Vignola e l’Expo mancato. Sguardo retrospettivo ad una polemica di primavera

Che la polemica sulla mancata partecipazione del comune di Vignola al tour “Discover Ferrari & Pavarotti Land” fosse cosa da poco lo si poteva capire già allora, nell’aprile di quest’anno, quando ebbe una fiammata sulla stampa locale (vedi), trainata da poco avvedute (ma molto interessate) dichiarazioni del senatore PD Stefano Vaccari. Ovviamente interessato mica a rilanciare il turismo dalle nostre parti, ma a cercare di mettere in difficoltà la nuova amministrazione civica. Oggi è chiaro a tutti che è stato un bene per l’amministrazione vignolese destinare diversamente i 25mila euro richiesti per la partecipazione al Tour. L’indotto turistico dell’Expo 2015 in terra di Modena è una chimera: tutti ne parlano, nessuno l’ha visto. Anzi, dopo quattro mesi di Expo, si è pure smesso di parlarne. I programmi di accoglienza e valorizzazione dei turisti-Expo sono stati ridimensionati, quando non proprio smontati. Come era facile intuire già allora (vedi), meglio dedicarsi a programmi di medio-lungo termine, resistendo al canto della sirena-Expo. Per il PD vignolese, che allora non rinunciò a far caciara, una sonora lezione. Ma tanto questi non imparano.

Gazzetta di Modena, 3 aprile 2015.

Gazzetta di Modena, 3 aprile 2015.

[1] “Ciliegia di Vignola esclusa dall’Expo“ – così titolò la Gazzetta di Modena del 3 aprile 2015, sintetizzando le dichiarazioni di Stefano Vaccari, senatore PD. Che dichiarò alla stampa: “Vignola sta perdendo il treno dell’Expo e anche gli imprenditori vignolesi se ne stanno accorgendo: una zona portante del sistema agroalimentare modenese rischia di rimanere completamente tagliata fuori dalla vetrina internazionale più importante”. Nulla di tutto questo è avvenuto, anzi Vignola ha evitato di buttare 25mila euro in un’iniziativa che non ha avuto ritorno economico se non per la Ferrari (che è comunque l’unico attrattore turistico di rilievo, Expo o non Expo). Non è solo questione del fatto che i famigerati visitatori all’Expo 2015 saranno alla fine, con ogni probabilità, meno di quelli attesi (nei primi tre mesi 10 milioni di biglietti venduti: vedi). Sarà comunque un successo anche se alla fine i visitatori saranno “solo” 16 milioni (anziché i 24 milioni almeno inizialmente preventivati: vedi)? Sarà un successo anche se non si raggiungerà il pareggio economico dell’operazione (vedi; per una critica più radicale si veda l’articolo di Roberto Perotti su LaVoce.info)? Possiamo anche sorvolare sul fatto che sulle cifre dei visitatori regna, come troppo spesso succede in questo paese, una grande opacità (vedi) – non dissipato dall’annuncio di “trasparenza” sui biglietti effettivamente venduti (vedi; ancora oggi nulla si dice di questo tema caldo nella sezione OpenExpo). Il fatto vero è che l’Expo ha avuto sinora ricadute turistiche minimali sul resto del paese. Poco per Milano (dove anzi, la politica dell’ingresso all’Expo a prezzo stracciato a partire dalle 19 ha sottratto milanesi alla città storica – cosa che ha sollevato le lamentele dei ristoratori), poco per le principali mete turistiche del paese, praticamente nulla per Modena e provincia. E’ così che le numerose, ma non sempre ponderate, iniziative messe in campo per i visitatori EXPO-turisti nel modenese si sono rivelate in genere un flop.

La scala a chiocciola (in passato detta

La scala a chiocciola (in passato detta “a lumaca”) di Palazzo Barozzi (foto del 10 aprile 2011). Da valorizzare ulteriormente (assieme a Jacopo Barozzi, ancora sprovvisto di un adeguato spazio culturale vignolese)

[2] Il primo a cadere è stato il collegamento a mezzo bus tra Modena e la stazione dell’Alta Velocità MedioPadana (a Reggio Emilia), approntato per facilitare l’arrivo delle frotte di turisti che dall’Expo avrebbero dovuto riversarsi su Modena. 73 biglietti venduti in poco più di un mese! E’ stato “smontato” il 14 giugno, come riferito dalla Gazzetta di Modena il 12 giugno (pdf). Ma l’articolo non dice se a pagare per questa “sperimentazione” sia stato il comune di Modena (meglio) o piuttosto l’azienda di trasporti SETA (male). Dopo di questo molti altri programmi sono stati ridimensionati o abbandonati. In ogni caso tutti hanno riconosciuto che a Modena il “turista Expo” praticamente non s’è visto – una rassegna di pareri Il Resto del Carlino – Modena dell’1 agosto 2015 (vedi) e su Prima Pagina del 10 agosto 2015: pdf). La crescita dei visitatori alle principali mete turistiche modenesi (in primo luogo la Casa Museo Enzo Ferrari) non è riconducibile ai visitatori Expo (lo dicono gli stessi interessati). Il direttore dei Musei Ferrari (Modena e Maranello), Antonio Ghini, riconosce che i visitatori al MEF di Modena sono cresciuti (ma indipendentemente da Expo), mentre sono calati al museo Ferrari di Maranello (e qui, aggiunge, non si sa con quanto fondamento, a causa dell’Expo: “a Maranello ci ha portato via visitatori, specie giovani, che vanno a Milano”) (così sulla Gazzetta di Modena dell’11 giugno: vedi). E dopo qualche settimana ha aggiunto: “I numeri del Discover sono sotto le aspettative” (Il Resto del Carlino del 4 agosto 2015); ed anche: “Come territorio per fortuna Expo ci dà pochissimo” (Gazzetta di Modena, 8 luglio 2015: vedi). E pure le aziende che vi partecipano (a fronte di un corrispettivo di 25mila euro), con l’eccezione della Ferrari, sono tutt’altro che soddisfatte. Insomma, bene ha fatto l’amministrazione comunale di Vignola a starne fuori, investendo diversamente le (limitate) risorse pubbliche (vedi). Con il senno di poi è ancora più evidente quanto doveva essere chiaro già allora, ad aprile, quando l’operazione “Expo modenese” è stato presentato al pubblico: mancano i numeri perché l’iniziativa abbia senso. Ovvero: il potenziamento del turismo va perseguito indipendentemente da Expo e comunque senza fare affidamento su un “effetto traino” da parte di Expo che non c’è e non ci sarà.

Sito web del PD di Vignola, 2 aprile 2015.

Sito web del PD di Vignola, 2 aprile 2015.

[3] Rivista oggi la vicenda, fa profondamente pena il PD Vignolese pronto ad imbastire (assieme al sen. Vaccari) una sterile polemica. E’ utile rileggersi il post del 2 aprile, sul sito web del PD: “La settimana scorsa è stata presentata l’iniziativa «Discover Ferrari & Pavarotti land»: un percorso turistico ideato per consentire la scoperta del territorio modenese e delle sue eccellenze a quanti visiteranno il nostro Paese durante l’Expo Milano 2015. Vignola, con la sua ciliegia, non è tra le tappe del tour, che pure toccherà l’Unione Terre di Castelli, fermandosi a Spilamberto, Castelnuovo e Castelvetro. Come Partito democratico siamo sinceramente rammaricati per questa esclusione, che mortifica il lavoro e l’impegno di quanti, in questi ultimi anni, hanno lavorato per ottenere il riconoscimento Igp della ciliegia di Vignola. È assurdo che l’Amministrazione comunale si sia lasciata sfuggire una simile opportunità: il sindaco Smeraldi ne fa una questione di soldi, ma le risorse, coinvolgendo i privati, si sarebbero potute trovare” (vedi). Patetici. Invece va un plauso all’amministrazione Smeraldi che ha evitato di impegnare 25mila euro di denaro pubblico (o anche di coinvolgere privati in un’iniziativa poi rivelatasi in perdita) preferendo impiegarli diversamente (vedi). Il potenziamento del turismo è cosa che va assolutamente perseguita a Vignola e nell’Unione Terre di Castelli. Le potenzialità (non certo strabilianti) sono ancora ben lungi dall’essere sfruttate. Ma la strada non è la rincorsa dell’Expo o il tentativo di intercettare flussi turistici che l’Expo milanese di fatto non ha generato (e di certo non da noi). La strada è la chiara definizione di (limitate) priorità per un territorio almeno a livello di Unione (cosa che, ad esempio, l’amministrazione Denti non ha assolutamente saputo fare – per un esempio: vedi) su cui investire con continuità, così da conseguire realizzazioni significative ed in grado di emergere nel “rumore” dell’offerta turistica regionale o nazionale (vedi).

Una delle iniziative del comune di Modena per l'Expo 2015: i temporary store (foto del 25 agosto 2015)

Una delle iniziative del comune di Modena per l’Expo 2015: i temporary store, ovvero “negozi temporanei” con durata sostanzialmente coincidente con l’Expo. E dopo? (foto del 25 agosto 2015)

PS Sulla vicenda Expo i comuni delle Terre d’Argine (Carpi & C.) sono pure riusciti a litigare su un cartellone d’iniziative che in realtà riproduce quanto fatto usualmente in passato (pdf). Privatizzazione degli utili e pubblicizzazione delle perdite: nulla di nuovo sotto il sole degli Expo italiani (qui il caso dell’Expo 1888 a Bologna: vedi).

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4 Responses to Vignola e l’Expo mancato. Sguardo retrospettivo ad una polemica di primavera

  1. federico ha detto:

    Per il PD che prende soldi da altri per “darli” ad altri, dimostra, ancora una volta, l’incapacità di VEDERE AVANTI. NON CAPIRANNO E IMPARERANNO MAI le lezioni di SVILUPPO.

    • Andrea Paltrinieri ha detto:

      Ciao Federico, molti dei lettori di questo blog magari non ci crederanno, ma a me dispiace sinceramente dover assistere alle vicende di un partito (il PD locale) incapace di apprendere. I partiti rimangono ad oggi organizzazioni imprescindibili della vita politica democratica (con l’unica, ma rilevante, eccezione del livello locale). E nella “lotta politica” è sempre meglio doversi confrontare con persone, gruppi, associazioni, istituzioni “capaci” anziché “incapaci” di svolgere le funzioni a cui sarebbero chiamati. E per un partito una funzione imprescindibile è quella dell’elaborazione politica, ovvero della “percezione” dei problemi (sociali, economici, ecc.) e poi dell’elaborazione di risposte (programmi politici, progetti, ecc.). Ma tra i requisiti per poter fare questo vi è quello della libertà di discussione. Che è mancata sotto l’amministrazione Denti (quando l’intero partito era mobilitato nella difesa del sindaco – che discussioni “vere” potrai mai fare in queste condizioni?) e continua a mancare tuttora (per ragioni in parte inspiegabili, in parte date dalla mancanza di persone “forti” – d’altro canto hanno smarrito tutti! – in parte dall’essersi ritagliati uno sterile ruolo di pura contrapposizione all’amministrazione civica). L’inconcludenza attuale, la continua “incapacità di apprendere” non è insomma solo la conseguenza di un partito smarritosi con la sconfitta elettorale. E’ invece un malessere che proviene da assai più lontano. Bisognerebbe ripartire dalle riflessioni di Fabrizio Barca, trovando però anche qualcuno in grado di calarle nella realtà locale:
      https://amarevignola.wordpress.com/2013/10/01/il-manifesto-di-fabrizio-barca-diagnosi-e-terapia-per-un-nuovo-pd/

  2. Rosanna Sirotti ha detto:

    Bisogna ricordare che non solo c’era l’interesse a denigrare la nuova amministrazione, ma che qualche personaggio pur di mettersi in vetrina interviene anche a sproposito su tutto. Che cominci già il lavoro in vista del cambiamento del Senato?

  3. Andrea Paltrinieri ha detto:

    “Pochi stranieri, molti lombardi e un target di visitatori raggiunto a costo di forti sconti sui biglietti. Expo 2015 ha evitato il peggio grazie alla dedizione di chi ci ha lavorato. Rispetto alle aspettative, però, i benefici economici sembrano molto ridotti.” Questa in sintesi la valutazione dell’evento a qualche giorno dalla chiusura. Ecco l’analisi (su LaVoce.info) di Jerome Massiani:
    http://www.lavoce.info/archives/38118/ma-quanto-ha-reso-davvero-lexpo/

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