Architettura e welfare community. Sul progetto di Paolo Portoghesi per la nuova casa protetta di Vignola

3 novembre 2014

Rendering_a1Una mano che si sospende e si allunga verso il centro della città” – così l’architetto Paolo Portoghesi rappresenta il tema guida del progetto per la nuova casa protetta di Vignola, come a voler intensificare le relazioni tra la struttura ed il resto della comunità (riducendo la sensazione di un “corpo separato” o forse anche “estraneo”). Il progetto, di cui conosciamo solo alcuni rendering, può piacere o non piacere. Sta di fatto che esso sollecita una riflessione sull’innovazione del nostro sistema di welfare locale. Passa necessariamente (o anche solo prioritariamente) per il contributo dell’architettura a disegnare i nuovi luoghi di cura? Vediamo. Leggi il seguito di questo post »


Con Paolo Portoghesi si torna a parlare di architettura a Vignola. Per la casa protetta dell’ASP G.Gasparini

25 luglio 2013

Sembra che siano passati secoli dall’ultima volta che si è parlato di architettura a Vignola. In realtà erano solo pochi anni fa. Era infatti nella legislatura passata. Quando il sindaco Roberto Adani aveva coinvolto Ben Van Berkel (vedi) nell’ipotesi di riqualificazione dell’ex-mercato ortofrutticolo di Vignola e aveva lanciato un concorso di progettazione internazionale per il nuovo “polo scolastico” – entrambi progetti poi abbandonati. Vicino a noi, invece, un progetto affidato ad un famoso architetto è stato realizzato: mi riferisco alla nuova biblioteca comunale di Maranello (vedi), progettata da Arata Isozaki (vedi). E’ dunque assolutamente sorprendente che oggi sia un amministratore giovane e “periferico” (rispetto ai centri del potere locale), il presidente dell’ASP G.Gasparini (vedi), Marco Franchini, a proporre alla città di Vignola l’ipotesi di un intervento affidato ad un noto architetto: Paolo Portoghesi (vedi). E’ quanto avvenuto pochi giorni fa. L’obiettivo? Dare qualità, grazie a una nuova architettura e a nuovi arredi, alla casa protetta per anziani di Vignola. Leggi il seguito di questo post »


La chiesa di Alvar Aalto a Riola di Vergato: riflessioni sull’architettura moderna nella nostra realtà “di provincia”

2 Maggio 2010

“Il ruolo degli edifici pubblici nella società dovrebbe essere importante quanto quello degli organi vitale nel corpo umano”. E’ una frase pronunciata da Alvar Aalto (vedi) nel 1953. Finlandese, uno dei massimi architetti del XX secolo, ha progettato il complesso parrocchiale di Santa Maria Assunta a Riola di Vergato (BO) – unico suo progetto realizzato in Italia se si esclude, intervento assai minore, il padiglione espositivo della Finlandia alla Biennale di Venezia 1955/1956. Una visita alla chiesa consente di apprezzarne la bellezza. Caratterizzata da pianta asimmetrica e da un’unica navata, dispone di vetrate sulla sommità che lasciano filtrare la luce, con un’intensità maggiore nella zona dell’altare, centro focale di tutto lo spazio. L’intera superficie interna è rifinita con rivestimento murale plastico di colore bianco – una soluzione che ne accresce la luminosità. La chiesa è l’edificio centrale di un complesso costituito anche da sagrato, campanile, casa canonica e opere parrocchiali. Edifici pubblici con queste caratteristiche sollecitano riflessioni in un periodo in cui sempre più l’architettura contemporanea è utilizzata consapevolmente per “marcare” il territorio, anche qui da noi. Ho in mente il coinvolgimento di Ben Van Berkel (vedi) nella progettazione dell’intervento di “riqualificazione” dell’ex-mercato ortofrutticolo di Vignola – voluto dall’allora sindaco Roberto Adani. Ma anche, vicino a noi, a Maranello, il progetto della nuova biblioteca (vedi) affidato a Arata Isozaki (vedi). Leggi il seguito di questo post »