Giorgio Vasari e Francesco Zaganelli alla Pinacoteca di Ravenna (MAR)

A_vas 7mag2016 113

Presso il Museo d’Arte Città di Ravenna (MAR) è in corso una mostra su “La seduzione dell’antico. Da Picasso a Duchamp, da De Chirico a Pistoletto” (fino al 26 giugno: vedi). Merita in particolare per le opere degli italiani tra le due guerre (Carena, Carrà, De Chirico, Martini, Savinio, Severini). Ma merita forse ancora di più una visita la collezione permanente, la Pinacoteca di Ravenna, suddivisa in “Collezione XIV-XIX secolo” (vedi) e “Collezione XIX-XXI secolo” (qui con alcune opere stupende di Domenico Baccarini; vedi). Ero alla ricerca di un “Vasari ortopedico” – espressione di scherno per un dipinto di Giorgio Vasari (1551-1574), un Compianto su Cristo deposto dalla croce realizzato nel 1548 su commissione del Monastero di Classe. Ma in più ho avuto occasione di ammirare l’opera di un artista locale che non conoscevo, Francesco Zaganelli da Cotignola (piccolo comune romagnolo, nei pressi di Lugo, provincia di Ravenna), pittore vissuto a cavallo tra XV e XVI secolo. Una vera sorpresa. Ma procediamo con ordine.

A_vas 7mag2016 115

Giorgio Vasari, Compianto su Cristo deposto dalla croce, 1548 (foto del 7 maggio 2016)

[1] Giorgio Vasari fu pittore, architetto e scrittore (Arezzo 1511 – Firenze 1574) (vedi). Artista manierista, fu attivo, come pittore e soprattutto come architetto, in diverse città italiane (Arezzo, Bologna, Napoli, Roma). Il suo nome però rimane legato soprattutto alle grandi committenze pubbliche dei Medici a Firenze (complesso degli Uffizi) e alla raccolta delle Vite, edite la prima volta nel 1550 (Vite dei più eccellenti architetti pittori et scultori italiani da Cimabue insino a’ tempi nostri), che costituiscono la prima opera moderna di storiografia artistica, nelle quali Vasari definì il canone dell’arte italiana fra Trecento e Cinquecento (opera che nell’edizione ampliata del 1568, tratta anche di Jacopo Barozzi: vedi). Nel 1539 i monaci olivetani di San Michele in Bosco, a Bologna, lo incaricarono di realizzare tre dipinti ad olio su tavola di grande formato per il refettorio (vedi) – due di queste sono oggi collocate presso la Pinacoteca nazionale di Bologna. Qualche anno dopo, nel 1546, è invece a Roma al servizio della casa Farnese. Il cardinale Alessandro lo incarica di affrescare la grande sala del piano nobile di Palazzo Farnese a Roma, da terminare in tempo per le imminenti nozze di Vittoria Farnese. Dopo quell’impresa, realizzata sul finire dell’estate 1546, la sala venne chiamata “dei cento giorni”, perché solo cento giorni ci aveva messo Vasari ad affrescarla, aiutato da una nutrita squadra di assistenti (“Ci fu chi disse che maestro Giorgio aveva più assistenti che pennelli”).

Giorgio Vasari, Compianto (particolare del "piede torto")

Giorgio Vasari, Compianto (particolare del “piede torto”)

Ma l’impresa evidenziò con chiarezza i limiti dell’artista. Se ne accorse subito Michelangelo che in quei giorni, sempre a Roma, era al lavoro sugli affreschi della Cappella Paolina per Papa Paolo III (Farnese). “Michelangelo fu impietoso con il giovane e petulante ammiratore, che per una breve frequentazione rivendicherà per anni e per secoli il credito di una strettissima amicizia. Quando Vasari gli disse, orgoglioso, che la sala era stata condotta a termine in soli cento giorni, si limitò ad un laconico «e si conosce».” (Forcellino p.164) Antonio Forcellino, in un bel libro di piacevolissima lettura (1545. Gli ultimi giorni del Rinascimento, Laterza, Roma-Bari, 2008: vedi) attribuisce all’impresa vasariana a Palazzo Farnese un valore esemplare del mutamento intervenuto nell’arte del XVI secolo. Una sorta di “chiusura” del Rinascimento. Le esigenze di “comunicazione propagandistica” del committente prendono il sopravvento sulla libertà dell’artista. Giudizio forse troppo netto. E’ certo che con la Controriforma cambia profondamente il clima culturale (il Concilio di Trento prende il via nel 1545). Comunque sia, il giudizio sull’opera pittorica del Vasari è severo. Ma ampiamente motivato. Quanto Forcellino scrive per gli affreschi di Palazzo Farnese a Roma (nei capitoli finali del libro dedicati a Vasari ed alla sua “involuzione”, pp. 165-196) vale anche per il Compianto del 1548.

A_vas 7mag2016 120

Sproporzione e disarticolazione nei corpi di Maria e Gesù. Con volti e mani dall’espressione enfatizzata, però.

[2] Non usa questo termine Forcellino, ma di “involuzione” si può giustamente parlare a proposito del “manierismo” di Giorgio Vasari. Anche il Compianto del 1548 lo testimonia in modo inequivocabile (sta in questo il “valore” del dipinto). Con Vasari il “linguaggio pittorico” affermatosi con i grandi del Rinascimento (in primis Raffaello) subisce una trasformazione. Facciamo parlare Forcellino: “Le figure si spogliano della propria complessità per diventare manichini messi in posa in una pantomima. La loro identificazione non è più frutto di moti sentimentali ma di attributi esteriori che li ricoprono come targhe di riconoscimento. (…) L’esasperata mimesi gestuale con la quale Vasari deve, o tenta di, supplire alla mancanza di spessore delle sue rappresentazioni anatomiche sprofonda il racconto in un grottesco turbine di membra slogate. Entrando nella sala si viene aggrediti da una moltitudine di braccia e gambe e panneggi che solo con difficoltà si riescono a collegare secondo le leggi di natura. (…) L’evidenza corporea di Michelangelo diventa ridondanza muscolare e ortopedica in Vasari. Spesso non soltanto si fa fatica a ritrovare il legittimo proprietario di un braccio che attraversa l’aria allungandosi oltre ogni possibile limite naturale, ma uno stesso arto sembra ritratto da punti di vista differenti poi frettolosamente rimessi insieme, come dopo una guarigione non proprio riuscita. E’ più un catalogo di deformità che di bellezza quello che offre mastro Giorgio con i suoi collaboratori. (…) L’enfatizzazione dei gesti impone una deformazione delle anatomie che risulta imbarazzante” (Forcellino, pp.188-189). Se si guarda con attenzione il Compianto oggi a Ravenna si vede quanto tale descrizione risulti pertinente (si guardi il corpo di Maria che regge il Cristo morto, un corpo disarticolato; oppure il polso piegato più del naturale della donna in primo piano sulla destra, un gesto carico di enfasi fino alla … slogatura; oppure il piede sinistro della stessa donna, torto in modo innaturale; in generale l’accalcarsi di personaggi, in misura superiore a quanti ne conterrebbe lo spazio fisico).

Francesco Zaganelli da Cotignola, Crocifissione con i santi Antonio abate e Francesco (terzo decennio del XVI secolo) (foto del 7 maggio 2016)

Francesco Zaganelli da Cotignola, Crocifissione con i santi Antonio abate e Francesco (terzo decennio del XVI secolo) (foto del 7 maggio 2016)

[3] Sorprendente (in positivo), invece, una delle opere esposte di Francesco Zaganelli da Cotignola (Cotignola 1460/1470-Ravenna 1532). Si tratta della Crocifissione con i santi Antonio abate e Francesco, risalente alla fine degli anni ’20 del ‘500, eseguita per la chiesa di Sant’Agata di Ravenna. Francesco Zaganelli lavorò nella nativa Cotignola col fratello Bernardino fino al 1510, quando si stabilì definitivamente a Ravenna, città da cui raramente si allontanò (vedi). E’ descritto come “spirito inquieto, sollecitato dalle più disparate tendenze pittoriche del tempo, emiliane, venete, nordiche” (vedi). Nelle sue opere “si avverte la promiscuità di scuole e stili diversi”. L’arte dei fratelli Zaganelli deriva da Marco Palmezzano con influenze di Ercole de’ Roberti e di Lorenzo Costa (vedi). Dopo il 1505 a questi influssi si aggiunge quello dell’arte “nordica” (in particolare di Albrecht Dürer), specie nei panneggi (evidente anche nella Crocifissione di Ravenna).

Francesco Zaganelli da Cotignola, Crocifissione (particolare)

Francesco Zaganelli da Cotignola, Crocifissione (particolare)

Nel catalogo del MAR l’opera è descritta così: “Il crollo delle dolenti [le tre donne in verticale sulla sinistra] rimanda alla cultura nordica, sigillata nel nastro a lutto che intreccia i capelli di una Maddalena affranta, ma l’organizzazione compositiva trova più convincenti riferimenti nella pittura di Lorenzo Lotto, mentre la posa atteggiata a pensoso raccoglimento di san Giovanni può essere spiegata solo in riferimento al repertorio di maniera di Girolamo Genga. Nell’isolamento di una città ormai fuori dai circuiti di produzione, Zaganelli pare trovare il vertice di una sintesi inattesa tra influenza nordica e suggestioni di area nord-italiana meticciate con la maniera centro italiana.” (pp.41-42) Colpisce lo squarcio di cielo azzurro che emerge sotto la massa delle nubi scure dietro al Cristo in croce. E colpisce la soluzione compositiva delle tre donne dolenti allineate in modo perfettamente verticale alla sinistra di Cristo. A parere di chi scrive molto meglio del Vasari (certamente più celebre).

Francesco Zaganelli da Cotignola, Crocifissione (particolare)

Francesco Zaganelli da Cotignola, Crocifissione (particolare)

Annunci

One Response to Giorgio Vasari e Francesco Zaganelli alla Pinacoteca di Ravenna (MAR)

  1. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Coincidenza. Le pagine centrali dell’inserto RCult di la Repubblica di oggi, 8 maggio 2016, sono dedicate alla mostra di Ravenna. Un articolo di Lea Mattarella la presenta: “Il Classico nell’avanguardia. A Ravenna il Novecento sedotto dall’antico”. La mostra curata da Claudio Spadoni è aperta fino al 26 giugno. Nel catalogo si segnala il saggio di Elena Pontiggia. “Le avanguardie non sono passate invano e, nella maggior parte dei casi, lo sguardo dei pittori e degli scultori sulla tradizione è intriso di una modernità da cui non si può prescindere.”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: