Progetto Coop e sviluppo economico nei programmi elettorali 2017

Diversi sono i temi importanti della campagna elettorale vignolese. Tra questi c’è certamente anche il progetto di spostamento e ampliamento del supermercato Coop (vedi). Poche settimane fa Coop Alleanza 3.0 ha chiarito che non intende rinunciare al progetto (vedi) ed in ogni caso una decisione dovrà essere assunta dal nuovo consiglio comunale – il procedimento avviato dovrà essere concluso con un voto a favore o contro (vedi). In questa campagna elettorale per molti versi deprimente (nulla di buono si prefigura all’orizzonte della città) le posizioni in merito al progetto Coop dicono comunque qualcosa. Innanzitutto in merito al percorso di sviluppo della città: chi parla di rilancio del commercio cittadino e poi si dichiara a favore di un supermercato Coop quasi raddoppiato (così i candidati Smeraldi e Rubbiani) sta vendendo fumo. Il ragionamento è molto semplice: chi vuole sostenere od eventualmente sviluppare la vocazione commerciale della città deve investire nella riqualificazione urbana e nel ripopolamento degli esercizi commerciali nel tessuto urbano (in primis in centro). La realizzazione di un nuovo megasupermercato da 4.500 mq è in contraddizione con questa politica. Eppure qualcuno che prova a raccontarla c’è.

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Rendering del nuovo supermercato Coop, vista aerea. Versione con ancora il distributore, poi stralciato (la tettoia sulla destra) (documentazione del progetto presentato in commissione consiliare nel giugno 2016)

[1] La posizione di massima contrarietà al progetto Coop è espressa dal candidato Simone Pelloni e dalla sua colazione. Non solo questo orientamento è stato espresso più volte sia prima che dopo il collasso dell’amministrazione Smeraldi del 28 gennaio scorso (vedi), ma è anche formulato con grande chiarezza nel programma elettorale presentato agli elettori. A pagina 41 del programma, in un modo che più chiaro non potrebbe essere, sta scritto: “La creazione di una nuova e voluminosa area commerciale: progetto Coop-Alleanza 3.0 è una vera e propria calamità per il “centro commerciale naturale” della nostra città. La valorizzazione delle attività commerciali nel centro urbano rimane un obiettivo prioritario da perseguire in stretta sinergia fra il Comune, i commercianti, le associazioni e gli stakeholder dello sviluppo economico territoriale.” E’ quanto un pezzo di città va dicendo da oltre un anno: associazioni di categoria (vedi), commercianti, tanti tanti cittadini che interpellati protestano: “basta supermercati!”. A molti di questi il Comitato NO nuova Coop Vignola ha dato voce raccogliendo oltre 3.000 firme in poche settimane (vedi).

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Un centro storico che da troppi anni attende un intervento deciso di riqualificazione, anche commerciale (foto del 13 novembre 2013)

[2] Netta contrarietà si rileva anche nel programma del candidato M5S Fabio Rocchi dove è scritto in modo chiaro “stop alla costruzione di nuovi centri commerciali” (pag. 19). A premessa di questo impegno è inoltre affermato: “La grande distribuzione organizzata fa da padrone nel territorio e altri centri commerciali hanno attualmente presentato progetti di ampliamento che sono stati fortemente contrastati dal MoVimento 5 Stelle nella passata legislatura. L’obiettivo della nuova amministrazione comunale deve quindi essere quello di favorire il commercio locale attraverso i negozi di vicinato.” (pag. 19) Anche il candidato non-più-nuovo (eufemismo) Paolo Morselli a capo della lista Vignola a colori (la sua candidatura, assieme a quella di Rubbiani, va rubricata nella categoria “vecchie glorie”) si esprime sfavorevolmente al progetto Coop, anche se con minore nettezza. “In questi giorni abbiamo assistito al dibattito sul nuovo insediamento della COOP che, di fatto, ha portato alla crisi di governo e alle nuove elezioni. Dato che il nostro territorio è già saturo delle maggiori marche GDO, riteniamo che questa non sia né una priorità né una necessità ma solamente una seria opportunità di riflessione sui veri interessi economici dei cittadini senza pregiudiziali partitiche. A nostro giudizio la vera necessità è il centro storico“ (pag. 4 del programma).

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3.053 firme raccolte contro il nuovo supermercato Coop – la più grande petizione della storia di Vignola! (foto del 23 febbraio 2017)

[3] E’ invece ambigua la posizione del PD di Vignola. Nel programma elettorale presentato assieme alla lista “SiAmo Vignola” il futuro del progetto Coop non è affrontato. Non se ne dice nulla. In 48 pagine di programma termini come “grande distribuzione”, “GDO”, “Coop”, “supermercato” semplicemente non compaiono. Troppo impegnativo prendere posizione? E’ vero che è ribadito l’impegno a “promuovere e sostenere il commercio di piccola e media dimensione anche con soluzioni innovative” (pag. 26 del programma) – ma bisognerebbe avere il coraggio di affermare che questa visione è incompatibile con lo spostamento ed ampliamento (da 2.550 a 4.500 mq di superficie di vendita) del supermercato Coop. Un progetto che, oltre a diverse “criticità” (eufemismo) (vedi), implica anche sottrarre circa 17 milioni di euro di ricavi all’anno a quella “rete commerciale” fatta di esercizi di piccole e medie dimensioni che pure si vorrebbe “promuovere e sostenere” (e che costituiscono elemento di vitalità del tessuto urbano) (vedi). E’ ugualmente vero che il candidato PD si è espresso contro il progetto Coop, ma è risultata chiarissima l’ambiguità del riferimento a “questo” progetto (No al progetto della nuova Coop per come è stato presentato finora – così le dichiarazioni alla Gazzetta di Modena del 19 maggio 2017, pag. 30). Nel tentativo, evidentemente, di non chiudere le porte ad un nuovo, diverso progetto Coop (che però vedrà ancora – impensabile sia diversamente – una struttura da 4.500 mq di superficie di vendita). L’impressione è dunque quella di una mossa tattica. Di chi mantiene una posizione ambigua nel tentativo di non scontentare nessuno. Di chi non ha chiare le idee sullo sviluppo della città e comunque non è in grado di tracciare traiettorie di sviluppo chiare e alternative.

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[4] Si dichiarano invece a favore del progetto Coop (nonostante le criticità oggi ammesse a denti stretti, dopo che per mesi entrambi le avevano negate) i candidati Mauro Smeraldi (con la “nuova” lista Vignola Cambia: vedi) e Francesco Rubbiani (con la riedizione della lista Città di Vignola), anche lui “vecchia gloria” della politica vignolese. E’ l’unico punto di convergenza tra i due (che non si amano), ma è un punto talmente “ingombrante” che ha svolto la funzione di collante tra loro nell’ultimo anno della passata legislatura. E poiché gli “interessi” (ben oltre alle “passioni” – per stare al titolo di un libro di Albert O.Hirschman: vedi) svolgono un ruolo importante in politica, non è detto che il futuro non ci riservi sorprese (in termini di riedizione della “strana coppia”). Comunque, Mauro Smeraldi si è da tempo pronunciato a favore del progetto Coop (anche quando il “contributo straordinario” era inferiore ai 2,9 milioni di euro dell’ultimo “rilancio”). Fanno testo le sue dichiarazioni alla Gazzetta di Modena dell’8 aprile 2016, quando, disse: “Voterò convintamente sì al progetto della nuova sede della Coop, per diversi motivi e non solo perché, negli accordi, è prevista un’erogazione al Comune di 2,5 milioni di euro”. La sua posizione non è cambiata. Fosse per lui il progetto sarebbe approvato da un pezzo, senza alcuna preoccupazione rispetto ai problemi ambientali, di traffico, di impatto economico sulla rete commerciale esistente del progetto (vedi). Se oggi propone un referendum, rinviando ai cittadini la decisione in merito, è solo perché sa benissimo che le chances di approvazione oggi passano da lì (magari forzando Coop ad una mobilitazione della sua base sociale). Personalmente non ho alcuna remora a rimettere la decisione alla “sovranità popolare”. Semplicemente non vorrei che a gestire il processo referendario fosse un sindaco che ha già mostrato un modo di fare manipolativo con la sua maggioranza, per fare approvare il progetto Coop, e non lo sarebbe da meno con l’intera città (intervenendo nei delicati passaggi preliminari al voto referendario: formulazione del quesito referendario; definizione di un “piano B” per finanziare il nuovo edificio scolastico, se davvero necessario; predisposizione dei necessari materiali informativi per farsi un’opinione; organizzazione degli indispensabili momenti di confronto e dibattito). Affidato alle cure di Smeraldi sarebbe con ogni probabilità un referendum-farsa, come farsa lo sono stati molti dei dibattiti nella vecchia maggioranza. Un brutto film già visto. Ancora meno convincente la proposta di consultazione referendaria proposta da Rubbiani. Anche qua l’opportunismo impera.

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In via Doccia 6010 a Savignano (dopo il “curvone” venendo da Vignola) prezzi praticamente identici al distributore Coop di San Cesario (foto del 23 maggio 2017)

[5] Dietro al progetto Coop c’è un tema ancora di maggiore rilevanza per la città: quale traiettoria di sviluppo economico? Quali azioni per fronteggiare gli effetti di dieci anni di crisi economica (perdita di capacità produttiva e dunque di ricchezza, contrazione e dequalificazione del mercato del lavoro)? Quali iniziative per rilanciare, innovandola, l’economia del territorio? Una cosa deve essere chiara: il progetto Coop va in direzione opposta al sostegno del commercio in città, alla difesa e promozione degli esercizi di vicinato, alla trasformazione del tessuto cittadino (centro storico, ma non solo) in “centro commerciale naturale”. Per questo – servirebbe almeno un po’ di onestà intellettuale – non si può essere a favore del progetto Coop e poi organizzare eventi elettorali tipo “Sosteniamo il commercio ricchezza di Vignola” (iniziativa di Vignola Cambia del 24 maggio 2017). Non è con il progetto della nuova Coop che si “sostiene” il commercio, ricchezza di Vignola! Eppure c’è un pifferaio magico – il migliore sulla piazza politica vignolese – che vorrebbe farlo credere! Deve invece essere chiaro che occorre perseguire una diversa idea di sviluppo della città, in cui non trovano posto megastrutture da 4.500 mq, ma dove si cerca con determinazione e continuità di rivitalizzare quella funzione commerciale che Vignola ha svolto nei confronti di un vasto territorio e che negli ultimi anni, causa la crisi, si è indebolita. Ma su questo la lettura dei programmi elettorali non è affatto incoraggiante: sembra che amministratori nuovi e vecchi (anche chi ha amministrato per decenni la città) siano incapaci di apprendimento, di analisi, di elaborazione (vedi).

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Problemi di coerenza …

[6] Ovviamente non c’è solo il commercio. Qualificazione produttiva, nuovi insediamenti, sostegno all’internazionalizzazione ed alla ricerca e sviluppo – sono alcuni ingredienti del rinnovo del tessuto di imprese manifatturiere di cui avremmo bisogno (con l’obiettivo di creare ricchezza e posti di lavoro qualificati). Ma qui, tanto per fare un solo esempio, né i vecchi amministratori (PD), né i nuovi (Smeraldi, Rubbiani – per stare alle deleghe in materia), si sono mai preoccupati di valorizzare (ma neppure di analizzare) il pezzettino del “tecnopolo” dell’Unione Terre di Castelli (quel Knowbel collocato al confine tra Spilamberto e Vignola: vedi) a cui pure sono destinate risorse non trascurabili (circa 200mila euro in tre anni dalla Fondazione di Vignola). Nel programma di Vignola Cambia e Città di Vignola non è neppure citato! Così come l’amministrazione Smeraldi non ha mai avuto un’idea su come impiegare le risorse che la Fondazione di Vignola metteva annualmente a disposizione del tribolato programma di “sviluppo locale” (vedi). Eppure questi tristissimi amministratori oggi promettono a destra e a manca chissà quali realizzazioni. E pure sul fronte del turismo e marketing territoriale non c’è da star sereni. In questi anni le poche iniziative significative sono state pensate ed avviate dalla Fondazione di Vignola (vedi) – ma dovranno essere completate con intelligenza, recuperando alcuni aspetti non convincenti (tra questi la vaghezza del “contenuto” di Palazzo Barozzi – sul progetto bisognerebbe avviare al più presto un minimo di dibattito pubblico). La strampalata idea della “cittadella del cibo” (risale alla vecchia amministrazione PD: vedi) incarnava una cattiva declinazione di un pensiero comunque strategico, che va assolutamente recuperato (vedi). E va recuperato a livello di Unione Terre di Castelli, visto che sia si parli di sviluppo locale, sia si parli di innovazione e start-up, sia si parli di marketing territoriale e turismo il comune di Vignola è troppo piccolo per fare cose significative. Non è chiaro se i candidati questo l’hanno presente. Sarebbe dunque bene l’avessero chiaro almeno i cittadini.

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9 Responses to Progetto Coop e sviluppo economico nei programmi elettorali 2017

  1. tenace firmatario ha detto:

    Sulla lista SIAMO Vignola e le sue clamorose contraddizioni, vedi i post. Non ultimo, il MITICO aperitivo di domani, dentro la Coop

  2. diana garofani ha detto:

    Che se ne pensa delle “ciliegie di Rubbiani” piazzate sulla rotonda di via Libertà?

  3. gesualdo ha detto:

    La tristezza ( come contenuti ) dei candidati in corsa è disarmante! Li ho ascoltati nel confrontro in piscina e mi sono quasi messo a piangere . A mio parere solo Smeraldi è all’ altezza e potrebbe essere l’ uomo giusto per Vignola … se solo la “piantasse” con questo progetto della nuova Coop…
    Prevedo un testa a testa fra Covili e Pelloni ….poi, al ballottaggio, il voto dei pensionati di Vignola , chiamati a rapporto dal PD, sarà determinante. Vincerà la Covili e si farà la nuova Coop , anche più grande di quella già prevista nel progetto !!!

  4. Firmatario tenace ha detto:

    I nervi cominciano a saltare per aria. Stamane la candidata Covili ha dato del patetico all’avversario pelloni, sulla sua pagina fb. Un insulto lanciato proprio mentre era in piazza a stringere mani (::?). Perchè? Pur avendo la vittoria in tasca, cosa tocca il nervo? Bè, facile da capire: la coop emerge da dietro come un terzo incomodo, ma lo fa troppo presto. Prima la candidta dice ‘sono contraria al progetto, ..ma non troppo’ ( tradotto, appena mi insedio, accetto. Poi il candidato trc – coop scompare dal dibattito, proprio nel momento in cui i quotidiani hanno nasato la sua imcompatibilità. Infine il primo passaggio va male, malissimo. Pelloni arriva primo. Dunque ella è costretta a dire ‘i voti di smeraldi no, anzi, forse. non so. Nel caso, tengo la porta aperta’ (traduciamo: devo avere ed avrò quei voti a tutti i costi). Dunque 3 pezzi pro coop, lei, Smeraldi, l’uomo di trc. Te credo che i nervi saltano, perchè la figuraccia è sotto gli occhi di tutti.

    • Stander ha detto:

      Bisogna che chi gestisce il sito fbook del pd si dia una bella calmata! E basta con gli insulti. Sennò salta anche il posto che gli hanno promesso! Non ci vuole mica un drago a capire queste robe..

  5. Firmatario tenace ha detto:

    I giochi sono fatti,
    e delle firme non importa oggi molto.

    A nessuno piu.
    Bisogna solo vedere come mettono a posto le cose dopo.

    I voti di Smeraldi ormai sono in cassaforte dopo l’annuncio di ieri, e questi bastano per una vittoria netta. La guerra durata anni tra pd e l’ex sindaco pro coop è terminata. Inutile essere ipocriti. L’apparentamento doveva essere fatto. Lui non è piu cattivo. Molti voti , quasi tutti, delle due liste minori uscite sconfitte, sono quasi al sicuro. Quasi tutti. Molte preferenze ( oltre 100, 120) verranno da li, è notizia fresca di piazza, di ieri sera, al dibattito, dove tutti ne parlavano liberamente. Per alcuni una piccola lista ne riuscirà a portare oltre 140. Forse.O forse chi lo diceva vantava tesori che non ha. Boh.

    E questo darà un margine mica da poco ( peccato! molti di loro erano firmatari contro il progetto coop, ma ieri sera parevano tutti essersene dimenticati)

    Dalla lista degli assessori mancano per forza dei nomi. Per trovarli, basti vedere nelle vecchie foto del candidato gasparini : ci sono le facce di quelli che troveranno collocazione , da qualche parte. Che sono rimasti nell’ombra. ( chi era al seggio , il giorno del voto, si ricorda bene come la candidata fosse scortata e difesa tipo body guard. Un lavoro mica a gratis)

    E , e qua ci sono i dolori, difficile pensare che la lista di appoggio , coop trc, seppure con pochi voti, non abbia niente. Li ci sarà battaglia. Lo sapremo dopo domenica.

    Con la vittoria ormai certa, la pace è tornata dentro al partito che ha recuperato tutto il recuperabile . Tutti saranno accontentati. Le firme raccolte sono state vane. Purtroppo. Quando la giunta sarà fatta, e questo blog non esisterà piu, mi chiedo chi andrà a ricordargli che sono sono state raccolte, e con fatica! Tantissima fatica.

    Noi saremo ancora qua.

  6. diana garofani ha detto:

    Siamo agli sgoccioli della campagna preelezioni e, più che presentare programmi ci si accusa a destra e a manca e si tirano in ballo anche persone che avrebbero tutto il diritto di stare un po’ in pace! …ma cosa si continua a fare con Roberto Adani, ex sindaco CORAGGIOSO (e voglio trovare qualcuno che mi smentisca su questo aggettivo!! ) oltre ad averlo lasciato SOLO quando aveva bisogno del sostegno di TUTTI – politici e non – si continua ad offenderlo?…non ho parole:
    sono solidale con lui e da questo blog che sta per essere chiuso, desidero salutarlo.
    Diana

  7. Firmatario tenace ha detto:

    Ehehehehe..MI SONO SBAGLIATO!

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