Rendere conto ai cittadini. Un tema sottovalutato dall’amministrazione civica

14 maggio 2016

Per il secondo anno consecutivo l’amministrazione comunale di Vignola ha rinunciato a “rendere conto” tramite il Bilancio di missione, come invece prevede lo statuto comunale (art.2), come modificato nel 2009 (vedi). E’ vero che le prime edizioni del bilancio di missione realizzate sotto l’amministrazione Denti sono state tutt’altro che entusiasmanti, anzi piuttosto deludenti (vedi). Ma ci sono buone ragioni per non rinunciare a questo strumento di rendicontazione, ma provare invece, per la prima volta, ad implementarlo come si deve. E sono ragioni a cui dovrebbe essere sensibile soprattutto un’amministrazione comunale che si intende come “civica”. Vediamo. Leggi il seguito di questo post »


L’Unione fuori dalla palude: come fare?

25 aprile 2016

La diagnosi è ampiamente condivisa. Diversi sindaci lo pensano. Lo stesso molti degli attuali consiglieri dell’Unione Terre di Castelli. Ex-amministratori concordano. L’Unione Terre di Castelli sta passando un grave momento di difficoltà (vedi). Il peggiore da quando è nata. L’immagine della “palude” – un terreno su cui si avanza, se si avanza, con grande difficoltà – vuole richiamare la difficoltà a prendere decisioni, ad affrontare progetti impegnativi, a mettere in agenda progetti di cui questo territorio avrebbe un grande bisogno (uno su tutti: interventi per lo “sviluppo locale”: vedi) ma di cui neppure percepisce l’urgenza. Circa un anno fa il sindaco di Castelnuovo Carlo Bruzzi chiese un “tagliando” sull’accordo che aveva portato il civico Mauro Smeraldi alla presidenza dell’Unione (vedi). Non se n’è fatto nulla. La vicenda della Polizia Municipale, il tira-e-molla sull’ASP, il PSC perso nelle nebbie, una progettazione culturale e turistica di territorio che non riesce a decollare – sono le manifestazioni di questa fase di stallo. Oggi evidente a tutti. Ed esplosa ulteriormente con il voto sul bilancio di previsione 2016 (vedi). Un’istituzione zoppa, dunque. Che determina di fatto un arretramento di questo territorio – mentre altri territori e soprattutto altre città risultano molto più dinamici. In questa condizione di depressione istituzionale la giunta ha data “rassicurazioni” ai due gruppi consiliari che in futuro ci sarà maggiore coinvolgimento. Il consigliere M5S Filippo Gianaroli, a sua volta, ha proposto un paio di modifiche al Regolamento del consiglio (turni di parola organizzati diversamente; differenza fra interrogazione ed interpellanza). Poi è calato il sipario. Insomma, la montagna ha partorito il topolino! Né le promesse fatte oggi per un futuro lontano, né un ritocco al funzionamento del consiglio dell’Unione sono sufficienti ad attutire il disagio istituzionale. Men che meno a rimettere l’Unione in carreggiata, portandola fuori dall’attuale “palude”. Serve altro. Leggi il seguito di questo post »


Un’unica card per i musei della città metropolitana di Bologna

8 aprile 2016

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E’ in vendita da mercoledì 6 aprile. Si tratta della Card Musei Metropolitani di Bologna, ovvero l’abbonamento ai musei della città e dell’area metropolitana, costa 25 euro (20 euro ridotto), vale 12 mesi (vedi). Precisamente: accesso illimitato alle collezioni permanenti (e riduzioni sugli ingressi a quelle temporanee) di 21 musei di Bologna e provincia (musei comunali e del circuito Genus Bononiae: vedi). Per chi come me frequenta Bologna ed i suoi musei, decisamente un affare. Ho fatto l’acquisto il 6 aprile stesso. L’assessore alla cultura Davide Conte (subentrato ad Alberto Ronchi nell’ottobre 2015: vedi) vede l’operazione non solo come un’agevolazione turistica, ma come un elemento della moderna cittadinanza: «Abbiamo voluto approfittare dei 900 anni del Comune di Bologna [vedi] per rendere ancora più accessibile il patrimonio della nostra città. Questa non è semplicemente una tessera sconto, ma un elemento di cittadinanza culturale» (vedi). C’è indubbiamente enfasi in questa affermazione, ma anche del vero. Specie se le istituzioni museali intendono la loro “missione” con dinamismo, come in effetti succede nella realtà bolognese. Non solo luoghi di conservazione ed esposizione di oggetti (come se la “fruizione” culturale venisse di conseguenza in automatico). Ma vere e proprie “imprese” di diffusione di cultura. Davvero un’altra galassia rispetto alla misera realtà dell’Unione Terre di Castelli. Leggi il seguito di questo post »


L’Unione nella palude

3 aprile 2016

Giovedì 31 marzo il consiglio dell’Unione ha approvato (a maggioranza) il bilancio di previsione 2016. Fatto singolare il gruppo consiliare “Cittadini insieme nell’Unione” è riuscito ad esprimere ben 3 diverse posizioni: 3 contrari (Gianaroli, Spadini, Leonelli), 3 astenuti (Minozzi, Graziosi, Uguzzoni), gli altri a favore (ugualmente a favore tutto il gruppo consiliare “Centrosinistra per le Terre di Castelli“) (vedi). Scollamento … Frammentazione … Ognuno per sé … Tutti eufemismi. Filippo Gianaroli (M5S di Castelvetro) aveva preparato il suo voto contrario con pubbliche dichiarazioni (vedi). Ma se in consiglio regna il caos, ancora più grave è la situazione della giunta. Solo che mentre le sedute del consiglio sono pubbliche, quelle della giunta non lo sono. Ma è un “vantaggio” di poco conto. A testimonianza della “ingovernabilità” parlano le incertezze dei processi decisionali, su molti progetti importanti. Le non-decisioni. L’incapacità di mettere in agenda e poi affrontare produttivamente le sfide ambiziose di un territorio nel periodo della peggiore crisi economica da diversi decenni a questa parte. Due anni per non decidere sulla vicenda ASP. Un tribolato percorso sulla Polizia Municipale (suggellato dall’incapacità di recuperare nella gestione associata il comune di Savignano). Un PSC che non vede minimamente avvicinarsi il momento della conclusione. L’incapacità di elaborare un progetto di marketing territoriale e politiche culturali degne di questo nome (con la vicenda del PoesiaFestival come ciliegina sulla torta). Servirebbe l’abilità del Barone di Münchhausen, quella di tirarsi fuori dalle sabbie mobili tirandosi su per il codino (vedi). Perché non c’è dubbio che questa rischia di rivelarsi la peggiore legislatura da quando l’Unione è stata costituita, nel 2001. O forse quella – per guardarla da un diverso punto di vista – in cui tutti i nodi vengono al pettine. Ed in cui però nessuno sembra in grado di sbrogliare la matassa. Chi non vuole rassegnarsi a questo destino (e confido che nessuno degli attuali amministratori voglia passare alla storia per questo) deve preliminarmente compiere un gesto di onestà intellettuale: riconoscere che … “Houston, abbiamo un problema”. Leggi il seguito di questo post »


Ex-sindaci a volte ritornano. Barbolini a ERT, Alperoli all’Unione?

3 aprile 2016

Giuliano Barbolini nelle prossime ore, quando da Bologna daranno il via libera, diventerà il nuovo presidente di ERT [Emilia Romagna Teatro]. Per l’ex sindaco di Modena e senatore un ruolo di prestigio, in una poltrona piuttosto importante e strategica per tutto il sistema culturale della Regione. Sul nome di Barbolini, dopo le vicende legate al Mata, si sono ritrovati di comune accordo l’assessore regionale Massimo Mezzetti e il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli” – così la Gazzetta di Modena di ieri, 2 aprile 2016 (pdf). Paese schizofrenico il nostro. E partito schizofrenico il PD. Che da un lato promuove, su alcuni fronti, il necessario rinnovamento nelle cariche, impedendo ad esempio a persone in pensione di candidarsi per il ruolo di direttore generale di un’azienda sanitaria o, in generale, della pubblica amministrazione. Giustamente. Perché una fase di rottura dell’attuale gerontocrazia è assolutamente indispensabile. Leggi il seguito di questo post »


L’opposizione nell’ombra a Spilamberto/2. Francesco Lamandini

31 marzo 2016

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Fonti bene informate segnalano che Francesco Lamandini, ex-sindaco di Spilamberto, sta predisponendo un ulteriore attacco all’amministrazione Costantini. Dov’è la novità, chiederà qualcuno. Sembra che in questo caso ad essere preso di mira sarà uno o più assessori dell’attuale giunta. Con l’obiettivo di addivenire ad un rimpasto. A questo mirerebbe Lamandini – improbabile che riesca nell’intento (questa la mia prognosi). Nulla di nuovo sotto il sole, si potrebbe commentare. Il PD è un partito-contenitore di diversi clan in lotta permanente l’uno contro l’altro per quello che ritengono essere “il potere”. Sempre meno è un luogo di elaborazione di idee, di produzione di nuove visioni, di confezionamento di progetti per rispondere ai bisogni della società. Eppure questo modo di fare (patologico) merita un commento. Viene spontaneo chiedersi perché un sindaco certo non brillante investa così tante energie per mettere i bastoni tra le ruote al suo successore. Ovviamente non ho la risposta. Ma non per questo rinuncio a porre la domanda. Ed a svolgere qualche considerazione. Leggi il seguito di questo post »


Accordo in extremis sulla gestione associata della Polizia Municipale

1 novembre 2015

Infine un accordo è stato raggiunto e Vignola, con ogni probabilità, non uscirà dalla gestione associata della Polizia Municipale, come si apprestava a fare (vedi). Un troppo lungo e troppo tortuoso percorso – responsabilità di tutte le amministrazioni coinvolte – ha infine portato ad un accordo. Che questo fosse possibile ed auspicabile, che fosse a portata di mano guardando al merito delle cose e non alle dinamiche relazionali della giunta dell’Unione era chiaro (vedi). Ed infine è stato possibile. Alla proposta di riorganizzazione approvata dalla giunta dell’Unione la settimana scorsa (ma con il voto contrario del sindaco di Vignola) si aggiunge ora un “addendum” tecnico (approvato all’unanimità) che modifica in modo non marginale l’organizzazione della polizia municipale, dando più potere nella gestione degli agenti ai singoli territori. Ed è questa mediazione che consente a Vignola di proseguire nella gestione associata, poiché ora può confidare di far percepire ai cittadini una maggiore presenza degli agenti a tutela del territorio e della sicurezza della città. Questa diventa la sfida (non solo per Vignola, ma per tutta l’Unione – come peraltro scritto nel programma di legislatura: vedi). Ma un troppo lungo e tortuoso processo negoziale ha anche lasciato qualche malumore di troppo anche nella maggioranza civica vignolese. Di questo il sindaco farebbe bene a tenere conto, rinnovando le modalità di confronto di una maggioranza nata da una coalizione tra tre liste di peso elettorale non troppo dissimile. Non c’è bisogno, invece, di tenere in considerazione le critiche che provengono dal PD di Vignola (per bocca del “delegato” Andrea Sirotti) che anche in questa vicenda ha dimostrato la sua irrilevanza (vedi). Leggi il seguito di questo post »