Verso l’abbraccio tra Smeraldi e il PD

Aspettiamoci il peggio. Meglio non indulgere in alcun ottimismo. Sulla scena locale scarseggia la lucidità, scarseggia la responsabilità, scarseggia la capacità politica. Il sindaco – oramai è evidente a tutti – è mosso da una fortissima determinazione a portare a termine il “progetto Coop”, tanto da non aver avuto alcuna remora a far scoppiare la maggioranza ed a calpestare persino la “sua” lista civica, Vignola Cambia (che sempre più ha assunto la fisionomia di una lista “personale” del sindaco, non più di una “lista di cittadini”: vedi). E dopo aver ammesso un “errore di valutazione” nell’aver promosso l’alleanza del 2014 (così le dichiarazioni su Il Resto del Carlino – Modena di oggi, 25 gennaio 2017) nasconde però il fatto che ci sarebbero conseguenze da pagare (si chiamerebbe responsabilità politica), con dimissioni dovute. A sua volta il PD che in questa esplosione della maggioranza “civica” dovrebbe vedere l’occasione del riscatto ne è invece intimorito e non sa che fare. Sullo sfondo si percepisce – si percepisce, eccome – l’ombra degli interessi economici forti che, soprattutto quando la politica è debole, hanno modo di giocare un ruolo nel determinare la traiettoria di sviluppo (o inviluppo) della città.

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Gazzetta di Modena, 25 gennaio 2017, pag. 30.

[1] Con le dimissioni del vicesindaco Simone Pelloni si manifesta l’esplosione della maggioranza “civica”, fatto che sarà certificato dal consiglio comunale prontamente convocato per sabato 28 gennaio ore 10 in municipio (non mancate!). Il bruttissimo film andato in scena alla fine dell’estate 2016 ed interrotto un minuto prima della fine è stato puntualmente riproposto pochi giorni fa da un sindaco che, pur di far approvare in consiglio comunale l’accordo Coop (ad oggi deliberato dalla giunta municipale: n.2 del 17 gennaio 2017), si è detto disposto a non tenere conto della volontà della sua maggioranza (che infatti, a maggioranza, è contraria) richiedendo i voti al PD. La conseguenza, ampiamente prevedibile, è che la maggioranza “civica” non c’è più. I quattro consiglieri di Vignola per tutti si schierano ora inevitabilmente all’opposizione (visto che loro compattamente sono contrari al progetto Coop, con buone ragioni: vedi). E allora?

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[2] In una siffatta situazione il principio di responsabilità politica richiederebbe al sindaco una cosa soltanto. Un minuto dopo aver perso la maggioranza dovrebbe chiedere scusa agli elettori (per l’alchimia politica non riuscita a Vignola – ma riuscita altrove, es. a Savignano) e presentare le dimissioni. Non rischiamo di sbagliarci dicendo che non andrà così. Ma in questo modo all’avventurismo si unisce la spregiudicatezza politica. Né i 1.671 voti di Vignola Cambia, né i 1.501 voti di Vignola per tutti (primo turno delle elezioni comunali 2014) possono essere intesi a sostegno del progetto Coop – di sicuro non a quello pensavano gli elettori dando il voto alle due liste ed al sindaco Smeraldi. E quei voti (come quelli del ballottaggio, in cui ancora di più hanno pesato elettori del centrodestra che di sicuro non pensavano di fare un favore a Coop) hanno però portato all’elezione di Mauro Smeraldi che oggi usa il potere legittimo consegnatogli da quei voti per fare un’operazione che se dichiarata allora avrebbe fatto scappare quegli elettori a gambe levate (improbabile estrarre il progetto Coop dal programma presentato agli elettori dalle tre liste civiche: vedi). Eppure le dimissioni non ci saranno, come non ci saranno le scuse per un’alleanza (dal sindaco fortemente voluta quando si trattava di vincere le elezioni) finita male. Invece il sindaco ha già avviato la procedura per la convocazione di un ulteriore consiglio comunale in cui proverà a far approvare l’accordo Coop. Il più grande insediamento commerciale della storia di Vignola potrebbe essere autorizzato da un consiglio comunale in cui non vi è più una chiara maggioranza, dunque privo di un programma amministrativo e di coerenza – e con un sindaco non eletto per fare questo. Che qualche consigliere di Vignola Cambia non abbia nulla da eccepire su tutto ciò suona davvero singolare. Anche questo testimonia dell’eclisse della politica o del suo essere inquinata da lealtà pre-politiche.

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[3] Sull’altro lato dell’aula consiliare – i banchi dell’opposizione PD – le cose non vanno meglio, anche se per altre ragioni. Ci sono evidenti segni di fragilità e di assenza di lucidità politica. Ci fosse un partito vero non si sarebbe perso un attimo nel cogliere l’occasione ed affermare pubblicamente: “siamo pronti a votare la sfiducia a questa maggioranza rissosa ed inconcludente, ed anzi ora non più maggioranza”. Invece il segretario Federico Clò, colui che si era presentato al mondo nella veste del “castigatore” della maggioranza “civica” e delle sue “contraddizioni” (vedi) ora non sa che pesci pigliare. E’ capace solo di balbettare un “Smeraldi ci dica cosa intende fare”. Come se la sua volontà non potesse che nascere dal riflesso di quella del sindaco. Certo, i problemi del PD vignolese sono noti da tempo ed anche un osservatore da lontano come il sottoscritto li vede bene e li denuncia periodicamente (vedi). Il fatto è che il partito si è letteralmente liquefatto (altro che rilancio!). Il tema vero, però, non è quello dell’assenza di un candidato a sindaco credibile e disponibile da spendere in imminenti elezioni comunali (che potrebbero essere provocate da un atto – dimissioni o sfiducia che sia – assunto deliberatamente). Molti partiti si troverebbero in queste condizioni a metà legislatura, ma non per questo rinuncerebbero a giocare un ruolo nel determinare gli eventi (anziché fare solo le comparse). E’ che il PD vignolese ha perso consapevolezza e capacità per gestire la fase dell’individuazione del futuro candidato (ha sfilacciato le relazioni con la città, ha fatto scappare i più talentuosi senza far crescere molto all’interno). E non sta molto bene neppure a credibilità – che poi sarebbe un requisito indispensabile per richiedere a qualcuno di candidarsi.

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[4] Spregiudicatezza politica da un lato, grande debolezza dall’altro. Difficile che in questa situazione ne emerga un percorso improntato a razionalità e lucidità politica. Ma non è tutto. Perché c’è un altro attore rilevante. Un convitato di pietra. Scrive l’articolista de Il Resto del Carlino – Modena il 24 gennaio 2017: “Nel PD locale sono indecisi … [c’è chi non vuole] affossare un progetto Coop al quale tengono molto i Democratici ‘a monte’ di Vignola.” Ecco, è stato detto. Si tratta di Coop Alleanza 3.0 e del più grande insediamento commerciale della storia di Vignola, pronto ad atterrare in città, effetti nefasti compresi (vedi). Gli interessi economici sono un pezzo di ogni società. Ma è solo dove la politica è debole, dove non è in grado di assumere con forza obiettivi chiari e di dichiararli pubblicamente che questi possono avere più chances di influenzare i processi della decisione politica. Sarebbe questo il modo migliore per interpretare il bene della città? Ci sono buoni argomenti per pensarla diversamente (tra questi quello dell’impatto che un più grande supermercato Coop, da 4.500 mq di superficie di vendita, avrebbe sul resto della rete commerciale, a cui andrebbe a sottrarre annualmente – è una stima ragionevole – ricavi per circa 17 milioni di euro: vedi). Suscita dunque un fugace moto di simpatia il vicesindaco che, all’atto di lasciare il municipio dopo le dimissioni, dichiara al giornalista: “meglio fare il ‘bottegaio’ che la stampella ai poteri forti” (Il Resto del Carlino – Modena, 24 gennaio 2017, pag.16).

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[5] Certo, il collasso della maggioranza “civica” è una sconfitta per chi ci ha creduto. Ma a fronte di un siffatto evento non c’è alternativa, per una politica responsabile, se non quella di azzerare tutto e tornare al più presto alle elezioni per fare chiarezza. Senza troppo indugiare. E rinunciando al progetto Coop. Ma è molto probabile che le cose vadano diversamente e si giunga così ad una sorta di abbraccio tra il sindaco Smeraldi (ed un pezzo di maggioranza) ed il PD. Non per convinzione, ma per incapacità da un lato, irresponsabilità (politica) dall’altro. Se interpretiamo correttamente, già con le prime dichiarazioni si sta preparando il terreno a questo scenario. Le parti hanno già iniziato a lavorare per orientare le aspettative dei cittadini-elettori in quella direzione (ma anche di quei consiglieri che fino a ieri dicevano “con l’avversario mai”). Il sindaco fa rilevare il “costo delle elezioni” (ma sarebbe meglio dire il “costo della democrazia”): a suo dire meglio dunque non anticipare il voto (un esito, in verità, conseguenza delle sue azioni – bisogna pur dirlo, altrimenti qualcuno rischia di credere per davvero che ora la legislatura si potrebbe salvare, senza perdere di credibilità, abbracciando l’avversario del 2014!). E che le elezioni anticipate sono soldi sottratti ad altro (e pensarci prima?). Dal canto suo il PD prospetta come “disdicevole” affossare la non-maggioranza Smeraldi assieme ad altri pezzi di opposizione (argomento mai sentito in altre realtà cittadine costrette a vivere situazioni simili!). Ma che altro dovrebbe fare se non votare per la caduta del sindaco senza più maggioranza? Eppure sino a qui sono riusciti a non dire una parola chiara sul tema. Insomma lo scenario peggiore è anche il più probabile. Non sarà un abbraccio convinto. Forse non sarà un abbraccio, ma solo un abbraccino. E probabilmente solo un abbraccino a termine. Giusto il tempo di approvare quella cosa di cui la città avverte il bisogno (sic) da tempo. Inizia per C e finisce per P. Chi l’indovina è bravo.

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20 Responses to Verso l’abbraccio tra Smeraldi e il PD

  1. bah ha detto:

    Le cose andaranno esattamemente in questo modo. E’ la totale incosistenza politica delle due parti che porta dritti a questa conclusione. Dopo che il proprio progetto politico è fallito ( e fallito male, assai male!), quel che resta dovrebbe essere la ‘faccia’. Quel senso di responsabilità che porta ad ammettere onorevolmente di aver chiuso un ciclo. Non era bastata la triste scena degli stracci che volavano in pubblico, col vicesindaco che minacciava a destra e a manca sui quotidiani. Con i veti, i sottoveti, le commissioni. I ‘direttivi’..

    Ora dobbiamo assistere anche a questa inutile, triste e grottesca deriva. Mentre la foto che passa sui giornali ci consegna quel che resta della giunta, ( dico, l’indispensabile contributo dell’assessore Ciardullo, ma volete che vada disperso chiudendo una legislatura? giammai!) dall’altra parte della sponda, quella del PD, forse è bene che la tragicommedia arrivi sino alla fine. Forse è davvero bene che coloro i quali si sono dimostrati inconsistenti , recitino il loro vuoto ruolo sino alla fine. Inesistenti, deboli, privi di qualsiasi idea che non sia quella di fare riunioni, non attendevano altro che dare forma alla loro idea politica. La poltrona per la poltrona.

    Diventare la stampella che tiene in piedi un progetto politico fallito ( non concluso, nè interrotto, ma fallito) può farlo solo chi intende la politica come opportunità, seggiola.

    Dico, questi non vedevano l’ora…ma ti immagini..
    Che facciano.
    Non dureranno.

    Torneranno quelli del Pd nelle piazze del mercato, a chiedere firme, a indire petizioni. Di nuovo a cercare una leggitmità ‘dal basso’.

    Attuale giunta, sindaco.
    Esponenti del pd locale.

    Nessuno si ricorderà di voi,
    se non per il peggior pastrocchio politico che questa città ha conosciuto

  2. sergio smerieri ha detto:

    l “errore di valutazione” l’abbiamo fatto noi …mica lui.

  3. Roberto Adani ha detto:

    Il sistema elettorale dei comuni è chiaro, è un sistema che garantisce al sindaco comunque una maggioranza consigliare al primo o al secondo turno. La legge prevede che se viene a mancare il sindaco si debba andare ad elezioni. La buona politica direbbe che se viene a mancare la maggioranza si torni ad elezioni. Quello che non può succedere è che manchi sia la maggioranza che l’opposizione. Il sistema prevede che il sindaco o il consiglio comunale esprimano la propria posizione. Non mi sembra complicato, il ricorso agli elettori è normale, e per fortuna il sistema elettorale comunale garantisce prima di ogni altra cosa la certezza che si farà un sindaco. Vignola non è mai stata governata da un commissario, i vignolesi, più o meno bene, sono in grado di governare il proprio paese e non hanno bisogno di vivere l’esperienza del commissario o di un governo che non sia maggioranza su un programma. Questa doveva essere la legislatura dei cittadini, non è certamente stata la legislatura dei rappresentanti dei cittadini, il PD ha faticato parecchio a elaborare il lutto, Il movimento 5 stelle, novità nel paese, nel consiglio di Vignola è stato completamente invisibile, le liste civiche non sono riuscite minimamente a incidere nel ruolo del consiglio, erano state molto più efficaci quando erano opposizione. Nel momento della crisi è necessario recuperare senso di responsabilità e prendere atto che l’esperienza di governo è finita. Il mio non è un giudizio sulle persone, che rispetto, ma è una considerazione sulla politica che è deve recuperare credibilità e coerenza.
    Come diceva Rossella…domani è un’altro giorno

  4. loredana baruffi ha detto:

    beh Sergio hai ragione MA nella classifica vengono al 1 posto gli
    inetti, poi magari gli eventuali sprovveduti. Ho vissuto poco a Vignola, ma non capirò mai come Spilamberto e Marano abbiano
    uno spirito della collettività e di intraprendenza , a mia avviso, che
    a Vignola non ho mai visto e sentito in alcun ambito… Che peccato!
    Ma come mai ?! Perché ?!

    • DiVignola365 ha detto:

      E’ una questione lunga ed annosa… Vignola è da molto, moltissimo tempo una città caratterizzata da una scarsissima coesione popolare, per varie ragioni. Una, ma non l’unica, è che troppo spesso si ignora il consenso comune lasciando la decisione ai soliti noti. Da qui lo scarso interesse dilagante del popolo. Stato d’animo comune che purtroppo col passare del tempo non fa che peggiorare ed è una parabola discendente frenabile a fatica e gli ultimi risvolti attorno all’assurdo progetto di spostamento della Coop non sono certo iniziative che vanno nella giusta direzione.

  5. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Due assessorati (uno per un uomo, uno per una donna), la presidenza della 3a commissione consiliare, forse anche quella del consiglio comunale, il ripristino del doppio senso di marcia in via Libertà, l’adesione convinta a tutto quanto proporrà Hera per la gestione dei rifiuti nei prossimi 20 anni, una casa della salute (di cui pure non ci sarebbe bisogno, essendoci l’ospedale), la tranciatura dei cavi della linea elettrica la Nuova Zocca (provvederà direttamente con cesoie prive di isolante l’assessore Ricchi), la rinuncia totale agli annunci demagogici [ma questa non è credibile], un chiarimento (finalmente!) del progetto del mercatino del riuso, il lampadario della sala giunta (acquistato da Adani), la ‘crosta’ con le uova al tegamino (sempre in sala giunta), un carrello Coop con già la moneta da un euro inserita (e dentro pure il progetto di spostamento ed ampliamento del supermercato Coop fino a 4.500 mq, ma forse anche 6.000). Voci bene informate dicono che questo è il pacchetto che il sindaco ha offerto al principale partito d’opposizione di Vignola affinché si presti a fargli da stampella per un paio d’anni almeno (ma può andar bene anche solo per 30 giorni). Ma non è tutto. E’ anche pronto a mettere per iscritto che quanto attribuitogli nell’intervista apparsa su Il Resto del Carlino – Modena del 31 dicembre scorso (“l’assenza del PD all’opposizione è totale: ha 5 consiglieri, ma è come non esistessero …”) è in realtà frutto della pura fantasia del giornalista. Lui questa cosa non l’ha mai detta e neppure la pensa. Oggi non la pensa di sicuro. Ieri … non si ricorda bene.

    PS Ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale.

  6. Luca Gozzoli ha detto:

    Andrea, non ci prendi mai!

  7. Per onor di verità la questione non è limitata alla coop, in quanto sul piatto della bilancia occorre mettere il discorso nuova scuola media, tema molto caro al Sindaco ed oggettivamente rilevante per la città.

  8. Diana Garofani Manzini ha detto:

    Caro Andrea, sto facendo fatica s eguire: un giorno ci sono risposte in questa “striscia” , un giorno in un’altra, e si ricomincia…forse chi “cambia la strada delle risposte” lo fa per svicolare, per non rispondere a chi non sa rispondere, oppure (ma questo sarebbe troppo!) cerca di interloquire solo con persone che ritiene di una certa “rilevanza” ?
    Bah! in questo grave momento, che tu hai ben chiarito con una disamina capillare, è inutile che arrivino risposte in “politichese” e non dei suggerimenti PRECISI e TERRA-TERRA su COSA e COME FARE!!!…ALTRIMENTI , anche qui, facciamo CHIACCHIERE INUTILI (e l’inutilità diventa dannosa).
    Faccio un esempio: il mio sindaco Adani perché non risponde con “senso di responsabilità” INDICANDOCI COSE CONCRETE DA FARE oppure, INDICHI IN MODO PALESE al PD vignolese la strada giusta da infilare “con senso di responsabilità”
    (…se non ora quando?…) cioè sganciarsi dai PIANI ALTI e scegliere ciò che è meglio per Vignola – anche con una nuova forma di “Resistenza” (c’è una guerra in atto!): niente nuova Coop e il 90% dei Vignolesi gliene sarebbe grato per sempre!!.

  9. loredana baruffi ha detto:

    Brava Diana , tutto sto disquisire filosofico e poco pratico è da manuale, non da governo. Concordo !

  10. Giulio ha detto:

    Tante belle parole, tante sentenze sparate dal sig. Paltrinieri. Tutte sbagliate, i tuttologi non esistono; il PD ha deciso di affossare definitivamente la Giunta Smeraldi, costringendo Vignola al commissariamento (e questo significa portare Vignola in una bruttissima situazione, con aggravio di costi, addio a tutti gli eventi 2017, iniziative ecc ecc). La causa della crisi è stato il progetto COOP, che adssso verrà quasi certamente approvato dalla nuova giunta PD (sempre che non vincano i 5 Stelle). Risultato: tanta confusione per nulla; il PD non è partito da inciucio, ma l’accordo con Lega/Vignola per Tutti per far cadere l’amministrazione come lo racconteranno?
    Smeraldi & co. hanno sicuramente le loro colpe se si è arrivati a questo, ma un pochino di criterio e meno atti eroici avrebbero evitato tutto ciò.

  11. Diana Garofani Manzini ha detto:

    Per sig. Flavio. Vero, la scuola è importante nessuno lo mette in dubbio, ma si rende conto con che cosa verrebbe scambiata?
    con una colata di cemento che porterà ulteriore IMPERMEABILIZZAZIONE al terreno (terremoto non docet? come ho già detto e ripetuto?), ulteriore “gassazione”, consumo indicibile di territorio (ormai a Vignola hanno mangiato tutto il verde oltre che le ciliegie che non ci sono più!!!) e un danno economico al tessuto sociale da far paura!.
    Come ho già detto in altre occasioni, sono anziana, socia Coop ed ex dipendente Coop – ho contribuito con la mia famiglia di origine a farla crescere, ma quando la Coop era anche mutualistica, era anche “la coop sei tu…”, ora è diventata una specie di mostro fagocitante, è diventata come una banca e guarda SOLTANTO al proprio interesse economico ma…esistono anche gli altri….ai quali tutti quanti siamo legati.
    Infine avrei un sogno (un’utopia forse?): ho figli e nipoti ai quali vorrei lasciare un po’ di aria buona e qualche albero e filo d’erba. Per la scuola si cercheranno ( e si troveranno) altri contributi .

    • DiVignola365 ha detto:

      Concordo e sottoscrivo. Scegliere questa strada sarebbe l’ennesima svendita al ribasso del nostro territorio (lo abbiamo già fatto con la piazza, a buona memoria) perseguende la via più facile… ma non deve essere così. Le scuole si possono finanziare diversamente, senza svendersi a facili opportunità che avrebbero contraccolpi micidiali per per la nostra comunità.
      E aggiungo che mettere quell’ecomostro per la nuova Coop in quella posizione provocherebbe nuovi e graavi disagi ad una viabilità già pesantemente compromessa!

  12. Roberto Adani ha detto:

    Cara Diana, non sono negli organismi dirigenti del PD Vignolese e quindi non ho partecipato a discussioni sul tema. Io comprendo la volontà e la responsabilità di un sindaco che voglia dare una nuova scuola al proprio paese senza indebitare fino al collo le generazioni future. La scuola vale il sacrificio di una parte del proprio territorio? Difficile rispondere senza sapere se è l’unica opzione possibile. Se fosse l’unica possibile ti direi che abbiamo utilizzato il territorio per le nostre case, anche la mia e la tua, per le nostre fabbriche perché non dovremmo farlo per una scuola in modo da restituire qualcosa ai nostri ragazzi di quello che abbiamo consumato. Io stesso portai in consiglio un’ipotesi di accordo per lo stesso terreno oggetto oggi della proposta Coop, in seguito si sarebbe poi saputo che dietro quell’accordo c’era Esselunga, ma io non sapevo e a me non interessava chi era il soggetto economico, per me sono tutti legittimi portatori di interessi privati, mi interessava l’interesse pubblico di poter realizzare una scuola. Il consiglio comunale non approvò quell’accordo, non per l’opposizione della Coop, Coop chiedeva di poter a sua volta realizzare un proprio nuovo supermercato e quindi il contributo sarebbe stato più che doppio rispetto ad oggi, ma perché ci rendemmo tutti conto (maggioranza e opposizione) che non si possono prendere decisioni di questo tipo senza conoscere tutte le opzioni in campo. La trasparenza dei percorsi è una condizione necessaria per valutare l’interesse pubblico, a mio parere quindi sarebbe stato necessario fare un bando a evidenza pubblica raccogliendo tutte le proposte di coloro che vogliono concorrere al finanziamento della città pubblica, dando priorità a chi non consuma territorio, a chi riusa contenitori dismessi, a chi bonifica, a chi crea più posti di lavoro, a chi utilizza più giovani laureati, a chi fa più ricerca, a chi garantisce un indotto di qualità, a chi inquina meno, a chi investe sul centro…i criteri su cui valutare sono veramente tanti. Per prima cosa quindi avrei raccolto tutte le opzioni, in modo da valutare al limite la migliore delle opzioni in campo e non creare un pericoloso precedente, perché se domani si presentasse Esselunga o chiunque altro e dicesse che ha bisogno di realizzare a Vignola un nuovo supermercato di 1500 mq. ma ha trovato un solo terreno interessante ma agricolo non so come farebbe il consiglio comunale ad avere due pesi e due misure. Al di là del percorso però darei priorità al centro, in centro penserei a recuperare contenitori come il vecchio mercato, fuori dal centro penserei al cementificio Italcementi, alle Sipe, alla ceramica alle Sipe alte. Rimane il fatto che dovremmo nel lungo periodo pensare al rinnovo del nostro patrimonio scolastico cercando di dare ai nostri ragazzi le scuole più moderne e sicure possibili. Penserei però anche ad un modo diverso di fare scuola, l’edificio scolastico non deve essere l’edificio in cui si sviluppa tutta l’attività didattica, può essere anche solo il fulcro che organizza attività didattica distribuita in tutta la città. Bisognerebbe studiare un modello di scuola per il quale le lezioni del lunedì sono a teatro (che è già antisismico), quelle del martedì sono in biblioteca, l’educazione fisica del mercoledì è al centro nuoto, il giovedì si fa laboratorio al tecnopolo, e il venerdì si fa educazione civica alla sala consigliare, poi nei vecchi magazzini della stazione dei treni si fanno laboratori per artisti e creativi e al sabato si va in quei luoghi a fare educazione artistica, ma potrei aggiungere le lezioni di storia al castello o a palazzo Barozzi. In un mondo globale abbiamo bisogno di ridare forza ai legami tra scuola e territorio.
    Io sperimenterei questa strada oggi.

  13. Diana Garofani Manzini ha detto:

    Sono le ore 14,20 di sabato 28 gennaio 2017. Sono appena rientrata dal funerale cui ho assistito in Sala consigliare.
    Vignola non si meritava un commissariamento!!
    (…e lo scempio si farà sicuramente…)
    Amen

  14. Diana Garofani Manzini ha detto:

    Ho letto soltanto ora il messaggio del “mio” sindaco Adani.

    Mi fa molto piacere leggere di quanto ci sarebbe a disposizione per lavorare da buoni governanti per l’interesse della città: …il bando dando la priorità a chi non consuma territorio, a chi riusa contenitori dismessi, a chi bonifica…ecc.
    Che se ci pensiamo bene, non sono neanche cose così particolari e campate in aria, anzi – già da tempo alcune città hanno recepito questi “metodi” anche su insistenza,ad esempio, di uno dei nostri migliori architetti Enzo Piano.
    Poi…come mi piacerebbe la scuola di cui parli… mi fa pensare al “Peripatio” di Aristotele! Questa sarebbe la vera scuola, i ragazzi ringrazierebbero e di certo l’ amerebbero di più, imparando veramente MOLTO DI PIU; si parla tanto di “buona scuola”: eccola dunque, sarebbe così! in stretto rapporto con il territorio. Infatti non si impara SOLTANTO dentro 4 mura e su di un libro…come molti credo sappiano.
    Nel ringraziarti per avermi alleggerito un po’ il cuore, oppresso dalla mattinata in Consiglio Comunale, con queste belle idee (che spero in qualche modo vengano portate avanti!) mi sento di aggiungere, e mi scuso perché mi ripeto, che Vignola non ha necessità di altri supermercati specialmente se grandi ed attraenti perché molti giovani e famigliole, anziché passare le domeniche a visitare mostre, musei, altre iniziative culturali, preferiscono andare a passeggiare dentro questi grandi mostri !!!!
    …non ci volevo credere, sono rimasta basita, ma è l’allucinante verità!

  15. DiVignola365 ha detto:

    Si proponga una raccolta di firma in opposizione al progetto di spostamento della Coop

  16. Andrea Paltrinieri ha detto:

    La mobilitazione dei cittadini vignolesi per contrastare il progetto Coop va assolutamente realizzata. Un gruppo di cittadini era già pronto a partire, ma, per fortuna, il problema si è risolto in altro modo, con la fine anticipata della legislatura. Fatto che ha impedito di portare all’approvazione del consiglio comunale l’accordo di programma già approvato dalla giunta. Ovviamente non di vera risoluzione si tratta, ma solo di sospensione. In attesa che si svolgano le elezioni e si insedi il nuovo consiglio comunale. Questo dovrà affrontare la questione, approvando o bocciando lo schema di accordo. La mobilitazione, dunque, andrà assolutamente fatta e si intreccerà con la campagna elettorale. Al momento, per raccogliere una prima adesione (seppur “virtuale”) contro il progetto, è attiva una pagina facebook:
    https://www.facebook.com/Comitato-NO-NUOVA-COOP-Vignola-398224520517611/
    Presto bisognerà trovarsi in piazza e nei negozi.

  17. Diana Garofani Manzini ha detto:

    Bene cerchiamo di farlo e anche in fretta!!
    Il pericolo non è assolutamente scongiurato! perché i prossimi che arriveranno potrebbero riprendere (anzi riprenderanno) in mano tutto, cercando qualche modifica, un po’ di fumo negli occhi ai cittadini, ecc. ecc., per poi realizzare il progetto.
    La lettera di Adani del 27 gennaio (più sopra) nel punto in cui indica le tante possibilità per fare le scuole, andrebbe “aperta” a tutti i cittadini e ai futuri amministratori, è possibile ciò? .

    Poi, la butto lì, …e se Adani tornasse in pista? …
    Perché mi sembra che si prospettino tempi duri e che avanzi la destra…

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