Verso gli ‘stati generali’ dell’Unione Terre di Castelli

Tra le poche iniziative politiche nel caotico quadro locale una in particolare merita di essere seguita e incoraggiata. Prende il via da una mozione presentata dai due capigruppo della “strana maggioranza” (vedi), ovvero Iacopo Lagazzi (gruppo consiliare PD ecc.) e Mauro Minozzi (gruppo liste civiche – dopo l’uscita del M5S che ha costituito un proprio autonomo gruppo) e che verrà posta in approvazione al consiglio dell’Unione nella prossima seduta, il 28 luglio (qui l’ordine del giorno – si tratta del punto 8: pdf). Con l’obiettivo di rimettere in moto, innanzitutto in termini di elaborazione programmatica (ma anche in termini di “condivisione del potere”) una delle Unioni di comuni più importanti d’Italia. Che l’Unione Terre di Castelli passi un momento di grave difficoltà è cosa nota (vedi). Ed è anche noto che le difficoltà sono responsabilità diffusa – dal presidente, il civico Mauro Smeraldi, agli assessori (gli altri 7 sindaci dei comuni che ne fanno parte), ai consiglieri tutti (sino ad ora incapaci di giocare un ruolo minimamente significativo e, sperabilmente, positivo). Insomma, non esiste “un cattivo”, ma un sistema di “incapacità” diffuse. Ed è questo che occorre scardinare – sapendo che gli “attori” sono questi e che, a breve, non possono essere sostituiti (almeno sino alle prossime elezioni comunali del 2019 – del 2017 per Castelnuovo Rangone).

M_Gazzetta 9ago2014

Gazzetta di Modena, 9 agosto 2014. “Voglio creare un gruppo unito” – diceva allora il neopresidente Smeraldi.

[1] Vedremo come andrà la discussione nella seduta consiliare di giovedì 28 luglio (ore 20.30). Intanto dobbiamo registrare che gli intenti fissati nel documento vanno nella giusta direzione. Il documento d’intenti prefigura una sorta di road mapsu cui impegnare il Presidente e la Giunta dalla data di sua approvazione fino alla fine dell’anno corrente”. Con un duplice obiettivo. Il primo punto riguarda in sostanza una revisione programmatica, del profilo dei servizi erogati e delle modalità gestionali. Il titolo richiama l’obiettivo del “miglioramento dell’efficienza” (ridondante la specificazione “anche economica”, visto che l’efficienza è data sempre dal rapporto tra servizi erogati e risorse impiegate), ma non si tratta solo di questo. Se intendiamo correttamente si intende anche procedere ad una rivisitazione della gamma dei servizi offerti – operazione che può condurre sia a togliere che ad aggiungere (si tratta, a ben vedere, di una “spending review” correttamente intesa). Il tema, in effetti, è quello di una maggiore “responsività” a bisogni sociali maturati dalle comunità locali a seguito di oltre 8 anni di crisi economica. Finalmente! – è il caso di aggiungere. Certo ogni operazione di “aggiornamento” del profilo dei servizi ha le sue incertezze. Chi agisce corre il rischio dell’errore (di togliere cose che andrebbero mantenute, di aggiungere interventi inefficaci). Ma sta al “dispositivo” messo in campo per l’aggiornamento di minimizzare tali rischi (e su questo torneremo). Altro “obiettivo strategico” richiamato è quello del “controllo” dei servizi appaltati (ovvero esternalizzati) e del “gradimento degli utenti”. Tema quest’ultimo di grande importanza visto che spesso il committente è “catturato” dal fornitore (ovvero perde la capacità di indirizzo e controllo sui servizi esternalizzati). E’ solo il caso di ricordare che dopo le modifiche del 2014 lo Statuto dell’Unione Terre di Castelli dice cose importanti in merito al “controllo di qualità dal lato degli utenti” – tutte cose largamente inapplicate (vedi).

A_Savinio 7mag2016 335

Alberto Savinio, Il vecchio e il nuovo mondo, 1927 (La seduzione dell’antico – MAR Ravenna, foto del 15 giu2016)

[2] Il secondo punto del documento Lagazzi-Minozzi riguarda la “governance” dell’Unione. L’esigenza – dice il documento – “è quella di riuscire ad avere strumenti che consentano alla Giunta e al Consiglio stesso di operare con maggiore efficacia in un contesto che è profondamente cambiato negli anni”. Il documento non lo dice chiaramente, ma il tema è qui il rapporto tra giunta e consiglio e tra amministrazione dell’Unione e consigli comunali (in una situazione dove più della metà della spesa corrente comunale è data da “trasferimenti” all’Unione – sul cui impiego di fatto i consigli comunali, vero organo della rappresentanza elettorale, perdono il controllo). Sono nodi problematici presenti da tempo e che chi voleva poteva vedere da tempo. Per il decennale dell’Unione l’allora presidente Francesco Lamandini preferì tuttavia un taglio “celebrativo” (nascondendo i problemi già evidenti: vedi) – con il risultato che i problemi si sono incancreniti. Prima o poi, insomma, la politica chiede il conto. E per l’Unione Terre di Castelli è un conto salatissimo, fatto di incapacità di affrontare qualsiasi progetto minimamente complesso (si tratti di gestione della polizia municipale o di marketing territoriale, di PSC oppure di “sviluppo economico”). Sacrosanto il tentativo di uscire da questa palude (vedi). Sacrosanto il tentativo di “pungolare” e “supportare” la giunta affinché non si adatti ad una situazione di immobilità. Lo strumento per fare ciò è dato dalla convocazione (“nell’autunno dell’anno corrente”) degli “Stati Generali dell’Unione”. Si tratta di “mettere a confronto tutti gli amministratori locali [sindaci, assessori, consiglieri comunali] dell’Unione con l’obiettivo di valutare e proporre nuove strategie che possano migliorare la gestione dell’ente”.

A_De Chirico 7mag2016 412

Giorgio De Chirico, Natura morta con selvaggina (il bicchiere di vino), 1923 (La seduzione dell’antico – MAR Ravenna, foto del 7 maggio 2016)

[3] Chi segue questo blog sa quante sollecitazioni sono state fornite in questa direzione (vedi) – lo dico anche con l’intento di ribadire il merito dei due principali promotori, i due capigruppo Iacopo Lagazzi e Mauro Minozzi. Che ci si muova – finalmente – lungo queste due direttrici è cosa buona. Ma per fare ciò al meglio delle possibilità vanno contemplati due “ingredienti”. Innanzitutto la trasparenza del dibattito o, meglio, la sua “apertura”. Si trovi il modo di aprire gli Stati Generali ai rappresentanti della “società civile” (terminologia arcaica) e non solo agli “amministratori” (pur con differenziate possibilità di intervento), così da evitare di riprodurre (su scala solo un po’ ampliata) i soliti meccanismi autoreferenziali della politica anche locale. Non è di un dibattito “a porte chiuse” che abbiamo bisogno. In secondo luogo si eviti di immaginare gli “stati generali” come un evento – per così dire one shot. Piuttosto si pensi ad un “processo” – certo scandito da momenti di chiusura e di decisione. Ma anche da aggiornare e revisionare con una certa periodicità. Non è detto che si riesca a costringere il tempo delle decisioni efficaci in una giornata (o comunque nell’ambito di un tempo definito a priori). La politica ha bisogno di riconquistare le proprie routines e pur senza arrivare a prefigurare un appuntamento annuale (o comunque periodico) è il caso di dire sin da subito che quello che si inizia in autunno è un “percorso”, non un evento-spot.

M_Prima Pagina 27apr2016

Prima Pagina, 27 aprile 2016.

PS Qui il documento di intenti Lagazzi-Minozzi (pdf) in discussione nella seduta consiliare del 28 luglio 2016.

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: