Strada dei vini e dei sapori: si invita la magistratura ad indagare

Effetto snowball sulla Strada dei vini e dei sapori “Città Castelli Ciliegi”. Subito dopo che il gruppo consiliare “Civicamente Samoggia” ha presentato un’interpellanza sulla Strada (qui il testo: pdf) il presidente della Strada Fabio Federici ha rassegnato le dimissioni. Difficile pensare che sia una coincidenza. L’interrogazione, tra l’altro, chiede al sindaco del Comune di Valsamoggia se non ritenga vi sia un conflitto di interessi generato dal fatto che Fabio Federici è presidente della Strada dei vini e dei sapori (ente convenzionato e controllato), ma anche assessore comunale al bilancio e al marketing territoriale (ente committente e controllore). Davvero un po’ troppo! La vicenda è stata raccontata su Il Resto del Carlino – Bologna di ieri, 9 giugno, che ha raccolto anche le dichiarazioni di Federici stesso. Dichiarazioni che associate alla testimonianza dell’ex-sindaco di Zola Predosa, Giancarlo Borsari, nel frattempo “scomunicato” dal PD, rivelano ulteriori dettagli di questa vicenda inquietante. Tanto che oggi, sempre su Il Resto del Carlino – Bologna, la Lista Civica di Casalecchio di Reno (altro comune servito dalla Strada, anche se solo fino al 2013) chiede a gran voce che di questa faccenda si occupi la magistratura (pdf).

Il Resto del Carlino - Bologna del 9 giugno 2015, p.15.

Il Resto del Carlino – Bologna del 9 giugno 2015, p.15.

[1] Venerdì 5 giugno Fabio Federici si è dimesso da presidente dell’Associazione Strada dei vini e dei sapori “Città Castelli Ciliegi” (qui il sito web dell’associazione: vedi). Questo secondo quanto riportato da Il Resto del Carlino – Bologna del 9 giugno 2015, che alla vicenda ha dedicato una pagina intera (qui il pdf del primo dei tre articoli a pag.15). Solo a febbraio di quest’anno Federici (seppur presidente della Strada dal 2008) ha dichiarato pubblicamente dell’esistenza di un “buco” nel bilancio dell’ente (“sollecitato” dalla decisione dei comuni modenesi di abbandonare la Strada): “nel 2008 ci siamo trovati 800mila euro di debito” (così sulla Gazzetta di Modena del 7 febbraio 2015: vedi). Intervistato dal Carlino aggiunge ora ulteriori dettagli: l’accensione di un mutuo ventennale da 540mila euro garantito dagli stessi amministratori; la forte riduzione del numero dei soci (oggi 65 contro i 200 del passato); l’incidenza delle entrate da convenzioni con gli enti locali per più della metà degli oltre 500mila euro dei ricavi 2014. Certo, si dimentica poi di precisare la responsabilità del “buco”; di informare sull’entità del debito oggi verso banche e altri creditori; di osservare che il ripiano del debito (rata e interessi) è avvenuto ponendolo sulle spalle della collettività, ovvero con i soldi degli enti locali (ovvero di tutti i cittadini); di precisare che è stato lui per primo ad evitare la necessaria “operazione trasparenza” quando nel 2008 accettò di fare il presidente (vedi). E’ vero comunque che ogni volta che la vicenda finisce sui giornali si aggiunge un qualche dettaglio che consente di penetrare un po’ la cortina di opacità costruita attorno a questa vicenda (con chiara responsabilità delle amministrazioni comunali coinvolte, almeno di quelle in carica nella passata legislatura). Ma di sicuro non si potrà fare chiarezza con le sole dichiarazioni ai giornali da parte di protagonisti interessati.

Il Resto del Carlino - Bologna del 9 giugno 2015, p.15.

Il Resto del Carlino – Bologna del 9 giugno 2015, p.15.

[2] Ma non è tutto qui. Oltre alle dichiarazioni di Federici, il Carlino riporta anche quelle dell’ex-sindaco di Zola Predosa Giancarlo Borsari (fuoriuscito dal PD a cui si è contrapposto con una propria lista nelle elezioni del 2009). Sia Borsari che Federici concordano nel ricordare una riunione, nell’aprile 2008, nella sede della federazione del PD bolognese, in via della Beverara, in cui i rappresentanti degli enti locali coinvolti (diversi sindaci ed anche, così pare dal resoconto, rappresentanti delle due Province, Modena e Bologna – tutti PD) trattarono del “problema” del “buco” della Strada e di come farvi fronte (qui il pdf del secondo dei tre articoli). Tra i partecipanti (su questo concordano entrambi i testimoni, seppur ora su fronti contrapposti) anche l’allora segretario del PD di Modena, Stefano Bonaccini (ora presidente della Giunta Regionale dell’Emilia-Romagna), oltre ad un referente della segreteria PD bolognese. E’ davvero stupefacente la naturalezza con cui oggi queste cose vengono raccontate per la prima volta all’opinione pubblica! Un problema “istituzionale” (il buco di bilancio, frutto di cattiva gestione e forse di malaffare, di un ente di cui i comuni erano soci) viene tenuto nascosto ed affrontato a porte chiuse in una riunione di partito in cui si elaborano le “strategie” (sic) di crisis management. Strategie (sic) che hanno sin qui previsto di caricare sulla collettività (soldi di tutti) gran parte degli oneri derivanti dal debito. Hanno ragione gli esponenti della Lista Civica di Casalecchio: “Della vicenda della Strada dei vini e dei sapori si occupi la magistratura”. Punto.

Il Resto del Carlino - Bologna di oggi, 10 giugno 2015.

Il Resto del Carlino – Bologna di oggi, 10 giugno 2015.

PS Ad oggi mancano ancora le dichiarazioni sulla vicenda da parte del PD di Vignola. Quanto ancora dovremo aspettare? Qui il terzo dei tre articoli apparsi su Il Resto del Carlino – Bologna di ieri, 9 giugno 2015, con l’informazione circa l’interpellanza presentata da “Civicamente Samoggia” che ha dato il via alla “valanga” (pdf).

PPS Ulteriori sviluppi circa la Strada dei vini e dei sapori “Città Castelli Ciliegi”. Su Il Resto del Carlino – Bologna dell’11 giugno 2015 il sindaco di Casalecchio di Reno, Massimo Bosso, chiarisce che il suo comune è uscito dalla Strada nel 2013 perché non riteneva congruo il rapporto tra soldi spesi e risultati ottenuti (contraddicendo quanto sempre sostenuto dal presidente Federici) (pdf). Su Prima Pagina del 13 giugno 2015, invece, la notizia di un’interrogazione presentata dal gruppo consiliare Lega Nord al presidente della giunta regionale dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini (pdf). Sulla Gazzetta di Modena del 13 giugno 2015, infine, le dichiarazioni del sindaco di Vignola Mauro Smeraldi che critica la gestione prima dissennata, poi opaca della Strada (pdf). E riporta un ulteriore dato inquietante: dopo anni di “risanamento” il “buco” di bilancio, più esattamente i debiti ancora in essere della strada, sarebbe ancora di 800mila euro!

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2 Responses to Strada dei vini e dei sapori: si invita la magistratura ad indagare

  1. Rosanna Sirotti ha detto:

    iL pd DI VIGNOLA PARE NON ABBIA VOCE SE NON PER DIRE DELLE SCIOCCHEZZE.. VEDI aDANI. FORSE PERCHè SALTANO FUORI TROPPE ” MAGAGNE ” TENUTE SOTTO IL TAPPETO DA SEMPRE. oPPURE STANNO MEDITANDO UNA USCITA COL BOTTO’

  2. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Ulteriori sviluppi circa la Strada dei vini e dei sapori “Città Castelli Ciliegi”. Su Il Resto del Carlino – Bologna dell’11 giugno 2015 il sindaco di Casalecchio di Reno, Massimo Bosso, chiarisce che il suo comune è uscito dalla Strada nel 2013 perché non riteneva congruo il rapporto tra soldi spesi e risultati ottenuti (contraddicendo quanto sempre sostenuto dal presidente Federici):
    https://amarevignola.files.wordpress.com/2015/06/strada-vini-e-sapori_casalecchio-fuori-carlino-bo-11giu2015.pdf

    Su Prima Pagina del 13 giugno 2015, invece, la notizia di un’interrogazione presentata dal gruppo consiliare Lega Nord al presidente della giunta regionale dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini:
    https://amarevignola.files.wordpress.com/2015/06/strada-vini-e-sapori_interrogazione-lega-nord-rer-prima-pagina-13giu2015.pdf

    Sulla Gazzetta di Modena del 13 giugno 2015, infine, le dichiarazioni del sindaco di Vignola Mauro Smeraldi che critica la gestione prima dissennata, poi opaca della Strada. E riporta un ulteriore dato inquietante: dopo anni di “risanamento” il “buco” di bilancio, più esattamente i debiti ancora in essere della strada, sarebbe ancora di 800mila euro!
    https://amarevignola.files.wordpress.com/2015/06/smeraldi-su-strada-vini-e-sapori-gazzetta-13giu2015.pdf

    Una considerazione va fatta sul comportamento di almeno un istituto di credito (l’allora CRV, oggi confluita in BPER banca), decisamente singolare. Stando alle dichiarazioni di Federici, l’oramai ex-presidente della Strada, il muto ventennale di 540mila euro per fronteggiare il debito concesso dall’allora CRV, sarebbe stato erogato sulla base di “garanzie personali” (in termini di patrimonio immobiliare) fornite da Federici stesso e un altro socio. L’impressione è che ci si trovi di fronte ad un intreccio perverso tra economia e politica, condito con azioni decisamente avventate da parte di qualche amministratore locale. Di nuovo: occorre voltar pagina nella trasparenza più assoluta.

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