Novità in arrivo con le cartelle esattoriali del Consorzio della Bonifica Burana, di Stefano Pellicciari

In questi giorni sono in arrivo le cartelle esattoriali del contributo di bonifica (vedi), dovuto dai contribuenti possessori di immobili della provincia situati nelle zone definite dal nuovo piano di classifica (vedi; qui l’apposito video di presentazione realizzato dal Consorzio: vedi), approvato proprio quest’anno dal Consiglio di Amministrazione del Consorzio di Burana (vedi).

Il territorio del Consorzio della Bonifica Burana (immagine tratta dal sito web del Consorzio)

Il territorio del Consorzio della Bonifica Burana (immagine tratta dal sito web del Consorzio)

Dal comprensorio, che copre in maggior parte la provincia di Modena, vengono raccolti ogni anno circa 15.700.000 euro di cui circa 9 milioni (57%) sono destinati al personale (790.000 euro per i 5 dirigenti) ed il restante (43%) per le altre voci di spesa come manutenzione dei canali ed impianti idrovori, fornitura di acqua per i coltivatori nel periodo estivo, gestione territorio montano, ecc.
Sulla pagina facebook della Lista Cittadini nel Consorzio (vedi) stiamo cercando di dare grande risalto alla determinazione dei “nuovi contributi” ottenuti mediante un nuovo metodo di calcolo in base al beneficio di bonifica ed al contributo di base dovuto per la tenuta catasto ed alcune voci di gestione (vedi). Abbiamo sollevato il problema del contributo minimo di 14,98 euro e da quest’anno finalmente non sarà più applicato.
Purtroppo è stato introdotto un contributo di base, ancora non ben chiaro, su cui vogliamo fare trasparenza e che assoggetta a tassazione voci di bilancio che dovrebbero essere già comprese nel beneficio di bonifica.
Ai contribuenti sotto la soglia minima di riscossione, definita in 12 euro anziché in 30 euro come previsto dalla legislazione statale, verrà inviato il bollettino da pagare solo quando supereranno detta soglia con l’accumulo negli anni (quindi potrebbe essere un bollettino ogni due/tre anni).
Tengo anche a precisare che il mio voto è stato l’unico contrario a questi nuovi piani di classifica a cui è stato messo un limite di gradualità di aumento irrisorio da due delibere della Giunta Regionale dell’Emilia-Romagna (2233/2015 del 28/12/2015 e la 703/2016 del 16/5/2016) confuse ed in contrasto tra loro.

Testo della Delibera Giunta Regionale n.2233/2015

Testo della Delibera Giunta Regionale n.2233/2015

 

Testo della Delibera della Giunta Regionale n.703/2016

Testo della Delibera della Giunta Regionale n.703/2016

Invitiamo tutti i contribuenti che, rispetto a situazioni catastali invariate dall’anno 2015, abbiamo riscontrato aumenti superiori al 15% per le zone montane e 20% per le zone di pianura a rivolgersi agli uffici di Burana per il rispetto della gradualità sancita dalle delibere.
Dopo sei mesi di consigliatura e di accesso agli atti, tengo anche a segnalare quanto sia alta la mancanza di trasparenza e di discussione aperta sui temi trattati, tale da arrivare a votare in consiglio su delibere del Comitato Amministrativo (organo dirigente del Consorzio: vedi) non ancora pubblicate o perlomeno non ancora rese disponibili ai consiglieri.
L’impressione che se ne ricava è di un ente pesantemente burocratico, ostile alle novità, arroccato alla tutela dei grandi contribuenti agricoli a discapito della maggioranza dei consorziati in nome della salvaguardia del territorio.

Stefano Pellicciari

C_Prima Pagina 5lug2016

Prima Pagina, 5 luglio 2016, pag. 18.

PS Stefano Pellicciari è rappresentante di minoranza nel Consiglio di Amministrazione del Consorzio della Bonifica Burana (vedi). E’ stato eletto alle elezioni del dicembre 2015 nella lista Cittadini nel Consorzio (vedi). La presenza di una minoranza è salutare per l’esercizio della funzione di controllo sull’operato del Consorzio. In assenza di adeguati controlli e stimoli all’efficienza ogni organizzazione tende infatti a “degradare”. Sulla base dell’organigramma all’1 giugno 2016 il Consorzio dispone di 5 dirigenti (costo complessivo per l’ente 790mila euro; retribuzione lorda percepita oscillante da 140mila a 94mila euro a seconda dei casi), 140 dipendenti, 38 stagionali. Ogni unità di personale (stagionali inclusi) ha dunque un costo di circa 50mila euro.

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4 risposte a Novità in arrivo con le cartelle esattoriali del Consorzio della Bonifica Burana, di Stefano Pellicciari

  1. itappens ha detto:

    Forse perché gli altri 3 sono “incarichi amministrativi di vertice” e sono in un’altra pagina

    http://tinyurl.com/jjajk5n

    • Andrea Paltrinieri ha detto:

      Giusto. Errore mio. Correggo. In effetti tutti i dati dei compensi dei dirigenti del Consorzio sono pubblicati sul sito web, nella sezione “Amministrazione trasparente”, anche se parte in “Incarichi amministrativi di vertice” (per 3 dirigenti) e parte nella sezione “Dirigenti” (per 2 dirigenti). Comunque ecco qua la situazione relativa ai “compensi totali lordi comprensivi di contributi previdenziali a carico del soggetto e fisco” (mentre invece la spesa a carico dell’ente è ancora superiore – plausibili i 790mila circa di spesa complessiva indicata nel testo da Pellicciari, dato di bilancio). Cinalberto Bertozzi: 140.100 euro; Emilia Bergamini: 106.684 euro; Carla Zampighi: 93.604 euro; Luisa Gioiosa: 96.224 euro; Mauro Ruosi: 94.131 euro.

      • Stefano Pelliciari ha detto:

        Buongiorno ad entrambi .

        Vi invio la parte del bilancio consuntivo deliberato da cui sono estratti i dati per il 2015 :

        direttore generale 208.853,97
        dirigenti tecnici 290.314,16
        dirigenti amministrativi 286.544,67
        Corsi dirigenti 1.000,00

        Totale 786.712,80

        Sarà mia cura verificare la discrepanza tra i dati presenti sul sito ed i dati a bilancio ( suppongo manchino i contributi inps aziendali, tfr, inail , ecc… )

        Saluti

        • Andrea Paltrinieri ha detto:

          E’ normale, Stefano. In bilancio vanno i costi per l’ente che sono superiori alle retribuzioni lorde degli interessati. Includono infatti una parte di imposte (direi Irap e altro …). Avendo tempo sarebbe interessante fare confronti con altri enti pubblici o para-pubblici. 140mila euro per il direttore generale di un ente che ha un bilancio da 16 milioni di euro con 140 dipendenti non è affatto poco. Nelle aziende sanitarie della regione (la più piccola ha 1.200 dipendenti ed un bilancio da 150 milioni di euro, la più grande quasi dieci volte tanto) la retribuzione del direttore generale è circa 160-170mila euro. Su questo un po’ di comparazioni varrebbe la pena farle. E magari anche un po’ di “spending review”.

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