Arriva il commissario, si va alle elezioni. In un quadro di incertezze e fragilità

E’ notizia di ieri. Il vice prefetto di Modena, Bruno Scognamillo, sarà il commissario che, a partire dal 3 febbraio, guiderà il Comune di Vignola. Il Prefetto di Modena ha proposto al ministro dell’Interno lo scioglimento del consiglio comunale, che sarà attuato con decreto del Presidente della Repubblica. E ha indicato Scognamillo per assicurare al Comune la prosecuzione dell’attività. Gli antefatti sono noti (vedi). Ora bisogna ragionare del futuro. Una sola cosa è certa: è pieno di incertezze. Plausibilmente si andrà a votare nella prossima tornata di elezioni comunali, tra maggio e giugno 2017, assieme ad altri 19 comuni in Emilia-Romagna. Dunque sono a disposizione pochi mesi per il tentativo di riacquistare un’amministrazione normale. Ma nessuna forza politica (o “civica”) è pronta all’appuntamento. Manca una seria analisi della realtà e dei problemi della città, mancano idee e programmi non raffazzonati, mancano candidati credibili e squadre affiatate.

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Il parcheggio di Corso Italia: la sottrazione dell’uso a piazza si giustifica se serve a liberare il centro storico dalle auto (foto del 26 marzo 2011)

[1] Se quanto prospettato nei giorni scorsi è vero, lo scioglimento anticipato del consiglio comunale dovrebbe consentire al comune di Vignola di partecipare alla prossima tornata di elezioni comunali – indicativamente tra maggio e giugno 2017. Sono 20 i comuni in Emilia-Romagna (Vignola inclusa) per cui sono previste elezioni comunali nel 2017. In provincia di Modena si tratta di Castelnuovo Rangone e Novi. Budrio in provincia di Bologna, Campegine in provincia di Reggio Emilia – solo per stare alle province confinanti. Tra i comuni che vanno al voto anche quello di Terre del Reno, nato da pochi mesi dalla fusione di Mirabello e Sant’Agostino, in provincia di Ferrara (vedi).

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Via Soli in centro storico: un pezzo importante di città da troppo tempo in attesa di riqualificazione (foto 20 aprile 2016)

[2] Tre i fattori che determineranno la partecipazione al voto che, probabilmente, risulterà in calo rispetto alle precedenti elezioni comunali. La rottura traumatica della maggioranza con il risvolto di delusione e sconcerto che porta con sé (qui un resoconto: vedi). Il numero esiguo di comuni che terranno elezioni comunali, con conseguente mancanza di una campagna comunicativa su ampia scala (solo 20 i comuni in Emilia-Romagna su un totale di 333). L’offerta politica in termini di liste e di candidati a sindaco. Solo sorprese positive su quest’ultimo fronte potranno contrastare la spinta ad abbassare la partecipazione. Meglio non contarci.

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Servono nuove soluzioni per la sicurezza nella circolazione, come dimostra l’incidente sulla “nuova” via Libertà (foto dell’8 gennaio 2017)

[3] Il commissariamento impedirà anche di avere un’amministrazione in carica che porta la città al voto. Ovvero di avere una parte politica che può avvantaggiarsi, come usuale, della possibilità di usare la macchina amministrativa, le sue capacità, le sue risorse per “sollecitare” il consenso degli elettori. Da questo punto di vista si realizza così una situazione caratterizzata da equità: tutti fuori dall’amministrazione, nessuno che ha accesso alle “risorse” comunali per analisi, progetti, iniziative finalizzate ad accrescere il consenso. E’ la prima volta che succede ed è un ulteriore elemento di incertezza.

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Villa Trenti ristrutturata da mesi, ma ancora in attesa di un progetto circa il “contenuto” (foto del 23 ottobre 2016)

[4] Manca completamente un’analisi minimamente fondata della realtà della città e dei suoi problemi. L’amministrazione uscente non ha dimostrato alcun interesse verso questo tipo di elaborazione – specie negli ultimi mesi è stata tutta impegnata a cantare le magnifiche e progressive sorti dell’amministrazione. Invece i problemi non mancano, a partire dagli effetti di una crisi economica che morde da dieci anni (vedi). Ma anche l’opposizione, quella più “strutturata”, ovvero il PD, è sprovvista di un’analisi credibile dei problemi della città (un’analisi che dovrebbe inevitabilmente includere anche una valutazione – cose fatte bene e fatte male – della precedente amministrazione Denti, smontata solo due anni e mezzo fa). Una siffatta capacità di analisi ed elaborazione non si inventa in poche settimane. In sua assenza, però, i programmi si fermeranno alla superficie dei problemi proponendo agli elettori pseudo-soluzioni e agende incomplete.

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Rendering del nuovo supermercato Coop da 4.500 mq di superficie di vendita. Sicuri che la città ne ha bisogno?

[5] Ma mancano anche, o sono molto fragili, le “squadre”, i gruppi di persone che possono radunarsi, organizzare analisi, confronti, dibattiti, insomma fare elaborazione politico-programmatica all’altezza delle sfide della città: crisi economica, politiche ambientali atrofizzate (per un esempio: vedi), welfare locale da ripensare, nuove traiettorie di sviluppo locale da immaginare ed implementare (vedi), tendenze alla marginalizzazione di questo territorio (nella regione non più policentrica crescono solo i centri urbani maggiori), governance (debole), pianificazione strategica (assente) e processi decisionali (inconcludenti, inefficaci) a livello di Unione (un tema che attende ancora di essere messo a fuoco – sino ad ora ci si è limitati alla battuta “otto sindaci sono troppi”). Tutte le infrastrutture politico-comunicative sono fragili: quelle dei partiti (PD, Lega Nord), quelle dei nuovi “movimenti” (M5S), quelle delle liste civiche. Anche la “coalizione Smeraldi” (quello che ne rimane) risulta oggi infragilita rispetto a tali compiti, avendo dissipato impegno ed energie dei militanti (vedi). Insomma, è difficile essere ottimisti rispetto a ciò che potrà “produrre” il prossimo voto. Ma bisognerà comunque provare a mettere in campo il massimo di lucidità e di intelligenza.

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6 Responses to Arriva il commissario, si va alle elezioni. In un quadro di incertezze e fragilità

  1. Diana Garofani Manzini ha detto:

    Parafrasando Montale
    …”Codesto solo possiamo dire, ciò che non vogliamo!”…

  2. Diana Garofani Manzini ha detto:

    Cos’è questo “assordante silenzio”? Dove sono/siete tutti?
    Notizie sul fronte politico/amministrativo?

  3. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Ciao Diana, è comprensibile l’ansia da non notizie. La fine anticipata della legislatura ha lasciato sorpresi molti e soprattutto ha trovato impreparate tutte le forze politiche o civiche vignolesi. E’ iniziata dunque una frettolosa riorganizzazione dell’offerta politica. Ad oggi possiamo ipotizzare almeno 4 schieramenti (dovrebbero essere i principali): PD con l’eventuale supporto di una lista civica (come fatto nel 2014), difficile riescano ad aggregare altri; il sindaco uscente a capo di una sua lista civica (Vignola Cambia?) e con il sostegno della lista Città di Vignola di Francesco Rubbiani; uno schieramento di centrodestra; una lista M5S. Il tutto condito da qualche altra lista “minore”. Ma perché questa offerta politica sia definita servirà ancora un po’ di tempo. Nel frattempo è bene non stare con le mani in mano: c’é una mobilitazione contro il progetto di spostamento ed ampliamento del supermercato Coop da organizzare. Ci sentiamo presto!

  4. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Sono 20 i comuni in Emilia-Romagna che andranno al voto l’11 giugno 2017.

    “Sono 20 i comuni dell’Emilia-Romagna che domenica 11 giugno 2017 andranno al voto per il rinnovo del sindaco e dei consigli comunali. Alle urne (secondo la rilevazione del 31 dicembre scorso) sono chiamati complessivamente oltre 380 mila elettori emiliano-romagnoli.

    I seggi, complessivamente 497 sezioni, resteranno aperti dalle ore 7 alle 23. L’eventuale turno di ballottaggio si svolgerà domenica 25 giugno.

    Parma (oltre 144 mila elettori) e Piacenza (quasi 77 mila aventi diritto) sono gli unici due capoluoghi di provincia dell’Emilia-Romagna dove si vota. Mentre tra le città con oltre 15 mila abitanti vanno alle urne Budrio (Bo), Comacchio (Fe), Vignola (Mo) e Riccione (Rn). Nel modenese alle urne anche Castelnuovo Rangone e Novi di Modena.

    Nel ferrarese, oltre Comacchio, al voto i cittadini del nuovo comune Terre del Reno, nato dalla fusione tra Mirabello e Sant’Agostino. In provincia di Forlì-Cesena al voto Castrocaro Terme e Terre del Sole, Dovadola e Longiano. Nel piacentino, con il capoluogo alle urne anche Bettola, Carpaneto Piacentino, Monticelli D’Ongina, Villanova sull’Arda. In provincia di Ravenna, Riolo Terme, e in quella di Reggio Emilia Campegine mentre nel riminese, oltre Riccione, si vota anche a Coriano e Morciano di Romagna”

    http://www.regione.emilia-romagna.it/elezioni/notizie/amministrative-2017-l11-giugno-in-Emilia-Romagna-al-voto-20-comuni

  5. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Nel sito web della Regione Emilia-Romagna la sezione web dedicata alle elezioni comunali dell’11 giugno 2017. Si vota in 20 comuni (tra cui Vignola). Ecco il link:
    http://www.regione.emilia-romagna.it/elezioni

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