L’amministrazione Smeraldi ha bisogno di una strategia per il centro storico

Diverse sono le considerazioni condivisibili nell’intervista di metà mandato rilasciata dal sindaco Mauro Smeraldi al Resto del Carlino (pubblicata il 31 dicembre 2016: pdf). Ma almeno una non lo è affatto: quella sul mancato intervento sul centro storico. Qui la narrazione è all’insegna del “vorrei, ma non posso”. Anzi, del “sono pronto a fare (anche se con poche risorse), ma non me lo consentono”. I commercianti del centro e le associazioni di categoria sarebbero i “cattivi” che impediscono la pedonalizzazione del centro (vista a ragione come un elemento di un più ampio processo di riqualificazione che deve abbracciare molteplici fronti: riqualificazione commerciale, riqualificazione edilizia, viabilità). La tendenza ad attribuire la responsabilità sempre e solo all’esterno, ad altri, è segno di infantilismo politico. Meglio riflettere seriamente sulla strategia che l’amministrazione comunale, consapevole da tempo delle resistenze che avrebbe incontrato, non è stata in grado di mettere in campo. E su qualche errore anche recente. Solo a queste condizioni il giusto ed ambizioso obiettivo potrà essere centrato in un futuro non troppo lontano.

Nella mappa è evidenziato il perimetro del centro storico e (in giallo) i parcheggi a servizio del centro. La larghezza massima del centro (lungo l’asse est-ovest) è di circa 250-300 metri.

Nella mappa è evidenziato il perimetro del centro storico e (in giallo) i parcheggi a servizio del centro. La larghezza massima del centro (lungo l’asse est-ovest) è di circa 250-300 metri.

[1] “Ma il mio rammarico maggiore riguarda il centro storico, dove è cambiato poco e niente. So bene che avevamo promesso di intervenire su vari aspetti, e ci abbiamo provato. Ma abbiamo le mani legate dalla mancanza di risorse: non bastano quei pochi privati volenterosi disposti a ristrutturare i loro immobili o ad insediarsi nei negozi vuoti. E l’atteggiamento di molti commercianti di certo non aiuta …In che senso?Nel senso che si oppongono con motivazioni assurde a una pedonalizzazione che i cittadini per primo applaudirebbero. Invece restano ancorati alle vecchie dinamiche del commercio, pretendono che il cliente parcheggi davanti al negozio e non fanno mai una proposta per migliorare il centro: sanno solo dire di ‘no’. Comprese le associazioni di categoria”. Questo il passaggio saliente dell’intervista al sindaco Mauro Smeraldi. Basta pensarci un attimo e si capisce che c’è qualcosa che non torna. Se i cittadini per primi applaudirebbero alla pedonalizzazione del centro storico, cosa aspetta il sindaco ad attuarla? Come possono i commercianti del centro storico (non più di una cinquantina) “impedire” qualcosa atteso da venticinquemila vignolesi? In ultima istanza il sindaco sembra confessare di non essere in grado di esercitare il suo ruolo. Tra l’altro le risorse non c’entrano molto con la pedonalizzazione, ma semmai con la riqualificazione edilizia e commerciale. Insomma se si prendono sul serio le parole del sindaco di Vignola emerge un deficit di strategia (come minimo) oltre ad una non adeguata considerazione di tutte le “risorse” a disposizione. E’ dunque opportuno aiutarlo a mettere meglio a fuoco il problema ed a definire una strategia d’intervento un po’ più sofisticata.

Proposte delle associazioni di categoria non mancano. Qui quelle della Confesercenti (Il Resto del Carlino - Modena, 23 maggio 2015, pag. 23)

Proposte delle associazioni di categoria sul centro storico non mancano. Qui quelle della Confesercenti (Il Resto del Carlino – Modena, 23 maggio 2015, pag. 23)

[2] I problemi del centro storico sono noti da tempo (qui un’indagine Lapam del 2013: vedi; qui un’indagine fotografica del 2012: vedi). L’amministrazione Adani è stata l’ultima che ha fatto qualcosa di significativo (la nuova pavimentazione stradale), seppure insufficiente per risalire la china. L’amministrazione Smeraldi ha per la prima volta manifestato l’intenzione di pedonalizzare il centro storico – come elemento di un più ampio disegno di riqualificazione. La coerenza di quel progetto si è però persa per strada – e di questo non si può attribuire responsabilità ad altri, ma solo all’amministrazione in carica.

  • Il progetto Armilla – incubatore d’imprese per il centro storico – è stato ulteriormente depotenziato. Se davvero ci sono poche risorse, perché impiegarle anche per altre aree vignolesi esterne al centro storico? Perché usarle per erogazioni a pioggia, anziché finalizzate sul centro? (vedi)
  • Se davvero si vuole pedonalizzare il centro storico occorre potenziare i parcheggi a ridosso del centro, quelli che dovrebbero servire ai clienti degli esercizi commerciali del centro storico. Un’adeguata rete di parcheggi a ridosso del centro è indispensabile per pedonalizzarlo (vedi). Se si è consapevoli di questo non si può pensare di restituire a piazza il parcheggio di Corso Italia. Se si vuole pedonalizzare il centro quel parcheggio serve (e allora va fatto funzionare, ovvero deve sempre essere pieno, magari grazie ad agevolazioni per i clienti del centro) – bisogna dunque che il sindaco Smeraldi si decida, risolvendo questa contraddizione.

Insomma, se davvero si vuole riqualificare e pedonalizzare il centro occorre evitare sbandate. E tenere ferma la barra del timone verso l’obiettivo.

  • Ma c’è dell’altro. L’amministrazione Adani ha lasciato circa 1 milione di euro di “buoni casa”, ovvero agevolazioni alle giovani coppie per l’acquisto di appartamenti (vedi). Risorse non impiegate dall’amministrazione Denti, nonostante le sollecitazioni delle liste civiche (e non solo) allora all’opposizione (vedi). Sarà bene dire in modo chiaro che fine hanno fatto queste risorse. E nel caso siano recuperabili trovare un modo per usarle come leva per interventi di riqualificazione del centro, magari ancora finalizzate ad agevolare l’insediamento di giovani coppie.
  • Se le resistenze ad una pedonalizzazione integrale dovessero essere ritenute troppo forti, si può procedere con interventi parziali (con pedonalizzazioni ristrette ad aree parziali, es. il solo asse via Bernardoni, via Bonesi; oppure con pedonalizzazioni solo in certi giorni o certi periodi dell’anno). Sempre meglio che non fare nulla (e lamentarsi dicendo “abbiamo le mani legate”). A Bologna – solo per fare un esempio – hanno avuto grande successo i T-days (vedi), ovvero la pedonalizzazione solo il sabato e la domenica delle vie più importanti del centro (attorno alla T formata da via Indipendenza, via Ugo Bassi, via Rizzoli). Forse è il caso di fare ragionamenti di questo tipo, così da dimostrare agli esercenti del centro che anche la pedonalizzazione (a certe condizioni) può portare benefici anche per loro. Ovvero non è affatto sinonimo di “desertificazione”.
Il parcheggio di Corso Italia: la sottrazione dell’uso a piazza si giustifica se serve a liberare il centro storico dalle auto (foto del 26 marzo 2011)

Il parcheggio di Corso Italia: se davvero si vuole liberare il centro storico dalle auto non si può fare a meno di questo parcheggio (foto del 26 marzo 2011)

[3] Ma c’è dell’altro ancora. Dal 2014 la Fondazione di Vignola ha sviluppato un inedito attivismo sul centro storico, di cui ha beneficiato proprio l’amministrazione Smeraldi. E’ ingeneroso non riconoscerlo. Sono stati definiti importanti progetti come la risistemazione del parcheggio via Zenzano (con annesso percorso di accesso al centro da via Posterla) e dell’area “dancing” di fronte alla Rocca su via Ponte Muratori. La Fondazione ha acquistato l’appartamento comunale della torre dell’orologio con l’idea di farci “residenze d’artista” o simili. Sono interventi che partiranno a breve, già nel 2017. Ad essi si aggiunge l’accordo sull’utilizzo di Palazzo Barozzi (vedi) – insomma tutti elementi per un centro più attrattivo. ETRA Festival, sempre un’iniziativa promossa dalla Fondazione, offre un discreto programma di spettacoli in piazza dei Contrari nel periodo estivo. A cui si aggiunge “Tracce in luce” (vedi). Sono tutti asset che danno all’amministrazione comunale un certo potere di negoziazione con le associazioni di categoria per progetti di attrattività del centro storico (sempre ammesso che si sappia cosa vuol dire “fare politica”). Sembrerebbe dunque assai più produttivo lanciare una serrata fase di negoziazione – una sorta di “patto per il centro storico” – piuttosto che accusare le associazioni di categoria di sapere solo “dire di no” (visto che, in realtà, così non è – qui un esempio: pdf). Alle proposte credibili, articolate seriamente, è molto difficile dire di no. Specie pubblicamente.

Il Resto del Carlino - Modena, 26 giugno 2015, pag. 22.

Il Resto del Carlino – Modena, 26 giugno 2015, pag. 22.

[4] Veniamo così all’ultima “contraddizione” dell’amministrazione Smeraldi. Che riguarda il fronte esterno (il rapporto con gli esercenti del centro e le associazioni di categoria), ma anche il fronte interno (il rapporto con la composita maggioranza). Serve qui uscire al più presto dalla fase dell’infantilismo politico, quello che ha bisogno dei “nemici esterni” come dei “nemici interni” a cui attribuire la responsabilità per le proprie difficoltà. Forse non è produttivo procedere con “insulti” (“mentalità da bottegai” e simili: vedi). Magari è più produttivo riconoscere che incertezze e timori legate a proposte innovative (ma anche a diversi “valori” per la città: meno auto e più qualità della vita è uno di questi) possono essere progressivamente ridimensionate, specie se ci si pone in atteggiamento di ascolto e si dimostra di volersi far carico di alcune delle preoccupazioni sollevate da chi in centro ci risiede o ci lavora. Un’offerta di percorso credibile in tal senso non si è ancora vista dall’amministrazione Smeraldi. Anche qui si tratta di decidere cosa si intende fare: battibeccare a mezzo stampa (senza concludere nulla) o fare politica seriamente? Questa seconda opzione richiede anche un diverso modo di lavorare della maggioranza (in cui convivono convinzioni eterogenee su come intervenire sui problemi del centro storico). Sia verso l’esterno, sia verso l’interno non servono forzature. Ma un paziente (ma anche caparbio e determinato) lavoro di tessitura, ovvero di costruzione del consenso. Certo, sapendo che ci sarà sempre qualcuno che si oppone – si tratta allora di minimizzarne l’estensione. Ma questo sarebbe semplicemente “fare politica”. Forse amministrando in tal modo il sindaco Smeraldi potrà aver centrato qualche obiettivo ambizioso sul centro storico di Vignola da raccontare nel prossimo bilancio di fine legislatura.

"Una battuta infelice" - così l'assessore Francesco Rubbiani sulle dichiarazioni del sindaco a proposito del centro storico. Era il 2015 (Il Resto del Carlino Modena, 19 luglio 2015, pag. 19)

“Una battuta infelice” – così l’assessore Francesco Rubbiani sulle dichiarazioni del sindaco a proposito del centro storico. Era il 2015 (Il Resto del Carlino – Modena, 19 luglio 2015, pag. 19)

PS Bene l’iniziativa dello spostamento dell’edicola posizionata all’inizio del portico di via Soli – è oggi un elemento di ostacolo a nuovi insediamenti commerciali lungo la via. Male l’insistere sul progetto di spostamento ed ampliamento del supermercato Coop (vedi). Bene la tempestività degli interventi di manutenzione (vedi). Male quando sono raffazzonati (vedi). Male anche l’immobilismo in cui è piombata, sotto la presidenza Smeraldi, l’Unione Terre di Castelli che da tempo gestisce la metà della spesa corrente dei comuni e che in questi anni è stata incapace di sviluppare progetti significativi, ad esempio di marketing territoriale e di messa in rete delle eccellenze commerciali e culturali dei centri storici. Intanto altri territori ed altre città si muovono (vedi).

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