Dal 5 settembre una nuova veste per la Rocca di Vignola!

G_Rocca decorata_5set2015

Non prendete impegni per il 5 settembre ed i giorni successivi. In quei giorni, infatti, è d’obbligo essere a Vignola per assistere al ripristino dell’antica veste della Rocca di Vignola: gli affreschi che decoravano le pareti esterne. Al seguito di un intenso lavoro durato un anno e mezzo gli affreschi quattrocenteschi che decoravano le sommità della Rocca di Vignola verranno ripristinati, sotto forma di videoproiezioni. Se tutto va per il verso giusto l’anno 2015 potrà segnare una svolta nella storia della città: non solo perché cittadini e visitatori avranno la possibilità di un tuffo nel passato, potendo vedere la Rocca come appariva 600 anni fa, ma anche perché grazie a questo “restauro virtuale”, tra i primi in Italia, la Rocca di Vignola potrà emergere divenendo un’importante attrazione su scala nazionale. Un’occasione di conoscenza – non solo di loisir – sugli esordi del Rinascimento.

La Rocca di Vignola (particolare della parete sud-ovest) vista da una fessura della porta sul fossato, da via Pusterla. Sulla sinistra si vedono le tracce degli antichi affreschi (foto del 9 dicembre 2012)

La Rocca di Vignola (particolare della parete sud-ovest) vista da una fessura della porta sul fossato, da via Pusterla. Sulla sinistra si vedono le tracce degli antichi affreschi (foto del 9 dicembre 2012)

[1] Il restauro della torre del Pennello, lesionata dal terremoto del 2012, non ci consegna solo una struttura consolidata e messa in sicurezza (che potrà di nuovo essere visitabile). Il cantiere per il consolidamento (le impalcature sono state smontate pochi giorni fa, dopo alcuni mesi di lavori) si è infatti accompagnato con il progetto “Tracce in luce” (vedi) volto a ricostruire l’immagine degli antichi affreschi che Uguccione Contrari volle a decorazione della Rocca di Vignola, ristrutturata ed ampliata, attorno agli anni ’20 del XV secolo. Ideato e progettato da Natalia Gurgone, restauratrice e conservatrice di beni culturali di interesse storico-artistico, il progetto ha richiesto un complesso e paziente lavoro ricostruttivo: un rilievo tridimensionale con laser scanner 3D, per la riproduzione delle grandi superfici dell’edificio, e una documentazione fotografica e video con drone radio comandato, per la ripresa dei dettagli delle tracce di decorazioni ancora presenti sulla superficie della Rocca (ed in alcuni casi visibili anche ad occhio nudo). Gli antichi affreschi, d’altro canto, erano in parte ancora visibili all’inizio del XX secolo (poi cancellati dalle piogge acide), tanto che il pittore restauratore Ginogiano Mandrone poté ancora riprodurli nel 1931. Tra pochi giorni, con ancora maggiore accuratezza, potranno essere di nuovo visibili, grazie ad un sistema di videoproiezione. Il lavoro di analisi è infatti sfociato dapprima in un’opera di ricostruzione grafica (tavole dipinte a mano a grande scala degli apparati decorativi originali) affidata a Marcella Morlacchi (vedi). Quindi nella riproduzione video di tali “ricostruzioni grafiche”. A partire dalla sera di sabato 5 settembre (e fino al successivo sabato 12 settembre), le antiche decorazioni andranno a “sovrapporsi” direttamente sulle pareti esterne del monumento (le videoproiezioni avranno luogo al calar della sera).In tal modo si realizzerà un vero e proprio restauro virtuale in scala 1:1 che mostrerà l’aspetto delle decorazioni quattrocentesche” (vedi).

Affreschi nella cappella di Uguccione Contrari, nella Rocca di Vignola (terzo decennio del XV secolo) (foto del 29 giugno 2014)

Affreschi nella cappella di Uguccione Contrari, nella Rocca di Vignola (terzo decennio del XV secolo) (foto del 29 giugno 2014)

[2] Questo progetto apre per Vignola e la sua Rocca un’importante chance: quella di emergere come luogo di conoscenza del periodo che conduce al Rinascimento italiano. Rare sono le Rocche che conservano al loro interno cicli di affreschi tardogotici importanti come quello della cappella di Uguccione Contrari (vedi; un caso ugualmente interessante è quello dell’oratorio di San Giovanni Battista ad Urbino, con gli affreschi del 1416 di Lorenzo e Jacopo Salimbeni: vedi) o che conservano ampie sale con i decori di allora (peraltro anche recentemente restaurate, come nel caso della “sala delle colombe”: vedi). Ancora più rara o forse unica diviene invece la Rocca di Vignola con la restituzione, tramite videoproiezione, delle sembianze che essa aveva allora. Visto che nei primi decenni del ‘400 tutte le parti sommitali dell’edificio risultavano affrescate con motivi architettonici e araldici (con colori ed insegne degli Estensi di cui Uguccione era feudatario). Si apre in tal modo l’opportunità di divenire un’occasione praticamente unica di conoscenza di un edificio del potere civile dei decenni che portano al Rinascimento, l’epoca che ancora oggi, grazie all’arte ed all’architettura, fa conoscere l’Italia nel mondo. Si tratta, dunque, di cogliere questa chance e trasformare un evento puntuale in un programma di offerta culturale per i visitatori della città (oltre che per i cittadini residenti), ovviamente anche con l’intento di attrarre flussi di turismo culturale.

La torre del Pennello circondata dai ponteggi per i lavori di consolidamento (foto del 2 gennaio 2015)

La torre del Pennello circondata dai ponteggi per i lavori di consolidamento (foto del 2 gennaio 2015)

[3] Vorrei dirlo con il massimo della chiarezza: questa è la Fondazione di Vignola che piace! Certamente che mi piace. Il progetto, se avrà successo, è di quelli che “segnano” un intero mandato. Che introducono un’importante discontinuità, dischiudendo un nuovo ambito di valorizzazione della Rocca (e della città). Il lungo, paziente, complesso lavoro di “ricostruzione filologica” dell’immagine quattrocentesca della Rocca è infatti innanzitutto un entusiasmante lavoro cognitivo, volto a dare una nuova conoscenza di un’epoca tra le più feconde per l’eredità artistica che ha lasciato al paese (ed alla nostra cittadina). Questo modo di lavorare risponde in pieno, almeno a mio parere, alla missione della Fondazione di Vignola. Che non ha bisogno di roboanti operazioni di marketing o di inventarsi “pataccate” del medioevo (vedi). Ma di un solido lavoro culturale volto a mettere a disposizione nel modo più accessibile possibile degli elementi di conoscenza della propria storia e dunque della storia della piccola comunità vignolese, mai chiusa in se stessa, ma sempre partecipe della rete di relazioni delle élites dell’epoca.

PS La ricostruzione della Rocca affrescata, in testa al post, è di Marcella Morlacchi ed è presa dal materiale promozionale dell’evento predisposto dalla Fondazione di Vignola. Qui il sito web dedicato all’evento, realizzato dalla Fondazione di Vignola (vedi).

In questa foto del 1890 della Rocca di Vignola (Archivio Fotografico Neri) si vedono chiaramente, nelle parti superiori, le superfici di colore più chiaro, un tempo affrescate.

In questa foto del 1890 della Rocca di Vignola (Archivio Fotografico Neri) si vedono chiaramente, nelle parti superiori, le superfici di colore più chiaro, un tempo affrescate.

PS Un successo! Così è andata la prima serata (sabato 5 settembre 2015) del ciclo di iniziative “Anno Domini 1415/2015. Tutti i colori del pennello”. In particolare la videoproiezione delle decorazioni quattrocentesche sulle pareti della Rocca (dalle ore 21.45 circa) è stato un successo strepitoso, che ha lasciato a bocca aperta le centinaia di persone presenti. Il responso è dunque positivo: tecnicamente si può fare. Ora occorre lavorare per rendere permanenti (o quasi) le videoproiezioni, affrontando la questione del costo delle tecnologie. Obiettivo dovrebbe essere quello di riproporle con continuità nell’arco della bella stagione almeno (diciamo da aprile ad ottobre), almeno nelle tre sere di venerdì, sabato, domenica, dunque ogni settimana. Immagino che siano riflessioni già avviate in Fondazione. Bisogna però contestualmente anche mettere mano ad altri aspetti del “contesto”. Una diversa illuminazione di piazza dei Contrari (che consenta di valorizzare le videoproiezioni, dunque anche con intensità regolabile). Ed una pedonalizzazione completa della piazza, togliendo quelle non molte auto dei residenti che ancora vengono parcheggiate da quelle parti. Insomma, serve un programma ambizioso per il rilancio culturale e turistico della città. Dopo la “prima” di ieri sera si può essere fiduciosi. Intanto un successo!

Ricostruzione, mediante videoproiezione, degli affreschi quattrocenteschi sulla Rocca di Vignola (foto del 5 settembre 2015).

Ricostruzione, mediante videoproiezione, degli affreschi quattrocenteschi sulla Rocca di Vignola (foto del 5 settembre 2015).

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Una risposta a Dal 5 settembre una nuova veste per la Rocca di Vignola!

  1. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Furore! (avrebbe scritto Gioachino Rossini) Furore! Così è andata la “prima” delle videoproiezioni in programma in questa settimana di eventi dedicati alla Rocca ed ai suoi affreschi quattrocenteschi (quelli esterni, che attorno al 1415-1420 decoravano la parte superiore delle pareti della Rocca e delle sue torri). E’ stato davvero un successo quello registrato ieri sera per un evento, d’altro canto, assolutamente straordinario.
    https://amarevignola.files.wordpress.com/2015/09/foto-5set2015-050.jpg?w=450&h=338

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