Posa della prima pietra del tecnopolo dell’Unione Terre di Castelli

6 aprile 2014

C_home 5apr2014 012Un po’ di teatro è funzionale alla campagna elettorale in corso. Questa “giustifica” il fatto che la prima pietra del tecnopolo è stata posata sul muretto che delimita l’area, dove è perfettamente inutile (e domani non ci sarà più). Ma alla stampa locale bisognava pur dare qualcosa. Ecco allora il sindaco di Spilamberto Francesco Lamandini armato di cazzuola e secchio di cemento – braccia rubate all’edilizia? – circondato dai colleghi con fascia tricolore ad inscenare il rito della posa della prima pietra. La politica vive anche di questo. Depurato dal folklore l’episodio ha comunque la sua importanza. Leggi il seguito di questo post »

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Altri due anni di ritardo sul tecnopolo. Ma la scusa ufficiale non regge

3 agosto 2013

Giovedì 1 agosto è stata firmata la convenzione tra Regione Emilia-Romagna e l’Unione Terre di Castelli per il finanziamento della sede del “tecnopolo” nell’area ex-Sipe Alte (vedi). La sottoscrizione è propedeutica all’ottenimento del finanziamento di 750.000 euro già assegnato all’Unione, ma rimesso in gioco dopo lo spostamento della localizzazione dalle Sipe Basse (dopo l’affossamento della Green Village Srl e il contenzioso con il comune di Spilamberto) alle Sipe Alte. Per giustificare il ritardo con cui si è giunti alla stipula della convenzione con la Regione la scusa ufficiale è la seguente: tutta colpa del terremoto. In realtà basta richiamare alla memoria dichiarazioni ufficiali del 2011 per capire che non è così. Qualcuno, evidentemente, ha pasticciato anche qui. Vediamo. Leggi il seguito di questo post »


Una cittadella “esplosiva”! Istruzione, ricerca, lavoro, educazione permanente alla SIPE, di Stefano Corazza

17 luglio 2011

Un racconto letterario e immaginifico quello del PSC sulla destinazione futura delle SIPE (vedi). Fatto per eccitare / supportare entusiasmi di sindaci e amministratori tanto infantili quanto privi di fondamento e di sostegno e di consenso fra cittadini e i diversi portatori di interessi in gioco. Tanto sensati (ma solo apparentemente) a favorire sul piano economico l’iniziativa privata quanto disattenti all’interesse pubblico. Come già avvenuto negli ultimi dieci (un numero ricorrente da queste parti)  anni con i vari “parchi tecnologici” o “tecnopoli” (in realtà con quote più o meno ampie, ma sempre maggioritarie, di strutture commerciali, residenziali etc.). Poco sarebbe da aggiungere alle puntuali critiche svolte da Andrea  all’ennesima ipotesi “onirica” (perché concepita al di fuori di ogni stato di veglia cosciente sul piano civile e politico) (vedi). Mi piacerebbe però proporre alla discussione su questo blog un possibile scenario per l’area SIPE e svolgerne una sia pur sintetica articolazione. Nulla di nuovo ma, proprio anche per questo, vale forse la pena di cercare di articolare nel merito ipotesi già, qua e là, abbozzate da rappresentanti di liste civiche e affacciate anche nel convegno di Italia Nostra del Giugno 2010 (Torre Rangoni). Leggi il seguito di questo post »


Una “cittadella del cibo” nell’area Sipe? Prima cosa fare chiarezza

4 luglio 2011

“All’intersezione dei due sistemi infrastrutturali e insediativi dell’asse Spilamberto Vignola e della pedemontana e dunque nelle condizioni di più elevata centralità ed accessibilità l’area SIPE Nobel si propone come il più emblematico tra i progetti territoriali di rilievo sovracomunale; un progetto che deve interpretare i destini dell’area, dopo gli insuccessi registrati dalle previsioni sin qui elaborate, troppo ancorate ad una dimensione squisitamente immobiliare”. Con questo incipit degno di miglior opera e che pure scomoda il “destino” del territorio prende avvio il capitoletto (due pagine) che l’attuale bozza del Documento preliminare del PSC, in corso di lenta elaborazione (vedi), dedica all’area Sipe-Nobel ed in cui viene abbozzata l’idea di farne una “cittadella del cibo” (pp.13-14). Ed è a questa idea che si sono riferiti nelle loro recenti esternazioni alla stampa locale tanto Francesco Lamandini, sindaco di Spilamberto, quanto Daria Denti, sindaco di Vignola. Doveva essere la sede di una parte del tecnopolo modenese, dedicata alla meccanica avanzata, la cosiddetta Hi-Mec (da tempo erano avviati i contatti con alcune importanti aziende del settore ubicate tra Modena e Bologna). Oggi il progetto si sviluppa in una diversa direzione. Difficile dire se con maggiori chances di successo. Tuttavia un dato che accomuna i progetti del passato con quelli odierni c’é. Si tratta dell’opacità. Origine e caratteristiche della vecchia progettualità, frutto della negoziazione tra pubblico e privato, sono tuttora poco note alla quasi totalità dei cittadini che risiedono su questo territorio. Sarebbe il caso di evitare che questo modo di fare si ripeta oggi. Tra l’altro in larga parte con gli stessi attori (Lamandini era già sindaco ed anzi è stato il principale “manovratore” per la parte pubblica; Daria Denti ha preso parte a tutta la discussione interna al PD, senza mai contrastare le scelte più importanti fatte allora). Ed è singolare allora che nella bozza del Documento preliminare si legga una frase del tipo: “dopo gli insuccessi registrati dalle previsioni sin qui elaborate, troppo ancorate ad una dimensione squisitamente immobiliare”. Non è dunque opportuno, per i cittadini, cercare di capire che cosa hanno in mente per l’area Sipe i fautori degli “insuccessi” del recente passato, coloro che si sono mostrati troppo accondiscendenti verso una “dimensione squisitamente immobiliare”? La risposta è scontata. Vediamo dunque. Leggi il seguito di questo post »


Sull’ex-Sipe. Considerazioni di Francesco Galli

28 Mag 2008

Ricevo e pubblico volentieri un appunto sul “progetto SIPE” di Francesco Galli, componente del Comitato direttivo del PD di Vignola ed ex-assessore. Il tema è ampiamente dibattuto sia all’interno del PD, che tra le forze sociali ed i cittadini (come si rileva dalla lettura dei quotidiani locali). Ogni intervento intelligente può aiutare a prendere la decisione migliore. Segue un commento di Letizia Riccovolti, anche lei componente del Comitato direttivo del PD di Vignola (AP).

60mila abitanti in più rispetto al 2005. Ma soprattutto più anziani, che arriveranno al 21 percento dei residenti, 50mila stranieri in più, il 16% del totale, e nuclei familiari più frammentati. E’ lo scenario demografico al 2015 ipotizzato dalla Provincia di Modena nel PTCP (vedi; sul PTCP ed il suo percorso vedi). Numeri che tutti devono considerare anche ora che stiamo discutendo di una piccola parte, ancorché importantissima per l’Unione Terra di Castelli, del tutto. Leggi il seguito di questo post »