Last Minute Market: una meteora nel cielo di Vignola?

Il progetto “Last Minute Market”, che coniuga il rispetto per l’ambiente al sostegno alle famiglie in difficoltà – dichiara il sindaco Daria Dentiè stato fortemente voluto da questa Amministrazione, che ha iniziato a lavorarci fin dal suo insediamento. È un progetto che coinvolge tutti: Comune, aziende, enti caritativi e tutti quei cittadini che quotidianamente offrono il loro tempo per preparare e distribuire le borse (alimentari e non) a chi è in difficoltà. Riflettere sugli sprechi e sull’impatto ambientale dei rifiuti ha inoltre un importante valore educativo, in particolare per le nuove generazioni”. “Ora che “Last Minute Market” è avviato – conclude l’assessore al sociale Maria Francesca Basileè nostro intento ampliarlo e arricchirlo, coinvolgendo un numero sempre maggiore di aziende donatrici e predisponendo, in collaborazione con i dirigenti scolastici del territorio, dei progetti di educazione ambientale e lotta agli sprechi da svolgere all’interno delle scuole”. Sono dichiarazioni tratte da un comunicato stampa del 15 aprile 2010 (pdf). Che cosa è rimasto di quel progetto a 6 anni di distanza? E’ ancora vivo? Che cosa ha “prodotto”? Qualcuno ne ha sentito parlare?

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L’Informazione di Modena, 16 aprile 2010

[1] Quest’anno il Last Minute Market diventa maggiorenne – compie 18 anni. E’ infatti nato nel 1998 da tre studenti della Facoltà di Agraria dell’Università di Bologna, seguiti per la tesi dal prof. Andrea Segré (vedi) poi divenuto preside della facoltà ed ora a capo del CAAB di Bologna (dove è promotore del progetto FICO-Fabbrica Italiana Contadina: vedi). L’idea si è quindi trasformata in uno spin-off universitario, dal 2003 in una società cooperativa con un fatturato di circa 300mila euro all’anno, 4 dipendenti, altrettanti collaboratori (vedi). L’idea è intelligente: impedire che i prodotti sugli scaffali di supermercati ed ipermercati (ma non solo) prossimi alla scadenza vengano buttati (finiscano tra i rifiuti), ma siano invece destinati ad associazioni di volontariato che si occupano di dare cibo a persone povere (distribuendo alimenti o confezionando pasti). Logistica e tempestività, insomma organizzazione, sono ovviamente fondamentali. E Last Minute Market “disegna” appunto le relazioni tra coloro che hanno prodotti in scadenza ed i potenziali beneficiari. “Trasformare lo spreco in risorse” è il motto aziendale (qui il leaflet: pdf; qui un po’ di rassegna: vedi) – di un’attività che nel frattempo si è differenziata in molteplici settori, non solo food (vedi). Insomma un progetto interessante – non a caso nel 2008 Umberto Costantini (allora semplice volontario della bottega del commercio equo & solidale di Vignola, oggi sindaco di Spilamberto) invitò Segré ad un incontro vignolese per presentare uno dei suoi libri, Elogio dello –spr+eco (vedi).

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[2] Nel 2009, da pochi mesi insediata, l’amministrazione Denti fece proprio il progetto (delibera della Giunta Municipale n. 234 del 9 dicembre 2009: pdf). Qualche mese di preparazione poi l’avvio, sancito da un comunicato stampa (15 aprile 2010: pdf): “Dopo un primo periodo di sperimentazione iniziato nel mese di novembre 2009, Last Minute Market è ufficialmente partito a Vignola dal 25 marzo 2010 presso la catena i supermercati Conad, Market Ingross s.r.l., Ritmo s.r.l., Dpiù Discount, Panificio Verichese, Toschi Vignola s.r.l., Farmacia Comunale. Nell’immediato futuro sarà inoltre ampliata la gamma dei prodotti ed anche il numero di punti vendita da coinvolgere. Per ottenere questi risultati è stata approntata un’organizzazione logistica coordinata da Last Minute Market e dal Comune di Vignola per fare sì che gli enti no profit del territorio di Vignola ricevano i prodotti in tempo utile per il loro utilizzo. A coordinare le operazione di raccolta e distribuzione dei beni è l’Avis di Vignola, che smista i prodotti ricevuti dalle aziende donatrici tra diversi enti assistenziali, quali la Parrocchia di Brodano, la Parrocchia di Vignola, il Convento dei Frati Cappuccini e la LAG (Libera Associazione Genitori).” Da allora il progetto è operativo. Nel corso degli anni la rete attivata è però progressivamente degradata: alcuni fornitori e alcuni beneficiari sono “usciti”. Nonostante l’impegno e la capacità operativa di Avis (vedi) il progetto non si è sviluppato come prefigurato inizialmente. L’impegno a farne un momento di “educazione contro gli sprechi” per tutta la città è stato disatteso. La rendicontazione è stata completamente trascurata. L’amministrazione Denti ha tralasciato completamente qualsiasi impegno alla comunicazione: non un report, non un convegno per dare risonanza al tema, neppure un dato nei documenti programmatici e di rendicontazione del comune.

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Un’opera di Blu sulla palazzina ex-Enel a Vignola, ora abbattuta (foto del 6 luglio 2013)

[3] Completamente a zero è risultata la rendicontazione di questa attività da parte dell’amministrazione Denti, tant’è che sorge il dubbio circa la sua effettiva consistenza (sul territorio opera invece in modo efficace l’analogo programma “Brutti ma buoni” sviluppato in proprio da Coop Estense):

  • Bilancio consuntivo 2012, Relazione della giunta, p.92: “Continuata l’attività di collaborazione e sinergia con le imprese del territorio, i diversi partner coinvolti e le associazioni di volontariato.
  • Bilancio consuntivo 2013, Relazione della giunta, p.59: “E’ continuato anche nel 2013 il protocollo iniziato nel 2011 [non era il 2010?] grazie all’adesione del Comune di Vignola al consorzio Last Minute Market. A distanza di quattro anni le realtà associative e produttive coinvolte riescono a garantire il riutilizzo di alimenti e oggetti che altrimenti andrebbero ad aumentare la quantità di rifiuti prodotti sul territorio comunale.
  • Bilancio di previsione 2014, Relazione della giunta, p.36: “Last Minute Market. Si conferma l’attività di monitoraggio di tale importante iniziativa, che ha visto Vignola tra i primi Comuni a darne una concreta attuazione.

Solo ancora più generici richiami all’attivazione del Last Minute Market negli altri documenti dell’amministrazione Denti (Bilancio di missione, Bilancio di mandato “Lettere in comune”). Il fatto è che in precedenza la giunta Denti si era assunta un impegno alla “rendicontazione”: “Stiamo inoltre attivando il monitoraggio statistico, da parte del Last Minute Market, delle quantità di materiale che viene donato dalle aziende tramite il nostro protocollo LMM.” (Bilancio consuntivo 2011, Relazione della giunta, p.113) Insomma, ad oggi non sappiamo quante delle 19 strutture tipo “supermercato” (da 251 a 1.500 mq di superficie di vendita) presenti a Vignola – la Coop I Ciliegi partecipa ad un diverso progetto di distribuzione, appunto “Brutti ma buoni” – aderiscono al Last Minute Market. Ugualmente non sappiamo se vi siano altri esercizi commerciali che vi aderiscono (la farmacia comunale? – nelle relazioni di Vignola Patrimonio non si dice nulla!). Non sappiamo, infine, la quantità (e il valore) dei prodotti alimentari (ed eventualmente non alimentari) così distribuiti (e sottratti all’incenerimento). Insomma, nulla.

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Un’opera di Blu sulla palazzina ex-Enel di Vignola, ora abbattuta (foto del 6 luglio 2013)

[4] Bisogna anche dire che il progetto Last Minute Market (ma lo potremmo chiamare anche in modo diverso – ciò che conta è l’attività di “valorizzazione” dei prodotti prossimi alla scadenza) scompare definitivamente con la nuova amministrazione Smeraldi: non compare nella Relazione al Bilancio consuntivo 2014 e neppure nella Relazione al Bilancio di previsione 2015. Ricompare però – ed è buona cosa – nella Relazione al Bilancio di previsione 2016, il DUP – Documento Unico di Programmazione. A pag. 39 sta scritto, a proposito delle azioni di sostegno al volontariato locale: “rilanciare il progetto del last minute market per il reperimento di generi alimentari da mettere a disposizione delle realtà assistenziali e delle comunità di utenti”. E’ da qui che bisognerà ripartire.

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Un’opera di Blu (particolare) sulla palazzina ex-Enel di Vignola, ora abbattuta (foto del 6 luglio 2013)

[5] Rilanciare il progetto del Last Minute Market? Come? Innanzitutto estendendolo all’intero territorio dell’Unione Terre di Castelli (cosa che doveva essere fatto sin dall’inizio – c’era in tal senso un impegno del sindaco di Vignola verso l’allora sindaco di Castelnuovo, poi disatteso). Mentre altre amministrazioni comunali si impegnano in questi giorni, per la prima volta, ad attivare il progetto (così il comune di Fiorano: vedi) qui si dovrebbe, facendo tesoro dell’esperienza tutt’altro che esaltante condotta a Vignola, organizzare il progetto a livello di Unione. Come testimonia proprio l’esperienza vignolese troppo spesso il lancio di un nuovo progetto è un evento spot a cui non segue né la strutturazione di un’unità operativa in grado di seguirlo (ed eventualmente correggerlo e svilupparlo), né l’adeguata attenzione “politica” per la necessaria continua opera di “manutenzione” (un po’ come per le opere pubbliche: l’attenzione è sul “tagliare nastri”, non sulla manutenzione!). Se non si è in grado di radicare nella struttura organizzativa il coordinamento di un tale progetto (e le relative funzioni di monitoraggio e rendicontazione) la corrispondente attività è destinata a dis-organizzarsi progressivamente, perdendo di efficacia (questo non impedisce a singoli esercizi commerciali di mettere in atto, in modo del tutto autonomo, la “buona pratica” della donazione dell’invenduto e/o dei prodotti prossimi alla scadenza – cosa che plausibilmente si verifica in alcuni casi anche a Vignola). Anche per questo motivo è opportuno strutturare questo progetto a livello di Unione.

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Un’opera di Blu (particolare) sulla palazzina ex-Enel di Vignola, ora abbattuta (foto del 6 luglio 2013)

[6] Occorre poi recuperare quelle funzioni di tipo “educativo” o “culturale” che, seppur dichiarate inizialmente, sono state completamente disattese. “Riflettere sugli sprechi e sull’impatto ambientale dei rifiuti ha inoltre un importante valore educativo, in particolare per le nuove generazioni” (Daria Denti). “E’ nostro intento ampliarlo e arricchirlo, coinvolgendo un numero sempre maggiore di aziende donatrici e predisponendo, in collaborazione con i dirigenti scolastici del territorio, dei progetti di educazione ambientale e lotta agli sprechi da svolgere all’interno delle scuole” (Maria Francesca Basile). Belle parole (sono contenute nel comunicato stampa del 15 aprile 2010). Fatti zero. Eppure l’interesse verso il tema della “sobrietà” dovrebbe essere solo aumentato con il passaggio dall’amministrazione Denti all’amministrazione Smeraldi – anche perché la contrazione dei redditi e delle ricchezze è tuttora in atto e questo dovrebbe essere accompagnato da “stimoli” alla riflessione (nonché al cambiamento) circa gli aspetti più consumistici dei nostri stili di vita (vedi). Insomma, il “rilancio” dovrebbe essere accompagnato da un vero impegno comunicativo alla rendicontazione ed alla promozione di una nuova sensibilità di contrasto allo spreco, sia alimentare, sia di altro genere. E’ chiedere troppo?

PS Qui l’articolo apparso su L’Informazione di Modena il 16 aprile 2010 (pdf). Qui invece Modena Qui del 16 aprile 2010 (pdf).

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