Forum e politiche per l’integrazione degli stranieri dell’Unione. Una replica, di Francesco Lamandini

Ricevo e quindi pubblico questa replica di Francesco Lamandini, ex-sindaco di Spilamberto ed ex-presidente dell’Unione Terre di Castelli, in merito allo “smantellamento” del Forum dei cittadini stranieri e delle politiche per l’integrazione di cui lo ritengo corresponsabile (vedi). Ringrazio Francesco per questo contributo a cui replico a mia volta.

E_Foto 1mar2010 111

“Tra di noi”, mostra fotografica in Piazza Maggiore a Bologna in tema di integrazione degli stranieri (foto dell’1 marzo 2010)

Caro Andrea, nel tuo lungo articolo del 9 gennaio scorso hai imputato al sottoscritto e a Daria Denti, e anche al PD, lo smantellamento del “Forum per la partecipazione dei cittadini stranieri” nato nel 2007, che secondo te avrebbe potuto essere un luogo di aiuto all’integrazione. Infatti scrivi:
Ma gli strumenti a tal fine predisposti nel recente passato sono stati smantellati nella scorsa legislatura, paradossalmente (sic) sotto la diarchia, in Unione Terre di Castelli, dei PD Lamandini e Denti. Mi riferisco all’abbandono del Forum per la partecipazione dei cittadini stranieri istituito a livello di Unione nel 2007, di fatto dismesso nella legislatura 2009-2014 (bisognerebbe chiedersi dov’era il PD allora).” (vedi)

Credo che la tua ricostruzione sia stata un po’ affrettata, in quanto la scelta strategica dell’estate 2009, in accordo tra tutti gli 8 sindaci di allora (e 3 sono ancora in giunta oggi: Amici, Caroli e Muratori) fu quella di NON di smantellare nulla, ma di aggregare in una unica delega, e di conseguenza in un quadro unitario, le politiche giovanili, le politiche per la famiglia e le politiche per l’immigrazione. Questa delega nel 2009 fu affidata alla Sindaca di Guiglia Monica Amici (non mi risulta che sia mai stata iscritta al PD), mentre la delega alle politiche sociali fu affidata alla Sindaca di Marano Emilia Muratori.
L’obiettivo era quello di superare una fase emergenziale tipica degli anni ’90 e dell’inizio degli anni 2000 che aveva visto nei “forum” uno strumento privilegiato, per passare a una fase più strutturale, in quanto non si potevano sviluppare politiche per le famiglie e per i giovani senza coinvolgere le politiche per l’immigrazione.
Quella scelta venne confermata anche nel 2012 (Presidente Daria Denti) e, sorpresa delle sorprese, anche nel 2014 (Presidente Mauro Smeraldi). Sempre con le Sindache Monica Amici e Emilia Muratori.
Di conseguenza a partire dal 2009 le nostre politiche cercarono di muoversi in quella direzione (ho scritto cercarono, non che ci riuscirono), nonostante la crisi economica e gli importanti tagli di finanziamento ai Comuni, che portarono a scelte anche dolorose nei bilanci.
Quindi nessun smantellamento, piuttosto le difficoltà a gestire i bilanci, soprattutto nel periodo 2009-2015, e in un quadro nazionale schizofrenico dove la parola “immigrato” è sempre stata utilizzata in modo strumentale. Per decenni e anche oggi c’è chi non li vorrebbe o li vorrebbe invisibili e, all’opposto, chi aprirebbe le nostre frontiere a chiunque o è disposto a giustificare quasi qualunque costume o usanza di questi immigrati. Posizioni entrambe inaccettabili. Oggi l’unica posizione corretta e utile è: “come riusciamo ad integrare veramente questi cittadini nel pieno rispetto della nostra storia, della nostra Costituzione e della dignità delle persone?”. Siamo nel 2016, in Italia e in Europa, e non possiamo accettare di ritornare indietro dopo secoli di lotte per la libertà, per l’uguaglianza e per l’emancipazione.

E_Foto 1mar2010 112

“Tra di noi”, mostra fotografica in Piazza Maggiore a Bologna in tema di integrazione degli stranieri (foto dell’1 marzo 2010)

Concludo sottolineando un’incongruenza locale: in politica il confronto implica anche lo scontro, mai il silenzio. E visto che oggi, come nel passato, non hai mai travisato i miei interventi a precisazione o contro i tuoi articoli, non capisco perché debba essere solo io a risponderti e non il PD di zona o di Vignola o i Sindaci dell’Unione. Stagione strana in cui ci si dimentica così velocemente delle scelte o anche degli errori o delle cose fatte bene in un passato recente. Come possiamo crescere senza dialogare, precisare, chiarire, litigare ma sempre nel rispetto reciproco? Per questo credo che la manifestazione di ieri sia stata un’occasione mancata. Ieri doveva esserci una manifestazione unitaria, di tutti i Sindaci, di tutti i Gruppi consiliari, di tutti i Partiti e di tutte le Associazioni. Avrebbe dovuto essere la risposta della Società civile, come dopo le stragi a Parigi. Evidentemente dobbiamo crescere ancora.

Francesco Lamandini

E_Foto 1mar2010 114

“Tra di noi”, mostra fotografica in Piazza Maggiore a Bologna in tema di integrazione degli stranieri (foto dell’1 marzo 2010)

P.S. Un aspetto minore, ma non marginale per il funzionamento dell’Unione, fu la mia proposta agli altri sindaci di concentrare le deleghe delle materie trasferite all’Unione sul Sindaco e su un solo assessore, e di far partecipare questo assessore alle sedute di giunta dell’Unione (questa mia proposta entrò poi nello Statuto dell’Unione nella versione approvata il 30.04.2014. Cfr. art. 19, comma 4).
4. Ogni Sindaco, nella sua qualità di Assessore dell’Unione, nomina un proprio delegato permanente con delega specifica all’Unione che lo coadiuva e lo sostituisce in caso di assenza. I delegati permanenti devono essere scelti tra gli assessori comunali. I delegati permanenti possono essere invitati, senza diritto di voto, alle sedute della Giunta.

A parte i primi mesi del 2009 con l’assessore Marcella Mantovani di Savignano e qualche volta con l’assessore Sofia Baldazzini di Castelnuovo (2013-2104), l’unica presenza fissa fu la mia assessora Sara Zanni, che per circa 4 anni partecipò con regolarità alle giunte dell’Unione. Credo che sarebbe stato utile e sarebbe utile anche ora avere un assessore comunale che affianchi il Sindaco, in particolare sul tema politiche sociali, vista la complessità della realtà da gestire. Oggi non mi risulta che questo comma dello Statuto (in vigore dal 2014) sia applicato.

Annunci

8 Responses to Forum e politiche per l’integrazione degli stranieri dell’Unione. Una replica, di Francesco Lamandini

  1. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Caro Francesco, la tua replica non coglie nel segno. Non è una replica a quanto io affermo. Il “Forum per la partecipazione dei cittadini stranieri”, istituito nel 2007 (assessore di riferimento era allora Roberto Alperoli, sindaco di Castelnuovo) è stato a tutti gli effetti SMANTELLATO. Ovvero prima lasciato morire, senza convocazioni, senza funzioni. Quindi non più riproposto. Un’esperienza, dunque, che è stata in funzione un solo mandato e che si è svolto a cavallo tra le due legislature. Sarebbe stato saggio mantenerlo e per farlo non servivano certo grandi risorse. E’ stato invece abbandonato senza alcuna discussione o confronto pubblico. Di quella scelta (scellerata) tu porti indubbiamente la responsabilità essendo tu stato presidente in quegli anni (testimone poi passato a Daria Denti nel gennaio 2012). E’ singolare la tua incapacità di riconoscere l’errore commesso. In questi giorni il ministro Angelino Alfano ha invece ammesso l’essere stato un errore l’introduzione del “reato di clandestinità” (vedi la Repubblica di domenica 10 gennaio 2016, p.9), iniziativa da lui sostenuta nel 2009, quando era ugualmente ministro, su pressione della Lega Nord. Intellettualmente (più) onesto.
    http://www.stranieriinitalia.it/attualita/attualita/attualita-sp-754/alfano-reato-di-clandestinita-non-ha-funzionato-ma-non-va-abolito.html

    Ma non è solo questione del “Forum”. Per alcuni anni l’Unione Terre di Castelli è stata all’avanguardia nelle politiche volte all’integrazione degli stranieri in provincia di Modena. Diciamo dall’inizio degli anni 2000 fino, appunto, alla legislatura 2004-2009. Con la legislatura 2009-2014 è iniziata un’opera di “smontaggio” delle politiche verso gli stranieri (è rimasto solo il “disbrigo pratiche” burocratiche agli sportelli) di cui tu e Daria Denti, in quanto presidenti dell’Unione (entrambi PD), portate la principale responsabilità. Certo, decisione condivise ed avvallate dall’intera giunta, ma di cui il presidente porta qualche responsabilità maggiore. Nel corso di quella legislatura ci si è preoccupati esclusivamente di una corretta gestione dell’emergenza profughi. Certo, problema importante ed impegnativo, ma che riguardava quanche decina di persone (non le migliaia di stranieri che risiedono sul territorio dell’Unione). Si è smesso di investire (non mi riferisco solo a risorse materiale, ma ad energie, idee, reti di relazioni, ecc.) sull’insegnamento della lingua (lasciando di fatto solo il CTP), sull’educazione alla legalità, sulle politiche di confronto e conoscenza culturale, sul coinvolgimento delle realtà associative e così via. Si sono persi dunque i “sensori” presenti nella società – fondamentali per gestire un fenomeno complesso come quello dell’immigrazione, con le sue evoluzioni da “prima” a “seconda generazione”. Nella tua replica – purtroppo – tu non parli di questo, ma della “riorganizzazione”, ovvero dell’unificazione di tre settori (stranieri, giovani, famiglie) sotto un unico responsabile. Non è questo il tema.
    Spero invece che l’attuale presidente (Mauro Smeraldi), sollecitato anche da questo grave episodio vignolese, riesca a pilotare l’Unione verso un cambio di rotta. Le prime dichiarazioni sono incoraggianti.

    Questa opera di nascosto smantellamento la imputo a presidenti dell’Unione appartenenti al PD (partito che essendo il perno fondamentale, praticamente esclusivo, della maggioranza ha evidenti responsabilità). Non penso proprio che il sindaco di Guiglia, esponente di minoranza nella giunta 2009-2014, possa essere ritenuto il principale responsabile. La responsabilità la colgo innanzitutto nel vertice, in chi guida la squadra. E tu hai ricoperto quel ruolo. E’ così che nel silenzio colpevole del partito di maggioranza (il PD) le politiche per gli stranieri sono state abbandonate, marginalizzate, con un “lavoro” condotto proprio da esponenti di primo piano di quel partito. Secondo modalità che vanno ben oltre la penuria di risorse che caratterizza gli enti locali. Oggi mi sembra di poter dire si vede una nuova sensibilità: Umberto Costantini e Simonetta Munari a Spilamberto; Mauro Smeraldi e Monica Maisani a Vignola. Tanto per non fare nomi (sulle realtà locali che conosco meglio – ma anche a Savignano, nel suo piccolo, è sensibile al tema). Oggi è evidente a tutti (lo dovrebbe essere anche a chi ha marciato domenica scorsa per le strade di Vignola) che sarebbe un errore ritenere si tratti esclusivamente di questioni di ordine pubblico e di (potenziamento delle) forze dell’ordine. Occorre riprendere a lavorare per l’integrazione, per stabilire relazioni, per porre in modo intelligente il tema del cambiamento culturale (ovvero della “compatibilità” con i diritti riconosciuti dalla legge e dalla Costituzione) e così via. Occorre tornare ad essere interlocutori dei mondi degli immigrati stranieri, interrogarsi sulle performance scolastiche ed i tassi di abbandono e così via.

    PS Aggiungo solo, per non essere equivocato, che le considerazioni che svolgo non imputano responsabilità a dirigenti, funzionari operatori dei servizi dell’Unione. Quelli che conosco hanno provato a garantire comunque il massimo impegno nonostante il clima di smobilitazione. Si è anche dissipato un patrimonio di competenze (cosa inevitabile se si pensa di poter gestire un servizio per anni con contratti a termine rinnovati anno dopo anno). E’ dunque essenzialmente una responsabilità della politica. Della giunta dell’Unione e dei vertici dell’Unione.

  2. Diana ha detto:

    Mi permetto di intervenire per dire il mio pensiero, anche se i vostri discorsi sono di così “alta politica” che faccio un po’ fatica a raggiungerli.
    In tutte queste precisazioni, controprecisazioni, accuse, colpe vere o presunte di uno o dell’altro, avete ben chiaro una questione, apparentemente semplice che però vanifica molto qualsiasi tipo di integrazione? e cioè:
    non c’è straniero – o almeno sono rari – che voglia veramente essere integrato; che voglia capire/imparare qualcosa relativamente al Paese che lo ospita, che voglia “inframezzarsi” a noi. Anzi, c’è una supponenza e un dispregio nei nostri confronti che arriva anche alla “presa in giro” e al rifiuto totale di ogni regola (lo dico, purtroppo, con cognizione di causa, per gravi esperienze personali legate, appunto, all’integrazione). Prendono quello che gli serve, spremendo tutto il possibile, ma interagire per un aiuto vicendevole ad integrarci insieme e vivere nel rispetto reciproco, ognuno con le proprie sensibilità e conoscenze, questo assolutamente no, non lo vogliono proprio!
    Credo che il nodo gordiano stia proprio in questo, anche se apparentemente, ma solo apparentemente, sembra il contrario.
    Buon lavoro e un saluto.
    Diana

    • Andrea Paltrinieri ha detto:

      Ciao Diana, ho fatto l’assessore alle politiche sociali per 7 anni (1997-2004) che è un buon punto di osservazione per incontrare e conoscere cittadini stranieri (soprattutto marocchini, tunisini, albanesi, ghanesi) – almeno un centinaio quelli con cui ho parlato personalmente, casi che ho seguito (con un certo numero di loro sono ancora oggi in rapporti di amicizia). Non è come dici tu – questo mi sento di affermarlo. La maggior parte cerca di adattarsi al nostro paese. Poi certo non è che il “cambiare cultura” è una cosa che si può decidere. Ma queste persone provano seriamente ad adattarsi al nuovo contesto. Per la stragrande maggioranza è così. Una minoranza – forse più evidente – sviluppa invece comportamenti opportunisti.

  3. Diana ha detto:

    Carissimo Andrea, il tuo punto di osservazione è stato certamente molto più importante e più a “largo raggio” del mio, e ovviamente più istituzionale. Ti assicuro, però, che nei periodi circa 1976-1981 e 2004-2007 la mia esperienza diretta è stata esattamente il contrario di quella che tu descrivi.
    Ne ho ancora ricordi quasi dolorosi perché è stata anche tradita la mia buona fede, oltre al resto. E pensare che Isabella Mazzei
    (se non ricordo male il nome) che nell’ultimo dei periodi suddetti si occupava del problema, mi aveva più volte avvertita sul rischio che avrei corso nel buttarmi a “capofitto” in situazioni non facili da gestire neanche per il Comune…infatti! Ma io sono testarda e parto sempre “lancia in resta” : di solito vado a sbatterci il grugno, come poi è successo!
    Comunque, usando la sola ragione e non anche la pancia, capisco che generalizzare, come tendo a fare io, sia inutile e, soprattutto, deleterio.

  4. Luciano Credi ha detto:

    Ma essere di destra (come io sono da sempre, quantomeno x simpatia verso Bertinight…) non è di moda, altrimenti non avremmo i fatti di Colonia che sono stati simpatizzati dall’estrema destra. Sono a pochi km da Koln, all’università di Liegi x ricerca universitaria. Per strada fra gli studenti che hanno seguito il corso in cui si parlava di tutt’altro, quelli di ”colore”, sono tutti a “disturbarmi” x strada x dirmi altro. Detto ciò chiediamo al meno malizioso di me, il caro Andrea; simpatica Diana, scrivi a 4 mani? Dalla tua sintassi direi proprio di si… Ecco Andrea cosa vuol dire a quasi 40 essere uno sfigato con PhD, dopo aver girato il modo: non ubriacarmi con l’acqua…

  5. Diana ha detto:

    Signor Credi salve, chiedo scusa ma non ho capito ciò che ha scritto.
    Desidero, però, sapere se lei conosce il significato della frase “scrivere a 4 mani”.
    A presto.

  6. Luciano Credi ha detto:

    Fruttero e Lucentini x esempio. O 2 a o 4 mani io scrivo articoli x pubblicazioni universitarie non in italiano, quindi il 2 oh il 4 è solo x me un problema di non parlare x la più parte dell’anno dal 2001 non più l’italiano.Ed è vero che anche prima come un Po’ sa l’assessore Erio Ricchi io incominciai a scrivere nel 82 a soli 4 anni in francese x via della nobile bizzarra amica di famiglia coltissima italo francese, Renza di Romano in Francese, e alla stessa età a parlare tedesco x via di my father militante Uil precedentemente a Worsburg. Al di là del 2 o del 4 non mi si può dire buona vita a tutti, stile fake Daniela Girelli e “Gennaro” e poi parlarmi del 76… Il possessore donna di questi fake non era ancora nato, ma altri compagni di partito locali… Poi se lei è l’eccezione che conferma la regola tanto di cap…

  7. Diana ha detto:

    Un ultimo commento poi mi fermo, perché non amo le chiacchiere inutili e aria fritta: sono antica.
    – Fruttero e Lucentini li conosco bene (data anche la mia età – 72 anni) ma di tale Daniela Girelli non ho mai sentito parlare, e mi scuso per l’ignoranza!
    – Per quanto riguarda la parola “fake” , non si addice certo al mio carattere piuttosto schietto.
    – Con Buona Vita a Tutti, poi, con l’inizio di un nuovo anno e i brutti momenti che ci sono, ho inteso inviare un saluto, un buon augurio, un tante belle cose (come si diceva quando ero giovane). Tutto qui.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: