Mauro Smeraldi si ricandida. E se guardassimo a come ha amministrato?

La riedizione della candidatura di Mauro Smeraldi era stata annunciata il 28 gennaio scorso, già in occasione dell’ultimo consiglio comunale, quello che segnò la fine prematura della legislatura (vedi). La sortita alla Caffetteria Alice in via Libertà, con contorno di giornalisti della carta stampata e di una TV locale (ed uno sparuto gruppetto dei suoi), ha confermato innanzitutto quell’annuncio: l’ex-sindaco non si tira indietro. Si ripresenterà. Nel mese trascorso dal collasso della maggioranza e della legislatura alcuni fatti sono intervenuti: è nata la “nuova” Vignola Cambia (unico tratto certo: non più lista di cittadini, ma lista del sindaco: vedi). Ed è stata scaricata la lista civica del fedelissimo alleato (ma solo quando serviva a governare una maggioranza riottosa al progetto Coop) Francesco Rubbiani. Nessuna alleanza (almeno con questi): la “nuova” Vignola Cambia correrà da sola. Certo, il candidato Smeraldi si è dimenticato di “giustificare” la decisione. Ma pazienza. Evidentemente confida nel fatto che il corpo elettorale ancora distratto (le elezioni sono ancora lontane) eviti di fare domande scomode. Ma prima di meglio articolare questa domanda è il caso di provare a chiedersi, abbozzando una risposta, quali sono state davvero le realizzazioni dell’amministrazione Smeraldi in metà legislatura. Il commissariamento del comune ci evita almeno la sventura del marketing politico realizzato con i mezzi comunali, ovvero della collettività, come sarebbe successo se il sindaco avesse amministrato fino alle elezioni. Non ci evita però il compito di tentare una risposta sulla performance dell’amministrazione Smeraldi e, soprattutto, dell’ex-sindaco.

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Gazzetta di Modena, 1 marzo 2017.

[1] Partiamo da quello che è stato, fin dalla campagna elettorale del 2014, uno dei tema distintivi: la partecipazione (ed il rinnovo delle forme della democrazia locale). “I cittadini diventano sindaco” – ricordate? Era lo slogan della campagna elettorale. Un bello slogan. Che però è rimasto tale. Qualcuno vuole sostenere il contrario? Finché si è trattato del gesto molto simbolico di aprire la porta del municipio le cose sono andate bene. E sono scrosciati applausi. Subito dopo le cose si sono ingarbugliate. Si è visto che a credere nella partecipazione c’era solo, sostanzialmente, l’assessore Monica Maisani. Tutte le iniziative significative ricadono nel perimetro del suo assessorato: la progettazione partecipata dell’utilizzo di Villa Trenti (vedi), le modifiche allo statuto comunale (vedi), la revisione partecipata del regolamento della biblioteca comunale, l’esperienza “community lab” a Brodano (condivisibile il tentativo di rivitalizzare un quartiere dal punto di vista delle relazioni sociali). Mentre il resto della giunta (sindaco incluso) sul tema dormiva. Anche negli atti di pianificazione generale – che sempre dovrebbero vedere la messa in campo di “percorsi di partecipazione” – si è rinunciato a fare alcunché. Nulla sul PSC (competenza del sindaco). Nulla sulla zonizzazione acustica (competenza dell’assessore Ricchi – e qui i motivi per innovativi percorsi di partecipazione non mancavano di certo: vedi). Nulla pure sul Piano Urbano del Traffico-PUT (competenza dell’assessore Ricchi: vedi). Certo, di assemblee con i cittadini ne sono state fatte. Ma queste le faceva anche l’amministrazione Denti: “cittadini dite la vostra, che l’amministrazione va avanti per la sua strada”. Dunque il solo assessore che credeva nel tema ed ha fatto cose significative è stato “scaricato” non appena ha dimostrato autonomia di giudizio, opponendosi al progetto Coop (vedi). Gli altri: “non pervenuti”.

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Via Soli in centro storico. Nessuna delle criticità del centro storico di Vignola è stata affrontata (foto del 20 aprile 2016)

[2] Mezzo pieno? Mezzo vuoto? Qualche volta anche vuoto del tutto. Il bicchiere dell’amministrazione Smeraldi difficilmente può essere considerato pieno. Evidente, soprattutto, lo scarto tra le dichiarazioni e le realizzazioni, tra il programma (alla cui stesura, tra l’altro, anch’io ho contribuito) e gli obiettivi centrati. E’ così che il di-nuovo-candidato prova a cavarsela parlando soprattutto dei progetti futuristici (che proprio in quanto collocati nel futuro sono sempre i più belli). Comunque. Bene l’isola ambientale attorno alle scuole medie Muratori (vedi). Bene l’avvio di un rinnovato impegno alla manutenzione della città (vedi) – che però si è esaurito assai presto (con anche qualche caduta paurosa, come l’asfalto sulla pavimentazione del centro storico: vedi). Bene l’acquisizione dal demanio dell’area della stazione ferroviaria (ma il progetto di riqualificazione è cosa assai vaga). Così così l’intervento su via Libertà (che non è affatto da citare come esempio in termini di sicurezza, come testimonia lo spettacolare incidente avvenuto qualche giorno prima dell’inaugurazione, poi rimandata: vedi). Nessuna variazione significativa nella cura del verde pubblico. Nulla di fatto (ma proprio nulla!) in tema di efficientamento energetico, PAES, città resiliente – come se il riscaldamento globale fosse una bufala (esattamente quello che pensa Donald Trump!).  Male la rinuncia a rinnovare i servizi per l’infanzia (qui si registra solo la chiusura e poi la messa in vendita di quello che era il terzo asilo nido di Vignola, il “44 gatti” in via Caio Claudio: vedi). Decisamente male la non-riqualificazione del centro storico che presenta lo stesso profilo di criticità da anni, anzi in progressivo peggioramento per i colpi che la crisi economica ha inferto al commercio di vicinato (e qui l’amministrazione Smeraldi ha messo in campo scelte davvero strampalate, come sull’incubatore Armilla: vedi, esibendo anche una più generale grave mancanza di strategia: vedi). Malissimo quanto non fatto in tema di sicurezza e presidio del territorio (ma qui il sindaco ha sempre manifestato il suo disinteresse). Malissimo la paurosa mancanza di idee su come provare a guidare il territorio fuori dalla crisi economica (vedi) – parliamo di “sviluppo locale” (vedi) e di cosa farci con il pezzetto di “tecnopolo” capitato sul nostro territorio (vedi). Si potrebbe continuare (tralascio volutamente l’avventurismo del progetto Coop: vedi). Si dovrebbe continuare. Ma questo elenco incompleto dei temi, delle incertezze, delle realizzazioni, delle mancate realizzazioni è sufficiente per richiamare l’attenzione su un fatto: bisognerà anche provare a dire qualcosa sugli insuccessi, non solo sulle “magnifiche e progressive sorti” dell’amministrazione Smeraldi. E’ vero che siamo in campagna elettorale, ma questo non significa che si debba esagerare nel prendere i cittadini-elettori per il naso.

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Un grave incidente in via Libertà pochi giorni prima della data dell’inaugurazione: forse c’é ancora qualche problema di sicurezza (foto dell’8 gennaio 2017)

[3] Ma dove la performance del sindaco Smeraldi è stata più deludente è sul tavolo dell’Unione Terre di Castelli. Per due anni e mezzo presidente dell’Unione nessun obiettivo centrato, nessun progetto significativo avviato, nessun nuovo clima collaborativo instaurato. Tutti coloro che hanno avuto occasione di vedere la giunta dell’Unione al lavoro (sic) sotto la guida di Mauro Smeraldi sono rimasti negativamente impressionati: non certo una squadra, ma un aggregato di sindaci preoccupati solo delle cose che li interessavano personalmente. Non che l’eredità ricevuta fosse entusiasmante (vedi), ma era oggettivamente difficile fare peggio delle precedenti presidenze Lamandini-Denti. Eppure Smeraldi è riuscito a dare l’idea di un ente privo di autorevole guida politica, risultando incapace di fare sintesi e di guidare l’intera squadra verso qualche progetto ambizioso. Invece il nulla. Certo l’ex-sindaco Smeraldi anche qui proverà a cavarsela dando la colpa ai colleghi sindaci del PD – tutti brutti, sporchi e cattivi. Che gli hanno tarpato le ali. A me sembra invece che qui abbia manifestato la stessa mancanza di capacità di leadership esibita con la sua maggioranza. Perché è chiaramente interesse di tutti i sindaci (a qualsiasi schieramento appartengano) fare in modo che l’Unione, a cui è destinata oltre la metà della spesa corrente comunale, funzioni bene. Anzi funzioni meglio. Dunque non dovrebbe essere così difficile guidare l’intera squadra verso qualche significativo obiettivo di miglioramento. Quando poi su quel tavolo sono arrivati progetti impegnativi some lo studio sulla fusione dei comuni sono emerse chiaramente tutte le incapacità: lo studio è fatto talmente male che il tema è stato in tal modo seppellito per qualche anno (vedi). Ridicola la proposta conclusiva di una fusione Vignola-Marano: la montagna che partorisce il topolino (vedi).

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L’area in cui è previsto l’insediamento del nuovo mega-supermercato Coop (foto del 5 giugno 2016)

[4] Ultimo ambito su cui focalizzare l’attenzione è quello della governance di quei servizi da tempo gestiti in ambito sovracomunale ed eventualmente affidati ad aziende od enti specifici. Anche qui i risultati sono assolutamente deludenti. Solo velleità nei confronti di HERA. Sulla sanità l’unica cosa “prodotta” è una petizione (la terza in neppure quattro anni: vedi), come se non fosse stato lui al governo della città. Più prestazioni ambulatoriali? Più attività di day surgery? Migliorati i servizi territoriali? Più impegno verso i programmi di screening (vedi)? Nulla di tutto ciò, eppure con la nuova direzione generale dell’Azienda USL di Modena gli spazi di manovra per fare cose significative c’erano. Forse sono mancate capacità e metodo di lavoro. Mi sembra dunque ci sia davvero poco di cui vantarsi. E la sicurezza e la presenza delle forze dell’ordine sul territorio? Vignola in questi anni ha perso organici dei Carabinieri. Se n’è accorto l’ex-sindaco Smeraldi? Non pare. Anche su queste tematiche sarebbe richiesta, a chi intende ricandidarsi, l’onestà intellettuale di dire come stanno le cose.

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Gazzetta di Modena, 25 gennaio 2017. Alleati imbarazzanti? Non allora.

PS Come una parola di spiegazione andrebbe detta in merito alla “rottura” con l’alleato Francesco Rubbiani e la lista Città di Vignola. Legittimo cambiare idea, ma qualche spiegazione andrebbe data. Perché chi fino a pochi giorni prima era considerato un fedele alleato (anche e soprattutto nella guerra interna ad un pezzo di maggioranza) è stato prontamente scaricato? Una vera “lezione di vita” data a quello che fino a pochi giorni prima era il “braccio destro”. Così. Disinvoltamente. Senza sentire il bisogno di dire una parola. Scelta legittima, si badi bene. Ma questo “ribaltone” andrebbe come minimo spiegato. Comunque, non è straordinario?

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Manifesto elettorale 2014: ci sarà ancora qualcuno che ci crede?

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7 Responses to Mauro Smeraldi si ricandida. E se guardassimo a come ha amministrato?

  1. Daniela ha detto:

    Ricordo anche la mancata realizzazione della ciclabile in zona Bettolino, necessaria a garantire un po’di sicurezza ai ciclisti lungo la strada provinciale per Sassuolo.

  2. Andrea ha detto:

    Degno di nota è anche il mio tentativi di sensibilizzare la giunta Smeraldi sull’ inquinamento elettromagnatico delle antenne stazioni radio base … Il sig Ricchi non ha risposto alle mie email e al telefono mi ha invitato a procedere privatamente per far fare un monitoraggio… anche il sig Smeraldi non si è degnato di rispondere a una mia Email sempre su questo argomento … Direi atteggiamento PERFETTO di chi ha vinto le elezioni sbandierando argomenti come “democrazia partecipata e attiva ” … e dire che ci avevo creduto !!

  3. Diana Garofani Manzini ha detto:

    Sono grandemente delusa su tutti i fronti e, nonostante nella mia vita di ultrasettantenne ne abbia viste di tutti i colori, ora proprio devo alzare bandiera bianca e ammettere in tutta sincerità di non capirci più nulla…

    Provo ugualmente a formulare un’idea: la ricandidatura di Adani,
    A mio parere uno dei migliori sindaci che Vignola abbia avuto:
    di sicuro il più coraggioso, di sicuro l’unico a non essere stato “ricollocato” da qualche parte dal partito (come ho visto, negli anni, fare con tutti gli ex).Oserei dire, anzi, “lasciato completamente solo” quando aveva maggior bisogno di sostegno!.
    Ma…forse…una persona che ha lottato per la verità e la legalità contro pericoli innominabili, contro persone vicine e lontane, conosciute e sconosciute, non ce la meritiamo…

    Nel mio piccolo orizzonte di comune cittadina “figure” di alto profilo non ne vedo, se non l’avv. Zanasi, ma non credo che si lasci convincere.
    Ad ogni modo, l’unica speranza è di trovare qualcuno che, INDIPENDENTEMENTE DAL COLORE POLITICO che si porta dietro, AMI VERAMENTE VIGNOLA e i VIGNOLESI,
    (senza slogan, cambiabili ad ogni stormir di foglia).

  4. sergio smerieri ha detto:

    Sig. Diana…con tutto il rispetto per Adani e Zanasi, spero che una comunità di 25 000 abitanti sia in grado di avere e produrre qualche nome in più oltre ai suddetti. Se l’avvocato ha declinato l’invito, ripeto, spero che qualcun altro possa assumere quel ruolo …altrimenti siam messi male eh…e in effetti.

  5. itappens ha detto:

    Candidiamo Monica Maisani

  6. Diana Garofani Manzini ha detto:

    Chapeau! nel mio piccolo orizzonte non l’avevo “vista”.
    Concordo. Una donna onesta, dinamica e del tipo “pugno di ferro in guanto di velluto”.

    Ieri, parlando con Smerieri, era saltato fuori anche il nome di Loris Bartolamasi: anch’egli persona onesta e di buona qualità.

    Ma, chiunque verrà, in primis dovrà firmare un “contratto con i cittadini” che cancelli definitivamente, e per sempre, il progetto coop e/o altri insediamenti che distruggano/impermeabilizzino/cementifichino altra terra. Che, in definitiva, si tenga lontano da lobby e interessi vari che non abbiano come unico fine il bene (vero) dei cittadini .
    Per fare questo credo sia necessario avere lungimiranza, molta forza e molto coraggio:
    in un mondo che premia ladri, corruttori e malvagi di ogni sorta e punisce le persone oneste, LA LOTTA PER IL BENE DEI CITTADINI dovrà essere una “lotta senza quartiere”…
    chiediamo troppo ad un sindaco/sindaca?

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