Metà mandato. Facciamo un bilancio (oggettivo)

L’amministrazione Smeraldi è giunta a metà mandato e opportunamente il sindaco abbozza un bilancio sull’ultimo numero di Vignola Informa (pdf). Nessun esito catastrofico, come qualcuno paventava, dalla vittoria della “civica” armata brancaleone contro la corazzata PD (vedi). E indubbiamente se questo è accaduto è soprattutto merito del sindaco Mauro Smeraldi. Ma è ugualmente vero che una parte consistente delle tribolazioni dell’attuale maggioranza hanno all’origine la sua propensione a “correre in solitaria”, senza preoccuparsi del resto della squadra (la terribile gestione dell’affaire Coop ha aperto gli occhi a chiunque voglia vedere). Come se il compito della composita maggioranza si fosse esaurito nel fornire il propellente elettorale per insediarlo sullo scranno cittadino più alto. Comunque, stiamo a quanto fatto e non fatto dall’amministrazione. Dello stato di salute della maggioranza avremo invece occasione di parlare a breve.

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Amarcord. La giunta in occasione dell’insediamento (foto del 21 giugno 2014)

[1] Nell’editoriale sull’ultimo numero di Vignola Informa, a firma del sindaco, il tema della situazione a metà mandato è ovviamente solo abbozzato. Servirebbe più spazio, certo. Ma anche uno sguardo più oggettivo. Comunque, anche le opposizioni debbono riconoscere che i due anni e mezzo passati non sono stati certamente all’insegna dell’immobilismo. Ed il PD, che pure in più occasioni ha parlato di “paralisi dell’azione della maggioranza”, ha infine dimostrato di essere l’unico davvero paralizzato (da mesi nessuna iniziativa politica sulla realtà locale: vedi). Il Piano Urbano del Traffico in gestazione (vedi); la risistemazione del secondo tratto di via Libertà (con soluzioni senz’altro migliorative di quelle adottate dall’amministrazione Denti: vedi), subito dopo la nuova rotatoria sua via per Circonvallazione; l’acquisizione dal Demanio, a costo zero, dell’area della stazione ferroviaria; diverse iniziative in tema di “partecipazione” (certo non sempre con risultati brillanti e comunque tutte confinate nell’ambito di un solo assessorato); l’avvio (in questi giorni) della riqualificazione della sponda del fiume Panaro (con la prima rimozione delle baracche lì stratificatesi negli ultimi vent’anni e più: vedi). Insomma, le iniziative non mancano. L’immobilismo è stato scongiurato. E c’è pure un certo grado di innovazione. Il bicchiere non è tutto pieno (lo riconosce innanzitutto il sindaco), ma di sicuro non è tutto vuoto.

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Prima seduta del consiglio comunale in questa legislatura (foto del 21 giugno 2014)

[2] Già questa performance fa emergere il comune di Vignola (comune di maggiori dimensioni e comune capo-distretto) nel piatto panorama degli enti locali del nostro territorio – un po’ perché tutti hanno meno risorse che in passato (vedi), un po’ anche perché il più forte ricambio è stato pagato con un abbassamento delle competenze degli amministratori. Una mano la dà anche la Fondazione di Vignola, soprattutto grazie ad un progetto di investimento sul centro storico che al momento non si è ancora manifestato (se non con la parte più ‘effimera’, es. Tracce in luce: vedi; o Etra Festival), ma che è comunque già impostato (valorizzazione di Palazzo Barozzi: vedi, riqualificazione del parcheggio di via Zenzano e dell’area ‘dancing’ davanti alla Rocca: vedi, ecc.). E qui, bisogna dirlo, l’amministrazione comunale beneficerà, senza troppi meriti, di una capacità di visione strategica (e di risorse focalizzate su Vignola) di un soggetto terzo (vedi). Ma bisogna dire con grande onestà che le aspettative suscitate erano ben altre – a partire da un modo davvero innovativo di “fare politica”. A cui si è rinunciato assai presto. La “partecipazione” è confinata rigidamente negli ambiti dell’assessore Maisani. Ben si sono guardati dall’organizzare percorsi partecipativi su temi controversi come il Piano di Zonizzazione Acustica, il Piano Urbano del Traffico ed anche il PSC! Non un briciolo in più di trasparenza (anzi, è stato cassato nel silenzio più assoluto l’unica innovazione degli ultimi anni sul tema della rendicontazione, il bilancio di missione: vedi). Nessuna innovazione sulla governance: gli atti di indirizzo (e relativi obiettivi assegnati) agli enti controllati ed alle società partecipate rimangono non esplicitati come sempre ed anche il “rendere conto” è ampiamente non praticato (vedi). Senza queste innovazioni del modo di amministrare la città il “ribaltone” avvenuto con le elezioni comunali del 2014 si configura come una semplice sostituzione del gruppetto di persone che governa, non certo come l’introduzione di un nuovo modo di fare politica (e men che meno con qualcosa che possa sostanziare lo slogan elettorale di allora: “i cittadini diventano sindaco” – qualcuno se lo ricorda ancora?).

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Consiglieri comunali, assessori e sindaco all’atto dell’insediamento (foto del 21 giugno 2014)

[3] Ma non è solo sul versante del “metodo” con cui si amministra la città che le aspettative sono andate deluse (per chi le aveva, ovviamente). Anche sul versante delle “politiche”, ovvero delle scelte fatte in termini di programmi d’azione, di innovazione di settore, di allocazione di risorse vi sono motivi di insoddisfazione.

  • A dispetto delle parole (il sindaco ne parla praticamente per la prima volta nell’editoriale sul “metà mandato”: “una situazione economica e sociale che attanaglia una troppo larga parte dei nostri concittadini, che devono affrontare le più diverse difficoltà legate al reddito, alla casa, al lavoro”) sono mancate completamente iniziative per fronteggiare la durevole crisi economica, con l’unica eccezione della rinuncia ad incrementare le imposte locali. Ci penserà comunque la nuova Coop (con un incremento della superficie di vendita di quasi 2.000 mq e conseguente sottrazione di ricavi al resto della rete commerciale per circa 17 milioni di euro all’anno) ad aggravare la situazione (l’atteso incremento occupazionale di Coop avverrà per sottrazione di posti di lavoro altrove, dentro e fuori i confini comunali: vedi). Ma anche senza citare questa probabile futura realizzazione (dall’impatto negativo), sono mancate innovazioni significative sul versante dello “sviluppo locale” (qui in buona compagnia, in verità: vedi).
  • Lo stesso è avvenuto sul versante del “welfare locale” (insignificante il potenziamento degli “ammortizzatori sociali” e manchevole l’innovazione dei servizi per seguire il profilo dei bisogni in cambiamento). Su quest’ultimo versante, inoltre, abbiamo assistito ad un incomprensibile balletto ASP-sì ASP-no (senza rendere pubblico alcun documento programmatico e di obiettivi, alla faccia della trasparenza).
  • Il welfare locale è un settore la cui competenza è trasferita all’Unione Terre di Castelli. Qui sì che la presidenza Smeraldi è risultata contrassegnata da immobilismo. Non che la responsabilità di questo stallo (che inizia in effetti nella scorsa legislatura: vedi) sia attribuibile al solo presidente, ma di nuovo emerge qui, in negativo, l’incapacità del “capitano” di guidare la “squadra”. E così i risultati più deludenti sono proprio quelli (non) maturati sul tavolo dell’Unione! Della riorganizzazione della polizia municipale si sono perse le tracce (vedi). Lo studio di fattibilità sulla fusione dei comuni ha evidenziato tutte le incapacità degli amministratori (vedi). Il progetto del canile intercomunale è stato un flop clamoroso (vedi). Ma più di ogni altra cosa è emersa l’incapacità dell’Unione di elaborare quei progetti strategici attesi da tempo (come una pianificazione in merito a luoghi ed eventi culturali: vedi; o un progetto vero di marketing territoriale: vedi), quelli indispensabili per recuperare risorse da allocare sui fronti caldi (sarebbe il tema della “spending review”, correttamente inteso – solo ora si accenna alla razionalizzazione del protocollo o all’innovazione informatica ai fini dell’efficientamento), o divenuti imprescindibili per via della crisi (come la ricerca di un nuovo “sviluppo locale” o anche solo il far funzionare il nostro pezzetto di tecnopolo: vedi). La conclusione, difficilmente contestabile, è che per l’Unione questa legislatura è persa! Insomma, si è arretrati.
  • Dove si è rinunciato completamente a qualsiasi iniziativa è sui temi ambientali. Nulla sull’efficientamento energetico della città. Anzi, il PAES è stato completamente cancellato dall’orizzonte (vedi). Nulla sulla lotta all’inquinamento dell’aria (PM10, ozono) – un tema del tutto abbandonato (vedi). Nulla sulla promozione dell’acqua del sindaco (la “casa dell’acqua” – vedi – è in progressivo inesorabile declino e nessuna alternativa è stata messa in campo). Insomma, i temi ambientali sono scomparsi dall’orizzonte (come se il riscaldamento globale si fosse fermato e la promozione di una “transition town” o cose simili non fosse più un’urgenza).
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L’area di insediamento, secondo il progetto in discussione, del nuovo supermercato Coop: 3 ettari di cementificazione (foto del 5 giugno 2016)

[4] Fermiamoci qui. E’ chiaro che con una spesa corrente di 18-19 milioni di euro qualche iniziativa da sbandierare per poter dire “stiamo facendo …” c’è sempre. E questo consente di andare periodicamente sulla stampa locale e dare l’idea del dinamismo (a volte anche a costo zero: vedi). Ma è un’immagine a cui sempre meno corrisponde la realtà. Per chi ha presente l’intera gamma di servizi ed ambiti di intervento su cui in passato ci si era impegnati o comunque contemplati nel programma di legislatura (a tutt’oggi un documento insuperato) è evidente che siamo lontani dagli obiettivi che la nuova amministrazione si era data. La mancanza di un adeguato documento di rendicontazione attenua l’imbarazzo, ma è un espediente di corto respiro. Ennesima testimonianza del fatto che si è esaurita la spinta propulsiva. Insomma, ci si è accomodati a gestire il ridimensionamento delle ambizioni. Questo va detto chiaramente.

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3 Responses to Metà mandato. Facciamo un bilancio (oggettivo)

  1. loredana baruffi ha detto:

    Molto sinteticamente sarebbe interessante fare un elenco a doppia pagina, numerando per capitolo le esigenze del nostro paese , per poi raffrontarlo ai risultati ottenuti rispetto agli slogan elettorali che hanno convinto i cittadini ad eleggere il Notaio Smeraldi Sindaco di
    Vignola. A metà mandato i cittadini stessi possono/dovrebbero riferire al sindaco stesso per non perdere altro tempo e denaro. Ricordo che le tasse sulla seconda casa ( e qua ci sono di mezzo anche poveri disgraziati che hanno perso il lavoro, ma ereditato la casa dai genitori) sono identiche alla città di Bologna….Indispettisce pure ogni volta che si vuole raggiungere il centro in auto, dover pagare 1,50 euro l’ora per il parcheggio, se hai fortuna di trovarlo!
    “Piccole” argomentazioni le mie. Ma almeno una riflessione. Troppo
    pochi i commenti ai suoi dettagliati, argomentati ed esaustivi articoli.

    • Andrea Paltrinieri ha detto:

      Hai ragione, Loredana. Il “rendere conto” rimane una pratica sostanzialmente sconosciuta alle amministrazioni comunali. Cambiano le maggioranze, come accaduto a Vignola, ma non cambia il modo di fare politica – da questo punto di vista. Anzi, come ho scritto, l’amministrazione Smeraldi ha abbandonato l’esperienza del “bilancio di missione”, un documento che anno per anno raccontava cosa fatto dall’amministrazione comunale in modo comprensibile (esperienza iniziata dall’amministrazione Denti e certo imperfetta, ma per questo da migliorare, non certo da abbandonare!). E’ importante allora che i cittadini provino a far sentire la loro voce.

  2. loredana baruffi ha detto:

    Ben detto! Tu che sei autorevole come suggerisci di richiederlo ufficialmente ? E’ una pratica che DEVE diventare prassi.
    Buon Anno .

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