Alla scoperta dell’olivicoltura modenese, di Simone Balestri

6 ottobre 2014

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E’ facile parlare di eccellenze modenesi citando i Lambruschi DOP, il Parmigiano DOP o il Prosciutto di Modena DOP. Viene istintivo immaginare i filari delle vigne che “pettinano” le colline o i richiami delle mucche per la mungitura. Passeggiando tra quei filari, percorrendo le “strade del vino” delle nostre colline, da qualche tempo possiamo vedere ordinate schiere di ulivi decorare le rive, ma non sto parlando di meravigliosi ulivi plurisecolari ad ornamento di sontuosi giardini. Voglio invece iniziare a raccontare la storia del “Progetto Olio Emilia”, un progetto agronomico nato qualche anno fa con l’obiettivo di ri-portare l’olivicoltura da olio tra le colline emiliane, quindi anche nel modenese. Leggi il seguito di questo post »


La felicità delle vacche e la nostra, di Roberto Monfredini

5 novembre 2013

A chi non è capitato di prendere l’auto o il treno e attraversare la Svizzera, l’Austria, la Germania, la Francia, il nord  Europa e di notare una sostanziale differenza tra noi e loro: a parte il verde che ovunque è lussureggiante e denso, mi riferisco alla presenza di animali al pascolo. Cosa significa per la mente umana, percorrere strade prive di animali … sono risposte che dovrebbero dare psicologi, psichiatri o sociologi. In questi ultimi 50 anni la tecnologia “dura”, è cresciuta ed ha soppiantato la tecnologia “morbida”. Dove per morbida si intende la convivenza uomo-animale come prima dell’ultima guerra. Insomma, la civiltà contadina, con le due vacche, il toro, i due o tre maiali, le galline, i conigli. La tecnologia “dura” invece riduce tutto al profitto con la scusa o non scusa del bisogno: “occorre sfamare il mondo”. Ed in questo senso sono nati gli allevamenti senza terra, automatizzati. Si è sviluppata l’industrializzazione dell’allevamento produttivo. Leggi il seguito di questo post »


Vignola, città delle ciliegie?

12 giugno 2013

In molti riterranno impertinente il punto interrogativo del titolo. Ancora di più in questi anni in cui il marketing territoriale ha puntato a rinsaldare il legame tra la città e le ciliegie che l’hanno resa famosa, a livello nazionale, nei decenni scorsi. Eppure proprio le attività di marketing rischiano di veicolare un’immagine che non riflette più la realtà. Proprio nel momento in cui l’ottenimento del riconoscimento di Indicazione Geografica Protetta (IGP) per la “ciliegia di Vignola” (vedi) consente di guardare con orgoglio al prodotto storico per eccellenza dell’agricoltura vignolese è invece necessario cercare di comprendere la realtà produttiva locale ed interrogarsi sul suo futuro. Iniziamo a farlo qui utilizzando dati provenienti da diverse fonti, tra cui le relazioni sull’attività del mercato ortofrutticolo di Vignola, per gli anni 2000-2011, redatte dal suo direttore, Stefano Zocca. Leggi il seguito di questo post »


Il PSC e un’agricoltura da “manutenere”. Ma come?

27 agosto 2008

Il quadro conoscitivo del Piano Strutturale interComunale (PSC) dell’Unione Terre di Castelli è composto da diverse relazioni. Il documento QC01 (Relazione socioeconomica), datato giugno 2008, è stato redatto da Nomisma. In questo post si presenta una sintesi della parte relativa alla struttura produttiva agricolea (cap. 6). Qui il testo del capitolo in pdf (vedi).

1.538 aziende agricole distribuite su 9.034 ettari (ha) di Superficie Agricola Utilizzata (SAU) (dati Censimento 2000). Erano 1.873 dieci anni prima (con 10.092 ha). Leggi il seguito di questo post »