Rigenerare una coalizione civica consumata

Bisognerà provare a spiegare ciò che sta avvenendo all’interno della maggioranza “civica” vignolese. Attraversata come non mai da tensioni – non è ancora chiaro se e quanto superabili. Chi nel 2014 ha osteggiato questo progetto una spiegazione l’ha già pronta da tempo e non ha neppure bisogno di verificare se essa corrisponde a realtà: troppa eterogeneità. La deflagrazione sarebbe dunque un esito inevitabile – l’unica incognita era circa il quando. Io da tempo leggo in modo diverso la realtà. Non c’è un “peccato originale” da troppa diversità. C’è invece un mancato investimento in un adeguato “metodo di lavoro”, ovvero di confronto tra le parti in cui è articolata la maggioranza – oltre ad uno stile di leadership non ancora all’altezza di una tale complessità. Riconoscendo l’eterogeneità (e considerandola un elemento valorizzabile) occorre usare il dibattito argomentativo (il più allargato ed il meno rituale possibile – come invece è nei partiti tradizionali) per far emergere tramite di esso argomenti ed orientamenti decisionali più produttivi e lungimiranti per la città. Il presupposto è la disponibilità ad apprendere (e conseguentemente ad “aggiornare” le proprie posizioni). Per diversi motivi le cose non sono andate in questo modo (almeno non abbastanza).

d_gazzetta-15set2016

Gazzetta di Modena, 15 settembre 2016.

[1] Le cose che non avanzano, inevitabilmente vanno indietro. Il non aver tematizzato e poi affrontato con adeguata determinazione il tema della complessità della maggioranza “civica” (non si tratta solo di eterogeneità, ma anche dell’esigenza di orientamento ed apprendimento proprio dei neofiti – un’esigenza che oggi riguarda qualsiasi compagine di governo visto che è venuta meno la capacità formativa anche nei partiti) ha amplificato incomprensioni e contraddizioni tutt’altro che irresistibili fino alla progressione delle ultime settimane (la non chiarezza circa la disponibilità del sindaco ad accettare i voti del PD in sostituzione di quelli “mancanti” in maggioranza sul progetto Coop – ricordiamo che ad oggi la maggioranza della maggioranza è contraria al progetto – ha fatto inevitabilmente da deflagratore: vedi). L’escalation può essere letta come una sorta di retroazione positiva – i comportamenti degli uni sono stimolo all’amplificazione delle reazioni degli altri, a cui si reagisce a sua volta in forma amplificata. Incomprensioni ed anche sfiducia hanno preso il posto della “fiducia nel riuscire a fare l’impresa”, fortissima all’inizio della legislatura. Chi non si è sentito adeguatamente coinvolto ha reagito con un atteggiamento iper-negoziale (da qui l’elenco delle richieste indirizzate al sindaco – alcune assai poco produttive o anche irricevibili). A cui è seguita una risposta a sua volta sopra le righe. Un “gioco a somma negativa” in cui tutti escono perdenti. Da cui o si esce o si va a casa.

Q_Altan_Repubblica_8lug2009
[2] Anche il testo scritto letto dal sindaco (in modo irrituale) in occasione dell’ultimo consiglio comunale del 13 settembre appartiene a questo “gioco negativo”. C’è un passaggio che merita più di ogni altro di essere commentato, dove il sindaco offre la propria “rappresentazione”: “Ho accettato con entusiasmo questo incarico [di sindaco], ma devo dire che la delusione è stata tanta. Perché avevo il ricordo di una politica migliore, meno superficiale e approssimativa, meno legata a interessi personali, inconfessati o inconfessabili, meno invidiosa di ruoli altrui, meno pidocchiosa. Il senso dell’istituzione, dell’appartenenza a una P.A., del rilievo costituzionale di questo lavoro (elementi presenti in molti dipendenti) sono assenti in molti amministratori.” (qui il testo completo: pdf). Nulla autorizza a pensare che le parole siano rivolte a qualche area dell’opposizione. Ma se le cose stessero davvero in questo modo – io vedo altro, lo ribadisco – allora al sindaco rimarrebbe solo un dovere da compiere: chiedere scusa alla città e dimettersi. Visto che questa coalizione “civica” (con questi amministratori) si è presentata sotto il suo nome, consentendogli di vincere al ballottaggio (vedi).

d_carlino-14set2016

Il Resto del Carlino – Modena, 14 settembre 2016

[3] Ma il testo letto dal sindaco in consiglio comunale (pdf) appartiene ad un diverso genere letterario – non descrizione oggettiva, ma affermazione dell’autenticità del sentimento. Come ogni autorappresentazione vive di una certa teatralità (magari inconsapevole) e selettività (ciò che non dice è ugualmente importante di ciò che dice). Altri avrebbero probabilmente selezionato altri aspetti ugualmente presenti: difficoltà a “fare squadra” (uno dei due lati della leadership di successo), eccesso di reattività di fronte alle posizioni critiche (da attribuzioni a mezzo stampa – es. “mentalità da bottegaio” – fino all’invito a dimettersi rivolto agli assessori “non allineati” sul progetto Coop: vedi), atteggiamento improduttivamente polarizzante, ecc. Tutte modalità che il sindaco può accantonare – se si vuole fare politica a difesa del bene comune. D’altro canto i mediatori oggi all’opera per dare alla maggioranza “civica” un’ulteriore chance propongono una “cabina di regia” per aumentare il tasso di condivisione dell’operato del sindaco. Una conferma della diagnosi di cui sopra: non si è ancora trovato un equilibrio ottimale tra capacità di prendere decisioni e capacità di condividere decisioni (costruire il necessario consenso interno), ovvero tra il ruolo di sindaco e quello di leader della coalizione. La soluzione proposta non mi sembra quella giusta – ma pazienza.

d_gazzetta-14set2016

Gazzetta di Modena, 14 settembre 2016.

[4] Sarà la “cabina di regia” la salvezza della maggioranza civica? Sarà un metodo da vecchia, vecchissima scuola di partito (lo riconosce esplicitamente l’assessore Rubbiani) a ridare collante e capacità d’azione, riducendo le tensioni, alla maggioranza che si reputa civica? Difficile fare pronostici. Il rischio è quello di creare l’ennesimo gruppo decisionale ristretto (in passato gli accordi tra segretari di partito, oggi tra un esiguo numero di “rappresentanti di lista”) che finirà con l’usare il potere di cui è investito per “tagliare fuori” il resto della maggioranza dalle discussioni spinose (alimentando di nuovo la rappresentanza di lista – mentre su molti temi è preferibile, anzi necessaria, una vera trasversalità). Ciò che servirebbe davvero, invece, è un “dispositivo” che scatta nel momento in cui risulta chiaro che una decisione è controversa, portandola dal gruppo ristretto (la giunta) alla maggioranza allargata (consiglieri e militanti). Solo nel gioco argomentativo allargato le posizioni in precedenza cristallizzate (vuoi perché “posizioni di lista” o per altri motivi) possono fluidificarsi e si può giungere alla presunzione di un consenso il più ampio possibile circa il modo migliore di incarnare l’interesse della collettività. La trattazione allargata dei temi – cosa che si è iniziato a fare, anche se assai timidamente – offre chances di apprendimento ovvero di formazione alla maggioranza intera – ciò di cui c’è assolutamente bisogno (anche al fine di lasciare per strada opinioni ed atteggiamenti naif). In più ciò consentirebbe di riprendere quel lavoro di “elaborazione” politica e programmatica (anche alla ricerca di nuovi ambiti d’azione e nuove soluzioni) interrotto dopo la messa a punto del programma elettorale.

d_vertice-ristretto-repubblica-26giu2015
[5] Per il suo intervento in consiglio comunale del 13 settembre il sindaco usa in conclusione un ampio brano (vedi pp.66-67) del bel libro di Roberto Balzani, professore universitario di storia contemporanea prestato al governo della città di Forlì per una legislatura (è stato sindaco dal 2009 al 2014). Cinque anni di solitudine. Memorie inutili di un sindaco – questo il titolo (vedi). Mauro Smeraldi si appoggia al titolo del libro per dare forza alla sua autopresentazione – la “solitudine” del sindaco. Ma Balzani parla d’altro. Non certo di solitudine nei confronti del suo “gruppo”, ma di solitudine connessa al ruolo di decisore oppure originata dalle istituzioni che non stanno in “trincea” come invece i comuni (Provincia, Regione, altre città, lo Stato). In ogni caso il libro di Balzani sarebbe un’ottima lettura per tutta la maggioranza “civica” – in esso si trova una lettura della realtà delle amministrazioni locali incomparabilmente acuta e viva. E’ una miniera di suggerimenti e sollecitazioni (ben oltre il tema di una diversa gestione dei rifiuti, sganciata dalla logica “industriale” di HERA: vedi). Limitiamoci ad un tema – lo stile della politica. Balzani parla di una politica “de-intellettualizzata”, ovvero che rinuncia al lavoro cognitivo sui dati, sulle informazioni nel tentativo di costruire una rappresentazione sufficientemente sofisticata della realtà economico-sociale e della sua evoluzione. Osserva che si è rinunciato del tutto, ad esempio, a produrre “una vera e propria lettura della città attraverso i numeri” – tanto è bassa la capacità di amministratori e politici di confrontarsi ed utilizzare i dati (i rari esercizi di questo tipo sono decisamente di basso profilo e dunque poco produttivi: vedi). “Quasi mai si tentano letture di lungo periodo o comparazioni fra realtà anche distanti, ma relativamente omogenee”. “L’abitudine a redigere «libri bianchi» o report informativi è scarsa”. Così, ad esempio, per tutta la scorsa legislatura il consiglio comunale di Vignola non è stato in grado di richiedere un’analisi dei dati sulle trasformazioni economiche e sociali indotte dalla crisi su cui basare i ragionamenti di allocazione delle risorse in sede di bilancio di previsione (e lo stesso sta avvenendo nella legislatura in corso). Tornare a respirare” – se si intende correttamente l’uso che Balzani fa della citazione di Tacito – è andare oltre al vecchio modo di fare politica. Sia che si tratti del modo di “lavorare” della maggioranza civica vignolese o di quello della giunta dell’Unione, un suggerimento che coglie nel segno.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: