Risvolti demografici della crisi economica

Hanno avuto risonanza i dati della provincia di Modena (vedi) sull’andamento demografico nei 47 comuni in cui è articolata. Sulla stampa locale qualche titolo è stato decisamente gonfiato (“Residenti in caduta libera” ha titolato la Gazzetta di Modena del 19 agosto – ma si tratta di una diminuzione dello 0,2% nel trimestre!), ma il senso del messaggio è corretto: la popolazione residente non è più in crescita, così come anche la componente straniera. Una tendenza pluridecennale improntata alla crescita demografica sembra essersi arrestata ed invertita. La lunga crisi economica ha dunque cambiato di segno al trend demografico della popolazione modenese. Lo stesso avviene a Vignola e dintorni. Dappertutto in provincia di Modena si è arrestata la crescita demografica (per alcuni comuni sarebbe più corretto parlare di forte riduzione della crescita), anche se alcune aree sono più colpite di altre (continua lo svuotamento della montagna; ad esso si aggiunge una più marcata contrazione nella bassa modenese, colpita dal terremoto – con l’eccezione di Carpi).

Popolazione di Vignola a fine mese, da gennaio 2014 a giugno 2015. Negli ultimi sei mesi la popolazione è sostanzialmente stabile.

Popolazione di Vignola a fine mese, da gennaio 2014 a giugno 2015. Negli ultimi sei mesi la popolazione non risulta più in crescita.

[1] Sono 701.663 i residenti in provincia di Modena al 31 marzo 2015. E sono diminuiti di 1.451 unità nel primo trimestre 2015 (erano 703.114 al 31 dicembre 2014). Per tutto il dopoguerra la popolazione modenese è cresciuta grazie ad un saldo migratorio positivo in grado di compensare un saldo naturale (differenza tra nati e morti) divenuto negativo per la rapida diminuzione della natalità (solo nell’ultimo periodo il saldo naturale è divenuto sostanzialmente pari a zero o leggermente positivo grazie al contributo della componente straniera, più prolifica). E l’attrazione di nuovi residenti (dal Sud Italia e dall’estero) in questo territorio era sostanzialmente determinato dallo sviluppo economico e dalla richiesta di manodopera (in misura superiore rispetto ad altre aree del paese). La forte riduzione dei flussi in entrata ed anzi la prevalenza dei flussi in uscita conferma il quadro a tinte fosche del mercato del lavoro locale. I timidi segnali di ripresa della produzione e delle esportazioni non sono affatto sufficienti a far pronosticare una ripresa dell’occupazione. Tutto ciò si riflette sulla demografia: con saldi naturali sostanzialmente pari a zero il venir meno dell’attrazione occupazionale (ed anzi la distruzione di posti di lavoro data dalla chiusura di aziende a causa della crisi) determina una diminuzione (o almeno una “stagnazione”) della popolazione residente.

Andamento delle nascite (valore cumulativo mese per mese) nel corso degli anni 2013 e 2014 e del primo semestre 2015 (Vignola)

Andamento delle nascite (valore cumulativo mese per mese) nel corso degli anni 2013 e 2014 e del primo semestre 2015 (Vignola). Per il 2015 sono riportati i valori (numero dei nati a fine mese)

Per Vignola la bassa crescita demografica degli ultimi anni (all’incirca +100 residenti all’anno) sta lasciando il posto ad una stagnazione e forse, per la prima volta, ad una contrazione del numero dei residenti. E’ ovviamente presto per affermare l’effettiva inversione del trend pluridecennale (altri anni di stagnazione ci sono stati in passato, tra 1986 e 1995) – lo vedremo nei prossimi anni. Ad oggi il dato certo è quello di un forte rallentamento della crescita della popolazione residente. A Vignola la popolazione al 30 giugno 2015 è pari a 25.223 unità. Era pari a 25.244 unità al 31 dicembre 2014. In sei mesi la popolazione è diminuita di 21 unità – poca cosa in verità. Ma potrebbe essere il segno di un’inversione del trend.

Scomposizione della popolazione vignolese tra italiani e stranieri (anni 2000-2015, primo semestre). Risulta evidente la stabilità della componente italiana; tutta la crescita demografica intervenuta negli ultimi 15 anni è dovuta alla componente straniera.

Scomposizione della popolazione vignolese tra italiani e stranieri (anni 2000-2015, primo semestre). Risulta evidente la stabilità della componente italiana; tutta la crescita demografica intervenuta negli ultimi 15 anni è dovuta alla componente straniera.

[2] Lo studio della Provincia di Modena richiama l’attenzione anche sulla riduzione della presenza degli stranieri. Gli immigrati seguono il mercato del lavoro (da noi essenzialmente industria e servizi alla persona) e la crisi dell’edilizia e dell’industria ha tolto uno dei principali fattori di attrazione. Il prolungarsi della crisi ed il suo effetto sul tessuto produttivo è anzi divenuto un fattore di espulsione. Negli ultimi tempi si riduce quindi la presenza degli stranieri, per la prima volta da quando il fenomeno migratorio (stranieri) è apparso sulla scena da noi, alla fine degli anni ’80. Si tratta, in verità, di una riduzione alquanto contenuta, ma plausibilmente destinata ad accentuarsi se continueranno le difficoltà del mercato del lavoro. In provincia di Modena gli stranieri residenti sono 92.540 (al 31 marzo 2015), pari al 13,2% della popolazione residente. La percentuale più alta di stranieri residenti si trova a Spilamberto (17,7%) ed a Vignola (17,4%), plausibilmente per la capacità attrattiva del settore della lavorazione carni. Anche in questo caso si registra, a livello provinciale, una contrazione di questa popolazione negli ultimi mesi (-684 unità nel primo trimestre 2015). Sino ad ora gli stranieri avevano patito meno della componente italiana gli effetti della crisi – possiamo forse intendere in questo modo il fatto che fino ad oggi la componente straniera è comunque cresciuta (garantendo un saldo migratorio positivo), diversamente dalla componente italiana che è invece stabile da tempo (vedi). Oggi anche questo non sembra più essere vero e si registra, così dicono i dati dei primi mesi del 2015 (tanto per la provincia di Modena complessivamente presa, quanto per il comune di Vignola), un abbandono del territorio anche da parte di un numero maggiore di cittadini stranieri. In realtà il dato è falsato dalle acquisizioni della cittadinanza italiana, intensificatesi nell’ultimo periodo. Nel primo semestre 2015, a Vignola, il saldo tra iscritti e cancellati all’anagrafe (solo stranieri) è negativo (-16), ma nello stesso periodo 70 stranieri sono stati “cancellati” a seguito dell’acquisizione della cittadinanza italiana. Non è improbabile che considerando questo “spostamento” solo anagrafico di parte dei cittadini stranieri la popolazione di origine straniera non sia in diminuzione (perlomeno non ancora). Insomma è vero che anche la crescita della popolazione straniera sta rallentando o addirittura sta arrestandosi, ma il fenomeno non è immediatamente leggibile a causa della concomitante crescita delle acquisizioni di cittadinanza italiana. In ogni caso il rallentamento della capacità di attrazione di “immigrati” (non certo tutti da paesi stranieri) testimonia di nuovo delle difficoltà del mercato del lavoro locale e, dunque, dell’economia locale.

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2 Responses to Risvolti demografici della crisi economica

  1. Luciano Credi ha detto:

    Andrea tu la fai troppo semplice, io non rubo biciclette; ecco perché la prossima volta che ti vedrò di persona ti stringerò la mano…

  2. Rosanna Sirotti ha detto:

    La sensazione che molti cittadini hanno ,cioè che a Vignola gli stranieri siano in numero superiore a molti paesi vicini non è del tutto sbagliata se si considerano gli ultimi dati.: Siamo molto al di sopra della media provinciale.

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