La magia del cinema al Teatro Ermanno Fabbri

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E’ uno sparuto (al momento) gruppetto di giovani, molto determinati, quello che ha riportato la magia del cinema al Teatro Ermanno Fabbri. Fabricanda il nome dell’associazione a cui Sara Lutti, Elisabetta Mancuso, Francesca Bizzini e Marco Bini hanno dato vita (vedi). Con il sostegno dell’amministrazione comunale e della Fondazione di Vignola. Ma soprattutto con un partner di altissima qualità come la Cineteca di Bologna, l’istituzione culturale bolognese che in questi anni ha colto i successi più importanti (vedi). Mercoledì 4 novembre si è tenuto il primo spettacolo della programmazione 2015-2016 (7 i film complessivamente in proiezione, distribuiti nel periodo da novembre 2015 a marzo 2016): il bellissimo Amarcord di Federico Fellini (premio Oscar 1975 come Miglior Film straniero). Più di 300 le persone in sala, a testimonianza della risonanza della città a questa nuova proposta.

Il saluto delle autorità prima dell'inizio della proiezione: oltre al sindaco Mauro Smeraldi e l'assessore alla cultura Monica Maisani anche Sara Lutti dell'associazione Fabricanda e Andrea Barbieri della Cineteca di Bologna (foto del 4 novembre 2014).

Il saluto delle autorità prima dell’inizio della proiezione: oltre al sindaco Mauro Smeraldi e l’assessore alla cultura Monica Maisani anche Sara Lutti dell’associazione Fabricanda e Andrea Morini della Cineteca di Bologna (foto del 4 novembre 2014).

[1] Sono davvero tanti gli aspetti positivi di questa nuova iniziativa culturale. In primo luogo la nascita di un’associazione di giovani che sin da subito si è dimostrata in grado di realizzare un’offerta culturale di qualità e che dimostra anche di sapere usare i social media, cosa che indubbiamente aiuta. Fabricanda ha un suo sito web (vedi) ed è presente su Facebook ed Instagram. In secondo luogo la ripresa di un’offerta di cinema, oltre la tradizionale rassegna di cinema estivo. Ma un’offerta di qualità, fatta proponendo i grandi film della storia del cinema (nella rassegna si spazia da Tempi Moderni di Chaplin, del 1936, a Casablanca con Humphrey Bogart e Ingrid Bergman, 1942, fino a Todo Modo, di Elio Petri, 1976 – qui il programma completo: vedi). Lo sguardo al passato consente di riproporre quei capolavori di cui è ricca la storia del cinema e che non smettono di emozionare, ma che magari corrono il rischio di non essere visti solo per la mancanza di qualcuno che li riproponga. Il progetto “Lo schermo dietro al sipario” – questo il nome dell’iniziativa – si propone dunque di dare profondità all’offerta di spettacoli cinematografici, offrendo una via d’uscita alla tirannia del presente. Di fatto proponendo un’offerta complementare a quella usuale delle multisale. Ma in più si tratta di pellicole restaurate. E qui entra in scena la Cineteca di Bologna, il partner che consente a quest’iniziativa di avere un’offerta di altissima qualità (vedi). Molti dei film in programmazione, infatti, sono stati presentati solo pochi mesi fa, dopo il restauro, alla rassegna bolognese “Il cinema ritrovato” (vedi) promossa dalla Cineteca di Bologna e coronata, in questi anni, da un grande successo di critica e di pubblico, come si dice in questi casi. Di fatto la rassegna realizzata da Fabricanda si configura come un’operazione che porta a Vignola la presenza della Cineteca di Bologna e della sua offerta culturale di altissima qualità.

Manifesti della prima serata, dedicata alla proiezione di Amarcord di Federico Fellini (foto del 6 novembre 2015)

Manifesti della prima serata, dedicata alla proiezione di Amarcord di Federico Fellini (foto del 6 novembre 2015)

[2] “Sovrastati dall’idea pubblicitaria che il futuro sarà migliore del passato, solo da poco tempo ha iniziato a farsi largo, fra un pubblico sempre più ampio, un’attenzione nuova verso la storia del cinema, con la scoperta della straordinaria vitalità del patrimonio cinematografico del passato, riaggiornata nei suoi valori artistici, estetici e commerciali. E da questo punto di vista, il restauro non rappresenta soltanto lo strumento più prezioso per conservare la visione dei film nel tempo, ma anche un modo per rilanciarli in un dialogo qualitativo con gli occhi del presente.” Sono le parole con cui la Cineteca di Bologna presenta il proprio progetto culturale legato al restauro delle più importanti pellicole del passato (vedi). Insomma, non è “il venire dopo” che fa la qualità di un prodotto culturale – vale per il cinema, per la musica, per la letteratura. E come ha detto Paolo Mereghetti (vedi) “A Bologna, al Cinema Ritrovato, nessun film ha mai tradito: ogni edizione è stata un bagno nella passione, una full immersion dentro un mondo di immagini e di storie capaci di parlare al cuore e alla mente, capaci di ricaricare le pile dell’immaginazione e della fantasia, capaci soprattutto di restituire fiducia in un’arte che ogni tanto qualcuno vorrebbe morta o morente: se in passato è stata capace di opere così belle e appassionanti e importanti, allora un futuro ci dev’essere per forza.” E che anche a Vignola ci sia la voglia di guardare alla storia del cinema alla ricerca di quei film che ancora oggi sono in grado di colpire lo spettatore, lo testimonia il successo di pubblico della prima serata dedicata al capolavoro di Fellini.

La sede della Cineteca di Bologna, in via Azzo Gardino (foto del 13 novembre 2011)

La sede della Cineteca di Bologna, in via Azzo Gardino (foto del 13 novembre 2011)

[3] La Cineteca di Bologna è anche un’istituzione culturale a cui guardare alla ricerca di modelli da replicare, con i necessari adattamenti, su un territorio che non brilla certo per capacità di realizzazione di iniziative e politiche culturali che siano al contempo di qualità e di ampio impatto sociale (essendo il PoesiaFestival l’unica iniziativa culturale del genere: vedi). Cineteca come luogo della cultura e come laboratorio di restauro. Ma anche istituzione che del suo nucleo produttivo ha saputo fare un progetto a servizio della città, senza tradire la propria missione culturale. Dapprima con la rassegna “Il Cinema Ritrovato” che nel 2016 giungerà alla trentesima edizione. Quindi con la programmazione del “Sotto le Stelle del Cinema” che porta il cinema di qualità in Piazza Maggiore a Bologna nelle sere d’estate. Cinema in piazza, dunque. Ma cinema di qualità.

“Sotto le Stelle del Cinema” – il cinema in Piazza Maggiore realizzato dalla Cineteca di Bologna (foto 2015)

Ed i numeri danno ragione a Gianluca Farinelli, direttore della Fondazione Cineteca (vedi), visto che il coinvolgimento di pubblico è ampio e crescente per l’uno (2.500 persone accreditate provenienti da ogni dove per seguire il festival, complessivamente 85.000 spettatori alle quasi 500 proiezioni del “Cinema ritrovato” 2015) e per l’altro (Piazza Maggiore piena all’inverosimile per molte delle oltre 50 proiezioni estive). L’istituzione che promuove l’evento – gli eventi che fanno conoscere e danno credito all’istituzione. Succede quando una visione si incarna in un progetto che trova interpreti all’altezza. Chissà che dai giovani di Fabricanda non venga anche qualche stimolo in questa direzione. Per ora godiamoci lo spettacolo. Il prossimo, Todo Modo (titolo scelto anche per il rimando alla rassegna teatrale del Fabbri), è il 20 novembre. Ore 21, cinque euro. Non mancate.

PS Qui il comunicato stampa sulla rassegna (pdf). Qui le info sui film in programma (vedi) e su prezzi e abbonamenti (vedi).

Festival

Festival “Il Cinema Ritrovato” – edizione 2015

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Una risposta a La magia del cinema al Teatro Ermanno Fabbri

  1. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Non è la prima volta che la Cineteca di Bologna collabora con un’amministrazione comunale od un’associazione culturale in provincia di Modena. Era già successo a Pavullo ad inizio 2015, dunque alcuni mesi prima rispetto all’iniziativa vignolese. Tra gennaio e febbraio 2015, infatti, la Cineteca di Bologna ha realizzato un ciclo di 5 proiezioni presso il Teatro Mac Mazzieri di Pavullo, con i titoli dei film oggetto di restauro. Qui le informazioni:
    http://cultura.regione.emilia-romagna.it/notizie/2015/gennaio/il-cinema-ritrovato-a-pavullo

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