Accordo in extremis sulla gestione associata della Polizia Municipale

Infine un accordo è stato raggiunto e Vignola, con ogni probabilità, non uscirà dalla gestione associata della Polizia Municipale, come si apprestava a fare (vedi). Un troppo lungo e troppo tortuoso percorso – responsabilità di tutte le amministrazioni coinvolte – ha infine portato ad un accordo. Che questo fosse possibile ed auspicabile, che fosse a portata di mano guardando al merito delle cose e non alle dinamiche relazionali della giunta dell’Unione era chiaro (vedi). Ed infine è stato possibile. Alla proposta di riorganizzazione approvata dalla giunta dell’Unione la settimana scorsa (ma con il voto contrario del sindaco di Vignola) si aggiunge ora un “addendum” tecnico (approvato all’unanimità) che modifica in modo non marginale l’organizzazione della polizia municipale, dando più potere nella gestione degli agenti ai singoli territori. Ed è questa mediazione che consente a Vignola di proseguire nella gestione associata, poiché ora può confidare di far percepire ai cittadini una maggiore presenza degli agenti a tutela del territorio e della sicurezza della città. Questa diventa la sfida (non solo per Vignola, ma per tutta l’Unione – come peraltro scritto nel programma di legislatura: vedi). Ma un troppo lungo e tortuoso processo negoziale ha anche lasciato qualche malumore di troppo anche nella maggioranza civica vignolese. Di questo il sindaco farebbe bene a tenere conto, rinnovando le modalità di confronto di una maggioranza nata da una coalizione tra tre liste di peso elettorale non troppo dissimile. Non c’è bisogno, invece, di tenere in considerazione le critiche che provengono dal PD di Vignola (per bocca del “delegato” Andrea Sirotti) che anche in questa vicenda ha dimostrato la sua irrilevanza (vedi).

Il Resto del Carlino, 31 ottobre 2015, p.26.

Il Resto del Carlino, 31 ottobre 2015, p.26.

[1] Visto il lungo percorso negoziale a zig zag delle ultime settimane un po’ di cautela è d’obbligo. Però l’accordo raggiunto nella seduta della giunta dell’Unione di giovedì 29 ottobre (e approvato all’unanimità) rappresenta un buon compromesso tra il mantenimento di una gestione associata e l’innovazione nella gestione della Polizia Municipale affidando maggiore potere di governo del personale ai singoli territori – un’esigenza, quest’ultima, particolarmente sentita dall’amministrazione civica di Vignola che sulla sicurezza vuole dimostrare che è possibile migliorare il servizio, garantendo un presidio più puntuale del territorio e soprattutto delle zone critiche. Insomma il progetto di “nuova organizzazione” dell’attuale comandante Fabio Venturelli è stato … riorganizzato a sua volta. Il nuovo assetto organizzativo è descritto dalla stampa locale (vedi ad esempio Il Resto del Carlino – Modena del 31 ottobre 2015, p.26: pdf). L’altro elemento dell’accordo era stato già formalizzato in precedenza e riguardava l’indizione a breve (entro un anno – i tempi tecnici per superare la “questione” della distribuzione del personale delle Province) di un concorso per selezionare il dirigente da mettere a capo del corpo unico (è noto che l’amministrazione vignolese ha sperimentato più di ogni altra il singolare e dannoso “corto circuito” tra una sigla sindacale e l’attuale comandante della Polizia Municipale: vedi). Ovviamente la funzionalità del nuovo modello organizzativo andrà misurata non con le parole, ma con i fatti, ovvero con i dati sull’attività della Polizia Municipale che dunque sarebbe importante rendere trasparenti, ovvero pubblicamente accessibili (come invece non avviene ora: vedi). E con una presenza maggiore sul territorio, tra i cittadini, degli agenti PM. Insomma il tema della misurazione della performance e della rilevazione della qualità del servizio rimane. Sarebbe bene venisse approfondito e poi tradotto in misure operative, così che l’innovazione introdotta nella gestione della Polizia Municipale corrisponda anche ad un diverso impegno alla rendicontazione del servizio (in termini di performance, di costi, di qualità).

Gazzetta di Modena, 31 ottobre 2015, p.25.

Gazzetta di Modena, 31 ottobre 2015, p.25.

[2] Un percorso di negoziazione troppo lungo e troppo tribolato ha avuto effetti collaterali nient’affatto positivi. Ha consentito, ad esempio, lo strutturarsi di un fronte variegato di “scontenti dell’accordo” in entrambi i fronti. Qualcuno è presente anche all’interno della maggioranza civica vignolese, come testimoniato dalle dichiarazioni raccolte da Il Resto del Carlino di ieri, sabato 31 ottobre (pdf) – più per il metodo che per il merito, in verità. E’ bene che la maggioranza civica (sindaco in testa) prenda sul serio il tema e riprenda ad investire sul confronto e lo strutturarsi di “processi di apprendimento” (reciproco) come fatto prima delle elezioni comunali, ma non dopo, visto che questa attività di “manutenzione” della visione politica della coalizione è stata messa ai margini (ed i nuovi amministratori sono stati fagocitati dai compiti amministrativi). Ma tra gli “scontenti dell’accordo” trova posto anche il delegato del PD provinciale Andrea Sirotti, attuale “reggente” (sic) del PD vignolese. E’ bene non prendere sul serio le sue dichiarazioni. Sirotti avrebbe preferito la rottura per poter dare addosso all’amministrazione civica. Le cose sono andate diversamente. Ora ha bisogno di raccontare la vicenda come se si fosse trattato di una “retromarcia” dell’amministrazione vignolese (così su Prima Pagina di oggi, domenica 1 novembre, p.16: pdf). In realtà le cose non sono andate così (e Sirotti lo sa bene). Avendo sostanzialmente ottenuto ciò che chiedeva, l’amministrazione vignolese non ha più bisogno di imboccare la via dell’uscita dalla gestione associata. Dunque il “gioco a somma negativa” (in cui tutti perdono) che si era venuto a determinare si è fermato appena in tempo. In tutto questo percorso il PD di Vignola è stato assolutamente irrilevante. Inesistente. A conferma del fatto di essere da tempo … uno zombie (vedi). Non ha contribuito a mediare e ad avvicinare le parti. Non ha contribuito neppure ad allontanarle. Non ha contribuito assolutamente a nulla. Non contribuisce oggi a richiedere meccanismi minimamente sofisticati di misurazione della performance della Polizia Municipale con il nuovo assetto. Dunque … il nulla. Facile prevedere che Andrea Sirotti passerà alla storia per essere colui che ha affossato definitivamente il PD di Vignola. La sua sarà dunque una “rianimazione” … mortale. Auguri.

Prima Pagina, 1 novembre 2015, p.16.

Prima Pagina, 1 novembre 2015, p.16.

PS Il sindaco di Vignola Mauro Smeraldi ha risposto prontamente al “delegato” provinciale Andrea Sirotti incaricato di “affossare” (ops … “rianimare”) il PD di Vignola. Qui il comunicato stampa (pdf). Ma ovviamente anche le precisazioni dell’amministrazione non faranno che “agitare” ancora di più il delegato PD, visto che in questo modo di fare polemica da parte di Sirotti manca ogni riferimento alla verità dei fatti. La questione, invece, è molto semplice: l’addendum approvato (questa volta all’unanimità) dalla giunta dell’Unione dice qualcosa? Traccia linee di organizzazione del servizio di Polizia Municipale in origine non contemplate dal progetto del comandante Venturelli? Il progetto di organizzazione di Venturelli (approvato il 22 ottobre) non è stato forse “riorganizzato” dall’addendum approvato il 29 ottobre? Vi è ora un numero maggiore di agenti di PM a disposizione del referente territoriale (Vignola-Spilamberto) e del responsabile di presidio (Vignola)? Poiché la risposta a tutte queste domande è SI’ è chiaro che il nuovo assetto viene incontro alle richieste dell’amministrazione di Vignola che dunque ha giustificati motivi per non imboccare la strada della fuoriuscita dalla gestione associata. Le uniche giravolte sono dunque avvenute nella mente del delegato PD. Ma che le cose andassero così è chiaro da tempo.

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2 risposte a Accordo in extremis sulla gestione associata della Polizia Municipale

  1. Michele ha detto:

    Come scrivevo nel precedente post, la questione è tutta politica: l’Unione è un tram oppure no?. Aggiungo che se a quanto pare un accordo è stato trovato, questo, pare, apre qualche crepa nella maggioranza di Vignola. Non so se è una ipotesi giornalistica o meno. Devo dire che nemmeno m’interessa. Mi piacerebbe sapere, però, se per qualcuno, l’ipotesi della fuoriuscita non facesse parte di un progetto più ampio e che riguardava l’affossamento dell’Unione. In una situazione del genere, mi chiedo a cosa serva spendere del denaro pubblico per una ricerca il cui argomento buona parte(?) dei richiedenti sono contrari? Visto che sei tanto addentro, perché non ci fai sapere se è ipotesi giornalistica la paventata “rivolta” di qualche gruppo della maggioranza(Vignola) oppure corrisponda al vero il “chiarimento” sostanzialmente richiesto. Saperlo su questo blog bruciando i giornali sarebbe il massimo. Non credi?

  2. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Ciao Michele, purtroppo da tempo l’Unione Terre di Castelli non gode di buona salute, politicamente parlando. Per fortuna, invece, l’assetto dei servizi, l’organizzazione, dirigenti e quadri … sono sufficientemente robusti e ben strutturati da reggere anche la latitanza della politica. Ma per quanto? Sta di fatto che qualche anno fa questa era un’esperienza di avanguardia. Oggi non lo è più.

    Per quello che vedo io non c’é alcun disegno per “affossare l’Unione”. C’é semmai una sottovalutazione del ruolo strategico che l’Unione può giocare e della sua importanza. Non si ha un’adeguata percezione del fatto che “l’Unione siamo noi” e dunque si pensa che il suo smontaggio (anche solo di qualche funzione o servizio) non sia poi cosa così grave. Ma non è così. Non si pensi però che questo sia un atteggiamento che caratterizza solo qualche componente del fronte “civico”. Non è così. Nella passata legislatura troppe volte si è giocato con la pelle dell’Unione; troppo spesso la si è usata come ambito su cui scaricare i problemi dei bilanci comunali; o come dispositivo per agevolare la carriera politica di qualcuno – mi riferisco all’avvicendamento Lamandini/Denti alla presidenza – senza alcuna visione strategica. Il processo di infragilimento parte dunque assai da lontano. Purtroppo. Nel mio piccolo vorrei fare il possibile per fermare questa deriva.

    Ultima questione: le tensioni interne alla maggioranza manifestatesi con la vicenda della Polizia Municipale. Non vedo questioni insormontabili (tra l’altro nessuno contesta “nel merito” la decisione del sindaco). Vedo però questioni sottovalutate, tra cui in primo luogo la mancanza di un adeguato metodo di lavoro per la maggioranza civica, una maggioranza che, come ricordavo nel post, è composta da tre liste con peso elettorale non molto dissimile (una novità per la politica locale). Ed in questa situazione il lavoro di “manutenzione” del consenso deve essere svolto con continuità.

    Qui, infine, la replica del sindaco di Vignola al delegato provinciale Andrea Sirotti, “curatore fallimentare” del PD di Vignola:
    https://amarevignola.files.wordpress.com/2015/11/dichiarazioni-sindaco.pdf

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