Nel Duecento la contesa tra Modena e Nonantola porta alla costruzione di due chiese contrapposte a Spilamberto. Una conferenza di Matteo Al Kalak

Al Kalak

Spilamberto, un castello per due vescovi. La chiesa di San Giovanni e la chiesa di Sant’Adriano nella contesa tra Modena e Nonantola: nuovi documenti d’archivio – è questo il titolo della conferenza che Matteo Al Kalak, ricercatore e docente a contratto all’Università di Modena e Reggio Emilia (vedi), terrà mercoledì 15 marzo, ore 20.30, alla Spazio eventi L.Famigli di Spilamberto. L’iniziativa è promossa dall’associazione Archivivi e vuole dare evidenza all’importanza dei documenti d’archivio per la conoscenza della storia locale. A Spilamberto la chiesa di San Giovanni Battista e la chiesa di Sant’Adriano quasi si fronteggiano, collocate sulla medesima via a pochi metri l’una dall’altra. Si tratta di una collocazione singolare a cui non prestiamo più attenzione assuefatti dalla familiarità di questa conformazione. Eppure questa peculiare collocazione testimonia di un intento di presidio del territorio tra due fazioni in lotta. Da un lato Modena, dall’altro Nonantola (appoggiata a Bologna). Nuovi documenti d’archivio gettano nuova luce su quelle vicende – è di questo che parlerà Matteo Al Kalak nell’incontro spilambertese. Foto 1gen2012 006
L’origine della chiesa di San Giovanni Battista è legata al nuovo insediamento di Spilamberto (Spina Lamberti) voluto dal comune di Modena a presidio del confine con il territorio bolognese. Era il 1210 e, mentre il Comune di Modena erigeva le mura castellane, il Vescovo Martino fondava la chiesa. Sussidiaria della pieve di San Vito, nel 1628 se ne staccò divenendo arcipretura (vedi). Al nuovo edificio sacro si contrappone la chiesa di Sant’Adriano, fondata invece da Raimondo, abate di Nonantola. L’abbazia di Nonantola ed i suoi possedimenti erano da tempo nelle mire del comune di Modena e, per resistere alla pressione all’inglobamento, l’Abbazia aveva richiesto l’appoggio del comune di Bologna. Un ulteriore elemento di tensione in un conflitto tra i due comuni che durava da almeno un secolo (e che coinvolse pesantemente anche Vignola – ad esempio con fatti di guerra ed assedi alla Rocca nel 1228, 1239 e 1249). L’uno, Modena, di parte ghibellina, l’altro, Bologna, di parte guelfa. Significativamente il santo a cui è dedicata la chiesa nonantolana di Spilamberto è uno dei sette santi dell’abbazia: Sant’Adriano III Papa. L’8 luglio 884 Papa Adriano III, da pochi mesi pontefice, muore durante un viaggio nei pressi di Wilzachara, l’attuale San Cesario, possedimento dell’abbazia (ed è in abbazia che il suo corpo viene solennemente traslato e sepolto) (vedi). E’ dunque Papa Adriano III che l’abate di Nonantola sceglie (prendendolo dalla schiera dei santi legati all’abbazia) per l’intitolazione del proprio “segnaposto” a Spilamberto, nel tentativo di contendere il nuovo borgo a Modena ed al suo vescovo. Qualche decennio più tardi Nonantola subirà sorte analoga, con il presidio dei simboli del controllo però del potere temporale: nel 1261 si ha la costruzione della Torre dell’Orologio (segno dell’assoggettamento del borgo a Modena), ma nel 1307 Modena cede nuovamente Nonantola a Bologna ed allora avviene, a poche decine di metri, l’innalzamento della Torre dei Bolognesi.

San Giovann_Sant'Adriano

La chiesa di San Giovanni Battista (a sinistra) e la chiesa di Sant’Adriano, in centro a Spilamberto. Per entrambi l’ìaspetto è dato dalla ristrutturazione del XVIII secolo (foto del 26 luglio 2014).

Matteo Al Kalak è ricercatore e docente a contratto (Storia del Cristianesimo e delle Chiese) all’Università di Modena e Reggio Emilia (vedi). E’ autore di numerosi saggi e curatore di volumi di storia medioevale e moderna. Di recente ha curato la pubblicazione del volume di Ludovico Antonio Muratori, Della pubblica felicità, Donzelli, Roma, 2016 (vedi).

Le due chiese viste dalla torre dell’orologio, sullo sfondo Rocca Rangoni. A sinistra la chiesa di San Giovanni Battista, a destra la chiesa di Sant’Adriano (foto del 2 ottobre 2016).

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