Ancora una micro-mostra archeologica a Savignano

14 dicembre 2016

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Periodicamente il comune di Savignano organizza (micro)mostre a tema archeologico. Su un mosaico di età romana (oggi giace abbandonato nella Casa del Graziosi) e sulla famosa “Venere” nel recente passato (vedi). Il tema 2016, invece, è dato dagli insediamenti nella valle del Panaro 4.000 anni fa. La mostra è infatti costruita attorno ad alcuni nuclei di reperti dell’età del bronzo medio-recente (all’incirca 1550-1200 aC): il ripostiglio di asce in bronzo nel campo “della Lovara” a Savignano (scoperta del 1864 documentata da Arsenio Crespellani), la terramara di Trinità a Vignola, quella di Bazzano, il villaggio di Castiglione (tra Savignano e Marano), la terramara di S.Anastasia sempre a Savignano. Ma è più che altro un richiamo alla gloriosa stagione delle campagne archeologiche di fine Ottocento, quella dominata da Arsenio Crespellani (avvocato e archeologo, che a Savignano fu anche sindaco, ma che trova a Bazzano un museo a lui intitolato: vedi). Poche vetrine (con reperti giunti temporaneamente dal Museo Civico di Modena), qualche pannello esplicativo, un video mandato su un monitor, qualche laboratorio di metallurgia – di più non ci se la fa. Per chi, come me, da adolescente ha solcato il territorio alla ricerca di “reperti” (magari proprio guidato dalle “mappe” di Arsenio) una visita è d’obbligo. Ma l’evento savignanese ha un po’ il sapore del “vorrei ma non posso”. Vorrei fare dell’archeologia un tema di richiamo e di diffusione culturale, ma le risorse che il comune di Savignano riesce a mettere in campo sono così striminzite che ne può risultare solo una mini-mostra (realizzata essenzialmente grazie al contributo finanziario della Fondazione di Vignola). E’ su questo scarto tra i desideri e la capacità realizzativa che è opportuno – di nuovo – richiamare l’attenzione. Leggi il seguito di questo post »