Giornata contro la violenza sulle donne nell’Unione Terre di Castelli. Occasione mancata

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Si è celebrata oggi la Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne. Se guardiamo alle iniziative locali pochi se ne debbono essere accorti (anche se, è vero, alcuni eventi si terranno nei prossimi giorni). Probabilmente l’iniziativa più impattante, almeno dal punto di vista simbolico, sarà l’installazione artistica (con letture) Zapatos rojos – Scarpe rosse in piazza, in piazza Matteotti a Marano domenica 29 novembre dalle 10 alle 12 (in cui i cittadini sono invitati a portare in piazza un paio di scarpe rosse come simbolo della violenza subita da una donna: vedi). Tuttavia, in generale, l’impressione è che le istituzioni locali non sappiano bene cosa fare su un tema certo non facile come quello del contrasto alla violenza alle donne. E ciò non solo con riferimento a come celebrare una giornata. Ma anche al cosa fare nei restanti 364 giorni dell’anno. Certo, gli appositi servizi (la Casa delle donne contro la violenza di Modena: vedi; il Centro LDV dell’Azienda USL di Modena: vedi) operano senza sosta, ma le istituzioni locali cosa fanno per “dare una mano”? Il tema vero è infatti la “prevenzione”, ovvero il cambiamento culturale nella società. E su questo localmente qualcosa in più si potrebbe fare.

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NoiNo.org, uomini contro la violenza sulle donne (foto Bologna del 13 novembre 2015)

[1] Il 5 giugno 2015 l’ISTAT ha presentato il rapporto “La violenza contro le donne dentro e fuori la famiglia” (vedi). L’indagine, condotta nel 2014 su un campione complessivo di 24.761 donne (21.044 italiane, 3.717 straniere), evidenzia un fenomeno diffuso di violenze. “6 milioni 788 mila donne hanno subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale, il 31,5% delle donne tra i 16 e i 70 anni: il 20,2% ha subìto violenza fisica, il 21% violenza sessuale, il 5,4% forme più gravi di violenza sessuale come stupri e tentati stupri. Sono 652 mila le donne che hanno subìto stupri e 746 mila le vittime di tentati stupri.” Le forme di violenza sessuale più gravi (stupro e tentato stupro) riguardano maggiormente le donne straniere. Come oramai sappiamo gli “aggressori” sono spesso nell’ambito familiare. “I partner attuali o ex commettono le violenze più gravi. Il 62,7% degli stupri è commesso da un partner attuale o precedente. Gli sconosciuti sono nella maggior parte dei casi autori di molestie sessuali (76,8%).

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[2] L’indagine consente una comparazione con i dati rilevati in precedenza, nel 2006. “E’ in calo sia la violenza fisica sia la sessuale, dai partner e ex partner (dal 5,1% al 4% la fisica, dal 2,8% al 2% la sessuale) come dai non partner (dal 9% al 7,7%).” Ma, nel confronto con la precedente indagine emergono anche dati inquietanti. “Non si intacca lo zoccolo duro della violenza, gli stupri e i tentati stupri (1,2% sia per il 2006 sia per il 2014). Le violenze sono più gravi: aumentano quelle che hanno causato ferite (dal 26,3% al 40,2% da partner) e il numero di donne che hanno temuto per la propria vita (dal 18,8% del 2006 al 34,5% del 2014). Anche le violenze da parte dei non partner sono più gravi.

J_ISTAT con chi parlano donne
[3] L’indagine non rileva solo gli episodi di violenza nell’arco della vita, ma anche i fatti più recenti (a 5 anni; a 1 anno). “Negli ultimi 5 anni il numero di donne che hanno subìto almeno una forma di violenza fisica o sessuale ammonta a 2 milioni 435 mila, l’11,3% delle donne dai 16 ai 70 anni (Prospetto 8). Quelle che hanno subìto violenza fisica sono 1 milione 517 mila (il 7%), le vittime della violenza sessuale sono 1 milione 369 mila (il 6,4%); le donne che hanno subìto stupri o tentati stupri sono 246 mila, (1,2%), di cui 136 mila stupri (0,6%) e circa 163 mila tentati stupri (0,8%). La violenza nelle relazioni di coppia, negli ultimi 5 anni, ha riguardato il 4,9% delle donne (1 milione 19 mila), in particolare il 3% (496 mila) delle donne attualmente con un partner e il 5% (538 mila) delle donne con un ex partner. Considerando solo le donne che hanno interrotto una relazione di coppia negli ultimi 5 anni, la violenza subìta sale al 12,5%.” Anche in questo caso ci sono segnali di miglioramento (rispetto al 2006), ma anche qui accompagnati ad odiose persistenze e qualche peggioramento: “Non si intacca però lo zoccolo duro della violenza nelle sue forme più gravi (stupri e tentati stupri) come pure le violenze fisiche da parte dei non partner mentre aumenta la gravità delle violenze subite.

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[4] Possiamo provare a proiettare l’incidenza del fenomeno della violenza, rilevata dall’indagine nazionale, sulla scala locale. L’operazione è in una qualche misura arbitraria, ma ci consente di stimare (con una certa approssimazione) la consistenza del fenomeno a livello locale. La popolazione femminile di età 16-70 anni è pari, a Vignola, a 8.731 persone (al 31 dicembre 2014). Riportando al livello locale le percentuali rilevate dall’indagine ISTAT a livello nazionale, relativamente ai casi di violenza degli ultimi 12 mesi, si avrebbe:

  • 392 donne vignolesi che hanno subito violenza fisica o sessuale (4,5% di 8.731);
  • 235 donne che hanno subito violenza fisica (2,2%);
  • 192 donne che hanno subito violenza sessuale (2,2%);
  • inoltre negli ultimi 5 anni le donne che hanno subito uno stupro od un tentativo di stupro risulterebbero pari a 104 (1,2%).

Anche se i numeri reali fossero solo la metà di queste stime sarebbero ugualmente impressionanti. Quante di queste persone sono intercettate dai servizi locali? Non lo sappiamo (ed in realtà dovremmo saperlo, ma nella relazione della giunta che accompagna il bilancio d’esercizio non c’è un dato al proposito!), ma anche in questo caso possiamo elaborare delle stime. In tutta la regione Emilia-Romagna sono state 2.796 le donne che nel 2014 si sono rivolte ai centri antiviolenza del Coordinamento regionale (vedi). Poiché Vignola, in termini di popolazione, incide per lo 0,56% su base regionale, possiamo stimare che le donne vignolesi rivoltesi nel 2014 ai centri antiviolenza siano pari a 15 (0,56% di 2.796). Insomma meno del 5% delle donne che subisce violenza si sarebbe rivolta ai centri antiviolenza. Stime grossolane, ma che fanno capire in modo abbastanza chiaro che il fenomeno della violenza sulle donne, anche localmente, non è affatto trascurabile. E che comunque solo una ristretta minoranza di queste si rivolge ai servizi specializzati. Certo, se l’Unione Terre di Castelli volesse finalmente produrre un report annuale su questo fenomeno (e su altri rilevanti) e renderlo pubblico si avrebbe già una base un po’ più solida per ragionamenti sull’incidenza del fenomeno, sulle sue caratteristiche locali, sulle possibili strategie di intervento e di prevenzione. Aspettiamo (poco) fiduciosi (ma come rilevato sulla stampa la situazione locale non è affatto un’eccezione; per analoghe lamentele relative al comprensorio di Imola: pdf).

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[5] Senza un adeguato sistema informativo le politiche locali verranno sempre ad assomigliare a riti vodoo (con qualcuno che pensa basti piantare spilli su una bambola di pezza per produrre effetti nella realtà), specie quando mancano chiari nessi causa-effetto e non si hanno efficaci modelli di intervento. E’ però la Regione Toscana, non l’Emilia-Romagna (vedi), che si è dotata di uno specifico “osservatorio” e produce annualmente un report di analisi del fenomeno, giunto quest’anno alla VII edizione (vedi). Se poi scendiamo a livello locale il quadro è decisamente desolante. Non è chiaro, ad esempio, se il Centro per le famiglie dell’Unione (che pure ha promosso le iniziative per il 25 novembre) abbia competenze e sviluppi azioni in materia (nelle presentazioni del Centro fatte nei documenti ufficiali non si trova traccia di interventi su donne che hanno subito violenza o di azioni di prevenzione e/o sensibilizzazione). Dunque a livello locale ci si limita a promuovere iniziative in occasione della Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne (è così oramai da qualche anno, con l’unico effetto plausibile di consumare un po’ d’inchiostro sui quotidiani locali). Bisogna anche rilevare che le iniziative realizzate dai comuni dell’Unione Terre di Castelli in questa occasione risultano essere senza un vero coordinamento (della serie “ciascuno per sé”), nonostante vengano presentate unitariamente nell’ambito dell’unico volantino (pdf). Manca una regia – e già questo testimonia del (basso) grado di convinzione. Singolare, ad esempio, è il fatto che ogni amministrazione comunale presenti nel proprio sito web solo le proprie iniziative e non anche quelle degli altri comuni dell’Unione! Insomma, purtroppo siamo ancora all’anno zero.

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Un’immagine elaborata dalle ragazze del Servizio Civile Volontario dell’Unione Terre di Castelli per promuovere la Giornata contro la violenza sulle donne 2015.

PS L’evento più significativo per “celebrare” la Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne 2015 si terrà domenica 29 novembre dalle 10 alle 12 in piazza Matteotti a Marano (vedi). Si tratta, come ricordato, di un’installazione artistica con letture, “Zapatos rojos – Scarpe rosse in piazza”, in cui i cittadini sono invitati a portare e a deporre in piazza un paio di scarpe rosse come simbolo della violenza subita da una donna. Un momento di riflessione e un gesto per manifestare la volontà di lottare contro ogni forma di sopruso e violenza sulle donne. Interessanti (anche perché vedono la collaborazione della società civile locale) l’iniziativa teatrale di Savignano (vedi) e quella di Castelnuovo (vedi), strampalata quella di Vignola (vedi). Qui le iniziative promosse dall’Azienda USL di Modena (vedi). E qui la presentazione del primo centro pubblico per il trattamento degli uomini violenti (vedi).

PPS Andava meglio in passato? No di certo. Basta guardare le iniziative vignolesi del 2013 (pdf). Bisogna però dire che nel novembre 2011 l’Unione Terre di Castelli aveva sottoscritto un protocollo d’intesa per fare prevenzione rispetto alla violenza sulle donne (vedi Il Resto del Carlino del 26 novembre 2011: pdf). Del protocollo e relativi impegni s’é però persa traccia. Nessuna rendicontazione, as usual.  Il tema della violenza sulle donne è già stato trattato su AmareVignola in un post del 12 marzo 2008 (vedi) e del 4 novembre 2010 (vedi). Riflessioni e dati sulla violenza subita dalle donne straniere sono in un post del 25 ottobre 2009 (vedi). Uno dei casi di violenza più eclatante è stato l’uccisione di Anna Teresa Urbaniak, 48 anni, cittadina polacca, il 28 aprile 2011 (vedi). Tabelle e grafici del presente post sono tratte dal rapporto ISTAT citato.

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One Response to Giornata contro la violenza sulle donne nell’Unione Terre di Castelli. Occasione mancata

  1. Dimer ha detto:

    Non è un commento; comunque a Savignano sul Panaro domani, sabato 28 novembre alle 10.30 presso il Teatro Comunale “La Venere” è prevista una rappresentazione a cura del Teatro Evento in collaborazione con l’Assessorato Pari Opportunità, dal titolo: “Nemmeno con un fiore”, proprio in concomitanza con l’evento citato nel testo di fondo.

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