Il segretario del PD di Vignola come novello Orlando Furioso?

3 luglio 2016

B_Orlando_Furioso_9

Questa sera a Vignola presso la Festa della Lega Nord sarà presente Matteo Salvini. Mi aspetto di vedere in prima fila al comizio il Sindaco di Vignola Mauro Smeraldi, che assieme alla Lega Nord governa la nostra comunità, nonostante si vergogni ad ammetterlo. Immagino, quindi, che il sindaco e il noto europarlamentare festeggeranno insieme la Brexit, inneggiando con vigore ad una futura indipendenza dell’Italia e, chissà, promuovendo Vignola a nuova capitale della Padania” – sono le parole di Federico Clò, segretario del PD di Vignola (su facebook, 25 giugno 2016). Bullshit, commenterebbero gli inglesi (vedi). Non è la prima volta che il segretario del PD vignolese imbrocca l’autostrada delle iperboli per amplificare eterogeneità (e qualche contraddizione) della maggioranza “civica”. Senza entrare nel merito, ho l’impressione che la strategia sia perdente, visto che viene immediatamente rubricata dalla gente come “propaganda di partito” (ovvero credibilità zero), peraltro in una “zona ex-rossa” in cui si stanno affermando maggioranze di ogni colore (anche con candidati riconducibili alla Lega Nord, come a Finale Emilia: vedi). Certo, sarebbe ingeneroso verso l’impegno profuso dal giovane segretario per rianimare un PD cadaverico (dopo lo shock della sconfitta e la “cura” del reggente “straniero” Andrea Sirotti) ridurre i primi mesi del nuovo corso PD a questo. Il PD vignolese ha ripreso a fare iniziative – e questo è un bene. Ma non è ancora in grado di dire alcunché di significativo alla città. E se l’atteggiamento rimane quello delle iperboli non è chiaro come ciò possa accadere. Leggi il seguito di questo post »


Elezioni comunali 2016: Emilia-Romagna sempre meno rossa, sempre più contendibile

2 luglio 2016

Già al primo turno erano emerse diverse sorprese (a livello locale si segnala la vittoria di una lista civica a Zocca: vedi), poi ulteriormente cresciute con i ballottaggi. Con il secondo turno si sono distinti, in provincia di Modena, i casi di Finale Emilia e Pavullo, comuni entrambi strappati al centrosinistra. E se per Finale Emilia non si è trattato di una sorpresa, cosa diversa è per Pavullo (comune capo-distretto) dove la sconfitta del candidato PD (Stefano Iseppi, assessore nella giunta uscente dell’ex-sindaco Romano Canovi) è stato un vero e proprio shock per il PD. Il commento a caldo del segretario provinciale PD Lucia Bursi riflette il disorientamento del partito, come se questo non riuscisse più a comprendere cosa si muove nella società dopo l’affermazione di Renzi via “rottamazione” (vedi): “E’ evidente una domanda di cambiamento a prescindere”. Per il resto “si impone una riflessione sul modello complessivo della politica e del governo dei territori” (vedi). Nell’attesa (prevedo lunga) conviene rivolgersi altrove per cercare di capire cosa è successo. Ilvo Diamanti, ad esempio, riconosce che le elezioni comunali 2016 costituiscono una svolta “annunciata da qualche tempo, ma oggi evidente. E irreversibile”, riassumibile nella formula “in Italia il voto non ha più una geografia” (la Repubblica, 21 giugno 2016: vedi). “Zone rosse, bianche, verdi, azzurre: tutte scolorite” (il riferimento è al titolo di un suo libro del 2003: vedi). Le chiavi di lettura basate sulle “zone politiche” in cui è stata tradizionalmente suddivisa l’Italia (con una evidente continuità dal dopoguerra ad oggi) non valgono più. Leggi il seguito di questo post »