Quali sono i problemi principali in città?

Un sondaggio realizzato da Demos & Pi per il quotidiano la Repubblica in merito ai problemi percepiti dai cittadini di Bologna (dove è in corso la campagna elettorale per l’elezione del sindaco) evidenzia che al primo posto stanno le questioni della “criminalità e ordine pubblico” (35% considerando prime e seconde scelte di una domanda a risposta multipla); al secondo posto la “disoccupazione” (25%); al terzo posto “manutenzione delle strade e decoro della città” (23%); al quarto posto la “viabilità” (20%); al quinto posto “le misure per il sostegno delle famiglie con basso reddito” (16%). Seguono altri temi considerati meno rilevanti (la “raccolta dei rifiuti” è all’ultimo posto di un elenco di dieci temi, con solo il 6%). E a Vignola? Purtroppo gli unici sondaggi (anche in questo caso solo in campagna elettorale) sono quelli promossi dal PD locale i cui risultati, però, non vengono resi pubblici. Peccato. Non resta dunque che provare a immaginare il risultato di un ipotetico sondaggio condotto a Vignola.

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la Repubblica – Bologna, 20 maggio 2016, pag. III.

[1] Sono convinto che un’indagine del genere realizzata a Vignola non produrrebbe risultati molto diversi, almeno per la parte alta della classifica. Possiamo dunque ragionare sul sondaggio bolognese (una città di 380mila abitanti) ritenendo che esso non dica cose troppo dissimili da quello che potrebbe rivelare un analogo sondaggio vignolese (città con 25mila abitanti). Bisogna anche ricordare che la formulazione delle domande contribuisce in una qualche misura anche a “strutturare” la rilevazione della percezione. Risultati diversi (forse non molto, ma questo non lo sappiamo) sarebbero emersi con domande “aperte”, senza risposte preordinate, ma semplicemente chiedendo agli intervistati di dire quali ritenevano essere gli n problemi più importanti della città e della vita cittadina. La percezione, inoltre, è anche configurata non solo dall’esperienza diretta che facciamo, ma dalla “comunicazione sociale”, ovvero quanto le nostre reti sociali ed i mass media trattano quei problemi (il “grado di copertura”). Pur con tutte queste cautele un ragionamento a partire dal sondaggio bolognese, nel tentativo di “trasferirne” i risultati su Vignola, è comunque interessante. Un esercizio che periodicamente l’amministrazione “civica” vignolese farebbe bene a fare. Il rischio, infatti, per ogni amministratore e politico è sempre quello dell’autoinganno (vedi): ritenersi un bravo amministratore, ritenersi più bravo degli avversari, ritenere di dare (o aver dato) un contributo fondamentale o straordinario al cambiamento della città. Basta frequentare la politica per pochi anni per rendersi conto di quanto è diffusa questa sindrome. Meglio dunque cercare di “immunizzarsi”, o comunque di ridurre il rischio dell’autoinganno. Confrontarsi con i cittadini è uno dei modi auspicabili (non l’unico, certo). Non solo i 50 o 100 al massimo che frequentano le occasioni di partecipazione – un po’ striminzite per la verità – predisposte dalla nuova amministrazione, ma anche (e questo è più difficile) le cosiddette “maggioranze silenziose” che pure caratterizzano le nostre democrazie rappresentative (ovvero a basso tasso di partecipazione civica).

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Un cantiere per la riqualificazione di un edificio in centro storico (foto del 14 novembre 2015)

[2] E’ plausibile ritenere che anche a Vignola il problema della “criminalità e ordine pubblico” risulterebbe al primo posto in questa graduatoria. A Bologna il tema è risultato scelto dal 35% degli intervistati (21% come prima scelta; 14% come seconda scelta). Per un cittadino su 5 questo è dunque il problema maggiore della città. In effetti gli episodi di criminalità sono aumentati, nonostante i messaggi rassicuranti che vengono periodicamente trasmessi dalle prefetture & C. Omicidi e violenze sono in lieve diminuzione, ma i “reati predatori” sono invece in aumento. Borseggi, scippi, furti in appartamento, rapine sono in crescita. Spesso accompagnati da atti di violenza. E’ un processo generalizzato che non riguarda solo Bologna o solo Vignola e che è causato anche dalla “nuova convenienza economica” conseguente alla crisi economica (con conseguente riduzione delle opportunità di guadagnare legalmente – per così dire) (vedi). E’ vero che il contrasto al crimine spetta alle forze dell’ordine, ma è anche vero che una “domanda di sicurezza” si rivolge inevitabilmente alle amministrazioni comunali. E qui vengono le note dolenti per l’amministrazione civica vignolese, al governo della città da due anni. Videosorveglianza: funziona? Non funziona? Contribuisce al presidio del territorio? Non si sa. Più di 100 telecamere installate negli ultimi 15 anni e non è chiaro se tutto questo serve e quanto serve. E’ giunto il momento di fare un salto di qualità (serve tra l’altro un raccordo con gli altri comuni dell’Unione – specie se si vuole monitorare anche la rete stradale). E sulla Polizia Municipale, che dire? Si è sollevato un gran polverone sulla riorganizzazione, cosa che in effetti è stata ottenuta (vedi). Ma il servizio è migliorato? E’ migliorato il presidio del territorio? I cittadini vedono con i loro occhi più agenti a sorvegliare la città? Non è dato sapere. Manca un adeguato sistema di monitoraggio (e l’unico sistema di monitoraggio serio è un sistema che rende pubblici i risultati). Le “percezioni”, invece, dicono che non c’è stato un cambiamento significativo.

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Rattoppi con asfalto alla pavimentazione del centro storico! Non proprio il massimo … (foto del 2 aprile 2016)

[3] E’ plausibile che anche a Vignola il problema della “disoccupazione” risulterebbe al secondo posto. A Bologna è stato scelto dal 25% degli intervistati (17% come prima scelta; 8% come seconda scelta). Però se consideriamo anche che al quinto posto sta il tema delle “misure di sostegno delle famiglie con basso reddito” (16%, sommando prima e seconda scelta), allora il tema più generale di “politiche di contrasto” della crisi economica e delle sue conseguenze sulle famiglie (contrazione dei redditi) prende ancora più forza. Insomma, la crisi economica fa sentire i suoi effetti ed un numero nient’affatto trascurabile di cittadini ne è colpito e vorrebbe vedere un impegno tangibile di contrasto. Ma l’amministrazione civica quali iniziative ha messo in campo? Quante risorse sta impiegando per contrastare i processi di impoverimento (lato welfare locale) e per promuovere nuove occasioni di occupazione (lato sviluppo economico)? Anche in questo caso l’impressione è che manchi una chiara messa a fuoco di questo compito. Fa poco l’amministrazione comunale (che oggettivamente molto non può fare), ma fa poco anche l’Unione Terre di Castelli (e qui invece si potrebbe davvero fare tanto di più). Il risultato è una perdita di opportunità che riguarda soprattutto i giovani – anche per questo sembra che lascino con maggiore frequenza questo territorio alla ricerca di occupazioni qualificate, qui non più disponibili come in passato.

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Scritte sul muro della fossa castellana (foto del 21 maggio 2016)

[4] E’ plausibile che anche a Vignola il problema della “manutenzione delle strade e decoro della città” risulterebbe ai primi posti della graduatoria. Il “decoro della città” a Bologna, come a Vignola, vuol dire “pulizia”; a Bologna, più che a Vignola, vuol dire anche “graffiti sui muri” (ma anche a Vignola qualche problema c’è: vedi). Qualche primo segnale di inversione di rotta è stato dato ad inizio legislatura, riprendendo un lavoro di manutenzione della città troppo a lungo trascurato (vedi). Ma poi ci si è fermati lì. Il centro storico soffre dei suoi storici (e cronici) problemi di “degrado” (vedi). Ma anche le “periferie” attendono ancora un deciso cambio di passo. Arriverà? Sono passati i primi due anni della legislatura e si fatica a cogliere i segni di un salto di qualità nell’intervento. Anche i tentativi di mettere in campo “partecipazione” e “mobilitazione civica”, che a livello di quartiere potrebbe portare a realizzazioni significative (vedi), sembrano ancora particolarmente timidi.

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Telecamere in centro storico. Funzionano? (foto del 14 novembre 2015)

[5] C’è un tema che non compare, nonostante la sua importanza, nell’elenco dei problemi del sondaggio bolognese. E’ il tema dell’ambiente, nelle sue diverse articolazioni. Inquinamento dell’aria; inefficienza energetica della città (edifici pubblici e privati); invasione delle automobili nel cuore cittadino (almeno a Bologna hanno da subito messo in campo l’iniziativa dei T-days, la pedonalizzazione della T centrale nei week end); contenimento della produzione di rifiuti e raccolta differenziata spinta. Neppure gli sconquassi del clima (più evidenti) servono a ricordarci che il fenomeno del riscaldamento globale è già oggi una realtà (per cui è necessario cambiare davvero – e con urgenza – traiettoria di sviluppo). In effetti il “tema ambientale” sembra essere scomparso dall’agenda di governo, sia a livello nazionale che locale. E questo nonostante la sua urgenza. La mancanza di questo tema nella percezione dei cittadini evidenzia la responsabilità degli amministratori. Amministrare non significa limitarsi ad affrontare i problemi percepiti dai cittadini. La responsabilità delle élites va oltre. Sta anche nel fare percepire temi che sappiamo essere urgenti. E quello ambientale lo è senza dubbio. Tuttavia anche livello locale – Vignola e dintorni – sono state messe in campo politiche innovative sul tema? Non pare. O comunque non certo nella misura necessaria. Ai roboanti programmi del passato (più fumo che arrosto – vedi PAES, vedi certificazione ambientale, festa degli alberi, ecc.) non sembra essere seguito nulla di significativo. E’ un giudizio troppo severo? Si attendono smentite.

PS L’indagine bolognese è basata su un campione di 1.028 cittadini intervistati. I risultati sono stati pubblicati su la Repubblica – Bologna, 20 maggio 2016, pag. III (pdf).

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2 risposte a Quali sono i problemi principali in città?

  1. Luciano Credi ha detto:

    Pochi giorni dopo la morte di mia sorella, colpito da leggero malore dopo anni riguardai la TV italiana e c’era la Comi che litigava con Cacciari. Era lei la ragazza che parlava con me un francese molto elevato nel 2010 in Francia o no? Credo che su questo problema io debba interpellare chi è più colto di me e non la Digos. Nello stesso periodo per via del malore non potevo stare nella mia bellissima villa completamente da ristrutturare (ma con nessun abuso edilizio, diversamente casomai, forse rispetto a quelle restaurate…), perché lontana dai mezzi pubblici e non potevo guidare… In realtà il malore in forma più accentuata mi venne alla nomina della Denti per gli addetti alla Fondazione cultura della banca pop… Perché mi dissi che non c’era nessun rispetto per chi nella sua breve vita ha dato tutto per la ricerca universitaria e per la difesa delle donne di tutti gli schieramenti politici, e non solo per le cameriere della festa dell’unità che fra l’altro trovo grottesca ma molto divertente…

    Quindi andai a stare nella via Isonzo dell’Assessore Erio Ricchi (lui erede di tutta la zona ma i suoi antenati hanno spostato le loro residenze, meglio dire loro gli antichissimi proprietari di tutta la zona…), presso l’abitazione della mia mamma di fronte a quella della aristocratica italofrancese Renza Di Romano, morta nel giugno 1987a quasi 54 anni dopo incidente stile Porfirio Rubirosa. La notte del suo decesso vennero i ladri per prendere le posate d’argento, poi arrivarono il giorno seguente i fratelli prof. universitari rispettivamente dalla Svizzera e dalla Spagna. Renza Di Romano aristocratica da parte della madre francese, mentre il padre squattrinato pittore siciliano, i due si erano conosciuti a Firenze, lei turista lui mendicante acquerellista… Questa simpaticissima e coltissima, stravagante ma umana…

    Bene in quel periodo dove fra un programma TV e l’altro sbirciavo dalla finestra capii che l’appartamento della nobile mia vecchia vicina, era stata data a Vascoli il fratello del presunto killer di Luciano Pancaldi. Tipo dallo stile interpretazione Ninetto Davoli, mio padre da delegato sindacale? Se fosse vivo avrebbe una pensione forse da 2000 euro (dico ciò x spiegare le cose), conosceva suo padre che non credo arrivi nemmeno alla metà di questa cifra x lavoro a Maranello… Persona originaria dalla Sicilia, a quanto mi hanno riportato sgommate a parte fuori luogo con Alfa 33, persona umana e simpatica… Quando mi sono visto Vascoli in quei giorni, che conoscevo solo di vista, io che ero alla fine del dottorato ebbi grossi pregiudizi culturali verso di lui… Credo non abbia una grossa scolarizzazione… Credo che abitassero i Vascoli nella zona delle case popolari di via Caselline…

    Io fui preoccupato non per me, che ho vissuto in giro per il mondo a volte in case belle, altre volte in banlieu e so che quando stai a Lione in palazzo di 12 piani e sei in periferia entri in casa dici buongiorno e buonasera e non stai a fare la festa dell’unità in cortile, come faceva mia madre e vorrebbe fare ancora come ai vecchi tempi con la madre dell’assessore Ricchi e con la nobile Di Romano…

    La mia critica e’ su 2 fronti ed entrambi verso la politica, la prima critica e’ come mai ad uno dei Vascoli non è stato offerto un percorso da integrato come lo era per esempio suo padre da immigrato operaio? L’altra critica e’ perché una persona non mi più aggiornata come mia madre, militante di sinistra, la sinistra odierna locale di fatto le lascia il compito di occuparsi di mediazione culturale? Questa una delle cause della sconfitta del PD nel 2014…

    Va detto per onestà che con il Vascoli fratello del presunto killer (nel tentato omicidio di Luciano Pancaldi) non ci sono state tensioni in particolare, lui lavoratore… Va anche detto che con lui ho sempre parlato in maniera molto paziente, civile e colta. A livello di legge ho fatto l’obiettore presso i servizi sociali del comune di Zocca. Come dire quanto semini civiltà raccoglie in cambio forse anche un po’ di civiltà anche se spesso in piccola dose… Forse il fratello del vicino della mia mamma uscito dalla casa dei genitori nelle case popolari, in cui una volta si faceva integrazione di qualità non ha trovato sempre esperienze positive… Ma non facciamo politica ma rimaniamo ai fatti…

    Di mediazione culturale se ne deve occupare una vecchia militante del PD di 70 anni, che solo grazie all’enorma razionalità e pazienza sulla realtà odierna da parte del figlio (che vorrebbe fare altro), non combina grossi problemi di ordine pubblico, o l’intera classe dirigente della politica?

  2. Luciano Credi ha detto:

    Detto ciò,

    Un grazie di cuore a tutti i vignolesi;
    A presto anche se fra un arrivederci (“abitativo”, via social penso che la nostalgia Peppone e Don Camillo… X come some sono non regga più di 20 giorni…) e l’altro può passare un decennio. Io la prossima volta che vado per esempio al ristorante a Barbezieux (sebbene a volte ho avuto punti di vista diversi…), sono orgoglioso come sempre, dei Sindaci della mia nativa Vignola, e li ringrazio per il loro impegno socioculturale; spesso molto impegnativo… ma molto impegnativo. Ma molto impegnativo… Un saluto anche a Marco presidente del consiglio (ritengo di farlo dopo aver ricordato anche l’impegno civico dell’Assessore Ricchi, ed al “PhD” x esempio sociologo Andrea…);
    PhD non vuole dire nulla, ma è sempre una metodologia di ricerca appresa, come dice x esempio il mio vecchio Zincarelli del 98 comprato x esame Univ che passai assieme alla mia defunta sorella (lei 28 ed io 25… Non risposi su Brunetto Latini… Ma Renzi non aveva ancora fatto la legge sulle Unione civili che trovo l’unica cosa buona dell’attuale governo, sebbene a livello umano non abbia antipatia x il fiorentino… Poi da Credi, Lorenzo esecutore perfetto, ma non geniale come il suo vicino di casa e di Louvre, Leonardo, non puoi parlare male dei fiorentini…), stessa Facoltà ma diverso corso di laurea… Io non ho mai creduto di essere più colto x esempio dell’attuale Sindaco, quantomeno per età… Poi se ti danno un PhD a Bologna ed in Europa vuol dire che hai imparato una metodogia x legge sperimentata sul campo contrariamente alle lauree; in cui vi è un motivo x la non pubblicazione come richiesta per i dottorati… Come dire che non so di cosa sto parlando ma sento metodologicamente ( se ho buone capacità o no cognitive sono fatti miei personali… L’unica divulgazione “culturale” che mi sento di fare pre PhD da una tesi in Psicologia d’arte… Che queste cose non dipendono dal grado d’istruzione… Sono superstizioso, dal latino superstite… Quindi mi chino al mago Ruggeri realmente laureato in filosofia… Malgrado il suo carattere compagnone, ed è anche molto bravo in epistemologia, anche se penso che x via delle leggi attuali in Italia non vincerà mai un Dottorato… All’estero saltami la voglia addosso… Ma se lo facesse ne sarei da “vignolese” orgoglioso… Dopo di che anche lui credo verso i psicologi dell’arte di Bologna, penso con il senno di poi abbia ragioni culturali da rivendicare, quantomeno perché a Bologna ha insegnato il geniale Paolo Fabbri, se debbo essere onesto… Ma sono cose che non mi devono interessare dato che io dopo ho vinto il concorso di dottorato su altra disciplina… Su queste questioni metolodoliche bisogna parlare con cautela), a pelle che le cose x tutti i Sindaci italiani e x tutti gli amministratori sono veramente complicate, e su questo punto ma solo su questo punto, penso che anche Bersani possa dire una cosa giusta in vita sua…

    A presto,
    Luciano

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