Casa della cultura nel magazzino ex-Toschi: che fine ha fatto?

F_home 24ago2012 049Fare cose con le parole – a questo si potrebbe ridurre, in sostanza, l’attività politica. La sua degenerazione si manifesta allora quando alle “parole” non seguono le “cose”. Quando cioè le “parole” hanno essenzialmente una funzione auto-promozionale, ovvero di “marketing”. Ne abbiamo avuti numerosi esempi nella passata legislatura con l’amministrazione Denti, tra cui quello della “casa della cultura” presso il magazzino comunale “ex-Toschi”. Data per fatta ad inizio 2013, dopo che il progetto aveva ottenuto un finanziamento regionale di poco più di 50mila euro (uno dei 46 progetti finanziati dalla Regione Emilia-Romagna a fine 2012: vedi). Ma mai realizzata. Tant’è che oggi il vecchio magazzino comunale (ora non più utilizzato) è esattamente come tre anni fa. Lo stesso dicasi per l’area-parcheggio su cui sorge (e che doveva essere riqualificata). Eppure il progetto era già stato “venduto” ai cittadini vignolesi (a mezzo stampa) come cosa fatta!

Il magazzino ex-Toschi, di proprietà del comune, e l'area di parcheggio con ingresso da via Libertà (foto dell'11 ottobre 2015). E' ancora in attesa di riqualificazione.

Il magazzino ex-Toschi, di proprietà del comune, e l’area di parcheggio con ingresso da via Libertà (foto dell’11 ottobre 2015). E’ ancora in attesa di riqualificazione.

[1] Il primo documento ufficiale in cui se ne parla è la Relazione previsionale e programmatica di accompagnamento al Bilancio di previsione 2012, ma si tratta di un accenno fugace: si riferisce di un “progetto di assegnazione all’Università Natalia Ginzburg e ad altre associazioni del capannoncino Ex Toschi” (p.3). E’ infatti nel 2012 che il progetto viene sviluppato in vista della partecipazione ad un bando per finanziamenti in materia di sicurezza urbana (legge regionale n.24/2003). Ne parla l’allora sindaco Daria Denti tramite Il Resto del Carlino (15 agosto 2012, p.15: pdf) mentre il progetto è ancora in fase di definizione in vista del bando regionale, ma è comunque “venduto” come cosa già fatta, tanto che nell’articolo si ipotizza l’inizio dei lavori entro il 2012 e l’inaugurazione già nella primavera 2013. A fine 2012, in effetti, è comunicato dalla Regione l’assegnazione del finanziamento pari a 50.560 euro su una spesa complessiva di 143.120 euro (il progetto, denominato “Vivere in Libertà”, è uno dei 46 progetti finanziati dalla Regione (pdf), per una spesa complessiva di 1,3 milioni di euro: vedi). Nella la Relazione della Giunta al Bilancio d’esercizio 2012 (delibera del consiglio comunale n.14 del 29 aprile 2013) l’amministrazione dunque ne parla un po’ più diffusamente: “Il Servizio Cultura ha fatto da coordinamento e da redazione di un progetto presentato ai sensi della L.R. 24/03, curandone particolarmente gli aspetti di integrazione tra i servizi interni all’amministrazione e i soggetti associativi e scuole coinvolte. Si tratta di un progetto sulla sicurezza urbana e vitalizzazione di un’area adicente al centro storico con rifunzionalizzazione di strutture da utilizzare per iniziative culturali e a sostegno delle associazioni culturali. In particolare il progetto prevede il recupero dell’edificio Ex Toschi, svuotato nel 2011, che ospiterà le attività di almeno tre enti: l’Università della libera età Natalia Ginzburg’, ‘Libera contro le mafie’ e ‘Le Vie Ensemble’, associazione di commercianti della zona di via Libertà. A tale recupero architettonico, inoltre, si unisce una risistemazione e riorganizzazione del parcheggio, pensato come un nuovo ‘sfogo’ di posti auto a favore del centro storico. Questo progetto migliora e rende più funzionale l’accesso sud al Centro storico” (pag. 67). Nel frattempo, tra gennaio e febbraio 2013, altri articoli erano usciti sulla stampa locale, promossi dall’amministrazione comunale (Il Resto del Carlino dell’8 gennaio 2013: pdf; Gazzetta di Modena del 20 febbraio 2013: pdf). Se ne riparla fugacemente nell’introduzione della Relazione previsionale e programmatica 2013-2015 (pag. 3), limitandosi a magnificare il bilancio proposto per quell’anno in quanto “reinventa il rapporto con il proprio patrimonio” (sic) in quanto, tra le altre cose, “dall’invendibile Ex Toschi progetta la sede di associazioni locali.” Dopo di allora il progetto non compare più nei documenti ufficiali dell’amministrazione Denti (anni 2013 e 2014). E neppure diventa realtà, però, visto che il cantiere non è mai partito e oggi l’area e l’edificio ex-Toschi è esattamente nelle stesse condizioni in cui era nel 2012.

Il Resto del Carlino, 15 agosto 2012, pag.15.

Il Resto del Carlino, 15 agosto 2012, pag.15.

[2] Nessuno dell’amministrazione Denti s’è preso la briga di dire ai cittadini del destino di quel progetto e relativo finanziamento regionale. In effetti quell’amministrazione ha vissuto un’intera legislatura in regime di deficit di trasparenza, pur avendo addirittura un assessore con delega alla “trasparenza della pubblica amministrazione” (sic)! Il primo commento sulla vicenda è dunque questo: un’amministrazione che comunica solo per decantare le proprie magnifiche e progressive sorti (ovvero i progetti futuri, anche se irrealizzabili ed anche se irrealizzati), ma nient’affatto impegnata a rendicontare davvero quanto fatto (incluso quanto promesso e poi non fatto). Si potrebbe anche aggiungere una considerazione circa la pertinenza del progetto rispetto all’obiettivo della sicurezza (visto che il finanziamento era pur sempre finalizzato a realizzare interventi per la sicurezza e la polizia locale ai sensi della legge regionale n.24/2003). Non c’è dubbio che il nesso sia, per così dire, molto lasco, tra la riqualificazione dell’area e l’obiettivo di incremento della sicurezza urbana, ma qui entrano in ballo i criteri evidentemente vaghi della selezione regionale. Sta di fatto che la riqualificazione dell’area e soprattutto la “razionalizzazione” o magari l’ampliamento dell’area di parcheggio delle automobili sono obiettivi del tutto condivisibili (più discutibile è la rifunzionalizzazione dell’edificio ex-magazzino Toschi a sede di associazioni, di cui è difficile cogliere la necessità in quel contesto). Semmai sarebbe importante verificare se l’intera area (quasi 2.100 mq) non possa essere destinata ad accrescere la dotazione di posti auto a servizio del centro storico, ad esempio con un parcheggio sopraelevato di almeno un piano (magari automatizzato e videosorvegliato). Una volta capito che fine ha fatto il finanziamento regionale (50.560 euro) assegnato nel 2012 al comune di Vignola, sarebbe opportuno che la nuova amministrazione civica riprendesse ad approfondire l’idea di un parcheggio riqualificato e magari ampliato.

Il magazzino ex-Toschi (via Libertà), per lungo tempo usato come magazzino comunale (foto del 24 agosto 2012)

Il magazzino ex-Toschi (via Libertà), per lungo tempo usato come magazzino comunale (foto del 24 agosto 2012)

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3 risposte a Casa della cultura nel magazzino ex-Toschi: che fine ha fatto?

  1. Giò ha detto:

    Tutto molto bello, peccato che con delibera di giunta n. 136 del 14/10/2014, questa amministrazione ha inserito l’area nel piano delle alienazioni…
    http://www.comune.vignola.mo.it/allegati/5780/ALLA_EGM136.pdf

    • Andrea Paltrinieri ha detto:

      Può essere che l’attuale amministrazione abbia fatto valutazioni diverse sull’utilizzo di quell’area. Personalmente, come ho scritto, prima di ipotizzarne l’alienazione proverei a pensare se esiste un modo per valorizzarla a servizio del centro storico. Poiché ritengo prioritario l’obiettivo della pedonalizzazione del centro storico (quello, per intenderci, dentro al confine delle mura medioevali) cercherei di capire se è fattibile il progetto di un parcheggio, magari a due piani in quell’area; quali soluzioni per finanziarlo; quali soluzioni per gestirlo. Il tutto anche sacrificando l’edificio ex-magazzino Toschi. Solo se la cosa non dovesse essere realisticamente fattibile procederei con l’alienazione.

      Questo però è il ragionamento sul futuro dell’area. E’ il suo recente passato – interamente svoltosi sotto l’amministrazione Denti – che è davvero strabiliante. Prima ci si inventa un progetto di utilizzo dell’edificio sotto l’ombrello dei programmi per la “sicurezza urbana”, anche se in realtà il progetto non ha nulla a che fare con la sicurezza (come ho scritto il nesso causa-effetto è assai vago; fosse per questo ogni urbanizzazione produrrebbe sicurezza). Immagino che l’aver proposto che quell’edificio diventi sede di “Libera contro le mafie” risponda solo all’esigenza di dare “legittimità” al progetto quale progetto finalizzato alla “sicurezza”. Comunque sia qui ha fatto tutto l’amministrazione Denti: fatto e disfatto. C’é un comunicato della Regione che informa dell’assegnazione al comune di Vignola di 50mila euro per finanziare quel progetto. Che fine hanno fatto quei soldi i cittadini vignolesi non lo sanno. Impiegati diversamente? Restituiti? Revocati? Che fine ha fatto, dunque, il progetto di una “casa della cultura” (sic) nell’ex-magazzino Toschi non lo sa nessuno. E da nessuna parte, nei documenti ufficiali, è scritto. E’ un modo di fare politica che nessuno a Vignola rimpiange. E’ stato salutare voltare pagina. Non che manchino le tribolazioni, ma questo mix di opacità e di arroganza per fortuna è roba del passato.

  2. andrea ha detto:

    Di certo non potremo chiederlo all’ex sindaco Denti. I quotidiani la mettono nello staff della consigliera Serri, in Regione. Probabilmente i suoi meriti ci sono sfuggiti lungo un quinquennio. Vedi te che il valore premia sempre…

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