Aumenta la criminalità nell’Unione Terre di Castelli. Come reagire?

Gli ultimi episodi avvenuti a Spilamberto (rapine e furti eclatanti in pochi giorni) e a Vignola (una persona accoltellata) si inseriscono in una lunga scia che riguarda tutto il territorio dell’Unione Terre di Castelli. Pochi mesi fa era Savignano al centro dell’attenzione con episodi non meno eclatanti. Se qualche amministratore dell’Unione fosse tentato di provare soddisfazione per il fatto che il territorio che amministra non è al momento interessato da episodi criminali cruenti farebbe bene a ridestarsi prontamente. La criminalità è in aumento ovunque anche in questo territorio (come nel resto d’Italia), anche se plausibilmente si mantengono alcune differenze di ordine territoriale (fascia pedemontana vs. montagna). E cambia la “composizione” dei reati – secondo una logica di “convenienza economica” secondo il sociologo Marzio Barbagli (vedi). Borseggi, scippi, furti in appartamento, rapine sono in crescita. Spesso accompagnati da atti di violenza. Se è vero che il contrasto al crimine spetta alle forze dell’ordine, è anche vero che una “domanda di sicurezza” si rivolge inevitabilmente alle amministrazioni comunali. Alla luce degli episodi più recenti la spinta ad una diversa organizzazione della Polizia Municipale impressa dall’amministrazione vignolese risulta salutare. Specie se verrà accompagnata da un nuovo “piano per la sicurezza” (un progetto “Unione sicura”) e da un impegno vero alla rendicontazione – prerequisiti per rendere routinari i processi di apprendimento organizzativi e nell’ambito delle politiche.

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Il Resto del Carlino – Modena, 27 novembre 2015

[1] “Bologna, meno violenza più furti e borseggi” – così titolava Michele Smargiassi un articolo su la Repubblica – Bologna (vedi) in cui venivano commentati i dati sulla criminalità cittadina (forniti dal Ministero degli Interni) con l’ausilio del sociologo Marzio Barbagli (studioso da tempo della criminalità in Italia: vedi). Ho l’impressione che il titolo non risulterebbe adeguato per l’Unione Terre di Castelli. L’impressione che ci si fa leggendo la stampa locale è che da noi siano aumentati non solo i “reati predatori” (furti in abitazione, furti d’auto, furti d’oggetti, borseggi, scippi, rapine), ma anche le violenze che li accompagnano ed anche gli omicidi (un fenomeno inusuale da queste parti un decennio fa). L’aumento di furti e rapine sarebbe determinato, secondo Barbagli, dalla “convenienza” o, meglio, dal mutamento intervenuto nella considerazione della convenienza a causa della crisi economica (e conseguente aumento della disoccupazione e riduzione del reddito) oltre che, plausibilmente, da un diverso profilo sociale della nostra società (sarebbe interessante capire quanta parte di criminalità è “importata” con l’immigrazione – senza con questo voler fare di ogni erba un fascio). “La crisi economica non cambia solo le decisioni di investimento delle economie pulite: anche di quelle sporche. Lo scippatore di strada è un homo oeconomicus e sa valutare il rapporto costi- benefici, ovvero rischi-benefici. «Anche l’economia criminale subisce oscillazioni di mercato, cambiano le redditività relative: a quanto pare, il borseggio è tornato ad essere remunerativo»” (vedi). Comunque sia una cosa è certa: i reati predatori sono in forte aumento. A livello nazionale, ad esempio, i furti in abitazione sono più che raddoppiati negli ultimi dieci anni (+127% tra 2013 e 2004), secondo i dati elaborati dal Censis nel 2014 (vedi).

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Il Resto del Carlino – Modena, 26 novembre 2015, p.3.

[2] Inevitabilmente la crescita dell’insicurezza si scarica sulle amministrazioni comunale, anche se queste non hanno una titolarità diretta d’intervento. Ma il sindaco funge indubbiamente da catalizzatore di ansie ed aspettative di intervento. E’ comunque singolare il fatto che nel corso degli ultimi anni la presenza delle forze dell’ordine nel territorio non sia stato potenziato, ma semmai depotenziato (la tenenza dei Carabinieri di Vignola, se non erro, conta un organico inferiore rispetto agli anni passati già dalla fine della precedente legislatura – ma sarebbe auspicabile avere dati precisi in merito). Insomma, nonostante la “retorica della trasparenza” (radicata nel decreto legislativo n.33/2013), non sappiamo qual è la dotazione di forze dell’ordine di questo territorio. Pur ribadendo come auspicabile un rafforzamento dei presidi locali ed un migliore coordinamento tra forze dell’ordine e Polizia Municipale, è plausibile che gli enti locali del territorio debbano in primo luogo interrogarsi su cosa possono fare essi stessi per aumentare il controllo del territorio e dunque contrastare la criminalità.

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Polizia Municipale a presidio del centro storico di Vignola (foto del 13 giugno 2015)

[3] Alla luce degli ultimi episodi (anche perché particolarmente eclatanti ed in rapida sequenza) è chiaro che il tema posto dall’amministrazione comunale di Vignola di una diversa organizzazione della Polizia Municipale (vedi), al fine di un più pervasivo presidio del territorio, si rivela assolutamente rilevante. Serve dunque una certa discontinuità, ovvero innovazione, in merito alle soluzioni organizzative ed alle modalità operative – proprio al fine di rispondere all’intensificarsi delle azioni criminali. Anche gli obiettivi che prefigurava il programma di legislatura dell’Unione Terre di Castelli alla voce “Sicurezza” starebbero bene aggiornati (qui il testo: pdf). In primo luogo applicando anche in questo ambito un adeguato processo di pianificazione – controllo – rendicontazione, così da rendere trasparente la definizione di obiettivi puntuali e di modalità operative anche per contrastare l’operare della criminalità.

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Gazzetta di Modena, 18 novembre 2015.

[4] La predisposizione di progetti per “Città sicure” è una buona prassi che ha episodi interessanti anche in questo territorio, dove semmai ha sofferto della mancanza di continuità (l’amministrazione Adani adottò un “Progetto per Vignola città sicura” articolato in 18 azioni nel febbraio 2000; un secondo progetto specifico per il centro storico fu annunciato per il 2009 (vedi), ma venne poi lasciato cadere dall’amministrazione Denti). Forse è il momento per predisporre un “Piano per la sicurezza” dell’Unione Terre di Castelli, pur sapendo che l’azione degli enti locali può essere solo complementare ed a supporto rispetto a quella delle forze dell’ordine. Sarebbe bene che l’intera giunta dell’Unione (dunque non solo l’assessore Fabio Franceschini , titolare delle deleghe su Sicurezza e Corpo Unico di Polizia Amministrativa locale), desse segnali di maggiore attenzione al tema. L’amministrazione comunale di Vignola è stata la prima, per bocca dell’assessore Francesco Rubbiani, a prospettare innovazioni nel campo della videosorveglianza (un programma in realtà sino ad ora tutt’altro che soddisfacente, tant’è che non è chiaro se e come funzionino le videocamere poste a sorveglianza del centro urbano), con l’installazione già dal 2016 di una quarantina di “telecamere intelligenti”, ovvero di rilevare la targa delle automobili (da collocare nei punti nevralgici della città). Ora questa prospettiva è fatta propria anche da altri amministratori dell’Unione – con richiesta di integrazione di questi apparati collocati su tutto il territorio. E’ un primo passo: necessario, ma non ancora sufficiente. Serve un progetto articolato che organizzi l’insieme di azioni necessarie per aumentare il presidio del territorio: dalla mobilitazione di realtà associative all’erogazione di contributi ai privati per dispositivi di sicurezza, da forme di assicurazione collettiva ad un’adeguata informazione ai cittadini (una buona prassi sarebbe la predisposizione di un “Rapporto annuale sulla sicurezza”), ecc. L’allarme criminalità è reale. Serve una risposta all’altezza della sfida.

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One Response to Aumenta la criminalità nell’Unione Terre di Castelli. Come reagire?

  1. Andrea Paltrinieri ha detto:

    L’ennesimo eclatante colpo a Spilamberto (lo sradicamento del bancomat della filiale BPER di San Vito) è valso all’amministrazione spilambertese un po’ di attenzione da parte del prefetto di Modena, Michele di Bari, nell’ambito del coordinamento delle forze di polizia (riunitosi ieri, con presenti il sindaco Costantini e l’assessore Francioso). Qui il …

    COMUNICATO STAMPA DELLA PREFETTURA DI MODENA:

    “IL PUNTO SULLA SICUREZZA NELL’AREA DI SPILAMBERTO
    Il Prefetto di Modena, Michele di Bari, ha presieduto nella mattinata di oggi una riunione Tecnica di Coordinamento dei Vertici delle Forze di polizia, alla quale hanno preso parte, tra gli altri, il Sindaco ed il Vicesindaco del Comune di Spilamberto, in relazione ad alcuni episodi di criminalità predatoria che, anche per le modalità con le quali sono stati commessi, avevano determinato un diffuso allarme.
    Nel corso dell’incontro il Sindaco di Spilamberto non ha mancato di esprimere il suo ringraziamento per l’odierna riunione, prontamente convocata, e per gli interventi di prevenzione e vigilanza messi in campo nell’immediato dalle Forze di polizia su indicazione del Prefetto, che hanno fornito una prima , importante risposta alle preoccupazioni dei residenti attraverso il fermo dei responsabili di due di tali fatti.
    Successivamente sono state valutate le caratteristiche socio produttive del Comune che presenta un rilevante tessuto imprenditoriale, oltre che numerose importanti aziende agricole e, inoltre, rappresenta uno snodo particolarmente importante in quanto non distante dal Casello Autostradale di Modena Sud.
    In questa prospettiva è stato sancito l’impegno comune e sinergico, tra Stato ed Enti locali, di far fronte alle espressioni di illegalità con azioni coordinate e con un rafforzamento delle attività investigative e di prevenzione da parte delle Forze di polizia, in un regime di fruttuosa ed efficace interazione con le Polizia municipali.”

    Nessun impegno preciso, in verità. Insomma, come già detto nel post è bene che gli enti locali dell’Unione Terre di Castelli provino a fare un po’ meglio su un fronte che non compete direttamente loro, sapendo che non manovrano direttamente le leve per il contrasto alla criminalità, ma qualcosa in più possono/debbono fare. La sequenza impressionante di episodi concentrati in pochi giorni non lascia molte speranze per il futuro. Magari solo qualche mese di tranquillità …

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