Episodio grave a Vignola. Ma la politica locale ha un’idea del ‘che fare’?

Vignola è oggi un caso nazionale. Un fatto di violenza avvenuto la vigilia dell’Epifania tra alcuni giovani stranieri ed alcuni adolescenti italiani ha avuto rilievo nazionale, entrando in risonanza con il frame “guerra all’occidente da parte del terrorismo islamico”. Poco importa che in realtà all’opera non fossero né terroristi, né fondamentalisti, ma semplicemente alcuni giovani stranieri (un marocchino, due tunisini, un albanese di età 20-24 anni) convinti che il loro gesto fosse semplicemente una “bravata” (si sono infatti presentati spontaneamente alle autorità, nella giornata di ieri, a seguito del clamore esploso una volta che l’episodio è stato raccontato alla stampa). Lega Nord e centrodestra hanno prontamente cavalcato il caso, con interventi di esponenti locali, ma anche nazionali. Ovviamente, anche se per gli autori era solo uno “scherzo”, si è trattato di un atto di violenza verso persone, peraltro minorenni – e per questo è giusto che siano puniti secondo la legge. Né di più, né di meno. Non è il caso di evocare pene “esemplari” (se con ciò si intende straordinarie – tutte le pene comminate devono essere “esemplari” allo stesso modo se vogliamo parlare di “giustizia”), né immediate “espulsioni” (le invoca a mezzo stampa il leghista Roberto Calderoli). In questa situazione la politica locale sembra smarrita, magari non priva di un giudizio adeguato sull’episodio, ma priva certamente della consapevolezza circa il “che fare”. Non che politiche di integrazione anche perseguite con determinazione possano azzerare il rischio di episodi di questo tipo. Ma è però vero che nell’Unione Terre di Castelli tali politiche sono state dismesse nella passata legislatura commettendo un grave errore. Che sarebbe bene rimediare.

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Il Resto del Carlino – Modena, 9 gennaio 2016, p.3.

[1] “Ieri nel centrodestra c’è stato da sgomitare per intervenire sulla vicenda di Vignola” – mi limito a questa considerazione di Valerio Gagliardelli su Il Resto del Carlino di oggi (pdf), non intendendo commentare le dichiarazioni dei vari Roberto Calderoli, Carlo Giovanardi, Enrico Aimi ecc. Pure di un redivivo Magdi Allam. Sulla distinzione italiano/straniero (immigrato) corre da tempo una delle faglie della politica occidentale, ulteriormente accentuata dagli episodi di terrorismo islamico. Queste prese di posizione intendono usare strumentalmente il caso vignolese: per mantenere alimentata la rilevanza del tema “minaccia immigrazione”, per aumentare i consensi di una parte politica a scapito dell’altra. Possiamo qui disinteressarcene, focalizzando l’attenzione sulla politica locale, con riferimento alle pronte prese di posizione del sindaco Mauro Smeraldi, del vicesindaco Simone Pelloni, del PD di Vignola. Tra l’altro sono annunciate anche manifestazioni (non solo “dichiarazioni”, dunque): domani (domenica 10 gennaio) manifestazione della Lega Nord a Vignola (ore 18 il ritrovo in via Resistenza, nella zona in cui è avvenuto il fatto); nell’arco della prossima settimana da parte di Forza Nuova (probabilmente a Modena).

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Il Resto del Carlino – Modena, 9 gennaio 2016, p.2.

[2] Parla chiaro e con fermezza il sindaco di Vignola Mauro Smeraldi, non nascondendo la gravità dell’episodio, chiedendo alle comunità straniere di prendere le distanze ed “isolare”, invitando le forze dell’ordine ad un impegno straordinario di controllo del territorio. «Certi episodi, compreso quello di martedì, dimostrano dunque che alcuni ‘sfigati’, scusate il termine, ci sono anche qui nella comunità musulmana. Saranno anche pochi e isolati, ma a questo punto diventa fondamentale anche l’atteggiamento di quella stessa comunità, alla quale chiediamo non solo di condannare fermamente certe vicende, ma anche di isolare i responsabili evitando il rischio di emulazioni» – questo uno dei passaggi salienti nelle dichiarazioni a Il Resto del Carlino (pdf). Dello stesso tenore l’intervento del senatore PD Stefano Vaccari e del PD di Vignola – di quest’ultimo vorrei solo rimarcare la prima parte di questo passaggio, falsamente rassicurante: «queste sono terre nelle quali le comunità di stranieri sono bene integrate: episodi come questi rischiano di minare il clima di reciproca fiducia» (vedi). In effetti diversi sono i fattori che hanno agevolato l’integrazione degli stranieri (e forse i principali non sono merito della politica). Uno di questi, ad esempio, è la forte differenziazione delle nazionalità e la correlata dispersione insediativa: nessuna banlieu (al momento, anche se …: vedi) e nessuna grande comunità straniera (ma tante di diverse dimensioni: vedi). Ma l’efficacia di questi fattori sta diminuendo, sia per l’acutizzarsi di tensioni internazionali e di “politica religiosa”, sia per il crescere delle “seconde generazioni” che pongono nuove problematiche – come proprio questo episodio testimonia – ma rispetto a cui non c’è né consapevolezza, né tantomeno predisposizione di nuovi interventi. La dichiarazione del PD vignolese suona inoltre pure falsa per le vicende del recente passato: quelle di un’amministrazione Denti (un sindaco che in quanto presidente dell’Unione porta anche una doppia responsabilità) che ha “smantellato” le politiche per l’integrazione degli stranieri, riducendole in sostanza alla sola “accoglienza profughi” (come se il 17% della popolazione residente a Vignola, straniera, potesse semplicemente essere trascurata) ed alle attività di disbrigo pratiche degli “sportelli stranieri”.

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Il Resto del Carlino – Modena, 9 gennaio 2016, p.2.

[3] Simone Pelloni, vicesindaco di Vignola (esponente “civico”, ma iscritto alla Lega Nord), coglie l’occasione per prendersela con un’iniziativa che nulla c’entra con l’episodio, come se fosse interessato principalmente ad un regolamento di conti politico (nel caso specifico con le amministrazioni PD di comuni limitrofi), piuttosto che a garantire la sicurezza dei cittadini vignolesi: «I sindaci di Comuni a noi vicini, come Spilamberto e Modena, regalano la cittadinanza onoraria a figli di stranieri, generando la convinzione che per marketing politico le regole si possono aggirare. Quale autorità e autorevolezza, di fronte al virus dell’islam radicale, possono esprimere istituzioni che violano le leggi che per prime sarebbero chiamate a rispettare? Ora servono pene esemplari per i magrebini autori del gesto». Commettendo però due errori grossolani. Anzi, dicendo cose non vere. Perché il conferimento della “cittadinanza onoraria” ai minori stranieri, fatta da un comune, è un atto puramente simbolico che non ha alcun effetto pratico. Non si “aggira” affatto la legge in tal modo (lo status giuridico dei minori interessati non viene minimamente toccato: rimangono stranieri). Può essere che egli non apprezzi questo genere di iniziative. Ed è pure libero di reputarle inutili, ma non certo di dire che i comuni che le adottano “aggirano le regole” o addirittura “vìolano la legge”! E’ piuttosto un atto “politico” volto ad invitare il parlamento a modificare le leggi sull’acquisizione della cittadinanza italiana o a dare “riconoscimento” della volontà di integrare i cittadini stranieri, a partire da quelli nati e scolarizzati in Italia – in effetti i più “italiani”. Ma il secondo errore è quello di far discendere da questa iniziativa una perdita di “autorità e autorevolezza di fronte al virus dell’Islam radicale”, come se vi fosse un collegamento tra i due fatti. Istituire un collegamento tra questi due fatti significa volerli usare per fini politici – questo semmai fa perdere autorevolezza! L’autorevolezza con cui il sindaco di Spilamberto Umberto Costantini, promotore dell’iniziativa della cittadinanza onoraria ai minori stranieri, contrasta il terrorismo islamico non è certo seconda a quella di Simone Pelloni – come hanno avuto occasione di verificare tutti i presenti alla manifestazione locale in occasione dei recenti attentati parigini (vedi).

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Prima Pagina, 9 gennaio 2016, p.20.

[4] Terminata la parte dei commenti, resta la questione del “che fare”. E’ qui che la politica locale appare più disorientata. Va bene la richiesta di impegno straordinario alle forze dell’ordine: il tema del controllo di qualche eventuale cittadino straniero “affascinato” dall’Islam radicale si aggiunge a quello, molto più oneroso, del contrasto alla crescita della criminalità “ordinaria” (vedi) ed “organizzata” (vedi). Ma quando si arriva ai problemi di “ordine pubblico” è, per così dire, già troppo tardi. Va bene ugualmente la sollecitazione alle locali comunità di straniere perché giochino un ruolo attivo nel contrasto a questi fenomeni. Ma già qui la fragilità della politica locale risulta evidente. Bisognerebbe infatti uscire dall’estemporaneità. Ma gli strumenti a tal fine predisposti nel recente passato sono stati smantellati nella scorsa legislatura, paradossalmente (sic) sotto la diarchia, in Unione Terre di Castelli, dei PD Lamandini e Denti. Mi riferisco all’abbandono del Forum per la partecipazione dei cittadini stranieri istituito a livello di Unione nel 2007, di fatto dismesso nella legislatura 2009-2014 (bisognerebbe chiedersi dov’era il PD allora). Per gestire la nuova fase del radicamento dell’immigrazione e delle cosiddette “seconde generazioni” servirebbero luoghi istituzionali di rapporto con le comunità straniere. Il Forum doveva svolgere questa funzione, ma è stato smantellato da amministratori distratti poco attenti al futuro di questo territorio. Perché servono organismi di questo tipo se si vuole una mobilitazione continua delle comunità straniere, a partire dai loro rappresentanti più importanti, verso i temi della legalità, della parità di diritti uomo-donna, del ripudio della violenza, della coesistenza pacifica e “fruttuosa” tra gruppi di nazionalità diversa, ecc. Servirebbero anche iniziative di contrasto della “balordaggine” giovanile (uso un termine nient’affatto neutro – ci si intende meglio), che non riguarda certo solo i giovani stranieri, ma che tra di loro rischia di presentarsi in modo più marcato per diverse ragioni (le cosiddette “seconde generazioni” maturano aspettative di benessere comparabili con quelle dei coetanei italiani, ma hanno un handicap culturale e vivono in una società che mantiene comunque dispositivi discriminatori – nonostante l’encomiabile impegno delle istituzioni scolastiche). Se non siamo in grado di mettere in campo iniziative di questo tipo oggi, saremo chiamati a pagare un prezzo più alto domani (l’essere stati interessati da ultimi al fenomeno migratorio ci pone nella condizione privilegiata di poter imparare da successi ed insuccessi altrui). Relazioni strutturate (anche con gruppi o “bande” giovanili) significa possibilità di controllo e (almeno in parte) di influenza. Significa offrire chances di corretto instradamento a soggetti a rischio di marginalità e di devianza. Anche il centrodestra e la Lega Nord dovrebbero convenire su questo, ovvero sull’importanza di non ridurre il problema dell’integrazione ad un problema di ordine pubblico e di forze dell’ordine – sempre ammesso che siano davvero interessate a questo territorio ed al suo futuro.

G_Grafico stranieri per nazionalità 2008_2013_2014

Popolazione straniera per nazionalità (principali dieci nazionalità per consistenza). Confronto tra diverse annualità (2008, 2013, 2014)

[5] Comunque sia, alla stampa locale il sindaco di Vignola (nonché presidente dell’Unione Terre di Castelli) ha rilasciato le giuste dichiarazioni. Improntate a fermezza e responsabilità (coinvolgendo opportunamente anche le comunità straniere – magari non solo quella marocchina, tunisina, albanese). Ma questa è solo una parte di ciò che consegue alla sua responsabilità istituzionale. Bisogna che con uguale fermezza, in occasione della prossima seduta della giunta dell’Unione, svolga davvero il ruolo che ricopre, invitando i colleghi ad adottare al più presto un programma d’azione indirizzato alle comunità straniere, anche con riguardo alle giovani generazioni (a maggior rischio di “disorientamento”). Non è più tempo per un Forum dei cittadini stranieri su base elettiva (come quello del 2007), ma di un qualche luogo istituzionale di confronto abbiamo assolutamente bisogno. Così come abbiamo bisogno di mettere in campo interventi di monitoraggio, prevenzione e “promozione dell’agio” – come si diceva in passato per le politiche giovanili. Questo è il segnale che deve dare la politica locale. Altrimenti tra non molto saremo daccapo con qualche nuovo episodio inquietante e “sorprendente” (ma la sorpresa sarebbe, di nuovo, solo una conseguenza del non saper leggere le trasformazioni della società locale).

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7 risposte a Episodio grave a Vignola. Ma la politica locale ha un’idea del ‘che fare’?

  1. alessio ha detto:

    la partecipazione del vice sindaco ad una manifestazione ‘forcaiola’ che si tiene in questi giorni, non aiuta certo a stemperare il clima!

    • Andrea ha detto:

      purtroppo le forche spuntano proprio quando la politica non è in grado di dare risposte adeguate. sappiamo già tutti che la vicenda (gravissima) si chiuderà con una condanna che di fatto non verrà applicata e personalmente la cosa mi da molto fastidio. penso che a Vignola ci siano esempi molto belli di integrazione e di rispettosa convivenza e questi non sono certo in discussione. per me in discussione c’è il diritto di una comunità di dire che certe persone non sono benvenute. attenzione non sto parlando di comunità o di religioni, ma di persone che girano di notte ubriache con finte pistole a fare risse nei bar e a spaventare dei ragazzini e che il giorno dopo (sobrie) ti confermano che non hanno fatto nulla di male e che per loro è normalissimo comportarsi in questa maniera. per me una comunità, e con essa la loro classe politica, deve dare un chiaro messaggio che queste cose non sono tollerabili. non è un problema nei confronti della comunità musulmana (che a dire il vero a Vignola non ha mai dato alcun problema) non è un problema nei confronti delle singole comunità straniere, ma è un problema nei confronti di singole persone che evidentemente mancano dei fondamentali del vivere civile. io, da vignolese, dico semplicemente che questi quattro stranieri (e non mi riferisco alle loro comunità o alle loro famiglie) non li voglio.

  2. Luciano Credi ha detto:

    Andrea, ciao abbraccio fra di noi, in attesa che serenamente possiamo giocare nuovamente a briscola litigando pacificamente. Detto ciò io dopo la mia pubblicazione 2014 contro il terrorismo mi sono rivolto alla Digos di Modena x episodi di disturbo contro me, x esempio in pullman a Bologna stranieri facevano il segno della gola seduti davanti a me, oppure i primi di dicembre del 2014 tornando in treno da Saronno, un ragazzino islamico mi ha seguito da Milano, ed è sceso solo alla fermata del 671 della Formica a Savignano sul Panaro… Mi ha avvicinato dicendomi lo sai che lo stato islamico sta facendo “defecare” (lui ha usato sinonimo) dalla paura? Io ho avuto paura ed ho usato parole di circostanza…

  3. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Spero sinceramente che la manifestazione di oggi non sia “forcaiola” (anche se la Lega Nord ha sempre teatralizzato la protesta, fino all’eccesso – il cappio venne effettivamente sventolato in Parlamento nel 1993 dal deputato di Cantù Luca Leoni Orsenigo), ma indubbiamente non promette nulla di buono. In questo paese tutti possono manifestare, basta che rispettino la legge. Per quanto riguarda la presenza del vicesindaco di Vignola, Simone Pelloni, esponente “civico”, ma anche dirigente della Lega Nord, posso dire che è persona intelligente. Confido che tenga un profilo istituzionale. Non è solo l’esponente di un partito, ma anche un esponente delle istituzioni vignolesi. Parte di un’amministrazione “civica” che sta lavorando per aumentare la sicurezza della città e del territorio (ricordo che la diversa organizzazione della Polizia Municipale è stata ottenuta, non senza tribolazioni ed un percorso anche troppo tortuoso, grazie alla determinazione della maggioranza “civica” vignolese). Ma proprio perché tale maggioranza vorrebbe essere a “basso contenuto di ideologia” è ugualmente impegnata a sviluppare politiche di integrazione dei cittadini stranieri. Ricordo quanto scritto nel programma elettorale, condiviso da tutti e che questa amministrazione sta provando a realizzare (pur nelle difficoltà di bilancio in cui si ritrovano tutti gli enti locali) (a p.30):

    “Negli ultimi due decenni i processi di immigrazione hanno portato ad un incremento della popolazione straniera (oggi circa il 17% della popolazione residente). L’offerta di servizi mirati e di interventi volti a promuovere l’integrazione sociale riduce il rischio di marginalità e di devianza, producendo vantaggi a medio e lungo termine per l’intera comunità.
    Pur in una situazione di riduzione delle risorse finalizzate particolare attenzione andrà posta a:
    – promuovere i servizi di insegnamento della lingua italiana quali quelli predisposti dal Centro Territoriale Permanente dell’Unione Terre di Castelli;
    – facilitare l’accesso ai servizi di formazione professionale, di inserimento lavorativo, di acquisizione dell’autonomia sociale;
    – sostenere le iniziative delle istituzioni scolastiche, delle realtà associative e del volontariato che operano per ridurre il gap nei percorsi di istruzione e formazione (es. attività di doposcuola).
    Ugualmente importante è sviluppare relazioni di conoscenza e riconoscimento tra le istituzioni pubbliche e le comunità di stranieri. A tal fine si prevede di istituzionalizzare la cerimonia di consegna della cittadinanza italiana con il coinvolgimento del consiglio comunale.”

  4. Dimer ha detto:

    Uscendo dal “rumore” dell’attualità, che pure va valutata e gestita, ciò che emerge con chiarezza sono due dati:
    – l’assoluta impreparazione a governare, non solo localmente (basterebbe pensare ai tanti “abbiamo trovato la soluzione” che era sempre quella successiva (un po’ come le “grida manzoniane”) un fenomeno davvero sconvolgente come quello delle migrazioni e delle povertà che ci interroga al di là di ogni sicumera politica;
    – l’importanza del tema della sicurezza, assai delicato e composito, che si intreccia con dinamiche individuali, sociali, culturali, ecc…
    Forse anche di questo bisognerebbe che chi decide negli “alti luoghi della politica”, avesse davvero un contatto più continuo con i cittadini e più umiltà e rispetto per altre ipotesi.
    Occorre poi recuperare il senso del rispetto per gli altri, della legalità non solo quando fa comodo e contro i più deboli, di un sistema di leggi più organico e applicabile.
    Poi ci vuole anche altro, certo!

    • Diana ha detto:

      Anche in un caso così grave, assistiamo alle solite chiacchiere e alle solite divisioni partitiche!
      Ma è proprio in questi momenti delicati, difficili e di gravità estrema che ci vuole unità e coesione nei partiti, se è vero che essi -come affermano continuamente, tutti- sono davvero al servizio del “popolo”.
      In generale, mi pare si stia sottovalutando un po’ tutto,riducendo quasi a sciocchezze dei fatti, quanto meno, inquietanti. Per dirne un paio:
      – il bullismo chiamato ragazzata/goliardata
      – le prese di posizioni di alcuni riguardo il Natale, fatte passare per idee aperte di menti eccelse.
      Ho l’impressione che le “stanze dei bottoni” siano silenti
      (o meglio, parlino senza dire nulla!), sonnecchianti e molto, molto lontane dai problemi e dalla gente.
      Sapranno il “che fare?”… speriamo.
      Buona vita a tutti
      Diana

  5. Luciano Credi ha detto:

    Non credo che si possa parlare di Vignola a livello nazionale x questo caso, perché a livello giuridico noi siamo nel bene e nel male persone individuali, e non società. Detto ciò, le tensioni derivanti anche da questi gravissimi fatti; hanno bisogno di adeguate risposte culturali.

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