Polizia Municipale: uscire dalla gestione associata senza scassare l’Unione

E’ stata avviata la procedura per l’uscita del comune di Vignola dal corpo unico della Polizia Municipale dell’Unione Terre di Castelli. Per mercoledì 28 ottobre è infatti convocata la prima commissione consiliare del comune di Vignola per discutere il punto (pdf; seduta poi posticipata al 30 ottobre: pdf). Seguirà a breve la convocazione del consiglio comunale in cui la decisione verrà formalizzata. Come ho già argomentato si tratta di una sconfitta per tutte le amministrazioni coinvolte (vedi). Confidavo che infine, pur a seguito di un percorso più tribolato del dovuto, un accordo ragionevole per tutte le parti potesse essere raggiunto. Così non è stato. Il circuito perverso che si è innescato in questi mesi ci consegna oggi solo macerie. Il progetto dell’Unione Terre di Castelli segna non solo una battuta d’arresto, ma un arretramento. Tra l’altro proprio mentre la presidenza è in capo al “civico” Mauro Smeraldi. Alla criticità del momento dovrebbe corrispondere un di più di consapevolezza di ciò che in tal modo viene meno. Ed anche una grande accortezza sulla gestione di questa fase. Anche in occasione di una “separazione” non dovrebbero venire meno comportamenti improntati alla civiltà ed alla correttezza tra parti che non sono riuscite a trovare un accordo (pur avendolo cercato). Le prime dichiarazioni sono però di altro tenore. Ma poiché la collaborazione dovrà comunque continuare, se non sulla polizia municipale su molti altri fronti, è bene recuperare al più presto il dovuto fair play. E impegnarsi tutti a fermare il declino dell’innovazione istituzionale più importante per questo territorio degli ultimi quindici anni. E magari per invertire la rotta tra non molto.

Il Resto del Carlino, 16 ottobre 2015, p.17.

Il Resto del Carlino, 16 ottobre 2015, p.17.

[1] Quando un accordo sembrava a portata di mano il banco è saltato. La giunta dell’Unione, nella seduta di giovedì 15 ottobre, ha sancito la rottura irreparabile. Due delibere (ed un allegato decisivo, con l’ipotesi di riorganizzazione “blanda” del corpo unico di polizia municipale dell’Unione) sono state approvate da tutti i sindaci dell’Unione con l’eccezione del sindaco di Vignola che ha votato contro. Seguendo la vicenda mi ero convinto della fondatezza delle richieste dell’amministrazione comunale di Vignola (avvicendamento ai vertici della polizia municipale e riorganizzazione del corpo unico al fine di garantire un diverso presidio del territorio: vedi). Ma la dinamica sviluppatasi tra le parti ha assunto sin dall’inizio le sembianze di un circolo vizioso di cui tutti si sono dimostrati responsabili – e senza nessuno in grado di spezzare l’artificio. Un accordo ragionevole era possibile. Ma le cose sono andate diversamente. Bisognerebbe che le parti in causa trovassero anche tempo e modo per dismettere i panni degli “antagonisti” e si interrogassero con oggettività su che cosa è andato storto (evitando di attribuire la responsabilità per intero alla controparte). Anche un insuccesso, anzi, soprattutto un insuccesso è occasione di apprendimento. Ma affinché un apprendimento abbia luogo occorre appunto un atteggiamento mentale nient’affatto scontato, specie se il clima agonistico non si è ancora dissipato. In ogni caso debbono essere due i temi di riflessione: l’organizzazione della polizia municipale nella nuova configurazione (un compito arduo per entrambe le parti in causa) e il destino dell’Unione Terre di Castelli. Prima però un invito ad un modo “civile” di gestione della separazione.

Il Resto del Carlino, 21 ottobre 2015, p.24.

Il Resto del Carlino, 21 ottobre 2015, p.24.

[2] “Caro Franceschini, ti ringrazio per lo sforzo fatto da te e dagli altri sindaci per venire incontro alle esigenze rappresentate dall’amministrazione comunale di Vignola. Nonostante i passi in avanti fatti sia da noi che da voi non siamo riusciti a trovare un accordo. Nella vita capita anche questo. Per Vignola il tema è troppo importante e siamo convinti di poter organizzare il servizio in modo migliore di quanto ‘propostoci’ dall’Unione. Per questo, per conseguire questo obiettivo e per rispondere alle attese dei nostri cittadini, preferiamo oggi separarci dalla gestione associata. Siamo comunque disponibili ad impostare, negli anni che rimangono della legislatura, un confronto sui diversi modelli di organizzazione e sulle rispettive performance, così che questo nostro odierno disaccordo possa tramutarsi in occasione di apprendimento per tutti per politiche sempre più efficaci. Anzi, diamoci appuntamento tra 2-3 anni per verificare insieme le scelte fatte ed eventualmente per rivederle. Grazie ancora per l’impegno. La volontà di collaborare su tutti gli altri fronti non viene certo meno.” Avrei voluto che le dichiarazioni degli esponenti dell’amministrazione vignolese fossero di questo tenore. Ovvero in grado di coniugare fermezza, ma anche rispetto per la controparte. Per fare capire, innanzitutto ai cittadini che guardano distratti o sbigottiti ciò che sta accadendo (vorrei ricordare di nuovo che si tratta comunque di una “sconfitta” per l’Unione, di cui il comune di Vignola fa parte), che è sulla capacità di fornire il migliore servizio che la sfida si è accesa. Invece Mauro Minozzi, capogruppo della lista civica “Città di Vignola”, chiama in causa “l’ottusità dei sindaci del PD” (Il Resto del Carlino, 21 ottobre 2015, p.24: pdf). Quei sindaci con cui l’amministrazione comunale di Vignola dovrà comunque continuare a collaborare sulle molte altre funzioni e servizi gestite dall’Unione. Certo Minozzi reagiva alle affermazioni provocatorie del sindaco di Spilamberto, Umberto Costantini, che aveva parlato del sindaco di Vignola come “ostaggio della Lega Nord, che gli chiede la municipale come scalpo” (Il Resto del Carlino, 20 ottobre 2015, p.30: pdf). Che a sua volta aveva reagito a … E così via. Ennesime tappe di un circolo perverso in cui troppo facilmente ci si è fatti avviluppare. Prendere consapevolezza del fatto che questo episodio (la rottura della gestione associata) segna una sconfitta per tutti (vedi) significa spezzare il circolo perverso e arrestare lo smantellamento di quel clima di collaborazione o almeno di correttezza istituzionale che è indispensabile per evitare che l’Unione Terre di Castelli diventi uno zombie. Un involucro vuoto, privo di un minimo comun denominatore in termini di volontà politica e lealtà istituzionale. Insomma, sarebbe giunto il momento di un salto di qualità, almeno nella gestione della “separazione”. Nel crisis management. E’ da sperare che tutti gli attori – sia “civici” che PD – si attengano a questo atteggiamento di “civiltà”. La posta in gioco è infatti l’Unione Terre di Castelli.

Il Resto del Carlino, 20 ottobre 2015, p.30.

Il Resto del Carlino, 20 ottobre 2015, p.30.

[3] Cosa implica l’uscita di Vignola dalla gestione associata della Polizia Municipale? Non è facile rispondere e, in un certo senso, la strada della “separazione” è ricca d’incognite (per tutte le parti in causa). Purtroppo le parti in campo non dispongono di un’analisi dettagliata di questo scenario (e già questo è significativo). Anche l’amministrazione vignolese ha iniziato ad analizzare in dettaglio questa opzione solo nelle ultime settimane. E non tutto è chiaro. Nel 2014 la spesa complessiva per la funzione Polizia Municipale dell’Unione Terre di Castelli è stata pari a 2.501.579 euro (la quota a carico di Vignola è stata di 760.733 euro, il 30,4% del totale). Tale spesa è costituita da 2,1 milioni di euro per il personale (allora pari a 56 unità, oggi 53-54), più 381mila euro di spese di funzionamento. Il costo medio del personale (per agenti con inquadramento che va da C1 a D3) è dunque di circa 40mila euro. In caso di recesso la quota di personale spettante a Vignola è pari a circa 18 unità (equivalente ad una spesa di poco più di 700mila euro; calcolarla con riferimento al “costo medio” è un’operazione un po’ grossolana visto che la spesa effettiva sarà data dall’inquadramento economico di ogni singolo agente, ma oggi è possibile solo questo). In più si aggiungono le spese di funzionamento (gestione sede e attrezzature, acquisto di servizi e beni di consumo) che, in prima approssimazione, possiamo equiparare alla quota parte vignolese sulle spese 2014, ovvero circa 116mila euro (plausibilmente la spesa sarà un po’ superiore per il venir meno di economie di scala). La spesa della gestione “solo vignolese” della Polizia Municipale può dunque essere stimata in circa 800mila euro, ma forse anche meno se il numero degli agenti sarà inferiore. La spesa sostenuta da Vignola nel 2014 per la PM è risultata pari a 760.733 euro. Non solo per i dati appena riportati, ma anche per altre ragioni (il ripristino della dotazione di servizi che rimarranno in capo all’Unione), è abbastanza plausibile che la spesa corrente di Vignola sarà maggiore rispetto a quella sostenuta negli ultimi anni (760mila nel 2014; 740mila nel 2015). La riattivazione della polizia municipale a livello comunale richiederà inoltre nuove spese per investimenti, per il ripristino della dotazione di attrezzature che rimarrà in capo all’Unione. Insomma, è del tutto plausibile che la spesa per la gestione della polizia municipale del comune di Vignola vada ad aumentare, anche se magari di poco. E comunque serviranno nuovi investimenti (magari ridotti dall’eventuale convenzione con Savignano per una gestione associata del servizio). Ma bisogna anche dire che l’obiettivo che persegue l’amministrazione comunale di Vignola non è quello di fare economie. E’ invece quello di un diverso servizio, ovvero di un maggiore presidio del territorio. E per conseguirlo può anche essere disposta a spendere un po’ di più. Infine ciò che farà davvero la differenza sarà il riuscire a centrare questo obiettivo. Questa è la sfida. E l’amministrazione comunale di Vignola ha alcuni fattori che possono giocare o giocano a suo vantaggio: la possibilità di una gestione associata con Savignano e un territorio compatto che facilita il compito della squadra di polizia municipale (il territorio dei 6 comuni che rimangono nella gestione associata dell’Unione sarà invece per loro un handicap: da Montale a Monteombraro, più di 52mila abitanti in 265 kmq, con circa 36 unità di personale).

Il territorio della gestione associata a 6 comuni (in blu) e dell'eventuale gestione associata Vignola-Savignano (in rosso).

Il territorio della gestione associata a 6 comuni (in blu) e dell’eventuale gestione associata Vignola-Savignano (in rosso).

[4] Dunque l’aspetto della spesa è importante, ma non è quello decisivo. Non è quello su cui scommette l’amministrazione comunale di Vignola. Poiché Vignola ha un obiettivo chiaro sarebbe bene agisse di conseguenza, adottando un livello tale di trasparenza sulla performance così da poter testimoniare ai cittadini che davvero il “sacrificio” dell’uscita dalla gestione associata ha consentito di migliorare il servizio. Per fare questo serve però un impegno alla rendicontazione ed alla trasparenza inusuale per gli enti locali e che neppure l’amministrazione vignolese, nonostante gli impegni programmatici, ha al momento saputo mettere in campo. Una separazione dalla gestione associata gestita civilmente e con intelligenza dovrebbe anzi vedere da entrambe le parti un diverso impegno alla rendicontazione ed alla trasparenza (requisito preliminare per ogni impegno ad un futuro confronto). Ma che le cose vadano in questa direzione è abbastanza improbabile a meno che i gruppi consiliari di maggioranza e minoranza, oltre ai principali stakeholder (in primo luogo le associazioni di categoria), non lo richiedano con forza (e soprattutto con adeguati atti di indirizzo). L’esperienza della “separazione” di Savignano dalla gestione associata è da questo punto di vista istruttivo: nessuno è stato in grado di dire in modo inequivocabile cosa è successo dal punto di vista della spesa e della qualità del servizio. Un siffatto grado di opacità sarebbe da evitare nel tentativo di contrastare la deriva della politica. Trasparenza e rendicontazione sono una possibile risposta. Sarebbe opportuno che l’amministrazione vignolese si impegnasse chiaramente in tal senso.

Polizia Municipale in servizio in centro storico a Vignola: si può intensificare? (foto del 13 giugno 2015)

Polizia Municipale in servizio in centro storico a Vignola: si può intensificare? (foto del 13 giugno 2015)

[5] Tutte queste considerazioni su costi e benefici, su spesa e diversi obiettivi e diversa performance sono però solo uno dei due lati della medaglia. L’altro – ugualmente rilevante, anche se meno “percepito” dagli attori in campo – è lo stato dell’Unione Terre di Castelli. Inutile minimizzare o negare l’impatto disastroso che questa vicenda ha sul “morale” dell’Unione. Sul progetto politico sotteso alla sua costituzione (vedi). Serve consapevolezza di questo. Serve un impegno di tutti (ribadisco: di tutti) affinché la “separazione” avvenga nel modo più “civile” possibile. Ovvero nel modo meno distruttivo possibile. Serve che ciascuno si impegni a recuperare la visione e la volontà del lavorare assieme. E’ nei momenti critici, quelli che possono preludere alla “catastrofe” (anche l’immobilismo, l’incapacità di progredire su altri fronti sarebbe comunque una “catastrofe” per questo territorio ed i suoi abitanti, visto che la competizione tra territori – e soprattutto tra “centro” e “periferia” – si sta accentuando, complice anche la crisi economica ed il downsizing delle amministrazioni comunali) che possono emergere nuove leadership. Per quel poco che capisco dello “stato dell’Unione” la cosa mi sembra improbabile. Ma bisogna lavorare perché aumentino le chances che questo succeda. Il primo banco di prova sarà il “polo della sicurezza” (vedi).

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2 risposte a Polizia Municipale: uscire dalla gestione associata senza scassare l’Unione

  1. Michele ha detto:

    L’UTC è definitivamente diventata un tram. Si sale e si scende quando si vuole e con ciò che si vuole. Non basta nessuna sferzata perché ci si renda conto che a volte fare politica, come si diceva nel secolo scorso, è un’altra cosa. Pur se sono vecchio, i canoni attuali così definiscono tanti come me, mi permetto di dire che sarebbe più opportuno che la tua “sferzata”, indirizzata a un capogruppo, fosse finalmente raccolta da chi lo dovrebbe fare, e rendesse palese ciò che oggi è e rimane sotto traccia: quale UTC si vuole, se si vuole. Forse ne guadagneremmo tutti se non a spizzichi e bocconi, ma con un ragionamento complessivo si dicesse, magari con qualche slide che vanno tanto di moda, se l’UTC ha un futuro e come, se ci sarà, si vorrebbe che fosse. Ecco, mi piacerebbe molto di più, anziché leggere interviste e/o altro, sui giornali, essere messo nella condizione di conoscere questo sia da parte del PD sia da parte dei Civici. Nell’UTC ognuno ha ” messo” ciò che voleva. Ciò che probabilmente non sarebbe mai stato in grado di dare come servizio ai propri cittadini e lo ha speso politicamente( PD). Anche uscire ( Civici di Savignano e ora Vignola) può, in alcuni casi, avere lo stesso effetto di quando si è entrati. E’ un servizio, pur importante, che determina una uscita tanto pesante o è, come penso e credo, una visione diversa di ciò che deve essere l’UTC? Fateci sapere questo, non se un gruppo si è incazzato o si sente obbligato a percorrere una strada piuttosto che un’altra. Non è molto interessante questo, se non per i giornali che abitualmente vi “ricamano” sopra.

  2. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Sembra infine che sia stato trovato un accordo e che dunque Vignola rimanga nella gestione associata della Polizia Municipale. Accordo che prevede, in sostanza, l’accoglimento della richiesta di Vignola di una diversa organizzazione. Ovvero un numero maggiore di agenti a disposizione sul territorio e sotto il comando di un “referente” territoriale. Se si confronta il risultato ottenuto – dopo un lungo e troppo tribolato percorso di “negoziazione” – si può vedere quanto è differente la situazione oggi rispetto al punto di partenza. Il progetto di “nuova organizzazione” dell’attuale comandante Fabio Venturelli è stato … riorganizzato a sua volta. Ovviamente la funzionalità del nuovo modello organizzativo andrà misurato non con le parole, ma con i fatti, ovvero con i dati sull’attività della Polizia Municipale che dunque sarebbe importante rendere trasparenti, ovvero pubblicamente accessibili (come invece NON avviene ora). E con una presenza maggiore sul territorio, tra i cittadini, degli agenti PM. Insomma il tema della misurazione della performance e della rilevazione della qualità del servizio rimane. Sarebbe bene venisse approfondito e poi tradotto in misure operative.
    https://amarevignola.wordpress.com/2015/10/01/polizia-municipale-serve-una-diversa-organizzazione-serve-un-nuovo-comandante/

    Un percorso di negoziazione troppo lungo e troppo tribolato ha avuto effetti collaterali nient’affatto positivi. Ha consentito, ad esempio, lo strutturarsi di un fronte variegato di “scontenti dell’accordo”. Qualcuno è presente anche all’interno della maggioranza civica vignolese, come testimoniato dalle dichiarazioni raccolte da Il Resto del Carlino di ieri, sabato 31 ottobre (p.26). E’ bene prendere sul serio il tema e riprendere ad investire di nuovo sul confronto e lo strutturarsi di “processi di apprendimento” (reciproco) come fatto prima delle elezioni comunali, ma come abbandonato dopo (fagocitati dai compiti amministrativi).

    Ma tra gli “scontenti dell’accordo” trova posto anche il delegato del PD provinciale Andrea Sirotti, attuale “reggente” (sic) del PD vignolese. E’ bene NON prendere sul serio le sue dichiarazioni. Sirotti avrebbe preferito la rottura per poter dare addosso all’amministrazione civica. Le cose sono andate diversamente. Ora ha bisogno di raccontare la vicenda come se si fosse trattato di una “retromarcia” dell’amministrazione vignolese (così su Prima Pagina di oggi, domenica 1 novembre, p.16). In realtà le cose non sono andate così. Avendo ottenuto ciò che chiedeva l’amministrazione vignolese non ha più bisogno di imboccare la via dell’uscita dalla gestione associata. Dunque il “gioco a somma negativa” (in cui tutti perdono) che si era venuto a determinare si è fermato appena in tempo. In tutto questo percorso il PD di Vignola è stato assolutamente irrilevante. Inesistente. A conferma del fatto di essere da tempo … uno zombie.
    https://amarevignola.wordpress.com/2015/10/07/cronaca-di-una-morte-annunciata-il-pd-di-vignola/
    Non ha contribuito a mediare. Non ha contribuito ad allontanare le parti. Non ha contribuito assolutamente a nulla. Non contribuisce oggi a richiedere meccanismi minimamente sofisticati di misurazione della performance della PM con il nuovo assetto. Dunque … il nulla. Facile prevedere che Andrea Sirotti passerà alla storia per essere colui che ha affossato definitivamente il PD di Vignola. La sua sarà dunque una “rianimazione” … mortale. Auguri.

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