La sbandata (civica). E ora?

Inutile minimizzare. L’ultima “sbandata” della maggioranza civica è anche la più grave. E non è affatto detto che lo sgangherato trabiccolo della maggioranza “civica” vignolese si riesca a rimettere in carreggiata. Le dimissioni, ad oggi “congelate”, dell’assessore Monica Maisani sono infatti solo la punta di un iceberg che scende assai in profondità e della cui consistenza neppure ci si può immaginare “da fuori”. Lo dico in modo chiaro, visto che la chiarezza (e la correttezza della diagnosi) è il prerequisito necessario per ogni tentativo di evitare di finire per davvero fuoristrada. Mettendo così fine ad un’esperienza che all’inizio aveva entusiasmato tanti cittadini vignolesi. E oggi? Difficile misurare gli umori della città. Comunque sia, le chances per “recuperare” la legislatura – innanzitutto portandola a termine – non sono ancora tutte consumate. Certo è che serve innanzitutto la volontà politica. E qui iniziano le incertezze. Visto che le dichiarazioni del sindaco Mauro Smeraldi, a commento delle dimissioni del suo assessore, costituiscono un problema nel problema. Non certo una prospettiva di risoluzione. Vediamo.

N_Gazzetta 31ago2016

Gazzetta di Modena, 31 agosto 2016, pag.45.

Questo quanto riportato dalla Gazzetta di Modena (31 agosto 2016, p.45): “Per quanto riguarda il progetto Coop, parte della mia lista (Vignola Cambia, che è anche la lista della Maisani, ndr) è a favore e parte contraria, la lista Città di Vignola è a favore e Vignola per Tutti è contraria. C’è quindi una sostanziale parità all’interno della nostra coalizione. La mia intenzione è quella di andare in consiglio comunale, a metà ottobre, presentando la variante al piano regolatore per trasformare il terreno agricolo su cui dovrebbe sorgere la nuova Coop in terreno edificabile. Se passerà, ovvio che non mi dispiacerà, ma mi atterrò alle decisioni del consiglio comunale”. Il sindaco è persona intelligente e pertanto ha certamente presente che questa formulazione può far pensare ad un’approvazione della delibera con i voti determinanti dei consiglieri PD, visto che in maggioranza, ad oggi, non ci sono voti sufficienti all’approvazione della variante (che rende possibile il progetto di spostamento ed ampliamento di Coop: vedi). Ma questo significa, di fatto, un cambio di maggioranza – visto che stiamo parlando dell’atto più importante di questa legislatura (oltre che del più controverso: vedi). Insomma, se il sindaco vuole dimostrare la volontà politica di rimettere in carreggiata la maggioranza “civica”, evitando che questa grave “sbandata” porti davvero fuori strada, deve dire in modo inequivocabile che o il progetto passa con i voti della maggioranza (rendendo ininfluente un eventuale consenso del PD) oppure viene accantonato. C’è un’alternativa? Solo a livello di fantapolitica (… diventando un sindaco PD). Meglio dunque sgombrare il campo dagli equivoci. E lavorare di buona lena per recuperare la coesione necessaria per fare bene (sufficientemente) nella parte di legislatura che rimane.

PS Qui gli articoli odierni (mercoledì 31 agosto 2016) della Gazzetta di Modena (pdf) e de Il Resto del Carlino – Modena (pdf). Un precedente episodio – con corrispondente appello ad un maggiore “senso di squadra” – risale a soli pochi mesi fa (vedi).

O_Carlino 3set2016

Il Resto del Carlino, 3 settembre 2016, pag.12.

PPS Il Resto del Carlino del 3 settembre 2016 riporta la notizia del ritiro delle dimissioni da parte dell’assessore Monica Maisani, che dunque rimane in giunta. E’ solo il caso di precisare che era stato il sindaco, a fine luglio, a “suggerire” le dimissioni degli assessori dissenzienti rispetto al progetto Coop. Per questo motivo la permanenza in giunta dell’assessore Maisani è una notizia doppiamente buona. Ovviamente la questione Coop rimane aperta (con grande coerenza e determinazione l’assessore Maisani conferma la propria contrarietà al progetto) e sarà uno dei banchi di prova della maggioranza nelle prossime settimane. Nel frattempo registriamo intanto questo buona notizia (anche perché sono abbastanza rare di questi tempi).

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16 risposte a La sbandata (civica). E ora?

  1. Antonio ha detto:

    Il sig Smeraldi e la maggioranza della sua giunta assomigliano sempre più a quelli che c’ erano prima a Vignola ( modello Renzi ) . Non ascoltano la gente , non rispondono alle email , vanno avanti per la loro strada… nonostante le promesse fatte in campagna elettorale. Il progetto nuova coop è una grandissima MINCHIATA per tanti di quei motivi che anche un bambino lo capirebbe, non capisco perchè Smeraldi continua ostinatamente a sostenerlo. Per fortuna c’è ancora qualcuno che si sta accorgendo della cosa e decide di mollare .

    • Andrea Paltrinieri ha detto:

      Il progetto Coop, come ogni progetto complesso, comporta costi e benefici. Non può dunque essere liquidato con una battuta, diciamo, così “sintetica”. Esso pone un tema di coerenza programmatica (visto che il programma con cui l’amministrazione civica si è presentata agli elettori dovrebbe valere qualcosa). E pone inoltre un tema di accurata analisi costi/benefici. Personalmente ritengo (conoscendo il programma civico da un lato e per quello che ho visto si qui in termini di “valutazione d’impatto”) che su entrambe i fronti il progetto evidenzi delle forti criticità. Spero quindi che l’amministrazione comunale, valutando meglio questi aspetti alla luce dell’intenso dibattito sia interno alla maggioranza, sia relativo alla città (su Prima Pagina di ieri vi era la posizione contraria di Lapam – già in precedenza altre erano arrivate …), decida di accantonarlo. Perché ciò avvenga credo sia utile produrre argomenti, piuttosto che giudizi taglienti. Però, ovviamente, c’é libertà di opinione.

      Per un’articolata presentazione di perplessità e criticità si veda il documento delle associazioni di categoria vignolesi, radunate in Rete Imprese Italia:
      https://amarevignola.wordpress.com/2016/08/02/anche-le-associazioni-di-categoria-contro-il-progetto-coop/

  2. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Il Resto del Carlino del 3 settembre 2016 riporta la notizia del ritiro delle dimissioni da parte dell’assessore Monica Maisani, che dunque rimane in giunta. E’ solo il caso di precisare che era stato il sindaco, a fine luglio, a “suggerire” le dimissioni degli assessori dissenzienti rispetto al progetto Coop. Per questo motivo la permanenza in giunta dell’assessore Maisani è una notizia doppiamente buona. Ovviamente la questione Coop rimane aperta (con grande coerenza e determinazione l’assessore Maisani conferma la propria contrarietà al progetto) e sarà uno dei banchi di prova della maggioranza nelle prossime settimane. Nel frattempo registriamo intanto questo buona notizia (anche perché sono abbastanza rare di questi tempi).

  3. Luciano Credi ha detto:

    Sono stato a volte contrariato su alcune scelte fatte dai civici, per esempio sentire parlare il brillante Erio Ricchi con toni passati su cose che erano ai tempi dove portava ancora i pantaloni corti, mi ha lasciato perplesso. Lasciamo perdere la vita precedente del mio povero papà pre 1968, di piccolo borghese cattocomunista… ma dopo Maranello lui come delegato sindacale in quegli anni non lavorava troppo lontano dalla Reggio Emilia di Umberto Gallinari… di mio padre si puo’ dire di tutto tranne che fosse un’estremista di sinistra… ma la prudenza era cosa saggia quindi… Quindi sebbene da figlio un elogio a posteriori al mio defunto papa’ su questo punto lo faccio…

    Ho visto il Presidente Marco Sirotti non troppo consapevole sul fatto che il ruolo che ha lo porterebbe ad essere piu’ super parters… sebbene svolga bene il proprio compito. Smeraldi trovo che sia una persona intelligentissima ma parlare con lui mi metterebbe nervosismo, perché banalizza i problemi su molte cose. Chiara Smeraldi l’ho apprezzata molto nel 2009; ma ritengo fece un grosso errore a non entrare in giunta Denti (attuali deputate del PD da giunte meno importanti di quelle di Vignola dopo il 2009 sono diventate onorevoli…); perché malgrado tutto l’ex Sindaca è una persona molto intelligente se non chiusa su un punto solo… “Come” spesso fa…

    Pelloni efffettivamente è un osso molto duro che al ballottaggio a Vignola solo uno come candidato sindaco quale Roberto Adani (ho diverse critiche da fargli ma ne riconosco anche i meriti), con vice sindaco Andrea Paltrinieri, assessore al gemellaggio Luciano Credi, Romina Bertoni in Giunta, piu’ altre 2 donne in giunta potrebbe battere. Quartieri Gino ad una simile proposta se fosse sicuro di vincere potrebbe mandare giu’ anche questo boccone, per esempio, quindi tuttto il PD di Vignola sarebbe d’accordo…

    Al momento attuale sarebbe opportuno fare un chiarimento politico con Pelloni perché persona dalle enormi capacità, quindi è giusto che mantenga buoni i rapporti con il suo partito (potrebbe un giorno anche diventare deputatato come anche Fiorini); dopo questo charimento al ritorno dalle vacanze estive bisogna non lasciare piu’ le cose stagnanti… un rimpasto di giunta potrebbe essere il male minore. Vi saluto dalla Francia perché impegnato in cose importantissime per la mia vita privata da persona che vuole maturare sempre piu’ (deve maturare); oggi sono veramente tanti giorni che non metto piede in Italia, nelle prossime ore forse con spirito di ricerca anche universitaria penso di farci un salto…

  4. zagno ha detto:

    A volte mi chiedo, e amici non Vignolesi mi domandano: quale è il limite di questa sceneggiata?
    Davvero, stiamo scherzando o cosa?
    Un assessore docente che mette in scena la recita delle dimissioni, si insedia sulla sua cattedra scolastica in previsione della partenza dell’anno scolastico, e poi le ritira?
    Un esponente politico di un partito che inizialmente non ‘c’era’ che tiene per i cosiddetti sindaco e giunta, minacciando pubbliche epurazioni, chiedendo teste e elencando richieste di nuovi componenti per un maggior peso? E’ questo lo spirito civico?
    Un sindaco che lascia pubblicamente che costui lo umili, mostrando di vivere da separati in casa forzatamente?
    Dico, quando lo stesso Sindaco se ne esce col bilancino facendo la conta delle componenti in perfetto e vecchissimo stile Cencelli dicendo ‘ a questo spetta, a quest’altro, mostrando che sono i numeri e null’altro che tengono in piedi la maggioranza. Quando parti della giunta se le mandando a dire via stampa? Mentre mi domando quali terribili colpe abbia commesso l’assessore ricchi per essere una delle teste richieste mi chiedo, quando si prende atto della fine e, magari, si torna alle elezioni, privi di quella componente che da dentro detta tristi condizoni?

    • Andrea Paltrinieri ha detto:

      Volano gli stracci all’interno della maggioranza. Purtroppo è così. Chi sperava (ed ha lavorato) per riuscire a dare collante a questa maggioranza è oggi in un angolo. Prevalgono le forze polarizzatrici, l’incapacità di confrontarsi e di ascoltare, la sfiducia. Spettacolo penoso. Ogni giorno che passa e che conferma questo atteggiamento di reciproca chiusura cresce la convinzione che la cosa più opportuna è prendere atto del fallimento. E tornare alle elezioni.

  5. zagno ha detto:

    Già. Col rischio di ripetere dall’inizio il pastrocchio, visto che l’opposizione non esiste da tempo. Dopo la folgorante cavalcata del candidato che aveva una cura per la città, proseguita con un trionfale solco tracciato in Consiglio Comunale da lui e i suoi egualmente validi commensali, il Pd oggi è più’ morto di Elvis. Baloccandosi nel suo ‘ si o no’, il candidato più’ credibile che oggi riuscirebbe ad esprimere è il gatto della loro federazione ( ammesso che accetti di candidarsi , e che non sia stato anch’esso commissariato). E li dentro, nella fu maggioranza, quelli che stanno cercando di sfasciare tutto lo sanno. Altro che se lo sanno che dall’altra parte sono tutti intenti a giocare col tablet .

  6. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Dura replica sui giornali; lettera ai dipendenti; dichiarazioni al telegiornale di TRC. E’ guerra. Assolutamente improbabile giungere ad una ricomposizione. Ma il disegno del sindaco è assolutamente poco chiaro.

  7. Roberto Adani ha detto:

    L’amministrazione civica, che si era presentata alla città come un forte elemento di discontinuità e di novità, sia nei metodi che nei programmi, rischia veramente di lasciare incompiuta la legislatura?
    Fatico a credere ad una tale ipotesi. Già una tale ipotesi sarebbe difficile da ipotizzare per il vecchio sistema dei partiti ma per la coalizione civica sarebbe devastante, una plateale ammissione dell’incapacità a governare e la sottomissione a logiche di potere che solo la peggior politica a volte mette in campo. Nessuna delle componenti della coalizione avrebbe alcuna credibilità nel ripresentarsi agli elettori vignolesi in qualsiasi forma. Penso che diverse persone dell’attuale amministrazione abbiano senso civico, se è così è necessario recuperarlo in fretta, si tratta di definire un programma realizzabile per l’altra metà della legislatura e una strategia per il futuro. La questione Coop può essere uno strumento, un mezzo o un necessario compromesso, ma non è un elemento del programma, non determina un significativo miglioramento della qualità della città e dei suoi servizi, sinceramente penso sia una questione che interessa anche relativamente ai cittadini. La qualità della scuola invece è sempre stata un elemento distintivo della storia di Vignola. Fin dal dopoguerra si è scelto di investire su asili e scuole per dare il senso del servizio pubblico, per dare un senso al pagamento di tasse e imposte. Il tema di governo fondamentale diventa se sia ancora necessario sul piano dei numeri un nuovo polo scolastico (tenuto conto che ormai non sarà ultimato prima di 2-3 anni e che entreranno nelle nuove medie i bambini nati dal 2008 in poi, gli anni della crisi e della caduta della natalità). Ma voglio ricordare che la proposta di un nuovo polo scolastico non nasceva dalla sola questione numerica ( e allora i numeri erano chiari), non era un luogo qualsiasi in cui ospitare dei bambini ( se così fosse basterebbe un prefabbricato provvisorio), era un pezzo essenziale per realizzare una città moderna, per avere scuole che non somigliassero ad una galera o a un monastero, un corridoio con tante aule, ma scuole moderne che fossero una parte essenziale della città pubblica, scuole senza aule (nel senso classico) con laboratori, biblioteche, teatro e spazi adeguati per lo sport, luoghi di incontro, aule all’aperto, aperte alla città e alla cittadinanza, luoghi di incontro e di contaminazione. Una scuola in cui le classi sembrassero una stanza di casa e la mensa un ristorante più affascinante di un McDonald. Polo scolastico, proprio per integrare le generazioni e dare continuità al percorso educativo, ma anche struttura adeguatamente sovradimensionata in modo da permettere gradualmente la sostituzione delle attuali strutture. Un programma strategico, per una coalizione civica che volesse riportare le decisioni politiche ai tempi delle trasformazioni della città e non a quelli dell’interesse politico immediato dovrebbe pensare ad un programma trentennale di sostituzione delle strutture scolastiche che abbia l’obiettivo di scuole antisismiche, accoglienti, moderne, di grande qualità architettonica, ambientale e pedagogica. Solo a quel punto si porrebbe un tema di risorse e quella del contributo Coop dovrebbe essere una delle opzioni tra cui scegliere: vendere patrimonio, alienare azioni Hera, ricercare finanziamenti( proprio in questi giorni c’è un bando nazionale per le buone scuole ma non c’è la scuola di Vignola), sviluppare accordi con privati sulla base di principi e criteri predeterminati su cui fare un percorso trasparente di confronto con un bando. Su un tale progetto si dovrebbero costruire alleanze e programmi, su temi di tale importanza una maggioranza può anche disgregarsi e andare ad elezioni ridando la parola ai cittadini, ma non sull’accordo con la Coop, non su una questione in cui gli interessi privati si mescolano con l’interesse pubblico e quello immediato delle singole fazioni politiche in modo incomprensibile per i cittadini. Rimettetevi al lavoro, con la fiducia che la struttura amministrativa comunale merita avvalendovi del contributo dei migliori studiosi e coinvolgendo chi la scuola la vive quotidianamente e vi può degnamente accompagnare nella definizione del progetto più importante per la città. Se alla fine di tale percorso Coop sarà, sarà solo il corollario ad un progetto molto più vasto ed importante.

    • Andrea Paltrinieri ha detto:

      Caro Roberto, come spesso succede il tuo suggerimento sarebbe prezioso se il nocciolo delle tensioni interne alla maggioranza fosse solo programmatico. Alzare lo sguardo oltre ai “muri” per perseguire un obiettivo strategico per la città – cose di cui la politica locale non è più capace da tempo. Purtroppo da tempo non è più così, ovvero lo scoglio principale non sta nelle cose da fare (o non fare), ovvero nel programma. Sta nelle relazioni ed in particolare nel progressivo consumarsi di quel minimo di capacità di comprensione dell’altro, di empatia, di fiducia che è assolutamente indispensabile in un’impresa collettiva come il governo di una città. Oggi siamo nella fase in cui ciascuno ricostruisce selettivamente la storia di questa “incapacità” per attribuirne ad altri la responsabilità. In cui ciascuno è impegnato a costruirsi alibi. Il sindaco vorrebbe attribuire interamente ad altri la responsabilità di questa escalation, ma non vede che la situazione è anche conseguenza della sua incapacità di leadership (che non è solo capacità di decisione, ma anche di “conquistare” il consenso – in primo luogo dei suoi, ovvero della sua maggioranza). E’ solo se reciprocamente si vedono ed ammettono i rispettivi limiti che si può dischiudere una chance di composizione. Io confesso di essere pessimista. Ma spero di sbagliarmi. Sino ad ora confidavo nelle rispettive capacità di apprendimento (che implica anche riconoscere i limiti della situazione di partenza). Vanamente. Ma ovviamente è ancora una possibilità, per quanto remota.

    • ivo ha detto:

      sul tavolo starebbero quindi due ipotesi: la prima è che la maggioranza ‘civica’ ritrovi coesione superando le differenze e le asprezze individuali organizzando una strategia di metà legislatura, chiamiamola ipotesi Adani, mentre la seconda è che il logoramento sia davvero così poco attento alle questioni di merito da non prevedere altra soluzione che la chiusura anticipata di questa storia..
      Forse però sono vere entrambe come farebbero intuire le dichiarazioni alla stampa locale dei protagonisti, Sirotti, Cavani etc..ovvero si tratta di una coalizione eterogenea che non ha mai posseduto una ‘visione’ del territorio e che nel caso Coop concentra le proprie velleità identitarie (io questo mai, io questo no), ma che alla fine troverà il modo di aggiustare il progetto calibrandolo sulle proprie narrazioni. Oggi l’aspettativa dei cittadini nei confronti del proprio governo, al contrario di quanto possa sembrare, è davvero minima e questo aiuterà la giunta a superare questa vicenda. Naturalmente ciò che è evidente è la mancanza del sindaco nella capacità politica di dare forma alla via politica della città, fortuna sua le opposizioni lo stanno aiutando

  8. zagno ha detto:

    Dunque , a leggere i quotidiani, non c’è fine al peggio. La commedia sfocerà in farsa.
    Il Sindaco ‘tratta col pd?’. Terribile. Ma credibile.
    Il completamento di una linea fallimentare che trova il suo epilogo.
    Ma a che scopo? Il fine del potere, come diceva Orwell, è il potere?
    Vero è che in casa PD, da Renzi in poi, sedersi sulla poltrona senza essere passati dal voto popolare è una consuetudine ( della quale molti si vantano). Ma qua, bisogna vedere cosa arriva.
    Sarà un vecchio appena usato, che troverà posto nelle fila della ex odiata maggioranza? Un innesto della generazione tablet? Uno dei tanti aspiranti a qualcosa?
    O ci toccherà assistere alla riesumazione di vecchi, vecchissimi arnesi , perennemente in cerca di collocazione?

  9. Roberto Adani ha detto:

    L’analisi di IVO mi sembra lucida e sintetica, per il resto solo uno scrupolo certamente eccessivo, chiarisco Zagno che il mio è un intervento interessato solo al futuro della città e che non ho interesse alcuno ad essere riesumato, come sono d’altronde certo che l’attuale sindaco non mi voglia vedere nemmeno in foto, ma che anche il PD locale non senta certo la mia nostalgia (preciso che sono semplicemente un iscritto di quel partito e niente più). Anzi avevo pensato per ricompattare tutto l’arco costituzionale compreso quello civico, minacciando la mia candidatura a sindaco in caso di caduta dell’attuale amministrazione, estrema cura ma penso efficace, alle alleanze politiche serve sempre, più che un programma, un estremo pericolo contro cui compattarsi e scagliarsi. Questo però è il massimo del ruolo per cui posso realisticamente sacrificarmi. Sempre per il bene della nostra città. Anche tu Andrea potresti sacrificarti…vice sindaco ad esempio… l’effetto combinato sarebbe dirompente …

  10. zagno ha detto:

    Bah. Ognuno è libero di sentirsi chiamato in causa. Tuttavia io non mi riferivo a tempi così’ remoti.

  11. sergio ha detto:

    mi offro come assessore….un bel tre per due !

  12. Roberto Adani ha detto:

    In questo caso Sergio… è fatta. Lunga vita all’amministrazione!

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