Un’interpellanza di Civicamente Samoggia costringe l’ex-presidente Fabio Federici a rispondere sulla Strada dei vini e dei sapori

Una serie di sfortunati eventi. Si potrebbe sintetizzare così la “spiegazione” (sic) offerta da Fabio Federici, ex-presidente della Strada dei vini e dei sapori Città Castelli Ciliegi (vedi), circa le tribolazioni della Strada ed il relativo debito (almeno 800mila euro!) accumulato sotto la “precedente” gestione. Anche se della Strada non rinuncia a declamare le progressive e magnifiche sorti. La rappresentazione teatrale è andata in scena martedì 28 luglio 2015 davanti al consiglio comunale di Valsamoggia (pochissimi i cittadini presenti, tra cui il sottoscritto). Punto 11 all’ordine del giorno (pdf) era infatti la risposta all’interpellanza presentata dai consiglieri di minoranza Civicamente Samoggia proprio sulla vicenda della Strada. La seduta, videoripresa, può essere vista qui (vedi). La trattazione dell’interpellanza è dalle ore 2.08 alle ore 2.30 circa della registrazione video. Di seguito una parziale trascrizione dell’intervento di Federici (testo in corsivo; tra parentesi quadre mie annotazioni). E qualche doveroso commento.

Il Resto del Carlino - Bologna del 9 giugno 2015, p.15.

Il Resto del Carlino – Bologna del 9 giugno 2015, p.15.

[1] Dopo qualche minuto dall’inizio della sua risposta Federici offre una ricostruzione delle cause delle tribolazioni della Strada e del famigerato “buco” di bilancio (di almeno 800mila euro), con qualche informazione in più rispetto a quanto trapelato sinora. E’ dunque interessante (anche se “tendenziosa” in alcuni passaggi). Vediamo: “Gli organi di informazione hanno dato comunicazioni fuorvianti, facendo apparire l’esistenza attuale di un buco di bilancio di 800.000 euro. Quanto personalmente da me comunicato [però solo nel 2014!] riguarda l’anno in cui ho assunto la presidenza dell’associazione [non è chiaro se 2007 o 2008] che è proprietaria di una società strumentale, la Città Castelli Ciliegi Srl, che aveva assorbito un precedente Comitato Città Castelli Ciliegi al quale erano state affidate diverse attività di commercializzazione dei prodotti e che era gestita da un amministratore delegato con pieni poteri di firma e che si è trovata nel 2007 a presentare un bilancio passivo con una proiezione negativa anche sul 2008. L’operazione che allora abbiamo realizzato è stata di analisi delle attività in termini di redditività e di valore in prospettiva e la presentazione di un piano di consolidamento del passivo e di rilancio del sistema, separando la Srl dalla gestione dell’associazione, con la consulenza della CNA di Vignola. Piano che è stato approvato dai soci pubblici e privati e accettato dagli istituti di credito e dai creditori in quanto si è ravvisata l’opportunità di mantenere un sistema di questo tipo ritenuto coerente rispetto alle finalità statutarie. Il passivo accumulato prima dal Comitato poi dalla Srl, in anni precedenti alla presidenza del sottoscritto, era derivata da diverse cause:

  1. investimenti su Extra-Tipici, evento fortemente voluto dal comune di Vignola [prima amministrazione Adani 1999-2004] che non aveva dato i risultati sperati. Questi eventi sono stati gestiti dal Comitato ed il debito è stato assorbito dalla Srl al momento della sua costituzione;
  2. partecipazione su mandato dei soci ad eventi di promozione in Italia e all’estero;
  3. avvio di servizi per i comuni, ad esempio la gestione dello IAT delle Terre di Castelli e dell’Ostello di Vignola, che col tempo e la verifica svolta si sono rivelati in passivo;
  4. investimento su progetti che non hanno dato risultati positivi e sono stati successivamente chiusi;
  5. l’aumento dell’incidenza del costo del personale della Srl a supporto dei servizi per trasformazioni contrattuali richieste dai sindacati. Nel 2007 i dipendenti erano complessivamente 21 [ora sono 9, di cui 1 part-time];
  6. investimento sull’agenzia di viaggi Emozioni Emiliane, la chiusura del cerchio (…) in quanto non è la Srl ad avere titolo a vendere pacchetti turistici commerciali. Questa agenzia di viaggi era costituita assieme ad un importante socio [privato] che poi si è ritirato dalla compagine, per motivi di scelta propria, rendendo impossibile di fatto la prosecuzione dell’agenzia, in quanto questo socio aveva le caratteristiche tecniche per far funzionare l’agenzia;
  7. infine fatture di forniture non pagate o pagate parzialmente da clienti per le quali l’attività di recupero crediti non ha dato risultati.

Queste sono state le cause.

Fabio Federici, presidente della Strada, strepita contro il recesso dei comuni di parte modenese dalle pagine della Gazzetta di Modena (qui il 23 febbraio 2015)

Gazzetta di Modena, 23 febbraio 2015.

[2] Interrompiamo per un attimo il resoconto di Federici (lo riprenderemo più avanti) per qualche prima osservazione. Insomma, stando al suo resoconto si sarebbe trattato di una serie di sfortunati eventi. Maledetta sfortuna che si è accanita contro la Strada dei vini e dei sapori Città Castelli Ciliegi! Ma è una ricostruzione che non regge. Per un semplice motivo. Stiamo parlando di un deficit di bilancio protrattosi nel tempo e che ha prodotto un debito di 800mila euro, non 80mila! E’ l’entità del “buco” che contraddice la ricostruzione di Federici! 800mila euro! Ottocentomila euro! Almeno ottocentomila (ma forse ancora di più). Insomma, se i “meccanismi di controllo” fanno scattare un piano d’intervento quando il “buco” è di 800mila euro vuol dire che c’è qualcosa che non va non solo dal lato della gestione, ma anche in quella del controllo! Vuol dire, dunque, che quei meccanismi di controllo non funzionano. Ma non è tutto. Chi prestasse fede alla ricostruzione fatta da Federici si dovrebbe convincere di una realtà di malagestione, ovvero di incapacità gestionale. Ma i rumors dicono altro: dicono di malaffare, ovvero di uso distorto delle risorse della strada, di mix perverso tra affari pubblici ed affari privati. Sino ad ora di rumors si tratta ed in quanto tali vanno trattati. Ma un “buco” di 800mila euro non si determina dall’oggi al domani (in un ente che in quegli anni aveva un bilancio economico da 250-300 mila euro) e forse la malagestione non è sufficiente per produrre un siffatto disastro. L’altra cosa da considerare è che Fabio Federici ha iniziato a raccontare queste cose solo a partire dal 2014, prima sollecitato da questo blog (vedi), poi da un’interpellanza in consiglio comunale presentata da Civicamente Samoggia a maggio 2015 (qui il testo: pdf). Insomma, dichiarazioni “spintanee” e tardive. Non è un po’ tardi per rappresentare ai cittadini questa realtà dissestata? Ma anche la ricostruzione “fa acqua”, ovvero contiene aspetti non credibili. Tra i servizi avviati per i comuni (singolarmente si fa riferimento solo a quelli modenesi) e poi rivelatisi economicamente deficitari sono citati la gestione dell’ostello comunale di Vignola e la gestione dello IAT dell’Unione Terre di Castelli. Il primo effettivamente è stato dismesso perché non garantiva un adeguato ritorno (e dunque la Strada ha chiesto la rescissione del contratto in anticipo: vedi), ma il secondo è ancora in essere. Fosse risultato economicamente insoddisfacente (per la Strada) perché non rinunciare ad erogare anche quel servizio?

Il municipio di Crespellano dove si è tenuta la seduta consiliare del 28 luglio 2015 (la foto è del 7 dicembre 2013)

Il municipio di Crespellano dove si è tenuta la seduta consiliare del 28 luglio 2015 (la foto è del 7 dicembre 2013)

[3] Qualche informazione aggiuntiva Federici la fornisce anche su come è stata affrontata la situazione del “buco” di bilancio della Strada. E qui entra i causa la sua responsabilità, visto che è in quel passaggio che egli diventa presidente. “E’ stato quindi presentato un piano che ha ottenuto l’assenso dei soci, comuni e privati, e della banca CRV e della maggior parte dei creditori. Si è proceduto all’accensione di un mutuo di 650mila euro in capo alla Srl. Di questi 650mila, 300mila inizialmente sono stati depositati nel conto corrente di garanzia presso la banca stessa e successivamente riassorbiti dalla banca. Su questo mutuo i soci pubblici e dell’associazione non hanno prestato garanzie [sic!]. Ed un mutuo di 160mila euro in capo all’associazione, utilizzato per ripianare il passivo della Srl di cui deteneva le quote.” Più avanti (vedi alle ore 02.23.26 della video registrazione) Federici preciserà che in questo caso sono state invece fornite garanzie alla banca: “Il mutuo in capo all’associazione di 160mila euro è stato garantito dal sottoscritto [Fabio Federici] come presidente e da un membro del Consiglio di amministrazione, Milco Maccaferri [ex-assessore DS del comune di Marano e tuttora componente del cda della Strada], su esplicito mandato dei soci.Qui siamo di fronte davvero alle allucinazioni: i soci, pubblici e privati, avrebbero “dato esplicito mandato” al presidente e ad un altro membro del Cda di mettere immobili di loro proprietà (perché di questo si tratta!) a garanzia del prestito ottenuto dalla banca! Intreccio perverso pubblico-privato (ma evidentemente sul punto Federici non racconta la vicenda per intero). E poi continua: “Si è poi proceduto a definire accordi e piani di rientro con i creditori per un totale di ulteriori impegni per circa 300mila euro per i quali sono stati assunti impegni di rateizzazione e di progressivo (…) Una parte importante della riorganizzazione è stata dedicata al ridimensionamento dei costi del personale e ad una selezione delle attività e dei servizi per gli associati che ha portato la Strada dei vini ad essere una delle più attive e propositive della regione Emilia-Romagna.” Segue una proclamazione delle magnifiche e progressive sorti della Strada e di quanto gli amministratori sono stati bravi in questi anni (“l’investimento sulla Strada dei vini e dei sapori ha dato in questi anni risultati molto positivi” e così via – sarebbero stati anche tra i primi in Italia ad utilizzare il web 2.0 per la promozione … Basta in realtà guardare il sito web e la pagina facebook della Strada per capire quanto siano inadeguati quegli strumenti!). Comunque, l’opinione di Federici è chiara: “occorre dare continuità” a questa esperienza. Insomma, la Strada non chiuderà anche se, come avverrà a breve, si ridurrà ad ente di promozione solo per i comuni della parte bolognese.

Il logo della Strada dei vini e dei sapori "Città Castelli Ciliegi" fotografato presso l'ex-sede della Strada, l'ostello comunale di Vignola (foto del 19 ottobre 2013)

Il logo della Strada dei vini e dei sapori “Città Castelli Ciliegi” fotografato presso l’ex-sede della Strada, l’ostello comunale di Vignola (foto del 19 ottobre 2013)

[4] E la situazione attuale? Posto che nella ricostruzione del passato Federici è ambiguo, incompleto, riluttante, ancora meno dice dell’attuale situazione. La domanda principale, in questo caso, sarebbe la seguente: quanto ammonta ad oggi il debito verso le banche e fornitori (quel debito che a 2008 era di 810.000 euro verso le banche, con piano di dilazionamento di 300.000 euro verso i fornitori)? Federici questo non lo dice. E dunque dovremo “scavare” ancora per venirne a capo. Dice però due cose:

  1. che “la quota di restituzione del mutuo [quale? Plausibilmente solo quello dell’associazione, ovvero i 160mila euro; non quello in capo alla Srl, ovvero 650mila euro] pesa sul conto economico per circa 13.000 euro all’anno”;
  2. che la rata annuale del mutuo in capo all’associazione “viene pagata regolarmente grazie ai proventi dell’attività di mercato svolta dall’associazione, ad esempio campagne di ceste natalizie, vendite di (…), proventi da partecipazione di eventi enogastronomici.

Insomma, così vorrebbe farci credere Federici (in risposta al quesito “chi paga per il buco?” sollevato su questo blog: vedi), non sono “distratti” fondi pubblici a servizio del debito. In realtà la risposta non è affatto convincente. E’ legittimo continuare a sospettare, invece, che una quota parte del corrispettivo pagato (con soldi dei cittadini) per i “servizi” che l’Unione Terre di Castelli acquista dalla Strada risulti a servizio del debito. Per intenderci, che a fronte del pagamento di 105mila euro (per le due convenzioni in essere) l’Unione riceva servizi di valore inferiore (ed il resto sia utilizzato dalla Strada per restituire la quota del prestito con relativi interessi). Servirebbe una contabilità analitica in grado di evidenziare costi e ricavi dello IAT dell’Unione e del restante progetto di valorizzazione (sic) per dissipare questo sospetto. La parola di Federici, tardiva, parziale, riluttante, è tutt’altro che sufficiente.

La targa della Strada presso l'ex-sede, il "Casale della mora", ostello comunale. Poi lasciato a fine 2012 (foto del 19 ottobre 2013)

La targa della Strada presso l’ex-sede, il “Casale della mora”, ostello comunale. Poi lasciato a fine 2012 (foto del 19 ottobre 2013)

[5] Ultima informazione riguarda lo strano caso di “dimissioni-non dimissioni” di Federici. Che dice: “Il sottoscritto si è dimesso da presidente dell’associazione il 14 novembre 2014 per motivi legati alla propria attività professionale. Le dimissioni sono state accolte, ma mi è stato chiesto di mantenere il ruolo per l’ordinaria amministrazione [insomma: accolte o non accolte?] in attesa di trovare un presidente disponibile, decisione maturata il 27 maggio ultimo scorso.” In perfetto “stile Federici” anche questa ricostruzione. Insomma, quando si è dimesso da presidente? Quando le dimissioni sono divenute effettive? Che senso hanno le dimissioni [che lui dice “accolte”!] il 14 novembre, ma operative dal 27 maggio?

Il Resto del Carlino - Bologna di oggi, 10 giugno 2015.

Il Resto del Carlino – Bologna di oggi, 10 giugno 2015.

[6] A sentire l’ex-presidente Fabio Federici va dunque tutto bene nella Strada dei vini e dei sapori. I problemi del passato (almeno 800mila euro di “buco”!) sono dovuti esclusivamente ad “una serie di sfortunati eventi”. Una congiuntura (astrale?) sfavorevole. Nessuno ne porta responsabilità. Nessuno che debba essere chiamato a pagare. Solo i cittadini, visto che plausibilmente i comuni pagano di più di quanto ottengono in servizi (e così contribuiscono al “piano di risanamento”). Probabilmente il tanto strepitare dietro all’uscita dei comuni del modenese ha questa motivazione al fondo (vedi). Ma è una descrizione nient’affatto convincente – ha dunque buon gioco il consigliere di Civicamente Samoggia Simone Rimondi nel far notare, nel corso della successiva “dichiarazione d’insoddisfazione”, che se tutto va bene nella Strada perché molti la stanno abbandonando (es. i soci privati, prima più di 200, ora sono solo una sessantina)?

Il Resto del Carlino - Bologna del 9 giugno 2015, p.15.

Il Resto del Carlino – Bologna del 9 giugno 2015, p.15.

[7] E del ruolo giocato dal PD (allora DS) nella “cabina di regia” del piano anticrisi della Strada? Ovviamente Federici non ne ha parlato – su questo disponiamo invece la testimonianza, rilasciata alla stampa, dell’ex-sindaco di Zola Predosa Giancarlo Borsari (pdf). Insomma, c’è ancora opacità su questa tribolata vicenda. Così come c’è opacità sull’attuale performance della Strada (zero documenti di rendicontazione trasmessi ai consigli comunali). Come da tempo è evidente, occorrerebbe innovare profondamente il dispositivo di governance, all’insegna della trasparenza e del controllo partecipato (se c’è una cosa chiara nella vicenda è che i controlli “istituzionali” soccombono di fronte alle lealtà di partito). Come abbiamo già osservato è questa la principale responsabilità di Fabio Federici: pensare che si potesse salvare la Strada nell’opacità, ovvero rinunciando a fare chiarezza sulle responsabilità e senza innovare il dispositivo di governance (vedi). Insomma, gli daranno una laurea honoris causa in public management ed in risanamento del bilancio di un ente colpito da “una serie di sfortunati eventi”? Improbabile.



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PS I nuovi amministratori dell’Unione Terre di Castelli hanno deciso di uscire dalla Strada dei vini e dei sapori Città Castelli Ciliegi ritenendo insoddisfacente il rapporto tra spesa sostenuta e servizi ottenuti. Con la deliberazione della giunta dell’Unione n.15 del 19 febbraio 2015 si è dunque formalizzata l’uscita dalla Strada con 6 mesi di anticipo rispetto alle due convenzioni in essere, dunque rispettivamente da fine 2015 e dal 30 giugno 2016 (vedi). E’ quanto ricorda all’inizio del suo intervento lo stesso Federici che risponde all’interpellanza in qualità di assessore al bilancio, alle attività produttive, commerciali e marketing territoriale del comune di Valsamoggia (o in qualità di ex-presidente della Strada?).

PPS Ancora oggi sul sito web della Strada Federici appare come presidente (vedi)! I vertici sono i seguenti: Presidenza: Federici Fabio. Consiglio di amministrazione: Membri Effettivi: Bruzzi Carlo – Comune di Castelnuovo Rangone; Federici Fabio – Comune di Crespellano; Fiorini Stefano – Comune di Zola Predosa; Maccaferri Milco – La Bottega dei Sapori – Marano sul Panaro; Menzani Alessandro – Ass. Pro Loco Casalecchio Insieme – Casalecchio di Reno; Montanari Giorgio – Comune di Castelvetro di Modena; Reggianini Ilario – Congrega del Balsamela – Castelvetro di Modena; Russomanno Anna – Agriturismo Ca’ Soave – Castello Serravalle; Solano Luigi – Istituto “Lazzaro Spallanzani” – Castelfranco Emilia; Ventura Silverio – Comune di Sasso Marconi; Verascina Antonio – AV Eventi – Fiorano. (Ultimo accesso: 9 agosto 2015, ore 17.20).

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