Casa dell’acqua. Il grande bluff

23 Maggio 2012

E se l’acqua della casa dell’acqua non avesse caratteristiche significativamente diverse dall’acqua del rubinetto di casa? In effetti è proprio così. A questa conclusione si giunge mettendo a confronto i dati dei controlli sulla qualità dell’acqua delle due “fonti”. Quelli relativi alla casa dell’acqua di piazza Maestri del lavoro (a Brodano) sono forniti dal Laboratorio Rocchi Dr. Eugenio di Bazzano (e sono accessibili sul sito web del comune di Vignola – almeno da quando l’amministrazione ha “recepito” un invito alla trasparenza fatto su questo blog: vedi). Quelli dell’acqua del rubinetto, ovvero dell’acquedotto vignolese, sono accessibili sul sito web di HERA (vedi). Un confronto tra questi dati evidenzia che non c’è alcuna differenza significativa tra l’una e l’altra acqua. Anzi, per certi parametri, l’acqua del rubinetto di casa evidenzia addirittura valori migliori. Perché dunque non promuoverne seriamente l’uso tra i cittadini? Giriamo la domanda all’amministrazione Denti ed all’amministratore unico di Vignola Patrimonio Srl. Leggi il seguito di questo post »


Che fine ha fatto il piano per il risanamento delle acque sotterranee?, un comunicato di Legambiente

2 novembre 2011

L’1 novembre Legambiente Modena ha rilasciato un comunicato in cui critica duramente l’ipotesi di utilizzo delle acque del fiume Secchia per alimentare l’acquedotto della città. L’evento non riguarda il territorio vignolese, ma un territorio poco distante da noi. E’ il segno di una difficoltà crescente nella gestione del “bene comune” acqua. Ed è bene prestare attenzione a questi eventi, visto che tale soluzione potrebbe essere proposta successivamente per altri territori. Per questo riteniamo opportuno pubblicare il comunicato stampa di Legambiente anche su AmareVignola.

Senza alcun confronto con i cittadini ma, a quanto sembra, anche con l’Autorità d’Ambito, a cui per legge spetta il compito di organizzare, affidare e controllare il servizio idrico, il Comune di Modena e quello che dovrebbe essere il mero gestore del servizio idrico integrato, la multiutility HERA, hanno proposto di realizzare un impianto per potabilizzare l’acqua del Secchia e per immetterla nell’acquedotto cittadino in sostituzione delle acque delle falde inquinate dai nitrati. Si tratta di una proposta che rappresenta una vera e propria inversione di rotta rispetto alle pluridecennali politiche locali di uso delle risorse idriche, che destinavano le acque sotterranee al consumo umano riservando agli altri usi quelle superficiali, meno pregiate. La traversa di Castellarano e l’acquedotto industriale sono il frutto di tali politiche. Leggi il seguito di questo post »