europa. Molte di loro sono “assistenti familiari”, ovvero “badanti” secondo il linguaggio quotidiano. Il 17 maggio scorso sui tre giornali locali è apparsa la notizia di un intervento del comando provinciale dei carabinieri di Sassari contro una organizzazione criminale che faceva arrivare ragazze dalla Nigeria per avviarle alla prostituzione in diverse città italiane. Tra gli arrestati anche una “maman” nigeriana residente a Vignola (vedi). I due fenomeni intrattengono un sottile collegamento: Leggi il seguito di questo post »