Anche le associazioni di categoria contro il progetto Coop

A_renderCoop_park2

In un documento di 5 pagine, articolato in dieci punti, le associazioni di categoria del territorio (Confcommercio, Confesercenti, CNA, Lapam – riunite sotto la sigla Rete Imprese Italia) hanno sviluppato le loro osservazioni sul progetto di nuova localizzazione e corrispondente ampliamento del “negozio” Coop di Vignola (vedi). Il documento merita di essere letto per intero per via del pregnante tessuto argomentativo di critica al progetto Coop (qui il testo: pdf). Per dare un’idea del contenuto riepiloghiamo gli argomenti principali sviluppati nei dieci punti.A_comparto COOP
1) In primo luogo viene ribadito che il progetto di nuova localizzazione e relativo ampliamento (dagli attuali 2.550 mq ai futuri 4.500 mq) risponde ad un chiaro interesse aziendale. Ma non è detto che il nuovo investimento – segno del passaggio da una strategia “difensiva” ad una “offensiva” (vedi) – porti ad una diminuzione dei prezzi dei prodotti venduti, come auspicano ovviamente i soci Coop.
2) “il più grande insediamento commerciale della storia di Vignola” – al momento ancora al vaglio del consiglio comunale – potrà avere effetti negativi sulla rete commerciale esistente. Un problema che il sindaco “civico” Mauro Smeraldi minimizza. In effetti – osservano le associazioni di categoria – l’incremento della superficie di vendita da 2.550 a 4.500 mq permetterà di incrementare non solo l’area dedicata ai prodotti alimentari, ma ancora di più quella dedicata ai settori extralimentari – accrescendo in tal modo la concorrenza verso questi settori merceologici. Elettrodomestici, abbigliamento, casalinghi, articoli per la casa ed il tempo libero, giocattoli, giardinaggio, libri … ecc. Quali generi merceologici verranno trattati, andando così ad accrescere la concorrenza verso i piccoli esercizi di “vicinato”?
3) il terzo punto replica a dichiarazioni dell’amministrazione comunale che giustifica il “consumo di territorio” (poco meno di 3 ettari) legato al progetto Coop ricordando di avere recentemente riportato a “zona agricola” 12 ettari di terreno resi edificabili dai vecchi PRG. Ma come giustamente osserva il documento delle associazioni di categoria, il recente cambio di destinazione di quelle aree si configura come “una pura operazione matematica”, visto che, stante la profonda crisi dell’edilizia, non sarebbero state edificate. In questa operazione, dunque, si scambiano 12 ettari che non sarebbero comunque stati edificati, con circa 3 ettari di terreno agricolo che invece verranno certamente cementificati – se il progetto sarà approvato!
4) l’impatto sulla viabilità esistente è quindi identificato come uno degli aspetti meno convincenti del progetto. Una rete viaria già oggi in sofferenza in alcune fasce orarie verrebbe infatti ulteriormente stressata dal traffico generato da questo nuovo “attrattore” (aggiungo anche che mi sembra palesemente sottostimata la cifra di 3.000 veicoli aggiuntivi al giorno mossi dal nuovo “negozio” Coop). Un’unica uscita dalla nuova area commerciale, con immissione sull’attuale rotatoria (di cui diverrebbe il quinto “canale” di immissione), pare anch’essa una soluzione poco convincente. Come ugualmente poco convincente è il non prevedere alcuna nuova soluzione per l’immissione di via Prada su via Circonvallazione (un tratto di viabilità anch’esso toccato dal progetto Coop – per l’accesso dei mezzi di trasporto merci da e verso il nuovo supermercato).

A_viabilità
5) l’aumento delle autovetture in circolazione nell’area determinerà indubbiamente un aumento dell’inquinamento dell’aria (possibile che l’assessore all’ambiente, invece, non abbia nulla da dire sul tema?). Decisamente poco funzionale, in quanto non integrabile in una viabilità sovraccaricata di automezzi, la prospettiva di sviluppo e valorizzazione di percorsi ciclabili.
6) decisamente critica è inoltre il documento verso una stima del “beneficio occupazionale” che la nuova struttura determinerebbe per la comunità vignolese. In una situazione di contrazione dei consumi ogni incremento della superficie di vendita determina contrazioni in altri punti della rete. Le associazioni di categoria invitano pertanto l’amministrazione (ed i cittadini) a focalizzare l’attenzione sul saldo occupazionale, più che sui guadagni di un singolo “attore”. Insomma, per la comunità vignolese non è detto che si creino davvero “nuovi” posti di lavoro (se intesi come posti “aggiuntivi”).
7) il settimo punto riguarda l’impatto del previsto distributore Coop sulla rete esistente dei distributori di carburante. Già l’assessore agli interventi economici Francesco Rubbiani ha sin qui dimostrato di minimizzare la questione – ad esempio dichiarando pubblicamente che il distributore Coop non era parte “necessaria” del progetto (venendo però sonoramente smentito). Sul punto le associazioni di categoria chiedono che la questione venga meglio considerata, anche alla luce dell’impatto nient’affatto neutro evidenziatosi con analoghi progetti in altre realtà della provincia di Modena.
8) “sconcertante” è definita la previsione di una serra per coltivazione idroponica sul tetto della nuova struttura Coop: “in un contesto come quello di Vignola con un territorio a forte produzione ortofrutticola di qualità, tutto questo è semplicemente ridicolo.” Decisamente più intelligente sarebbe stato prefigurare un accordo con i produttori locali al fine di mettere in vendita tramite la grande distribuzione i prodotti locali, spingendo verso l’alto la filiera della produzione ortofrutticola locale.

A_renderCoop_Prada
9) una considerazione specifica è riservata anche ai negozi presenti nell’attuale Centro commerciale “I Ciliegi” che verrebbero fortemente penalizzati dalla delocalizzazione del “negozio” Coop – peraltro solo poco tempo dopo che sono stati “guidati” da Coop ad investire pesantemente nella riqualificazione del centro commerciale. Insomma “cornuti e mazziati”. Al proposito le associazioni di categorie chiedono specifiche “clausole di salvaguardia” per tali negozi del centro commerciale I Ciliegi, ovvero gli attori economici più deboli.
10) ultimo argomento riguarda la “motivazione sociale” dell’operazione Coop – da questa l’amministrazione punta ad ottenere un “contributo straordinario” (ora salito a 2,9 milioni di euro) per la realizzazione di un nuovo edificio scolastico (o “polo scolastico”). Le associazioni di categoria invitano a valutare con più attenzione sia il reale fabbisogno, sia eventuali scenari alternativi (di localizzazione della nuova scuola all’interno di una delle strutture già esistenti o di ricerca di canali alternativi di finanziamento). Sono considerazioni, anche queste (come quelle dei precedenti punti), che anche una parte della maggioranza “civica” ha fatto proprie da tempo. Richiedendo alla giunta una più attenta considerazione dei pro e dei contro del progetto Coop. E chiedendo anche una più attenta considerazione di quanto scritto nel programma presentato agli elettori. Non a caso è richiamando proprio il programma elettorale “civico” – stop al consumo di territorio, stop alla grande distribuzione – che si chiude il documento di Rete Imprese Italia. Non suona un po’ paradossale che debbano ricordarlo loro?

PS Qui il documento di Rete Imprese Italia (Confercenti, Confcommercio, CNA, Lapam) datato 26 luglio 2016 (pdf). Le immagini a corredo del post sono tratte dai materiali di progetto del nuovo supermercato Coop.

Advertisements

2 risposte a Anche le associazioni di categoria contro il progetto Coop

  1. sergio ha detto:

    Quel “civica” e quel “civico” virgolettati pesano come un macigno…

  2. daniela ha detto:

    Caro Andrea
    Il problema Coop non e’ solo approvare o non approvare il progetto, ma rifiutare il progetto Coop quando, invece, nulla ha ostato l’apertura di Dpiu, Pam, EuroSpin, …
    Il caso Coop diverebbe come il caso EsseLunga.
    Il problema é l’assenza di progettualitá del comune a monte: non sarebbe stato possibile individuare un’area, anche intercomunale, da destinare a grande area commerciale, a conquista ed uso di vari imprenditori commerciali, a carico dei quali sarebbero stati tutti gli oneri di urbanizzazione?
    Un’area fuori dalla giá ipertrafficata tangenziale, summa di tutti gli iper, mall, super della zona? In zona Sipe, magari?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: