Opere d’arte nella città di Vignola

18 gennaio 2014
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Opere d’arte nella città di Vignola, un set su Flickr.

Giuseppe Graziosi (1879-1942), Luigi Bondioli (1885-1957), Ivo Soli (1898-1976). E poi Gino Covili (1918-2005) e Arnaldo Pomodoro (1926-). Assieme a Marco Fornaciari e Blu. Sono alcuni degli autori di opere d’arte che abbelliscono luoghi pubblici o che sono pubblicamente visibili in Vignola. Qui alcune immagini delle opere presenti. E qui alcune considerazioni sull’arte nei luoghi pubblici a Vignola (vedi).


Opere d’arte nella città pubblica. Un progetto da rivitalizzare

13 gennaio 2014
Ivo Soli, Nudo femminile, 1937; presso il Parco Europa (foto del 22 dicembre 2013)

Ivo Soli, Nudo femminile seduto, 1937-1940; presso il Parco Europa (foto del 22 dicembre 2013)

Al centro del parco Europa, tra via Nini e via Salvo d’Acquisto (nella cosiddetta “Zona Tunnel”, per intenderci) sta una piccola scultura in bronzo di uno dei pochi importanti artisti vignolesi, Ivo Soli. Probabilmente pochissimi sanno che quell’opera (o, meglio, l’originale – titolo: Nudo femminile, 1937 ) è stata esposta alla XIX Biennale d’Arte di Venezia, nel 1948. Non lo sapevo neppure io fino a quando, pochi giorni fa, in modo del tutto casuale, non ho riconosciuto l’opera in un libro dedicato a Gli artisti modenesi alla Biennale di Venezia. 1895-1993 (curato da Michele Fuoco ed edito da Artioli Editore in Modena: vedi; lo trovate alla Biblioteca Auris, classificato “708 Esposizioni”). Leggi il seguito di questo post »


Il giardino dei tarocchi. Una mini-Disneyland dada?

29 luglio 2012

Giardino dei Tarocchi a Capalbio: il Papa e il Sole (foto del 23 luglio 2012)

In località Garavicchio, nel comune di Capalbio (GR), si trova il “Giardino dei Tarocchi” (vedi) realizzato ed interamente finanziato dall’artista franco-americana Niki de Saint Phalle (vero nome: Catherine Marie-Agnes Fal de Saint Phalle) (vedi). 22 sculture, alcune di enormi dimensioni (15 metri), riproducono le figure degli Arcani maggiori dei tarocchi, ricoperte di ceramica colorata, mosaici o specchi. Molte di queste sono penetrabili, percorribili o addirittura abitabili, come la grande sfinge che raffigura l’Imperatrice, all’interno della quale la stessa Niki de Saint Phalle ha vissuto durante la realizzazione del giardino. Tutto questo configura il Giardino dei Tarocchi non solo come un complesso artistico, ma come un vero e proprio “parco divertimenti”. Ed in effetti è così che è vissuto dalle migliaia di famiglie con bambini (moltissime straniere) che lo visitano nei mesi d’apertura (da maggio ad ottobre). Questa esperienza è anche un invito a riflettere sui luoghi della cultura (anche quelli presenti – o più spesso “mancati” – nel territorio dell’Unione Terre di Castelli) e sulla connessa “economia dell’esperienza” di cui parla Pier Luigi Sacco. Leggi il seguito di questo post »


Opere d’arte nelle rotatorie? Riflessioni a partire da un episodio spilambertese

12 giugno 2011

Il Comune di Spilamberto ha emesso un bando di concorso per la realizzazione di un’opera d’arte a tema “L’aceto balsamico tradizionale di Modena” da collocare in una rotatoria all’ingresso del paese, all’incrocio tra la strada provinciale che proviene da Modena (SP 623) e l’asse stradale Castelnuovo-Piumazzo (SP 16). Si aggiunge dunque un nuovo episodio alla lunga serie delle “opere d’arte” nelle rotatorie, un fenomeno esploso negli ultimi anni e che merita una riflessione. Ci sono in effetti due aspetti che colpiscono in questo fenomeno. Le rotatorie hanno da tempo scalzato le piazze come location ideale per queste opere d’arte, per questi “monumenti”. Accanto ai luoghi cambiano però anche i temi. Non più personaggi della storia nazionale. Non più eventi eroici o tragici della città. Non più rappresentazioni di ideali astratti o virtù civiche (qualunque esse siano). Ma i prodotti del territorio. Quei prodotti che hanno contribuito a determinare il benessere economico della popolazione residente o che, anche solo, segnano un tratto dell’identità che si vuole affermare (spesso recuperandola dal passato) per il territorio. Opere d’arte, dunque, che sono chiamate non tanto ad “elevare lo spirito” ma a fungere da operatori del marketing territoriale. Leggi il seguito di questo post »