Da tempo è terminato il cantiere di Villa Trenti. E ora?

14 novembre 2016

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E’ terminato a fine estate il cantiere per la ristrutturazione di Villa Trenti. Ponteggi e transenne sono stati tolti, l’area sgombrata ed il parco restituito alla sua originaria funzione. Però la villa è tuttora chiusa. Vuota. Non è chiaro se è stata avviata la procedura di acquisto degli arredi. Ed il nuovo utilizzo (frutto del percorso partecipativo realizzato nel periodo di ottobre-novembre 2014 – qui una valutazione di quell’esperienza: vedi) che doveva prendere il via nell’autunno 2016 è al momento rimandato. Non si sa a quando. Allora era risultato “vincente” (dopo un ballottaggio tra due progetti risultati ex-aequo) il progetto numero 3 “Biblioteca/Centro culturale” consistente nello spostamento della “biblioteca dei piccoli/ragazzi” dalla sede Auris a Villa Trenti e l’uso del primo piano per attività culturali autogestite da associazioni (i tre progetti sono illustrati nell’allegato C alla delibera n.79 del 25 novembre 2014: pdf). Ma non è detto che il tutto non venga rimesso in discussione, seguendo le suggestioni della consulente Antonella Agnoli (suo il libro Le piazze del sapere. Biblioteche e libertà, Laterza, Bari-Roma, 2009: vedi). Leggi il seguito di questo post »


#DomenicalMuseo ma non per la Galleria Estense di Modena

6 novembre 2016
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Gian Lorenzo Bernini, Busto di Francesco I d’Este, 1651 (foto del 13 febbraio 2016)

#DomenicalMuseo, giornata in cui tutti i musei e le aree archeologiche statali saranno visitabili gratuitamente, in applicazione della norma del decreto Franceschini che stabilisce che ogni prima domenica del mese non si pagherà il biglietto per visitare monumenti, musei, gallerie, scavi archeologici, parchi e giardini monumentali dello Stato” – così dovrebbe essere (vedi). Ma non vale per la Galleria Estense di Modena che per togliere dall’imbarazzo cittadini senza più la scusa del biglietto ha deciso la chiusura in tutte (tutte!) le domeniche di novembre. Sembra una presa in giro: la prima domenica del mese entri gratis, ma la domenica è chiuso.
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Una mostra a Ferrara sull’Orlando furioso. Ci dice qualcosa?

30 ottobre 2016
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Piero di Cosimo, Liberazione di Andromeda (particolare), 1510 circa (foto del 23 ottobre 2016)

A Palazzo dei Diamanti a Ferrara è in corso una bella mostra (vedi) per i 500 anni dalla prima edizione dell’Orlando furioso (che è del 1516: vedi), il poema che Ludovico Ariosto (Reggio Emilia 1474 – Ferrara 1533: vedi) scrisse alla corte Estense. Il sottotitolo della mostra – Cosa vedeva Ariosto quando chiudeva gli occhi – dichiara quale vuol essere il filo conduttore di un’esposizione che propone testi, libri, dipinti e sculture, altri oggetti della vita della nobiltà d’allora. E’ il tentativo di far percepire l’immaginario delle élite di allora tra avventura cavalleresca (in declino, dunque mitologizzata), battaglie, amor cortese, vita di corte, intrighi e incantesimi, labirinti e prove della vita, teatro, ecc. D’altro canto l’opera di Ariosto, nella sua complessità, ben si presta a questo: mescola romanzo, epica e lirica, contiene molte linee narrative, è ricca di personaggi dalle molte sfaccettature. All’epoca fu un vero bestseller – evidentemente aveva gli ingredienti per entrare in risonanza con un vasto pubblico, come ogni tanto succede in letteratura (pensiamo a La Nouvelle Héloise di Rousseau: vedi). Ma oltre allo scontato invito a visitare la mostra (qui i “5 motivi per non perdere la mostra dell’anno” secondo l’Huffington Post: vedi) vorrei suggerire un motivo in più di interesse: quale spunto per gli organizzatori della mostra permanente dedicata a Jacopo Barozzi che si prevede di realizzare in un prossimo futuro a Palazzo Barozzi. Leggi il seguito di questo post »


L’immagine della resurrezione di Cristo nella Cappella Contrari. Pillola di iconografia

28 ottobre 2016

n_contrari-3mar2016-026L’immagine della resurrezione di Cristo affrescata su una delle pareti della Cappella Contrari nella Rocca di Vignola è una raffigurazione per noi del tutto familiare. Come spesso succede, tuttavia, ciò che è familiare non è propriamente conosciuto. E’ infatti un’immagine che diamo per scontata e che non problematizziamo. In realtà la raffigurazione di Gesù nell’atto del risorgere, ovvero che fuoriesce dal sepolcro, così come è raffigurato negli affreschi della Cappella Contrari, è un’invenzione iconografica del XIII-XIV secolo. Dunque data di poco più di un secolo, un secolo e mezzo, rispetto agli anni in cui l’affresco venne realizzato (all’incirca nel 1425) (vedi). Per lungo tempo, fino al Trecento, la raffigurazione della resurrezione seguiva il racconto evangelico. Questo, pur nella diversità dei racconti dei quattro vangeli canonici (il più diverso è quello di Giovanni, ma ci sono differenze non trascurabili anche negli altri tre), non descrive l’atto della resurrezione, ma il ritrovamento del sepolcro vuoto (un sepolcro scavato nella roccia), custodito dalle guardie (questo secondo la sola versione di Matteo) da parte di una, due o più donne (tra di loro c’è sempre Maria di Magdala), con la presenza di uno o due angeli in veste bianca. Solo Giovanni aggiunge l’episodio dell’incontro di Maria di Magdala con il Gesù risorto che le dice “non mi trattenere” e la invita a riferire agli altri discepoli (è l’episodio del “noli me tangere”: vedi). Leggi il seguito di questo post »


Incontri con l’archivistica a Spilamberto. Giovedì 27 ottobre si parla di ricerche genealogiche

26 ottobre 2016

Tre incontri a Spilamberto (presso lo Spazio Eventi L.Famigli) completano il ciclo di incontri dedicato all’archivistica promosso dall’associazione Archivivi (qui il programma completo: pdf). Giovedì 27 ottobre, ore 20.30, Achille Lodovisi parlerà di come fare ricerche negli archivi storici per ricostruire l’albero genealogico. Quali sono le tipologie di fonti documentali presenti negli archivi che sono indispensabili per condurre con la maggiore accuratezza possibile le ricerche genealogiche. Verrà anche esaminato un caso concreto di ricerca riguardante la famiglia del grande architetto vignolese Jacopo Barozzi, di cui è stato ricostruito in parte l’albero genealogico. A conclusione dell’incontro si farà cenno alle nuove frontiere della genealogia genetica. Leggi il seguito di questo post »


Presso lo spazio Dislocata installazione di Vittorio Pettinella. E’ arte?

23 ottobre 2016

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Presso lo spazio espositivo Dislocata l’associazione Wunderkammer continua imperterrita a proporre pillole d’arte contemporanea ad un distratto pubblico vignolese. Realtà di provincia, Vignola. Non facile per operazioni come questa. Anche se questa, nello specifico, aveva dalla sua due elementi potenzialmente di grande attrazione. Ceci n’est pas une oeuvre d’art – questo il titolo dell’installazione di Vittorio Pettinella, originario di Savignano – usa due immagini divenute icone della recente storia italiana, degli “anni di piombo” (due foto di Aldo Moro nel covo delle BR), per un’operazione di grande impatto emotivo. E poi la provocazione del titolo (che è un richiamo ad un famoso quadro di René Magritte: Ceci n’est pas une pipe: vedi) che richiama la questione di fondo dell’arte contemporanea: cos’è arte? cos’è un’opera d’arte? La negazione di Pettinella – questa non è un’opera d’arte – è però un mero artificio retorico. Ma su questa “provocazione” l’evento artistico proposto poteva essere “sviluppato” proponendo alla città appunto anche una riflessione sull’arte contemporanea. Riflessione salutare nella nostra realtà di provincia. Leggi il seguito di questo post »


Una modesta proposta/15. Biglietto a 1 euro per il Teatro Fabbri per i giovani

8 ottobre 2016

In questi giorni la giunta comunale dovrebbe aver rinnovato la convenzione con ERT per la gestione del Teatro Ermanno Fabbri dopo che la precedente convenzione triennale è scaduta il 30 settembre scorso (nel frattempo la nuova stagione teatrale è già stata presentata: vedi). Poco più di 191mila euro sarà il costo annuo per la collettività (così ripartito: 85mila dal bilancio comunale e poco più di 106mila dalla Fondazione di Vignola) per i 12 spettacoli in cartellone (ad essi si aggiunge uno spettacolo nell’ambito della manifestazione VIE). Chi frequenta i teatri sa bene che in tal modo si attua una “redistribuzione” alla rovescia: si prende a tutti per finanziare l’attività di un’élite (con redditi più alti della media ed anche però con età più alta della media della popolazione) (vedi). Anche chi è a favore dell’attività teatrale deve riconoscere che qui c’è un problema (anche perché, nel frattempo, si tagliano le spese sulle biblioteche). “Non c’è alternativa!” – ribadiscono con convinzione i difensori dello status quo. E indubbiamente non è facile innovare questo modello di forte sovvenzionamento del pubblico (e di redistribuzione alla rovescia). Ed è certamente non plausibile ipotizzare una rinuncia completa al finanziamento pubblico. Una impostazione diversa andava ricercata quando il Teatro Fabbri prese il via, ma l’amministrazione Denti non volle neppure prendere in considerazione l’ipotesi (vedi). Con approccio minimalista vorrei dunque avanzare questa modesta proposta: i biglietti non ancora venduti il giorno della rappresentazione vengano messi a disposizione degli under30 al prezzo di un euro. Prezzo simbolico. Prezzo altamente incentivante. Ulteriore tentativo di avvicinare i giovani al teatro. Certo, altri potranno proporre “pacchetti” più sostanziosi. Ma l’amministrazione “civica” vignolese, in difetto di idee per politiche a favore dei giovani, almeno questo potrebbe concordarlo con ERT (magari con una postilla ad una convenzione già approvata). Leggi il seguito di questo post »


PoesiaFestival tutto l’anno: puntare sulle biblioteche

30 settembre 2016

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Come spesso succede c’è qualcuno che non resiste alla tentazione di dare i numeri. 30mila spettatori! E’ il numero “sparato” non dagli organizzatori, per fortuna assai più sobri, ma dal “critico” Michele Fuoco (così sulla Gazzetta di Modena del 27 settembre 2016). Ma è una cifra gonfiata, visto che le location dei circa 40 eventi del PoesiaFestival (piazze incluse) non contengono complessivamente più di 7-8.000 spettatori. Sembra però che nel marketing dei festival non si possa rinunciare a spararle grosse (i 180mila partecipanti al Festival della Filosofia – annunciati dagli organizzatori a consuntivo dell’edizione 2016 – fanno ugualmente parte di questo “imponderabile”). Non è il caso di insistere con le cifre evidentemente gonfiate (nel 2012 lo stesso “critico” certificò il raggiungimento delle 25mila presenze: pdf; dal 2013 in poi sempre 30mila le presenze “rilevate”, indipendentemente da programma, budget, eventi atmosferici). Anche perché un evento dedicato alla poesia non può certo competere con generi assai più popolari. Ma fatta questa precisazione è un altro il tema da sviluppare. Leggi il seguito di questo post »


Sei incontri con l’archivistica (a Vignola e Spilamberto)

27 settembre 2016

Sei incontri per parlare di archivistica e degli archivi storici comunali conservati presso il Polo archivistico dell’Unione Terre di Castelli. I primi tre incontri si tengono a Vignola, presso la biblioteca comunale F.Selmi (si inizia mercoledì 5 ottobre, ore 20.30, con la Dott.ssa Debora Dameri). Quindi altri tre incontri a Spilamberto (presso lo Spazio Eventi L.Famigli) per parlare di ricerche genealogiche, archivi storici e biblioteche, conservazione dei documenti. Gli incontri sono aperti a tutti gli interessati, sono organizzati dall’associazione Archivivi ed hanno ottenuto il patrocinio del Comune di Vignola e di Spilamberto e dell’Unione Terre di Castelli.

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Qui la versione stampabile (pdf) del volantino con il programma.


PoesiaFestival 2016. Un commento

25 settembre 2016

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Termina in queste ore il PoesiaFestival 2016. La formula collaudata degli anni scorsi è stata riproposta anche quest’anno ed ha funzionato tutto sommato bene. Gli aggiornamenti introdotti sono probabilmente percepiti ed apprezzati solo dagli organizzatori – immagino che per la stragrande maggioranza dei partecipanti anche il PoesiaFestival 2016 risulti all’insegna della continuità. Certo il budget sembra essersi ridotto ancora un po’ (170mila euro) – ma sono informazioni che non vengono mai dettagliate ad uso dei cittadini, evidentemente in questi casi considerati dei “minorati”. Anche per il budget – ma non certo solo per quello – rimane comunque di gran lunga l’evento culturale più importante dell’Unione Terre di Castelli. L’unico progettato sin dall’inizio a servizio di un intero territorio – un “originale festival diffuso”. E che con la XII edizione chiude, per così dire, il cerchio: l’assessore che nel 2005 lo ideò facendolo diventare il primo evento a livello di Unione, l’allora sindaco di Castelnuovo Roberto Alperoli (nonché poeta), da quest’anno veste i panni di direttore del festival (coadiuvato da Andrea Candeli come direttore di produzione). Eterno ritorno (vedi). Piccoli aggiustamenti alla macchina organizzativa. Così come piccoli aggiustamenti alla macchina istituzionale ci sono pure stati: via il comune di Maranello (ma confermato quello di Castelfranco Emilia), dentro invece i comuni di Guiglia e Zocca. Una piccola “rivoluzione recuperante” – avrebbe dovuto essere così dal 2010 quando l’Unione si ampliò da 5 ad 8 comuni (vedi). Piccoli aggiustamenti anche sui luoghi ed i modi: ai luoghi “poetici” della tradizione (Castello di Levizzano, Rocca Rangoni, Sala Contrari a Vignola i più affascinanti) si è aggiunto il trekking poetico. Primi tentativi di andare oltre alle solite location. Si può innovare certamente di più. Se è vero che, come ha affermato Jorie Graham, poetessa americana (ieri alle 18 nella Sala Contrari), “una volta che uno si innamora del silenzio si innamora anche della poesia”. Leggi il seguito di questo post »