Muri imbrattati in città. E le stelle stanno a guardare …

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Nuove scritte e scarabocchi imbrattano i muri del centro storico di Vignola (all’angolo tra via Tufo e via Posterla). Si aggiungono ad una fitta rete di “graffiti” che da mesi sta deturpando quell’angolo del centro storico. A ridosso della Rocca. Anzi, ora una bella scritta (sic) campeggia sul muro della fossa castellana. Degrado su degrado. Solo un mese fa un trattamento analogo era stato riservato alla stazione ferroviaria di Vignola. Quella che – a sentire l’amministrazione – dovrebbe essere una delle porte di accesso alla città. Atti vandalici di un qualche genere accompagnano le città dalla loro nascita. Scritte graffite sui muri sono state trovate in copiosa quantità a Pompei e plausibilmente “decoravano” le città già in epoca romana. E così si ripresentano con continuità anche a Vignola (come in molte, se non tutte, le città: vedi). E si ripresenteranno anche in futuro. Ma segnali di degrado come questi dovrebbero provocare una reazione un po’ più tempestiva nell’amministrazione comunale. Sono infatti il segno di un problema che sta crescendo. Ma che non è adeguatamente affrontato.

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Scritte sui muri in via Tufo, in centro storico a ridosso della Rocca (foto del 16 aprile 2016)

[1] Purtroppo in centro storico – come peraltro si vede dalle foto – c’é una stratificazione dei segni del degrado. Le scritte sui muri si sono accumulate nel corso di mesi, sino a quest’ultimo (più eclatante) episodio. E’ peraltro un luogo di raduno di gruppetti giovanili (tra cui certamente anche ragazzi stranieri). In passato l’Unione Terre di Castelli realizzava, nell’ambito delle “politiche giovanili”, interventi “di strada” sui gruppi giovanili anche con l’obiettivo di intervenire in casi del genere. Conoscere i ragazzi, parlarci, cercare di costruire con loro sbocchi positivi delle loro “energie”, offrire supporto per iniziative artistiche (la street art è una cosa, imbrattare muri un’altra), creare occasioni di rapporto con le istituzioni, ecc. Andrebbe recuperata questa modalità di monitoraggio e presidio del territorio (cancellata con i progressivi tagli alle politiche locali – ma quasi nessuno ne parla: vedi). D’altro canto dopo l’episodio “stile ISIS” del 5 gennaio scorso (vedi) si era detto di fare qualcosa del genere (vedi). Invece il tema è stato (colpevolmente) lasciato cadere.

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Porticato di ingresso alla Rocca (foto del 27 settembre 2014)

[2] E’ vero che la maleducazione e l’inciviltà sono trasversali – riguardano sia gli italiani che gli stranieri. Ma noi abbiamo un problema con le “seconde generazioni” di stranieri, decisamente più a rischio di marginalità e devianza. In centro storico, peraltro, più del 50% dei residenti sono stranieri (vedi). Altro tema che andrebbe affrontato. Ma anche in questo caso l’amministrazione civica, dopo due anni di governo, non ha molto da “rendicontare” ai cittadini. Purtroppo problemi del genere se non affrontati sono problemi destinati a crescere e a diffondersi.

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Stazione ferroviaria di Vignola (foto dell’11 aprile 2016)

[3] E’ da più di dieci anni che la città è stata punteggiata da telecamere e sistemi di videosorveglianza. Di telecamere è zeppo il centro storico. Sistemi di videosorveglianza sono da tempo presenti anche alla stazione ferroviaria. Un investimento ingente a cui però non sembra corrispondere un aumento della capacità di sorveglianza e controllo. Non è neppure chiaro, in verità, se tali dispositivi di videosorveglianza funzionano oppure no. Nel caso siano funzionanti non sarebbe male se qualcuno si prendesse la briga di visionare i filmati. Anche le sanzioni sono infatti uno strumento che va applicato per garantire quel tasso minimo di civiltà indispensabile quando si vive con altri in una città. Non penso a sanzioni eclatanti. Ma qualche giorno di corvée a ripulire muri ed a ritinteggiare pareti sarebbe una buona cosa. Ma per arrivare a questo occorre individuare i responsabili (la scritta sulle mura della fossa castellana riporta peraltro una firma: Vinz). Comunque al caro Vinz e colleghi bisognerebbe far apprendere – anche con una “spinta gentile” – che non sta bene imbrattare i muri. Così come non sta bene lasciare per strada i rifiuti di un pasto consumato in giro per la città. O bottiglie di birra. O bicchieri o altro ancora.

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Scarabocchi alla stazione ferroviaria di Vignola (foto dell’11 aprile 2016)

[4] La tempestività della reazione è il principale indicatore della capacità di cura e della volontà di contrastare il degrado. Le brutture che campeggiano sulle facciate della stazione ferroviaria sono lì da più di un mese. Le scritte che imbrattano le scuole Barozzi sono lì da mesi. Ed anche l’angolo più “degradato” del centro storico (appunto all’incrocio tra via Tufo e via Posterla) è così da parecchi mesi. Non va bene. Non va bene! Non bisogna dare l’idea ad adattarsi al brutto ed al degrado. Un intervento tempestivo è anche il modo migliore per ricordare alla collettività – a tutti ed a ciascuno – quanto è importante una città curata ed esteticamente piacevole. Non sempre questo ritardo nell’intervento è imputabile all’amministrazione comunale. Ma l’amministrazione ha una responsabilità di “coordinamento” – per così dire. Succede poi che un gruppetto di scout (cosa realmente successa) si proponga di intervenire per pulire, cancellare scritte, togliere erbacce, ecc. senza trovare però adeguata attenzione e una risposta positiva. Una disponibilità vanificata, quindi. Non è paradossale mentre i segni del degrado crescono?

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Ogni tanto però … Era il 13 maggio 2011 (da Il Resto del Carlino – Modena)

PS Un sondaggio realizzato da Demos & Pi per il quotidiano la Repubblica in merito ai problemi percepiti dai cittadini di Bologna (dove è in corso la campagna elettorale per l’elezione del sindaco) evidenzia che al primo posto stanno le questioni della “criminalità e ordine pubblico” (35% considerando prime e seconde scelte di una domanda a risposta multipla); al secondo posto la “disoccupazione” (25%); al terzo posto “manutenzione delle strade e decoro della città” (23%). Il “decoro della città” (che a Bologna, come a Vignola, vuol dire “pulizia”; che a Bologna, più che a Vignola, vuol dire “graffiti sui muri”) si trova dunque al terzo posto in un elenco di dieci possibili problemi cittadini. Precede la viabilità (che pure a Bologna non è problema da poco). Precede l’immigrazione (e campi Rom) solo al settimo posto. Precede di molto il tema “raccolta dei rifiuti” (problematico a Bologna solo per il 6% degli intervistati). E’ plausibile che un’analoga indagine condotta a Vignola non evidenzierebbe risultati troppo difformi, almeno per i primi punti di questa classifica di percezione dei problemi. L’indagine è basata su un campione di 1.028 cittadini intervistati. I risultati sono stati pubblicati su La Repubblica – Bologna, 20 maggio 2016, pag. III (pdf).

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la Repubblica – Bologna, 20 maggio 2016, pag. III.

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One Response to Muri imbrattati in città. E le stelle stanno a guardare …

  1. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Con una sorprendente celerità le scritte sulle mura della fossa castellana sono state cancellate. Sono ripassato in zona nella giornata di ieri, sabato 28 maggio, e non c’erano più. E’ una buona cosa. Adesso rimangono le altre. Il tema della funzionalità dei dispositivi di videosorveglianza rimane tutto ed andrà affrontato e risolto al più presto. Come rimane tutto il tema di iniziative volte ad intercettare i gruppi giovanili sul territorio per incanalare le loro “energie” – diciamolo così – verso iniziative positive e non invece “devianti”. Su questo l’amministrazione civica dovrà dimostrare di avere le idee chiare e capacità di fare.

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