Ricerche genealogiche nell’archivio storico comunale. I Paltrinieri a Vignola tra fine Ottocento ed inizio Novecento

Il cognome Paltrinieri è particolarmente diffuso nella bassa modenese (lo si ritrova soprattutto nei comuni di Mirandola, Finale Emilia, San Felice sul Panaro, Carpi) e con ogni probabilità ha origine in quell’area. La concentrazione in un’area geografica ristretta può far pensare ad uno sviluppo relativamente recente (forse tra Seicento e Settecento). E’ dunque facile ipotizzare un movimento migratorio che ad un certo punto ha portato una o più persone di cognome Paltrinieri nella zona di Vignola. Alcune ricerche fatte nell’Archivio Storico Comunale, assolutamente preliminari, consentono di ricostruirne la storia fino agli inizi dell’Ottocento. Un compito facilitato dal nuovo Polo Archivistico (vedi).

Registro del Pavaglio di Campiglio, anno 1793 (Archivio Storico Comunale di Vignola)

Registro del Pavaglione di Campiglio, anno 1793 (Archivio Storico Comunale di Vignola)

[1] In un registro datato 1793 del Pavaglione di Campiglio (il mercato dei bozzoli dei bachi da seta), conservato presso l’Archivio Storico Comunale di Vignola, è registrato un conferimento da parte di Paltrinieri Angelica. Mi sono imbattuto nel documento in modo assolutamente casuale, incuriosito dall’economia del baco da seta nel Settecento a Vignola e dintorni (vedi). Allo stato delle mie conoscenze (assolutamente lacunose) è comunque la prima attestazione del cognome Paltrinieri nella nostra zona (Vignola e dintorni).

Stato di famiglia di Paltrinieri Geremia (nato 1852) presso l'Archivio Storico Comunale di Vignola.

Stato di famiglia di Paltrinieri Geremia (nato 1852) presso l’Archivio Storico Comunale di Vignola (vista parziale).

[2] La ricerca con i certificati storici anagrafici (storico di residenza e stato di famiglia storico) consente di procedere in modo più ordinato, risalendo a ritroso di generazione in generazioni e dunque consentendo di ricostruire, almeno in parte, l’albero genealogico. La concentrazione degli archivi storici comunali nell’unico Polo Archivistico dell’Unione Terre di Castelli (ubicato a Vignola: vedi) costituisce certamente un’opportunità, visto che la mobilità intercomunale era comunque una pratica sufficientemente diffusa. Nel mio caso mi sono avvalso di due documenti anagrafici storici del Comune di Vignola: lo “stato di famiglia” di Paltrinieri Giuseppe, mio bisnonno (nato nel 1883 a Spilamberto, ma poi trasferitosi con la famiglia, ancora in tenera età, a Vignola dove si è sposato ed ha abitato per il resto della vita) e quello di Paltrinieri Geremia, suo padre, nato nel 1852 a Spilamberto e migrato prima a San Cesario, quindi a Vignola (probabilmente tra il 1891 ed il 1892). Questi documenti d’archivio, più altri meno rilevanti, consentono di ricostruire un albero genealogico che da Paolo Paltrinieri (un “ragazzo del ‘99”: vedi) consente di arrivare a Paltrinieri Domenico, nato plausibilmente nei primi anni dell’Ottocento (è il padre di Paltrinieri Ferdinando, nato nel 1825, e del fratello Gaetano) e vissuto plausibilmente a Spilamberto. Si tratta di 8 generazioni che coprono due secoli: Ottocento e Novecento (ed un po’ oltre), dunque Risorgimento, Fascismo, Repubblica e Boom economico. Per larga parte dell’Ottocento vissuti a Spilamberto, quindi migrati a Vignola verso il 1892 (con tappa intermedia a San Cesario per qualche anno, attorno al 1885) dove hanno quindi vissuto stabilmente (e dove i discendenti vivono tuttora).

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[3] Ogni vita del passato ha un suo fascino, anche quando si tratta di vite di cui  conosciamo solo scarni elementi biografici. Lo “stato di famiglia” del passato in effetti conteneva informazioni sull’occupazione, sulla residenza e sulla proprietà o meno dell’abitazione, sulla capacità di leggere e scrivere. Pochissime informazioni, ma comunque significative per farsi un’idea di come si viveva allora ed anche per comprendere le trasformazioni intervenute nell’arco di un secolo o poco più.

  • Secondo quanto riportato nello stato di famiglia, Paltrinieri Geremia (39 anni nel 1891 – è in quell’anno o in quello successivo che giunge a Vignola) risulta contadino, sua moglie Stradi Artemisia (di pari età) massaia. Geremia sa leggere e scrivere, la moglie sa solo leggere. Risultano capaci di leggere e scrivere anche i tre figli più grandi (Rosalba, Giuseppe, Leone). Risiedono nella casa detta “Prevedina”, di proprietà di Crespellani Maria, ubicata lungo la Strada di Castelnuovo n.167 (è la denominazione che allora aveva l’attuale via per Sassuolo nel tratto dopo il rio Schiaviroli, insomma zona Bettolino).
  • Il 27 dicembre 1906 mio bisnonno Paltrinieri Giuseppe sposava Maselli Silvia (nata a Savignano il 22 agosto 1887 e morta nel 1980 a Vignola – unica bisnonna che ho personalmente conosciuto). I due coniugi si stabiliscono dapprima nella casa detta Prada n.168, a Vignola, di proprietà dei Fratelli Soli (lì, nel 1908, nasce mio nonno Paltrinieri Aldo). Nel 1917 il nucleo si trasferisce in via Minghelli 5, in un appartamento di proprietà di Fornaciari. Giuseppe è dapprima indicato come “giornaliero”, quindi come “droghiere”. Nel 1928, all’età di 45 anni acquista casa in Viale Vittorio Veneto 231 a Vignola. E’ il segno di un discreto successo economico giunto nei primi anni del regime fascista (sarebbe interessante verificarne l’affiliazione alla Cassa di Risparmio di Vignola).
Il nome di Paltrinieri Leone nell'elenco dei caduti vignolesi della Prima Guerra Mondiale.

Il nome di Paltrinieri Leone nell’elenco dei caduti vignolesi della Prima Guerra Mondiale.

[4] Tra i Paltrinieri di Vignola non mancano i “caduti per la Patria”. E’ il caso di Paltrinieri Leone, fratello minore di Giuseppe (mio bisnonno). Nato a S.Cesario il 14 luglio 1885, si sposò il 4 aprile 1913 con Boni Edvige (nata il 4 dicembre 1888 a Vignola) da cui ebbe due figli: Paltrinieri Emma (nata a Vignola il 3 settembre 1913) e Paltrinieri Aniceto (nato a Vignola il 23 novembre 1914). Ma il 28 luglio 1914 era iniziata la Prima Guerra Mondiale ed il 24 maggio 1915 l’Italia entrava in guerra. Numerosi vignolesi vennero chiamati alle armi e tra di essi anche Leone Paltrinieri, classe 1885, 30 anni, due figli. Soldato della 31a compagnia presidiaria, morirà il 20 novembre 1918, pochi giorni dopo la fine della guerra, nell’ospedale di Tappa di Thiene (VI) in seguito a bronco-polmonite. Lasciando orfani Emma (5 anni) e Aniceto (4 anni). Il suo nome compare dunque nell’elenco dei 109 vignolesi caduti nella Prima Guerra Mondiale iscritto sulla base del monumento ai caduti realizzato dal prof. Luigi Bondioli ed inaugurato il 15 luglio 1923 (vedi). Il monumento, in origine collocato nel Parco della Rimembranza (nell’attuale Corso Italia), fu in seguito trasferito nel parco davanti al Municipio dove si trova tuttora e dove possono essere letti i nomi dei caduti vignolesi.

Il monumento ai caduti della Prima Guerra Mondiale ora nel parco davanti al municipio di Vignola (foto del 10 dicembre 2016)

Il monumento ai caduti della Prima Guerra Mondiale ora nel parco davanti al municipio di Vignola (foto del 10 dicembre 2016)

[5] Queste prime ricerche genealogiche hanno consentito anche di risolvere un piccolo giallo familiare. Mio nonno Paltrinieri Aldo, nato a Vignola il 28 marzo 1908, era da tutti chiamato Geremia. Ci siamo sempre chiesti il perché. Ora è chiaro. Geremia era il nome di suo nonno (il primo di questo ‘stipite’ dei Paltrinieri a stabilirsi a Vignola tra 1891 e 1892) e con quel nome (non proprio uno scutmai, ma quasi) erano identificati anche i figli (nello stato di famiglia di Paltrinieri Giuseppe al nome del capofamiglia è stata affiancata, in un momento successivo, la scritta “Geremia”) ed i nipoti. In particolare questo era vero per Paltrinieri Aldo, il più “popolare”, universalmente conosciuto in paese come “Geremia”. Aldo (classe 1908) ha a lungo gestito un deposito di biciclette in via G.B.Bellucci (dove ora c’è il civico n.6/3), uno degli undici depositi di biciclette autorizzati nel 1933 a Vignola (vedi). Aveva sposato Ines Manni il 24 gennaio 1931 (da cui ha avuto un unico figlio, Luigi Paltrinieri detto Athos) ed era conosciuto per il carattere giocoso, tanto da finire immortalato in diverse foto del carnevale a Vignola negli anni ’50.

Quel burlone di Aldo Paltrinieri in occasione di un carnevale vignolese, plausibilmente negli anni '50 (foto Archivio Neri).

Quel burlone di Aldo Paltrinieri in occasione di un carnevale vignolese, plausibilmente negli anni ’50 (foto Archivio Neri).

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