Dopo un tribolato percorso durato anni salta il progetto del canile intercomunale

E’ almeno dal 2002 che diversi comuni dell’Unione Terre di Castelli gestiscono in modo associato il canile comunale. E’ più o meno da quegli anni che, consapevoli dell’inadeguatezza delle strutture, è stata ipotizzata la realizzazione di un nuovo canile intercomunale (a servizio dei comuni dell’Unione con l’eccezione di Castelnuovo che in questo ambito è convenzionato con Modena e di Montese che nel frattempo si è sfilato). Nel corso degli anni il progetto ha subito diverse evoluzioni fino a quando, nel 2015, proprio nel momento in cui sembrava a portata di mano l’avvio dei lavori per la realizzazione della nuova struttura, è saltato. Causa ultima il venir meno del finanziamento assegnato dalla Regione, di fatto revocato dopo che per diversi anni era rimasto inutilizzato per le tribolate vicende del progetto. Per seguire l’evoluzione del progetto fino all’epilogo del fallimento è sufficiente una rassegna stampa minimale (vedi di seguito). La cosa più preoccupante, tuttavia, è la rissa “tutti contro tutti” che si è consumata nel consiglio dell’Unione del 22 ottobre scorso. Ulteriore manifestazione dello scollamento politico, ma anche personale, in cui versa oggi l’Unione (testimoniato anche dalla vicenda della Polizia Municipale: vedi). Urge voltare pagina.

Gazzetta di Modena, 14 giugno 2013.

Gazzetta di Modena, 14 giugno 2013.

[1] E’ “saltato” il progetto di realizzazione del nuovo canile intercomunale (localizzato, da ultimo, all’interno della zona produttiva “Sipe Alte” in comune di Spilamberto). Il Consiglio dell’Unione ne ha preso definitivamente atto nella seduta del 22 ottobre scorso, quando, a seguito di una mozione presentata da alcuni consiglieri, si è svolta una discussione che definire disordinata e senza guida (politica) è dire poco. Una sorta di “tutti contro tutti”. Sul campo sono rimaste solo macerie (che si aggiungono a quelle provocate dalla tribolata “discussione” sull’organizzazione della Polizia Municipale dell’Unione: vedi). Non è un buon momento per l’Unione Terre di Castelli, non c’è dubbio. Che all’interno dell’amministrazione dell’Unione sia stato commesso un errore (la perdita del finanziamento regionale a parziale copertura della spesa per realizzare l’opera) è fuori di discussione (ed in tali casi è inevitabile chiamare in causa chi ha la responsabilità politica del progetto). Ma singolarmente non è questo l’aspetto decisivo della vicenda. L’accesa quanto poco produttiva discussione nel consiglio del 22 ottobre evidenzia la difficoltà della giunta dell’Unione nel tracciare percorsi di superamento delle difficoltà, mentre ci si fa inviluppare in discussioni inconcludenti e distruttive. Anche solo la banale domanda “cosa fare perché ‘fallimenti’ come questo non abbiano a ripetersi” non è stata posta, né da qualche assessore, né da qualche consigliere. L’approntamento di più stringenti meccanismi di controllo e verifica non è dunque all’ordine del giorno – cosa invece necessaria. Singolare poi il tentativo di imporre al comune di Spilamberto di mantenere una localizzazione della struttura (nel polo produttivo “Sipe Alte”) che la nuova amministrazione ha sempre dichiarato non convincente, ma a cui aveva comunque tenuto fede per salvare un finanziamento regionale che nel frattempo si è scoperto essere scomparso. Una volta in più è la riprova che c’è un problema di “clima”. C’é l’esigenza di recuperare una capacità di leadership – che poi significa concretamente la capacità di prefigurare percorsi di risoluzione dei problemi e di guidare l’intero gruppo fuori dalle “sabbie mobili” in cui è finito – altrimenti assisteremo al “collasso” del progetto politico dell’Unione Terre di Castelli. Qui intanto una schematica riproposizione della vicenda.

Mappa del comparto produttivo "Sipe Alte" con la localizzazione del canile intercomunale decisa nel 2013 dall'amministrazione Lamandini.

Mappa del comparto produttivo “Sipe Alte” con la localizzazione del canile intercomunale decisa nel 2013 dall’amministrazione Lamandini.

[2] Una gestione intercomunale di lunga data. Dal 2002 (almeno) il servizio di canile comunale è stato gestito in forma associata da più comuni del territorio (Vignola, Castelvetro, Savignano, Marano, Guiglia, Zocca, Montese), con gestione amministrativa affidata al comune di Savignano (sul cui territorio, in località Garofalo, era ubicato il canile) e gestione operativa esternalizzata (dapprima da parte del Centro Soccorso Animali di Modena, quindi da parte della cooperativa Caleidos). Nel 2005 la spesa complessiva per la gestione era stimata pari a 115mila euro (la quota di Vignola era di 45mila euro) – qui la delibera n. 45 del 26 aprile 2004 del consiglio comunale di Vignola per il rinnovo della convenzione per il periodo 2004-2006 (pdf).

Gazzetta di Modena, 24 ottobre 2015, p.23.

Gazzetta di Modena, 24 ottobre 2015, p.23.

[3] Il progetto del nuovo canile intercomunale a Spilamberto. Nel 2009 i comuni citati (tranne Montese e con in più Spilamberto) sottoscrivono un Accordo Territoriale per la realizzazione di un canile intercomunale in territorio di Spilamberto (Spilamberto, già provvisto di un proprio canile comunale, sarebbe divenuto sede del nuovo canile intercomunale la cui realizzazione avrebbe consentito il superamento del canile di Spilamberto e di quello “intercomunale” di Savignano). Nel gennaio 2010 il comune di Spilamberto stipula una convenzione con Enpa Onlus per la progettazione, costruzione e poi gestione del nuovo canile (da 250 posti), accedendo anche a contributi regionali (247.485 euro) e statali (50.000 euro dal Ministero della Salute). Nel 2012 il progetto viene trasferito all’Unione Terre di Castelli, così da aggirare il vincolo del patto di stabilità gravante sui comuni (delibera del consiglio dell’Unione n.32 del 26 settembre 2012: pdf).

  • “Canile intercomunale: nuova struttura nel 2013”, Modena Qui, 26 settembre 2012, p.15: pdf;
Il Resto del Carlino - Modena, 2 luglio 2015, p.23.

Il Resto del Carlino – Modena, 2 luglio 2015, p.23.

[4] 2012-2013: corsa ad ostacoli. Superato l’ostacolo del “patto di stabilità” insorgono però altri problemi: l’allungamento dei tempi porta Enpa Onlus a recedere dall’accordo e si apre un contenzioso tra Enpa Onlus e comune di Spilamberto, poi risolto riconoscendo ad Enpa una consulenza per la progettazione della nuova struttura.

  • “Pasticcio canile, l’Enpa recede. E ora si rischia pure una penale”, Modena Qui, 28 settembre 2012, p.15: pdf;
  • “Canile, Lamandini si difende: «Abbiamo rispettato la legge»”, Modena Qui, 3 ottobre 2012, p.15: pdf;

Ma il nuovo canile è stato ipotizzato sul fondo di una cava dismessa! Un minimo di indagine (un sopralluogo e qualche foto della lista civica spilambertese) rende evidente a tutti che non è stata un’idea geniale, visto che il fondo cava si allaga!

  • “La cava diventa un lago: bufera sull’area del nuovo canile”, Modena Qui, 22 novembre 2012, p.15: pdf;
Modena Qui, 22 novembre 2012, p.15.

Modena Qui, 22 novembre 2012, p.15.

Si sposta dunque in tutta fretta la localizzazione: dal fondo cava alla zona industriale “Sipe Alte” (sempre nel comune di Spilamberto) – spostamento che richiede però una variante parziale al PRG (approvata con deliberazione del consiglio comunale di Spilamberto n.65 del 30 ottobre 2013: vedi; qui la relazione illustrativa: pdf). La nuova collocazione che però suscita le proteste di alcuni delle ditte là insediate e della Consulta Economica dell’Unione Terre di Castelli (che prende posizione contro la nuova localizzazione nel luglio 2013).

  • “Canile d’Unione, la nuova ipotesi ha costi e capienza dimezzati”, Il Resto del Carlino – Modena, 15 febbraio 2013, p.22: pdf;
  • “Nuova convenzione per il canile: costi confermati, presto il bando”, Modena Qui, 4 maggio 2013, p.15: pdf;
  • “Canile intercomunale all’ex Sipe”, Gazzetta di Modena, 14 giugno 2013, p.24: pdf;
  • “La consulta economica boccia il progetto del nuovo canile”, Modena Qui, 17 luglio 2013, p.15: pdf;

Nel frattempo l’Azienda USL di Modena impone la chiusura del canile di Savignano, pur concedendo alcune proroghe per consentire di trovare una sistemazione alternativa (nell’autunno 2013 viene esperita una gara per la selezione di una struttura privata in grado di ospitare i cani, circa un centinaio, che verranno quindi trasferiti a San Giovanni in Persiceto, a fronte di una spesa annua di poco meno di 200mila euro).

  • “Savignano, l’AUSL boccia il canile: «Quella struttura deve chiudere»”, Modena Qui, 4 ottobre 2012, p.15: pdf;
  • “Canile [a Savignano], c’è l’ultimatum AUSL: va chiuso entro il 30 giugno”, Modena Qui, 4 gennaio 2013, p.15: pdf;
  • “Canile, proposta dopo l’ultimatum AUSL: «Gli animali in una struttura privata», Il Resto del Carlino – Modena, 23 marzo 2013, p.25: pdf;
  • “Canile Savignano, tempi lunghi per la ‘soluzione ponte’”, Modena Qui, 10 aprile 2013, p.15: pdf;

Un percorso già sufficientemente complicato risulta punteggiato anche da altre “tribolazioni”, tra cui anche una lite sui meccanismi di ripartizione degli oneri di gestione (ripartizione in base alla popolazione residente o in base alla popolazione canina?) tra l’allora sindaco di Vignola Daria Denti ed il sindaco di Guiglia Monica Amici.

  • “Schermaglie sui costi del canile”, Modena Qui, 15 febbraio 2013, p.15: pdf.
Modena Qui, 15 febbraio 2013, p.15.

Modena Qui, 15 febbraio 2013, p.15.

[5] Nuove amministrazioni: confermato il progetto … svaniscono però i contributi regionali. Dopo le elezioni comunali del maggio 2014 i nuovi amministratori trovano di fatto la soluzione già apparecchiata: il canile intercomunale è localizzato nelle “Sipe Alte” (Spilamberto) in formato ridotto rispetto alle ipotesi del passato (nel frattempo la spesa di realizzazione viene dimezzata da circa 1,4 milioni di euro a circa 700mila euro – contraccolpo dell’uscita di Enpa Onlus dalla compagine). La soluzione riceve di nuovo critiche dalle ditte della zona ed anche il nuovo sindaco di Spilamberto, Umberto Costantini, ritiene la collocazione tutt’altro che ottimale, ma la mantiene comunque al fine di salvaguardare i contributi assegnati al progetto dell’Unione.

  • “Il nuovo canile alle Sipe Alte. Ma le aziende sono contrarie”, Il Resto del Carlino – Modena, 26 aprile 2015, p.21: pdf;
  • “Canile intercomunale, a settembre i lavori”, Il Resto del Carlino – Modena, 10 giugno 2015, p.22: pdf;

Solo che i contributi vengono stornati con il bilancio di previsione 2015 della Regione. Cosa che il sindaco di Savignano Germano Caroli (assessore delegato al progetto in Unione) e il sindaco di Spilamberto (interessato per via della localizzazione della struttura in progettazione) scoprono a fine giugno 2015.

  • “Fondi regionali finiti, supercanile a rischio. «Senza quei soldi si cambia sito o Comune»”, Il Resto del Carlino – Modena, 2 luglio 2015, p.23: pdf;
  • “«Soldi spariti, niente canile nelle Sipe alte»”, Il Resto del Carlino – Modena, 29 luglio 2015, p.12: pdf;

Di fatto il progetto decade e si apre una fase di incertezza. Ora l’Unione deve decidere se mantenere il progetto e, in caso affermativo, quale nuova localizzazione per la struttura (potrà di nuovo essere nel comune di Spilamberto, ma non nell’area “Sipe Alte”). Una discussione che è approdata nel Consiglio dell’Unione nella seduta del 22 ottobre, senza però portare a nulla (se non l’abbandono – contestato – della localizzazione nelle “Sipe Alte”). Sentiremo ancora parlare del canile intercomunale? Meglio non esprimersi.

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