Lettera aperta a Manuel Terzi sul centro storico di Vignola

Gentile Manuel, ho letto su Il Resto del Carlino di ieri, 18 luglio, la sua “lettera aperta” al sindaco di Vignola dove lamenta della chiusura alle auto di via Bernardoni e dove, soprattutto, difende un centro storico “a misura d’auto”, visto che questo, secondo lei, garantirebbe le migliori condizioni per le attività commerciali che popolano il centro storico vignolese. Sul tema di un centro storico insieme vitale ed “a misura d’uomo” ho scritto più volte nei miei commenti sulle vicende amministrative di questa città (vedi) e dunque intervengo a mia volta con una “lettera aperta” indirizzata a lei ed ai numerosi commercianti (o bottegai, come lei ama definirsi) perplessi (quando non decisamente contrari) rispetto all’ipotesi di un centro con meno auto in circolazione e in sosta.

Il Resto del Carlino, 18 luglio 2015, p.18.

Il Resto del Carlino, 18 luglio 2015, p.18.

[1] Condivido la preoccupazione circa la sostenibilità economica di un esercizio commerciale in tempi di contrazione dei redditi e dei consumi: è giusto dunque che ogni progetto di intervento sulla città si prefigga di aiutare l’economia locale, non di indebolirla. La questione, però, è se per fare ciò dobbiamo continuare ad accettare l’invasione delle automobili negli spazi più belli della nostra città. E’ lecito dubitarne. Ed infatti molti cittadini (anche residenti e fruitori dei centri storici) ne dubitano. Moltissime città europee hanno riqualificato i propri centri urbani togliendo le auto e ciò non ha affatto ucciso l’economia. In molte realtà l’ha fatta decollare. Anche in Italia crescono le città che pedonalizzano i centri storici o comunque vi limitano l’accesso delle auto. Ed anche in quei casi con risultati positivi per l’economia. Il caso più eclatante, vicino a noi, è quello di Bologna con la pedonalizzazione del centro nel week end (i famosi T-days): dapprima fortemente osteggiata dai commercianti e dalle loro associazioni di categoria, quindi fortemente apprezzata pure da loro (che anzi hanno richiesto un’estensione dell’area pedonalizzata: vedi).

Il Resto del Carlino, 17 luglio 2015, p.14.

Il Resto del Carlino, 17 luglio 2015, p.14.

[2] Non ci sono ricette trasferibili meccanicamente da una città all’altra, ma non c’è dubbio che anche per Vignola si potrebbe sviluppare un progetto di pedonalizzazione parziale o totale del nostro piccolo centro storico (ricordo che ha un diametro di 250 metri!) che ne aumenti l’attrattività, piuttosto che trasformarlo in una ghost town. Molti cittadini l’apprezzerebbero (vedi). Molti esercenti o bottegai finirebbero per l’esserne convinti. Ciò che serve per arrivare ad un progetto credibile e che tenga conto il più possibile delle esigenze di tutti (residenti, esercenti, fruitori) è noto da tempo (vedi). Anche le associazioni di categoria oggi non possono dire esplicitamente di no ad una ipotesi di pedonalizzazione. Affermano, infatti, che “la chiusura del centro storico è e rimane un punto di arrivo del processo di riqualificazione e rilancio, non il mezzo” (così su Il Resto del Carlino del 17 luglio 2015, p.14). Certo, c’è della strumentalità in questa posizione, ma offre comunque anche un’opportunità per un’amministrazione che intendesse lavorare seriamente sul tema: si arrivi il prima possibile a definire quali requisiti debbono essere soddisfatti per procedere con la pedonalizzazione e poi si sviluppi un programma di lavoro per arrivare a soddisfare tali requisiti in tempi brevi, sapendo comunque che qualche anno servirà.

Auto parcheggiate in via Garibaldi, davanti alla chiesa parrocchiale. Chi vorrebbe tornare al 1971?

Auto parcheggiate in via Garibaldi, davanti alla chiesa parrocchiale. Chi vorrebbe tornare al 1971?

[3] Dobbiamo anche dirci che bisogna che lavoriamo (tutti) per modificare quei comportamenti che rendono gli italiani un po’ meno “civili” dei cittadini di altri paesi europei: rinuncia all’auto a favore di altri mezzi (e soprattutto di bici e piedi), evitare la sosta selvaggia (facilmente documentabile anche a Vignola, anche in centro storico, anche davanti al suo locale), maggiore attenzione a non inquinare, maggiore raccolta differenziata dei rifiuti e riciclaggio, ecc. Tutti comportamenti che impongono qualche “onere” aggiuntivo, ma che se seguiti da un numero crescente di persone diventano presto “leggeri” da mettere in campo e, soprattutto, dischiudono benefici collettivi oggi non immaginabili. Insomma, ci sono buone ragioni per ridurre la presenza delle auto nelle nostre città, soprattutto nei centri storici che sono i luoghi più belli e che maggiormente segnano l’identità collettiva.

Quando Piazza dei Contrari era un parchegglio (era il 1985). Chi la rivorrebbe così? (foto della Fondazione di Vignola)

Quando Piazza dei Contrari era un parcheggio (era il 1985). Chi la rivorrebbe così? (foto della Fondazione di Vignola)

[4] Un’ultima considerazione. Leggo che lei ha firmato la sua “lettera aperta” come “fiero bottegaio”. Lo ha fatto pensando di contrapporsi alle parole del sindaco che, il giorno prima, sempre da Il Resto del Carlino, aveva invitato a smetterla di “ragionare come dei bottegai sui 2 caffè in più o in meno. Serve una visione più ampia”. Intendiamoci su questo. Il sindaco invita ad ampliare gli orizzonti e lei non può che concordare su questo (come peraltro ha già fatto quando, da non vignolese, ha deciso di localizzare la sua realtà commerciale a Vignola, scegliendo proprio il centro storico). La passione e l’amore per il proprio lavoro, così come la serietà circa i propri adempimenti (il pagare le tasse ed i propri dipendenti con puntualità), oggi debbono essere coniugati anche con una maggiore attenzione al contesto urbano ed all’ambiente. Solo questo – oggi – consente davvero di riaffermare l’orgoglio dell’essere “bottegai”. Non c’è alternativa, visto che tutti, da operatori economici e da cittadini, siamo tenuti a comportamenti anche rispettosi del contesto urbano e dell’ambiente che abbiamo ricevuto in eredità. Insomma, c’è certamente il modo per innovare anche nel rapporto tra auto e città, senza per questo affossare l’economia. Sarebbe ora di prendere sul serio questo impegno e di uscire dalle sterili contrapposizioni, come se non si potesse fare nulla per migliorare il volto delle nostre città. Viene in mente quando, più di trent’anni fa, le auto erano parcheggiate davanti alla Rocca e davanti alla chiesa parrocchiale di Vignola. O quando a Bologna Piazza Maggiore, proprio davanti a San Petronio, era un grande parcheggio. Da lì le automobili sono infine state tolte e l’economia delle nostre città è “sopravvissuta”. Questo fa ben sperare chiunque sia convinto che si può ancora “migliorare”, sottraendo ancora un po’ dei luoghi più belli della città alla “tirannia” delle automobili. Magari pure migliorando  l’economia della città.

Fino a settembre 1968 Piazza Maggiore a Bologna venne usata come parcheggio. La pedonalizzazione fu dunque un attentato all'economia del centro storico?

Fino a settembre 1968 Piazza Maggiore a Bologna venne usata come parcheggio. La pedonalizzazione fu dunque un attentato all’economia del centro storico?

PS Ho tralasciato altre questioni più spicciole che lei solleva nella sua “lettera aperta” perché le considero davvero marginali. Non mi sembra che la chiusura del tratto di via Bernardoni che dà accesso al centro storico da via Ponte Muratori (disposta dall’amministrazione a seguito dei cantieri in corso per luglio ed agosto: pdf) costituisca un problema per i corrieri diretti al suo esercizio e per le operazioni di carico/scarico. Faranno semplicemente un giro più lungo. Se fossero in difficoltà mandi loro un pdf con le istruzioni. Circa l’andamento degli affari non valgono ovviamente mie rassicurazioni. Non ne ha bisogno. Quella del Caffè Terzi è un’attività di qualità che ha indubbiamente buone chances dal punto di vista degli affari. Se poi vi sposterete nei locali ex-Bassoli, in via Fontana, come qualcuno dice, le chances non potranno che aumentare (e, magari, sarebbero pure maggiori se via Fontana avesse una pavimentazione diversa dall’asfalto e se, pedonalizzata, potesse accogliere i vostri tavolini).

Auto parcheggiate impropriamente in via Selmi, in centro storico (quella bianca parcheggiata per ore nel posto riservato a carico/scarico) (foto del 18 luglio 2015)

Auto parcheggiate impropriamente in via Selmi, in centro storico (quella bianca parcheggiata per ore nel posto riservato a carico/scarico) (foto del 18 luglio 2015)

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4 Responses to Lettera aperta a Manuel Terzi sul centro storico di Vignola

  1. manuel terzi ha detto:

    Buongiorno, non me ne voglia se si tratta di mia imperizia, ma non trovo la sua firma: non si firma? Con chi sto “parlando”? Venendo alla sua: non sostengo un centro a misura d’auto, e non ho mai detto che ritengo che non vadano pedonalizzati i centri storici, bensì che potrebbe avere ripercussioni negative e potenzialmente pericolose il farlo senza valutare e ponderare attentamente come e quando farlo. La stessa pedonalizzazione della zona “T” di Bologna ha creato gravi problemi (iniziali): ha idea del calo di fatturato delle attività nella zona “T”? Ha idea di che riduzione degli addetti hanno dovuto effettuare alcune attività? Secondo alcuni commercianti della suddetta zona siamo sul 30/40% Ritengo inoltre che abbia poco senso postare foto di auto in Piazza Maggiore 50 anni fa: sarebbe semplice postare foto odierne di pedoni in zona pedonale in atteggiamenti poco consoni e discinti, ma questo non sarebbe significativo ai fini di una ipotetica denigrazione dei progetti di pedonalizzazione, non nelle mie intenzioni. Ritengo che la direzione debba essere nella ricerca e nella identificazione di un percorso scevro e privo di problemi, non nella ricerca di possibili problemi nei percorsi altrui. Ho detto e ripeto che credo che il percorso sia e debba essere quello della pedonalizzazione dei centri storici, ma in maniera logica e ponderata nel rispetto non solo di chi ha scelto di risiedere nel centro, ma anche nei confronti di chi ha scelto (e ottenuto autorizzazioni) di svolgervi attività. Gli oneri aggiuntivi a cui è necessario fare fronte per la pedonalizzazione ritengo debbano essere a carico delle amministrazioni e non degli esercenti o dei residenti. Sa, mi viene da sorridere quando parla di sosta selvaggia davanti al mio locale: ma non per le sue parole, bensì per il fatto che da diversi giorni abbiamo il parcheggio dedicato al carico e scarico merci dalla mattina alla sera occupato degli imbianchini che stanno ripristinando la facciata dell’immobile di fronte, e vuol ridere anche lei? Stamani un consigliere comunale (mi dicono esserlo), ha dovuto scaricare merci parcheggiando nel parcheggio dedicato ai disabili! 🙂 🙂 🙂 Mi preme, non di meno, rassicurarla che la mia attenzione all’ambiente è viva e presente, ben oltre la chiusura di via Bernardoni. Infine, scusandomi ancora se si tratta di mia goffaggine, mi piacerebbe capire con chi sto parlando. ….Per chiudere, una preghiera: ad un povero Bottegaio che si sente e si firma tale, ma definito tale dal sig. Sindaco, non tolga quella piccola soddisfazione che gli resta della B maiuscola che al sig. Sindaco è sfuggita….Grazie mille! 🙂

    Manuel Terzi Fiero Bottegaio

  2. sergio smerieri ha detto:

    Confermo: primo che sono un consigliere. secondo che sono un bottegaio Terzo che ho parcheggiato per 15/20 secondi la macchina nel posto disabili davanti al coffee lab di Manuel Terzi. Dovevo caricare due scatoloni ( per il fatto che da diversi giorni abbiamo il parcheggio dedicato al carico e scarico merci dalla mattina alla sera occupato degli imbianchini che stanno ripristinando la facciata dell’immobile di fronte) e ho lasciato mia moglie in auto nel caso un disabile con molta fretta dovesse parcheggiare. A me non fa ridere ma se serve al dibattito posso anche dire che: Ho fatto di peggio nella vita.
    Colgo l’occasione per dire il mio parere su un aspetto della chiusura del centro storico. A mio avviso la chiusura di via Bernardoni è stata funzionale ai lavori sul ponte. Per quel che mi riguarda resta cmq assurdo che le auto dirette a Marano o Castelvetro usino quella strada come scorciatoia: inquinano e basta. Il transito fine a se stesso dovrebbe essere indirizzato seguendo il tragitto normale. Concludo dicendo che questo è dovuto a quel orribile tragitto che è stato tracciato alcuni anni fa per cui le auto devono fare il giro dello Shangri La, per intenderci.
    firmato Sergio Smerieri, un altro povero Bottegaio che si sente e si firma tale.

    • Ivo ha detto:

      In effetti davvero assurdo che si usi quella via come scorciatoia per poi uscire sul tratto verso la piscina a 70k/h!! Non é però così scontato e facile ridisegnare la viabilità interna del centro.

  3. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Ciao Manuel,
    provo a rispondere.

    1) T-days a Bologna. Tu chiedi: “ha idea del calo di fatturato delle attività nella zona “T”? Ha idea di che riduzione degli addetti hanno dovuto effettuare alcune attività? Secondo alcuni commercianti della suddetta zona siamo sul 30/40%.” Rispondo francamente: non ne ho “idea”. Ma secondo me non ce l’hai nemmeno tu. Non mi risulta che siano stati fatti studi sull’impatto economico della pedonalizzazione. Purtroppo. Per questo non lo sappiamo. E di certo le “voci” circa un impatto economico negativo, nella fase in cui commercianti ed associazioni di categoria stavano dando battaglia CONTRO i T-days, non erano voci disinteressate. Ma “normale” dialettica contro un progetto dell’amministrazione bolognese. Ma se hai dei dati, di quelli veri, sono ben lieto di prenderli in considerazione. Ciò che invece sappiamo di certo è che dopo pochi mesi le proteste si sono esaurite. Anche Enrico Postacchini, presidente dell’ASCOM Bologna, la più potente lobby che si è mobilitata contro i T-days non ha più potuto continuare la “guerra contro”. Per un semplice motivo, evidentemente: che le cose sono andate meglio non solo di quanto paventato, ma anche della situazione precedente. Tant’è che, fatto davvero singolare, gruppi di commercianti hanno iniziato a chiedere l’ESTENSIONE della pedonalizzazione, non la sua smobilitazione. Ed è appunto a questo che si riferisce uno dei post che ho scritto qualche mese fa – anch’io stupito da queste richieste dei commercianti bolognesi:
    https://amarevignola.wordpress.com/2014/08/25/pedonalizzare-o-non-pedonalizzare-la-discussione-e-accesa-anche-tra-i-negozianti/
    Potrebbe succedere lo stesso ai commercianti del centro storico vignolese? Certo, è un’eventualità che nessuno può escludere. Nulla di automatico, ma una semplice possibilità. Dipende ovviamente dal successo o meno dell’iniziativa.

    2) Tu ritieni che “abbia poco senso postare foto di auto in Piazza Maggiore 50 anni fa”. Invece a me sembra sensatissimo. Così come mi sembra sensatissimo postare foto di quando in via Garibaldi si poteva parcheggiare l’auto e di quando Piazza dei Contrari era un parcheggio. E mi sembra sensatissimo per una semplicissima ragione. Quelle foto, di 50, 40 o 30 anni fa ci dicono una cosa chiara: da allora il “movimento” che si è aperto va in direzione di togliere le auto dai centri storici e dai luoghi belli della città (ed i centri storici, piaccia o non piaccia, sono uno dei pochi luoghi belli delle città moderne). Negli anni ’50 e ’60 non eravamo consapevoli di quanto fossero importanti. Non eravamo consapevoli della bellezza dei luoghi storici della città. Inebriati dal mito dell’automobile la parcheggiavamo anche davanti a San Petronio! Ma era un fenomeno “regressivo”, di impoverimento “culturale”, certo più ampio. Così si buttavano i mobili in legno per acquistare quelli in truciolare. E con i prodotti derivati dal petrolio (tra cui il famosissimo Moplen) pensavamo di poter abbellire ogni casa. Per fortuna quella “sbandata” è passata. I guasti che quell’atteggiamento culturale ha prodotto (ciò che è “moderno” è automaticamente dotato di più valore) ci hanno costretto ad aprire gli occhi. Inquinamento, congestione, auto che invadono dappertutto (anche i marciapiedi), ecc. iniziano a diventare fastidiosi. Ma soprattutto è crescita la percentuale della popolazione che riconosce che una bella piazza è meglio. Che la Rocca e Palazzo Barozzi senza l’assedio delle auto è meglio. Che anche la casa del Muratori senza le auto è meglio. Che via Soli ed il giardino pensile Galvani senza le auto è meglio. Certo, sentiamo ancora la schiavitù della comodità, ma basta poco – in verità – per liberarsene. Il centro storico di Vignola ha un diametro di 250 metri! Alla persona anziana è giusto consentire di arrivare e trovare un parcheggio libero in piazza Carducci. Tutti gli altri possono fare duecento metri. Anche per andare a prendere un caffè. Perché un’altra cosa che quelle foto testimoniano è che c’è la possibilità di allontanare le auto dal centro storico senza farlo morire. Anche per questo è bene ricordarcelo ogni volta: si può fare! Dunque dividiamoci semmai sul “come”, ma non sul “se”. Sviluppiamo la competizione sul trovare il progetto migliore, ma sapendo che a quello si deve arrivare.

    3) Se è vero che presto sposterete la vostra attività in via Fontana, non pensi che sarebbe bello poter mettere i tavolini sulla strada, ovviamente pedonalizzata? A me piacerebbe molto di più un centro storico, quello vignolese, pedonalizzato. In cui le strade possono essere usate per i tavoli di bar, pub, birrerie, osterie, ristoranti. O per presentazioni di libri e piccoli eventi culturali. O per far girare in tranquillità i bambini. Ripeto, stiamo parlando di un’area di 250 metri di diametro. E che contiene 100 auto parcheggiate (il parcheggio di Corso Italia in superficie ha 90 posti auto). Insomma, non mi sembra troppo impegnativo costruire un progetto che porti alla pedonalizzazione, garantendo adeguati servizi (in primis, ovviamente, parcheggi nelle vicinanze).

    4) Ultimissima questione. Non te ne voglio per la tua imperizia. Ma questo è un blog “firmato”, ovvero d’autore. Che è indicato in alto a destra nella home page, con tanto di curriculum (per me la trasparenza è un punto d’onore):
    https://amarevignola.wordpress.com/info/
    Non ho bisogno di firmare gli articoli visto che sono tutti miei, quando non diversamente specificato. Come è precisato qui:
    https://amarevignola.wordpress.com/questo-sito/
    Vabbé, te la cavi con un caffè. 😉

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