Un regalo equo e solidale per Natale!

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Se per il Natale che è alle porte pensate di fare regali non dimenticatevi di passare alla bottega del commercio equo e solidale di Vignola, in via del Portello 3 (è all’ingresso del centro storico, lato ovest: vedi google maps). Che anche quest’anno tra le opzioni per l’acquisto di regali natalizi vi sia la bottega vignolese del Commercio equo e solidale è una buona notizia. La cosa non è scontata. Ma subito dopo la seconda buona notizia è che è così da dieci anni! Quest’anno infatti si è celebrato il decennale della bottega vignolese, inaugurata il 12 marzo 2005. Dieci anni di presenza a Vignola sono cosa nient’affatto banale, visto che la bottega è gestita da volontari!

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Tazze in ceramica e dolci natalizi (foto del 5 dicembre 2015)

[1] Il 12 marzo 2005 il commercio equo e solidale è arrivato anche a Vignola con la Bottega d’Oltremare-LAG, nata da un’iniziativa della Cooperativa Oltremare (vedi), la Libera Associazione Genitori (LAG) di Vignola e di un gruppo di volontari. Vende generi alimentari (cacao, caffè, zucchero di canna, the, riso e tanto altro ancora); artigianato esotico; prodotti per l’igiene (saponi, creme corpo/viso, deodoranti, ecc.); detersivi sfusi; prodotti di “Libera” (associazione contro le mafie) e realizza anche cornici per quadri (presso il laboratorio artigiano della LAG). Nel periodo delle festività natalizie l’offerta di prodotti si amplia ad oggettistica regalo, panettoni e pandori, presepi “etnici”, candele esotiche (bellissime quelle dal Sudafrica che trovate in bottega in questi giorni!), ecc.

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Candele dal Sudafrica (foto del 5 dicembre 2015)

[2] Perché il commercio equo e solidale, pur essendo oggi un commercio “di nicchia”, è importante? Siamo oggi più consapevoli che in passato della sempre maggiore interdipendenza dei destini dell’umanità. Il commercio equo e solidale si fonda su questa interdipendenza: l’acquisto di questi prodotti – rigorosamente certificati – in occidente (dunque anche qui a Vignola) produce (sì!) benefici ai produttori nei paesi del “terzo mondo”. Legittimo che qualcuno nutra dubbi sull’efficacia di questa azione. Ma la cosa è oggi documentata in molti modi.

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Presepi (foto del 21 novembre 2015)

Oltre alle testimonianze rintracciabili in rete suggerisco di leggere il libro di Leonardo Becchetti e Marco Costantino, Il commercio equo e solidale alla prova dei fatti. Dai gusti dei consumatori del Nord all’impatto sui produttori del Sud del mondo, Bruno Mondadori, Milano, 2006, 22 euro (vedi). I risultati? Eccoli: “Oltre 4.000 piccoli gruppi di produttori marginalizzati e centinaia di migliaia di lavoratori in più di 50 paesi in via di sviluppo partecipano alla catena commerciale del commercio equo e solidale. Oltre 5 milioni di persone in Africa, America Latina e Asia beneficiano dei criteri del commercio equo.” (p.150) Insomma: vale la pena. Vivi equo!

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Interno della bottega (foto del 5 dicembre 2015)

[3] Secondo un’indagine Censis-SWG del 2009 il 19,4% delle famiglie acquista “di solito” prodotti del commercio equo e solidale (vedi). Tra coloro che acquistano tali prodotti prevalgono i giovani, le persone con più alto livello di istruzione, le professioni del “ceto medio”. Ecco. Bisogna che questa percentuale cresca. L’impegno richiesto a ciascun cittadino perché ciò possa avvenire è davvero minimo. Basta infatti un acquisto quindicinale o anche mensile. La maggior parte dei prodotti (cacao, caffè, zucchero di canna, the, riso, cous cous, ecc.) sono infatti confezionati e dunque se ne può fare un po’ di scorta da tenere in dispensa. Inoltre non sono prodotti in competizione con quelli locali. Allora per passare “dal dire al fare”, dall’atteggiamento favorevole al comportamento effettivo, basta poco.

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Dolci natalizi e cioccolate (foto del 5 dicembre 2015)

[4] Basta questo impegno: almeno una volta al mese fare una piccola spesa (caffè, the, cacao – quindi ognuno prosegua la lista secondo i propri gusti) alla Bottega d’Oltremare-LAG di Vignola. A Vignola ci sono 10.500 famiglie. Se il 5% di queste (525) facesse una spesa mensile di 20 euro alla bottega di Vignola questo produrrebbe entrate per più di 10.000 euro al mese, generando un contributo tangibile ai piccoli produttori di numerosi paesi del terzo mondo (dall’Etiopia al Guatemala, dallo Sri Lanka al Paraguay). Insomma, basta davvero poco. Basta procedere con qualche “sostituzione”: ad esempio acquistando il the nero Bopf (equo e solidale) al posto del più reclamizzato Twinings; oppure il caffè equo e solidale al posto del più noto Lavazza (è vero che il caffè è un piacere … ma non è male se al piacere del gusto si unisce anche il piacere di aver contribuito ad un mondo più giusto!). Un buon proposito per il 2016. Intanto, però, un passaggio per i regali di Natale!

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La bottega del commercio equo e solidale di Vignola, in via Portello 3 (foto del 5 dicembre 2015)

PS La Bottega del commercio equo e solidale di Vignola è in via Portello 3 (in prossimità del centro storico, nell’accesso dal lato della Piscina: vedi Google Maps). Gli orari di apertura “canonici” sono i seguenti: martedì, venerdì e sabato ore 9.30-12.30 e 16.00-19.30; mercoledì ore 16-19.30; giovedì ore 9.30-12.30. Nel periodo natalizio aperture straordinarie anche nei festivi.

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12 marzo 2005, inaugurazione della bottega del commercio equo e solidale di Vignola. Da sinistra: Giuseppina Caselli e Mario Cavani (Overseas), Guido Mescoli (allora presidente del consiglio comunale), Eugenio Garavini (allora capo scout nazionale)

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One Response to Un regalo equo e solidale per Natale!

  1. Bebba ha detto:

    Grazie Andrea! È bello fare i volontari in Bottega quando ti accorgi che i tuoi clienti diventano prima amici e poi ti aiutano a diffondere il messaggio in cui crediamo non solo facendo la spesa ma mettendoci del loro!
    Buon EquoNatale!

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